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Läckerli di Basilea

Läckerli di Basilea

Il natale è prossimo! Se non siete fuggiti prima per regalarvi un periodo invernale alle Maldive o caduti in coma farmacologico per l’odore di cannella e zenzero nell’aria, probabilmente vi starete preparando per delle epiche mangiate con parenti di cui (per qualche buona ragione) avete rimosso ogni ricordo dall’anno scorso.

L’attacco è la miglior difesa per sopravvivere a questo tour de force: prepareremo dei dolciumi che potranno fungere egualmente come munizione contro gli invitati e come regalino (nessuno è mai rimasto male per un sacchetto di biscotti). Per proseguire con la spiacevole piega filo-elvetica del blog, prepareremo dei Läckerli di Basilea! Questa città situata all’intersezione tra Svizzera, Germania e Francia è nota prevalentemente perché metà della popolazione si mostra visibilmente addolorata se gli si dovesse parlare in francese, l’altra metà profondamente insultata se si utilizza il tedesco e tutti rispondono con equo sdegno al suono dell’italiano.

Questa intollerante città sul Reno ospitò dal 1431 al 1449 il “Concilio di Basilea”, indetto da Papa Martino V, noto per la sua fervida fantasia. Per accogliere i cardinali della chiesa romana e quella d’oriente si cercò di produrre una versione più nobile del solito pan pepato così in voga nel XV secolo: la cosiddetta Gilda dello Zafferano (composta da mercanti e speziali) si ingegnò nel produrre questi mattoncini iper-calorici degni di un re. O almeno di un blog squinternato.

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Pandorlato erculeo

Il risultato finale

Siamo in pieno periodo natalizio, di nuovo! È ormai un mese che le incessanti musiche festive ci preparano all'inevitabile: una parvenza di vacanza nullificata dallo stress di girare per mercatini in cerca di regali, occasioni infelici per andare a sciare, l'imperativo di sopportare i propri familiari almeno un po'… ma soprattutto, dato l'impietoso avanzare della fine del calendario gregoriano, l'obbligo di tracciare un bilancio degli ultimi 365 giorni.

Il modo ragionevolmente più facile per farlo è dare uno sguardo a quel “2013 in breve” generato da Facebook. Che è anche il modo più rapido per accorgersi di aver condotto una vita di merda finora e che i raggiungimenti più alti dell'anno si riassumono in qualche stato pubblicato in evidente stato di intossicazione alcolica… che dire, un ottimo modo per prefiggersi nuovi obiettivi per il 2014!

Se proprio non riuscite a cambiare radicalmente vita in questi ultimi giorni — ad esempio con una fuga spirituale dell'ultimo secondo oppure facendovi versare gli incassi SIAE per conto di Mariah Carey durante il periodo natalizio — almeno strafogatevi con un dolce burroso, no?

A tal fine tenteremo (con difficoltà) di realizzare un Pandorlato: in sostanza un pandoro, ma senza la forma del pandoro. Con delle mandorle in cima. E del liquore nell'impasto. Insomma, un dolce migliore sotto ogni aspetto!

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Idee regalo!

Si sta avvicinando nuovamente quel particolare momento dell'anno. Quel momento preannunciato praticamente due mesi prima da canzoni natalizie alla radio, centri commerciali addobbati di rosso, babbi natali che girano per le strade e decorazioni luminose in ogni luogo (anche al distributore di benzina, forse per contrastare l'impennata dei prezzi del carburante).

In ogni caso, è il momento giusto per affrontare proprio le manovre di “austerity” imposte dal governo. Perché sì, magari non andrete mai in pensione! Magari la pensione che già avete non verrà adeguata all'inflazione! Magari lo stipendio che percepite è a malapena sufficiente a farvi mangiare fino a fine mese. Ma non sono motivazioni sufficienti per non affrontare il tutto senza la consueta mancanza di serietà (e rispetto). Non ringraziateci.

Del resto, cosa ci insegnano i libri di economia di base? (Libri che non abbiamo mai letto, nota bene.) La crisi economica si sconfigge spendendo di più! E se non è il governo a farlo, non possiamo tirarci indietro noi, volenterosi cittadini. Quindi, impugniamo saldamente le nostre carte di credito (i loghi MasterCard/Visa probabilmente staranno già cercando di auto-cancellarsi dalla carta mentre leggete queste parole) e spendiamo allegramente, acquistando articoli ed utensili perfettamente inutili in modo da passare un allegro periodo di feste anche se non c'è una mazza da ridere.

Tanto potremo sempre dar fuoco alla cucina durante l'esecuzione di una ricetta ed incassare i soldi dell'assicurazione. (Nota: Cooking by Dummies non invita i propri lettori a cimentarsi nella frode assicurativa. Troppa concorrenza.)

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Cookie by dummies

È Natal... Buon capodan... Bon, siamo in ritardissimo. Lo sappiamo. Questo post e la relativa ricetta erano stati meticolosamente preparati prima delle festività, eppure siamo riusciti a ritardarne la pubblicazione sino ad ora! Grazie per la vostra paziente attesa, in ogni caso siamo sicuri che (non) ne sia valsa la pena.

Facendo finta di essere ancora in pieno spirito natalizio — con cenoni, parenti e panettoni ad attenderci — salutate i vostri due cuochi per questa ricetta: due simpatici elfi di Babbo Natale usciti dai boschi finlandesi per preparare degli ottimi dolci. Nel caso specifico, dei “cookie” inglesi al cioccolato!

Coglieremo l'occasione di questo evento speciale per cercare di raggiungere nuove punte d'eccellenza in ciò che ci viene meglio: renderci ridicoli pubblicamente.

Continua a leggere, senza timore…

Panpepato natalizio

Se durante la vostra ultima visita al supermercato anche voi siete stati turbati dall'incessante rotazione di “White Christmas”, “Jingle Bells” ed altre terrificanti canzoni di Natale; se da settimane guardate di malocchio gli addobbi natalizi sulle strade e scorgere le “super offerte” festive vi mette tristezza, questa ricetta è dedicata a voi!

Ma come combattere l'incipiente spirito festivo? Beh, il fuoco si combatte col fuoco, per cui possiamo soltanto ribellarci preparando un tipico dolce natalizio!

In questo caso, prepareremo ciò che i romani chiamavano “Panis mellitus”, gli antichi egizi “Pan di miele”, i monaci medievali tedeschi “Lebkuchen” e noi semplicemente “Panpepato”. Tutti questi nomi vanno a ricordarci che la ricetta è un guazzabuglio arbitrario di ingredienti assortiti, di cui l'unica invariante è la presenza del miele e di varie spezie orientali, per raggiungere l'obiettivo finale di avere un panetto letale dall'odore spaventosamente natalizio!

Ancora, ancora, ancora!

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