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Peccaminoso Mac ’n Cheese

Peccaminoso Mac ’n Cheese

Non apprezziamo fino in fondo il fatto che—nonostante l’importazione di festività aliene come Halloween e le relative tradizioni—questo processo non si sia spinto fino al Thanksgiving americano. (Se non per le sue deiezioni più commerciali come l’onnipresente “Black Friday” o “Cyber Monday”. Amazon, prendimi e fammi tuo!)

Per ergerci oggi a paladini del rifiuto di queste tradizioni esotiche, vorremmo instaurare oggi il “giorno del ringraziamento per il fatto di non dover festeggiare il Thanksgiving”! Pensate, l’orrore di un intero giorno con i vostri familiari, a discutere del fatto che non abbiate ancora un lavoro serio, ad evitare i discorsi di vostro zio che ce l’ha ancora col governo per non aver salvato i marò (?), a recuperare parenti stressati da 3 giorni e notti in bianco a cucinare… ci basta il Natale per questo.

Nel celebrare questo ringraziamento alternativo non prepareremo però un classico tacchino ripieno (ricordatevi sempre che il tacchino somiglia ad una vagina rovesciata attaccata ad una trapunta, molto appetitoso!). Bensì riprenderemo un altro piatto super-tipico del continente americano: il Mac ’n Cheese, una pasta al forno sepolta in un blocco di formaggio ed una crosta di gustoso pangrattato.

Avanti…

Risotto pasquale

Risotto pasquale

In molti ormai ci avete chiesto, quasi implorandoci a tratti, di trattare una sofisticata ricetta pasquale. Inutile dire che queste innumerevoli persone esistono soltanto nelle nostre teste. Ciononostante, le vostre preghiere immaginarie stanno per essere finalmente esaudite!

Come festa, purtroppo, la santissima Pasqua ha diversi problemi di fondo: innanzitutto, non ha una regolarità calendariale, per cui ogni anno ci coglie impreparati, nonostante cada perfettamente nel periodo con le previsioni meteo peggiori dell’anno intero. Secondariamente, il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” scatena in noi l’immediato desiderio di far benedire il pigiama e dedicarci appieno alla nostra più grande aspirazione: il divano.

I problemi si estendono al sociale, con la proliferazione di gruppi WhatsApp di amici per determinare le importanti attività del Lunedì dell’Angelo (che, non vediamo perché, non possano limitarsi allo sfruttamento del suddetto divano). Infine, la diffusione senza pari di uova e coniglietti di cioccolata, che sostituiscono senza pietà tutti i soprammobili della casa, inclusa l’urna con le ceneri del bisnonno.

Che il vero crimine, in realtà, è mangiare uova di cioccolato soltanto a Pasqua. Ed allora, per celebrare questo momento in cui le cuoche di famiglia sollevano pizze formaggiose ed insaccati al cielo con la stessa maestosità de “Il Re Leone”, vi proponiamo un esotico risotto con pere e cacao.
Gioite, oggi “Gesù è risotto!”

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Läckerli di Basilea

Läckerli di Basilea

Il natale è prossimo! Se non siete fuggiti prima per regalarvi un periodo invernale alle Maldive o caduti in coma farmacologico per l’odore di cannella e zenzero nell’aria, probabilmente vi starete preparando per delle epiche mangiate con parenti di cui (per qualche buona ragione) avete rimosso ogni ricordo dall’anno scorso.

L’attacco è la miglior difesa per sopravvivere a questo tour de force: prepareremo dei dolciumi che potranno fungere egualmente come munizione contro gli invitati e come regalino (nessuno è mai rimasto male per un sacchetto di biscotti). Per proseguire con la spiacevole piega filo-elvetica del blog, prepareremo dei Läckerli di Basilea! Questa città situata all’intersezione tra Svizzera, Germania e Francia è nota prevalentemente perché metà della popolazione si mostra visibilmente addolorata se gli si dovesse parlare in francese, l’altra metà profondamente insultata se si utilizza il tedesco e tutti rispondono con equo sdegno al suono dell’italiano.

Questa intollerante città sul Reno ospitò dal 1431 al 1449 il “Concilio di Basilea”, indetto da Papa Martino V, noto per la sua fervida fantasia. Per accogliere i cardinali della chiesa romana e quella d’oriente si cercò di produrre una versione più nobile del solito pan pepato così in voga nel XV secolo: la cosiddetta Gilda dello Zafferano (composta da mercanti e speziali) si ingegnò nel produrre questi mattoncini iper-calorici degni di un re. O almeno di un blog squinternato.

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Pandorlato erculeo

Il risultato finale

Siamo in pieno periodo natalizio, di nuovo! È ormai un mese che le incessanti musiche festive ci preparano all'inevitabile: una parvenza di vacanza nullificata dallo stress di girare per mercatini in cerca di regali, occasioni infelici per andare a sciare, l'imperativo di sopportare i propri familiari almeno un po'… ma soprattutto, dato l'impietoso avanzare della fine del calendario gregoriano, l'obbligo di tracciare un bilancio degli ultimi 365 giorni.

Il modo ragionevolmente più facile per farlo è dare uno sguardo a quel “2013 in breve” generato da Facebook. Che è anche il modo più rapido per accorgersi di aver condotto una vita di merda finora e che i raggiungimenti più alti dell'anno si riassumono in qualche stato pubblicato in evidente stato di intossicazione alcolica… che dire, un ottimo modo per prefiggersi nuovi obiettivi per il 2014!

Se proprio non riuscite a cambiare radicalmente vita in questi ultimi giorni — ad esempio con una fuga spirituale dell'ultimo secondo oppure facendovi versare gli incassi SIAE per conto di Mariah Carey durante il periodo natalizio — almeno strafogatevi con un dolce burroso, no?

A tal fine tenteremo (con difficoltà) di realizzare un Pandorlato: in sostanza un pandoro, ma senza la forma del pandoro. Con delle mandorle in cima. E del liquore nell'impasto. Insomma, un dolce migliore sotto ogni aspetto!

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Idee regalo!

Si sta avvicinando nuovamente quel particolare momento dell'anno. Quel momento preannunciato praticamente due mesi prima da canzoni natalizie alla radio, centri commerciali addobbati di rosso, babbi natali che girano per le strade e decorazioni luminose in ogni luogo (anche al distributore di benzina, forse per contrastare l'impennata dei prezzi del carburante).

In ogni caso, è il momento giusto per affrontare proprio le manovre di “austerity” imposte dal governo. Perché sì, magari non andrete mai in pensione! Magari la pensione che già avete non verrà adeguata all'inflazione! Magari lo stipendio che percepite è a malapena sufficiente a farvi mangiare fino a fine mese. Ma non sono motivazioni sufficienti per non affrontare il tutto senza la consueta mancanza di serietà (e rispetto). Non ringraziateci.

Del resto, cosa ci insegnano i libri di economia di base? (Libri che non abbiamo mai letto, nota bene.) La crisi economica si sconfigge spendendo di più! E se non è il governo a farlo, non possiamo tirarci indietro noi, volenterosi cittadini. Quindi, impugniamo saldamente le nostre carte di credito (i loghi MasterCard/Visa probabilmente staranno già cercando di auto-cancellarsi dalla carta mentre leggete queste parole) e spendiamo allegramente, acquistando articoli ed utensili perfettamente inutili in modo da passare un allegro periodo di feste anche se non c'è una mazza da ridere.

Tanto potremo sempre dar fuoco alla cucina durante l'esecuzione di una ricetta ed incassare i soldi dell'assicurazione. (Nota: Cooking by Dummies non invita i propri lettori a cimentarsi nella frode assicurativa. Troppa concorrenza.)

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Œuf de l’anniversaire

Quando Cristoforo Colombo approdò sull'isola di San Salvador non pensò certo che quel giorno in particolare sarebbe stato festeggiato annualmente, circa 400 anni dopo, da tutti i patrioti Statunitensi sventolando bandiere che l'ignaro Colombo non poteva di certo lontanamente immaginare. D'altra parte il prode esploratore sicuramente si sfregava le mani per la felicità di poter finalmente abbandonare la dieta a base di pesce e crauti delle navi portoghesi dell'epoca.

Alla stessa maniera, quando abbiamo aperto il blog nel lontano 5 ottobre 2010, non potevamo di certo intuire il formidabile successo che da lì ad un anno avremmo ottenuto, né possiamo al momento predire quali celebrazioni di epiche proporzioni verranno tenute in nostro onore su tutto il globo (e perché no, in tutto l'universo) tra un paio di centinaia di anni.

Per festeggiare questo fausto evento (fausto nel senso di Fausto l'idraulico che abita qua sotto) non potevamo non proporre (nel senso di doppia negazione che confonde le idee) al nostro sterminato pubblico (sterminato nel senso di omicidio di massa) una ricetta che sappia al contempo sintetizzare la nostra sobria filosofia di vita (nel senso che siamo dimagriti a forza di non mangiare quello che cuciniamo) ed esaltare le nostre capacità (nel senso che possiamo contenere liquidi o altro) culinarie (nel senso di paracadutismo fiammingo in tandem).

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Aguas frescas e saludos!

Quando una cosa importante si conclude, si è soliti celebrarla con un'uscita di scena clamorosa e di grande effetto. Uscire “col botto”, appunto. Nel nostro caso, visto che il periodo di attività del blog (nella sua forma originale perlomeno) è volta al termine, abbiamo pensato bene di celebrare questo evento con una ricetta ancor meno utile e più insignificante del solito!

Ma perché questi toni da Ragnarök? Purtroppo o per fortuna, il tempo in cui Saverio e Lorenz hanno condiviso amorevolmente la loro abitazione è arrivato al fine ed è quindi giunto il momento per ognuno di loro di avventurarsi nel vasto mondo per diffondere il verbo della buona cucina e delle infezioni intestinali. Non temete però, continueremo a documentare i nostri insulti alla gastronomia ed all'intelletto umano, seppur separatamente.

Tornando all'uscita “col botto” (che in campo culinario è sempre una cosa sbagliata da fare), abbiamo pensato bene di organizzare una sbraciolata ad Urbino, con la presenza dei nostri fan della prima ora (quei pochi sciocchi che non hanno pensato bene di fuggire appena possibile o di porre fine al nostro delirio in maniera violenta). Ora, siccome una sbraciolata — bensì sia un evento sociale degno di nota — non rappresenta una sfida culinaria di livello sufficientemente elevato per noi (questo a meno che non si stia preparando una sbraciolata in stile svedese), abbiamo pensato di presentare qualcosa di alternativo. Qualcosa da bere. Qualcosa di sudamericano. Qualcosa di estremamente facile da realizzare!

Beh ok, ci siamo anche e soprattutto dimenticati di fare le foto al mastro fuochista Saverio.

Delle bevande alla frutta e verdura: delle cosiddette “aguas frescas”!

Continua…

Panpepato natalizio

Se durante la vostra ultima visita al supermercato anche voi siete stati turbati dall'incessante rotazione di “White Christmas”, “Jingle Bells” ed altre terrificanti canzoni di Natale; se da settimane guardate di malocchio gli addobbi natalizi sulle strade e scorgere le “super offerte” festive vi mette tristezza, questa ricetta è dedicata a voi!

Ma come combattere l'incipiente spirito festivo? Beh, il fuoco si combatte col fuoco, per cui possiamo soltanto ribellarci preparando un tipico dolce natalizio!

In questo caso, prepareremo ciò che i romani chiamavano “Panis mellitus”, gli antichi egizi “Pan di miele”, i monaci medievali tedeschi “Lebkuchen” e noi semplicemente “Panpepato”. Tutti questi nomi vanno a ricordarci che la ricetta è un guazzabuglio arbitrario di ingredienti assortiti, di cui l'unica invariante è la presenza del miele e di varie spezie orientali, per raggiungere l'obiettivo finale di avere un panetto letale dall'odore spaventosamente natalizio!

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