Tag “Ubriachezza molesta”

Limoncello turbo

Limoncello turbo

Infiniti dibattiti e guerre fratricide sono state scatenate dal dibattito sulle virtù dei vari tipi di frutta. C’è soltanto un elemento sul quale gli autori di questo blog sono assolutamente d’accordo.

Il limone è utile per esattamente 4 scopi:

  • Prevenire l’annerimento di altra frutta (superiore) con il proprio succo,
  • Guarnire la vostra tazza di English Breakfast (sempre che non vogliate fare i baronetti e metterci del latte),
  • Produrre limonata da vendere sulla bancherella di legno che avete costruito sul viale della vostra americanissima casa,
  • Produrre limoncello.

Vi hanno sempre raccontato che per produrre del limoncello degno di questo nome fossero necessari settimane di paziente attesa, durante il quale osservare il ciclo delle stagioni e fare profonde considerazioni sulla propria vita e l’assenza di un piano pensionistico. Nulla di più sbagliato: è possibile produrre del limoncello in maniera molto più rapida ed indolore! Addirittura, il tempo richiesto potrebbe essere inferiore alla durata media di un governo italiano. Miracolo!

Oggi vi presentiamo il modo più rapido per produrre dell’alcolico nettare di limone.
Il motto è: da 0 a ubriaco in meno di 3 ore!

Ancora, ancora, ancora!

Colcannon di S. Patrizio

Colcannon di S. Patrizio

Oggi è il giorno di San Patrizio, il patrono dell’Irlanda, della birra, del colore verde e degli approcci tristissimi ed ebbri nei locali notturni di cui per fortuna non ci si ricorda il giorno dopo. (È anche il patrono delle automobili quando state guidando con un amico ubriaco in procinto di vomitarvi sui tappetini. Crediamo.)

Se San Patrizio viene festeggiato senza essere mai stato canonizzato ufficialmente, noi possiamo sicuramente darci alla cucina senza esserne assolutamente in grado! Oggi infatti prepariamo il Colcannon, un concentrato di patate e cavolo, ricoperto di burro e da annaffiare con della birra. Praticamente la promessa di indicibile gonfiore la mattina dopo! *proooot*

Il nome del piatto, Colcannon, suona già come un discreto suggerimento irlandese sul mezzo con cui liberarvene. Oppure una suggestiva metafora dello stato del vostro intestino dopo il consumo. Chissà.

Il mio basso ventre già freme.

Si sente.

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Birramisù dell’ebbrezza

Birramisù

L’avrete notato di sicuro: è evidente che uno dei maggiori punti saldi nelle vite degli autori del blog è la birra (assieme all’incredibile passione per il ridicolo — di se stessi — e la proverbiale inabilità in cucina e/o nella vita).

Ebbene, tra gli estimatori della divina bevanda rinfrescante si annovera anche Benjamin Franklin, appena più celebre dei suddetti autori per aver redatto, tra un boccale di birra e l’altro, niente di meno che la costituzione statunitense (dalla quale però Washington dovette successivamente rimuovere tutti quei “vi voglio bene ragassci, venite qua, fatevi abbracciare” presenti nella prima stesura). Secondo Benjamin infatti la birra è la prova concreta che dio ci ami e che ci voglia felici. (La recente diffusione dell’ebola mina un po’ questa mirabile congettura, ma facciamo finta di niente.)

La birra infatti non soltanto galvanizza panzuti scrittori di costituzioni, ma può essere anche sfruttata per migliorare qualsiasi pasto vogliate realizzare (come ad esempio il nostro pasticcio alla Guinness)! È proprio con questa premessa che oggi vi proponiamo il Birramisù, l’anello mancante tra dessert e bevanda post-pasto.

Avanti…

Brezel teutonico

La cultura tedesca ha dato molto al mondo. Non solo l'indubbio splendore estetico del calzino di spugna bianco nei sandali, l'amore per l'efficienza, la puntualità dei treni e, perché no, svariati gran premi di Formula 1 vinti per conto della Ferrari. Ma soprattutto, la lingua tedesca ci ha donato un patrimonio di parole e concetti assolutamente specifici quanto intraducibili, facendo sì che si possa tranquillamente parlare di Weltanschauung per indicare la visione del mondo portata in Auge da un personaggio di un Bildungsroman. (La frase potrebbe non aver senso in nessuna lingua indo-europea.)

Sorvolando sull'impagabile possibilità di esprimersi in maniera altisonante, colta e soprattutto incomprensibile, la cultura tedesca contribuisce anche sensibilmente al patrimonio gastronomico mondiale: non stiamo parlando del panino raggrinzito di pane e formaggio servito sui voli Lufthansa, non di patate o crauti e neanche delle chiare birre spillate dal freddo nord al verdeggiante sud teutonico, bensì del magnifico brezel!

Questo particolare tipo di pane è diffuso in tutta la Germania del sud e in Austria col nome di brezel, bretzel, brezl, breze, brezn, bretzg o brezerl. Insomma, praticamente qualsiasi sostantivo che cominci per “bre–”. (Incluso “brefotrofio”.) Negli Stati Uniti e fuori dalla zona tedesca si sono diffusi maggiormente nella forma di “pretzel”, ossia di salatino croccante e duro, mentre l'originale si distingue per essere un pane croccante in superficie, ma morbido e quasi molle all'interno.

Come tutti i cibi più tradizionali con una lunga storia (per la maggior parte inventata), i brezel sono importantissimi accompagnatori di bevute in birreria, sia per preparare lo stomaco alle ingenti quantità di alcol, sia per fungere da ricettacolo gustoso per il succo dello stinco bavarese (la “scarpetta” del resto è un'usanza internazionale). Quindi, come può esserlo pizza e birra in Italia, brezel e birra rappresentano il connubio ideale per le partite di calcio in TV. (Proprio per questo, esattamente un anno fa, per la classica disfida Italia vs. Germania ai mondiali, abbiamo fatto fronteggiare pizza e brezel!)

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Dessert titanico

Esattamente 100 anni fa, alle ore 2:20 GMT, l'appena inaugurata RMS Titanic si inabissa nelle gelide acque dell'oceano Atlantico. L'evento ha come conseguenza più diretta la morte di circa 1500 persone, la regolamentazione della sicurezza a bordo delle navi passeggeri (drammaticamente insufficiente prima di allora), uno shock culturale pari solo all'assassinio di Kennedy, la composizione di innumerevoli poesie e canzoni (tra cui l'indimenticabile “My Sweetheart Went Down With The Ship” non reperibile su Youtube e quindi completamente insignificante oramai), la produzione di svariati film, il successo agli Oscar di James Cameron e soprattutto la consacrazione di Céline Dion con la canzone più strappalacrime del secolo.

L'incidente del Titanic è stato visto, per certi versi, come il vero separatore tra XIX e XX secolo. Questo è, per altri versi, sicuramente falso, ma è un buon punto di partenza per una ricetta che sarà il separatore tra la produzione “seria” di ricette da parte nostra e la produzione di ricette insensibili ed offensive che ci causerà innumerevoli problemi legali in futuro.

Per cui, benvenuti a bordo dell'inaffondabile Titanic dove il nostro chef col cappellino da pseudo-capitano veneziano, coadiuvato dal volenteroso equipaggio del transatlantico che è stato disposto a sopportarlo e a ritrarlo mentre si copriva di ridicolo, vi proporrà un dessert di titaniche proporzioni e dall'ineguagliabile cattivo gusto! Ahoi!

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Leap year cocktail

Cari amici vicini e lontani™, oggi si celebra una ricorrenza speciale… ebbene oggi è mercoledì! Sconvolti? No? Ma lo sarete sicuramente dopo che avrete scoperto che oggi è il 29 febbraio: il giorno che segna la differenza tra un qualsiasi anno e un anno bisestile di gran classe… Proprio così, dopo calcoli interminabili e inenarrabilmente complessi anche noi siamo giunti alla conclusione che il 2012 è un anno bisestile. Se ci seguite e conoscete il detto “anno bisesto, anno funesto” capirete come una ricorrenza del genere sembri studiata apposta per essere celebrata in questo blog!

L'anno bisestile, oltre ad essere considerato universalmente un anno foriero di sventure apocalittiche, ha un sacco di altre qualità di cui discuteremo durante la preparazione della ricetta. Vi anticipiamo solamente che il 29 febbraio è anche il giorno in cui si celebrano (?) le “malattie rare”. Ora, le nostre giovini ed agili (potrebbe non essere mai accaduto) menti non hanno potuto che fare questa associazione:
Evento funesto + Malattie rare ⇒ Mancanza d'igiene ⇒ Ricetta!

Per cui, dopo aver cercato per giorni e giorni in tutte le biblioteche della nazione (leggi: Wikipedia), abbiamo scovato per voi la ricetta ideale ed ora ci accingiamo a prepararla: il cocktail dell'anno bisestile!

Continua…

Birra fatta in casa

Dopo la pubblicazione del nostro manifesto sul consumo dell'acqua, dovrebbe esservi chiaro — carissimi lettori — che gli autori del blog sono due estimatori di quel liquido dolce o amarognolo, dal colore ambrato e dal gusto intenso, solitamente noto come... bbira.

Orbene, siccome questo lubrificante sociale è una delle bevande più popolari in assoluto da circa 12.000 anni a questa parte, si capisce che la produzione della stessa non deve essere eccessivamente complessa, essendo realizzata da popoli primitivi senza le più basilari conoscenze igieniche e chimiche. Noi non intendiamo essere da meno e, con la classica supponenza dell' homo sapiens sapiens, ci prodigheremo nella produzione di birra!

Trattandosi di una bevanda alcolica che richiede un periodo di fermentazione, va da sé che i rischi di contaminazioni batteriche e di disastri alimentari sono molto alti. È anche per questo motivo che la produzione di birra rientra pienamente nella linea editoriale di questo blog!

Continua a leggere, senza timore…

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