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Pane nero monastico

La provvidenza divina ha voluto che uno degli autori del blog venisse convocato, nei giorni scorsi, a dedicarsi — seppur brevemente — alla vita monastica e ad impegnarsi per il nutrimento spirituale e fisico di un gruppo di aitanti lupetti scout. Questo articolo è volto alla narrazione di questo evento, non solo per descrivervi una delle ricette proposte, bensì anche per mettervi in guardia: scegliere uno degli autori di questo blog come cuoco per dei bambini è un'idea sbagliata e ne pagherete le conseguenze.

La sortita, dalla forte componente spirituale e mistica, ci ha guidati fino all'abbazia di Sant'Eutizio, nelle vicinanze di Norcia.

L'abbazia di Sant'Eutizio.

Si tratta di un antico monastero, fondato nel V secolo dai monaci Siriani (che per ragioni a noi inspiegabili dal deserto di Nitria sono finiti in mezzo ai monti Sibillini), sopravvissuto ad un'invasione ostrogota e poi divenuto abbazia benedettina sotto la guida di tale Eutizio — convertito in santo probabilmente per aver sopportato il suo nome.

Il monastero è stato un importante centro di microchirurgia medievale (nel senso che usavano dei martelli di dimensioni ridotte per togliere i denti e solo delle piccole sanguisughe per fare i salassi), raggiungendo anche una certa fama nella cura delle malattie agli occhi. Possiamo soltanto sperare che il monastero abbia mantenuto le sue proprietà taumaturgiche di guarigione, in modo da far sopravvivere quanta più gente alla ricetta che presenteremo.

Si tratta infatti di un pane medievale, liberamente ispirato da un'autentica ricetta benedettina del nord Italia. Preoccupati? Dovreste esserlo.

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

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