Tag “Pirateria”

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Incredibile come sfreccia il tempo (tra le altre cose) quando si soffre di dissenteria. Ci sembra soltanto ieri che trovammo il primo riferimento al “Talk like a Pirate Day”, eleggendolo immediatamente a “evento stupido del mese™”: lo spunto fondamentale per una nuova ricetta da sperimentare.

Siamo alla 6a ricorrenza dell’evento e ancora non abbiamo smesso (contro il consiglio del nostro medico): abbiamo nuove inedibili ricette simil-caraibiche da rovinare e indossiamo—incredibilmente—ancora lo stesso abbigliamento indegno di sei anni fa! (È probabile non sia mai stato lavato.)

Quest’oggi è la volta di un’altra esperienza traumatica, non solo per voi, ma anche per il pollo coinvolto nella ricetta. Un piatto tipico delle regioni americane del sud, dove evidentemente nessuno si è opposto con sufficiente fermezza alla strampalata idea di annegare un volatile in della Coca-Cola e cuocerlo per un paio d’ore.

Affilate le sciabole, pulite le canne dei cannoni e preparate l’arrembaggio: stasera il menù prevede del pollo alla Coca-Cola!
(Seguito, come sempre, da una rapida volata verso la toilette.)

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Jerk Chicken del Corsaro

Jerk Chicken del Corsaro

YARGH! Corpo di mille balene, siamo tornati!

C’è voluto un po’ di tempo, ma non potevamo sparire a lungo. Siamo come le infezioni batteriche: difficili da mandar via in maniera definitiva. E torniamo, tra l’altro, nella peggior maniera possibile: con una nuova ringhiosa ricetta dedicata al Talk Like a Pirate Day!

Sebbene questa particolare ricorrenza cada in effetti il 19 Settembre, siamo stati trattenuti dalla bonaccia (e altre spiacevoli incombenze). Se avete seguito le nostre ricette piratesche precedenti, vi sarà ormai chiaro che lasciamo a desiderare sia dal punto di vista gastronomico, che quello della puntualità!

Quest’oggi ci tocca un caposaldo della cucina caraibica: il Jerk Chicken, termine che sta ad indicare un pollo che — purtroppo per lui — viene marinato in una specie di inferno di spezie e peperoncino.

Dalla descrizione in effetti non si capisce bene quale possa essere il gusto finale del piatto, ma state pur certi che la sua piccantezza lo renderà egualmente indicato sia per disinfettare ferite purulenti, sia per dar fuoco ad una miccia di cannone.
Bando alle ciance, tutti ai posti di combattimento, ciurmaglia!

Ancora, ancora, ancora!

Frittelle di banana

Frittelle di banana

È da poco passato il giorno del Carnevale, giorno di festa, mascheramento e consumo sfrenato di cibi, in particolari quelli fritti e quindi spettacolarmente dannosi per il fegato. Allora, quale scusa migliore per riciclare foto e ricetta della passata edizione del “Talk like a Pirate day” (già celebrato precedentemente con una sontuosa cena caraibica)? Già! Infatti cogliamo la palla al balzo: il travestimento da pirati c'è (sarà anche molto banale, ma lo è soltanto da dopo l'uscita di “Pirati dei Caraibi” con Johnny Depp), l'abuso di rum chiaramente anche, la cena immangiabile vagamente ispirata alla cucina caraibica pure... documentiamo dunque uno dei pochi elementi commestibili della cena (oltre ai tovaglioli): il dessert!

Dopo aver accuratamente documentato la preparazione delle famigerate castagnole dell'autostima e della sanissima zuppa di farina Basilese, vi presentiamo un dolce a forma di pallina fritta (deve trattarsi di una consuetudine carnevalesca non ben documentata storicamente) con elementi folkloristici caraibici come rum e banane! Insomma, un guazzabuglio di robaccia a caso che è sicuramente divertente da preparare, almeno fino alla prima ustione grave, e soprattutto molto potente in termini di apporto calorico e di sensi di colpa.

Orbene, mollate gli ormeggi, mettete sul fuoco l'olio di palma e godete del vostro bel galeone spagnolo, ora affumicato dall'odore di friggitoria cinese! Andiamo a preparare il terrore dei sette mari: le frittelle di banana!

Continua…

Talk like a Pirate dinner

Talk like a Pirate dinner

Yaaaarrrr! Benvenuti a bordo, marinai d'acqua dolce! Spiegate le vele, mollate gli ormeggi, cazzate quella gomena e pulite la plancia con le unghie, maledetti cani rognosi! Oggi abbiamo l'occasione di celebrare la “International Talk like a Pirate day”, una giornata utilissima dedicata alle conversazioni ringhianti, l'abbigliamento da corsaro del XVIII secolo ed in generale alla pirateria (accendete BitTorrent sui vostri computer ordunque).

Come si fa a mostrare il dovuto rispetto a questa ricorrenza, in modo da evitare un salto dalla passerella tra gli squali? Molto facile: si prendono un paio di ricette tipicamente caraibiche e tutt'altro che marinaresche, si preparano alla meno peggio insultando con le proprie azioni ogni cuoco vivo o morto da Cuba a Trinidad, ci si mette un abbigliamento indecente e soprattutto si consumano larghe quantità di rum in modo da dimenticare il tutto.

Dunque, se non volete finire i vostri giorni marcendo su uno scoglio nel mare, preparatevi all'arrembaggio della cucina! Yaaaargh!

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