Ricette con Whisky

Cupcake dell’indipendenza

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Per i meno attenti al calendario, oggi è il 4 di luglio, ossia la data in cui si celebra l'invasione della terra da parte degli alieni nel film “Independence Day”, per pura coincidenza anche il giorno in cui storicamente i novelli “Stati Uniti d'America” dichiararono la loro indipendenza dai bevitori di tè del Regno Unito.

La giornata è diventata una festività nazionale dal 1776 in poi e viene annualmente celebrata con barbeque, sbraciate, fuochi d'artificio, parate, ingiustizie sociali, sparatorie ed altre cose molto americane. Siccome noi siamo un blog estremamente attento ai dettagli, vogliamo celebrare la giornata con dei cupcake con una preponderante componente alcolica. Questo non perché siamo degli alcolisti (o perlomeno, non soltanto), ma perché già il buon George Washington (lo conoscerete sicuramente dalla banconota da un dollaro) nel 1778 aveva concesso una doppia razione di rum ai suoi uomini!

Non perdiamoci in altre chiacchiere (sarebbe una cosa molto poco americana da farsi) e procediamo alla ricetta!

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Fonduta di Sant’Andrea

Il 30 novembre è un giorno memorabile per svariate ragioni, prima fra tutti la centralità di cui questa fausta ricorrenza è investita nella famosa filastrocca per ricordare il numero di giorni che compone ogni mese dell'anno (“30 dì conta novembre...”). Certo questo non sarebbe stato abbastanza per pubblicare proprio oggi una delle nostre gloriose ricette. Il 30 novembre infatti è importante anche per un altro motivo: la morte di Sant'Andrea!

Patroni a caso
Un'altra leggenda vuole che nel tardo VIII secolo, durante una delle battaglie contro gli inglesi, il re Ungo (lo stesso Óengus I Mac Fergusa menzionato precedentemente oppure Óengus II dei Piti) vide una nuvola incrociata a salterio, e disse ad alta voce ai propri compagni di osservare il fenomeno, indicativo di una protezione di sant'Andrea, e che se avessero vinto per questa grazia, lo avrebbero eletto quale loro santo patrono.
Wikipedia

Sappiamo bene che nelle vostre agili menti sta girando un ben nitido pensiero e che avete sulla punta della lingua un'esclamazione ben precisa: “E chi se ne frega?”. Questo perché voi forse non sapete quanto S. Andrea (da qui in avanti: Andy) fosse uomo pieno di risorse e, soprattutto, potreste non sapere che Andy è anche il veneratissimo santo patrono della Scozia (e qui: “E sti cazzi?”) nonché dei passaggi a livello. Potreste inoltre ignorare che il nostro Andy era conosciuto come uomo virile e possente (come lo scozzese medio insomma), e che la ragione per cui sia stato eletto a santo protettore di quelle genti dipende in larga parte dal fatto che il Re dell'epoca facesse uso di sostanze psicotrope prima della battaglia...

Insomma potreste ignorare tutto questo, certo però non potrete non sapere quanto la nostra capacità di renderci ridicoli ai fornelli (e non solo) sfoci assai spesso nell'idiozia e, ancora più spesso, nella schizofrenia. È per questo che ci scuserete se tutta la pippa su Sant'Andrea e la Scozia che avete sorbito finora è servita solo a giustificare blandamente il fatto che avevamo voglia di fare una ricetta con il kilt...

Proprio così, è tutta una grossa scusa. Ma cosa avreste fatto voi se aveste avuto la possibilità di usufruire di uno splendido kilt scozzese originale (gentilmente fornito da Filippo) senza riuscire a trovare una festività più o meno degna che vi desse la possibilità di indossarlo in pubblico? Ve lo diciamo noi, avreste scovato una ricetta scozzese di dubbio gusto e una festività non festeggiata da nessuno come abbiamo fatto noi! Perciò smettetela di giudicarci! Iniziamo piuttosto a fare questa inutile fonduta nello stile che contraddistingue ogni buon scozzese: violenza, rozzezza, nudità e whisky.

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