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Zuppa omeopatica

Nei primi anni del 1800, il medico tedesco Samuel Hahnemann — ormai sfiduciato dallo stato della medicina del XIX secolo e della sua inabilità di curare i mali che affliggono i suoi pazienti — mette la basi per la disciplina che oggigiorno si chiama omeopatia e che si è propagata a praticamente ogni farmacia negli ultimi anni.

Questa dottrina, fondata sul “principio dei simili”, teorizza appunto che le malattie ed i malanni si guariscano con medicamenti che producono nel soggetto sintomi simili a quelli del male che li affligge. L’assenza di prove ed esperimenti alla base di questa teorizzazione (e a quelle del resto dei procedimenti omeopatici) si riscontra nelle altre teorie di Hahnemann e, chiaramente, anche nel comportamento di molti altri “medici” dell’epoca. Basta pensare agli altri innumerevoli “preparati miracolosi e tinture” contro tutti i mali possibili che venivano venduti dai ciarlatani nell’800.

Peccato che questi metodi poco scientifici siano sopravvissuti fino al giorno d’oggi: altrimenti sarebbe evidente che la medicina che si scontra contro principi fisici fondamentali come il numero di Avogadro (una costante elevata alla 1023, da cui deriva la data 23 ottobre per questa evenienza) non potrebbe essere degna di considerazione.

Del resto Hahnemann affermava anche che tutti i mali dell’uomo derivassero dal consumo di caffeina… potreste mai fidarvi di qualcuno che vuole privarvi dei vostri 7 espressi giornalieri? Noi assolutamente no. ASSOLUTAMENTE NO!

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Pi Day Pie

Data una ruota perfettamente circolare, che rotola in linea retta. Marcando la ruota su un punto preciso della sua circonferenza e segnando lungo il tragitto dove quel punto tocca terra, avremo che la distanza tra due segni vicini equivale alla circonferenza della ruota. Ora misurando il diametro della ruota, che equivale alla corda più lunga che congiunge due punti sulla sua circonferenza, potremmo osservare che questa lunghezza sta nella lunghezza della circonferenza circa 3 volte.

È più o meno così che, agli albori della nostra civiltà, venne calcolato il valore del Π.

Nonostante possa sembrare strano, al giorno d'oggi una tale approssimazione (3) non è sufficiente ad avere calcoli corretti per fare cose fighe come lanciare uno shuttle nello spazio, sparare una manciata di neutrini dalla Svizzera all'Abruzzo o centrare la tazza del water quando si fa pipì. Per questo, schiere di accademici, sono continuamente in competizione tra loro per trovare la migliore approssimazione possibile del pi greco, nonostante la maggior parte dei computer si limiti ad approssimare la costante a 3,14159265358979.

Se a anche voi, leggendo tutte queste cose interessanti (?), sono venute in mente solo frasi del tipo: "che palle", "machemenefregaame?", "buuuhrp! (rutto)", "come si cambia canale?", "Potrei dirlo ai miei compagni della squadra di ruzzola! Ma poi loro mi picchierebbero..." o anche "io cibo mangiare", allora seguite la nostra stessa linea di pensiero...

Nonostante siamo ben consci che la miglior risposta alla domanda "come si trova il miglior valore di pi greco?" sia "pi greco chi??", ci accingiamo, oggi, a festeggiare la stramba ricorrenza del Pi Day (giorno del pi greco), e lo faremo alla grande (nel senso del fallimento), realizzando una torta celebrativa!

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