Ricette con Pomodoro

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Incredibile come sfreccia il tempo (tra le altre cose) quando si soffre di dissenteria. Ci sembra soltanto ieri che trovammo il primo riferimento al “Talk like a Pirate Day”, eleggendolo immediatamente a “evento stupido del mese™”: lo spunto fondamentale per una nuova ricetta da sperimentare.

Siamo alla 6a ricorrenza dell’evento e ancora non abbiamo smesso (contro il consiglio del nostro medico): abbiamo nuove inedibili ricette simil-caraibiche da rovinare e indossiamo—incredibilmente—ancora lo stesso abbigliamento indegno di sei anni fa! (È probabile non sia mai stato lavato.)

Quest’oggi è la volta di un’altra esperienza traumatica, non solo per voi, ma anche per il pollo coinvolto nella ricetta. Un piatto tipico delle regioni americane del sud, dove evidentemente nessuno si è opposto con sufficiente fermezza alla strampalata idea di annegare un volatile in della Coca-Cola e cuocerlo per un paio d’ore.

Affilate le sciabole, pulite le canne dei cannoni e preparate l’arrembaggio: stasera il menù prevede del pollo alla Coca-Cola!
(Seguito, come sempre, da una rapida volata verso la toilette.)

Continua a leggere, senza timore…

Han-burger

Han-burger

Da quando la Disney ha preso in mano l’eredità di Star Wars ed ha ufficialmente soppiantato il rituale magico del Natale con una cosa migliore e superiore (un nuovo episodio di avventura e combattimenti intergalattici in qualche forma), celebriamo anche l’annuale “Star Wars day” con rinnovato interesse e gioia. (Anche se alcuni personaggi minori della rete affermano il contrario. Sbagliando, è ovvio.)

Quest’anno, al suono di “may the fourth be with you”, ci prodigheremo nella realizzazione di un hamburger ispirato alla più grande canaglia ed al miglior pilota che-abbia-mai-fatto-la-rotta-di-Kessel-in-meno-di-dodici-parsec-anche-se-i-parsec-sono-in-realtà-una-misura-di-distanza-e-non-di-tempo-caro-George-Lucas: ossia, degli ottimi han-burger!
(Perdonateci.)

Volevi esserci quando facevo uno sbaglio? Be’, forse ci siamo, tesoro.

Nota: per non offendere le razze più sfortunate della galassia (leggi: i Lorenz), l’hamburger sarà perfettamente vegetale e quindi perlopiù privo di sapore. L’esperienza è assimilabile all’ingestione di uno scarpone d’ordinanza imperiale.

Ancora, ancora, ancora!

Spaghetti all’Amatriciana

Spaghetti all’Amatriciana

In circostanze eccezionali e tragiche come quelle delle ultime settimane è difficile andare avanti come se niente fosse—nel nostro caso è proprio difficile andare avanti in generale—ma in questo caso possiamo, sulla scia di varie iniziative come #unfuturoperamatrice lanciata da Slow Food Italia, cercare di collegare inedibili ricette con un appello alla solidarietà.

La solidarietà senza impegno, nella fattispecie.

Esatto! La migliore che ci sia. Un piatto di pasta, una foto per “sensibilizzare”, un like su Facebook ed è fatta! Condividete la nostra pagina!

Meno male che è passata l’usanza di tirarsi addosso i secchi d’acqua gelata.

Per non essere del tutto disfattisti, potremmo almeno invitare a fare una donazione tramite comodo bonifico bancario? La cosa più simile all’indulgenza tramite oblazione nel XXI secolo.

Voleste contribuire direttamente al comune di Amatrice, l’IBAN è il seguente:
IT 28 M 08327 73470 000000006000
mentre per la Croce Rossa:
IT 26 W 06230 03204 000030620062

Hai sostituito l’IBAN con il mio, come dicevamo?

Shhhhhht!

Quale sarà l'epilogo di questo articolo?

Bandiera Larga

Bandiera Larga

Appena trent’anni fa, il 29 aprile 1986, in uno dei laboratori del Centro Nazionale Ricerche di Pisa, si instaurò l’antesignano di un collegamento Internet, tra l’Italia e la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania. (Sì, suona come un luogo in cui è passato Davy Crockett.)

Attraverso la rete satellitare atlantica SATNET, venne creato un collegamento da 28 kbps verso ARPANET, il precursore delle reti a commutazione di pacchetto come Internet. Non sappiamo esattamente cosa abbiano trasferito, ma possiamo essere abbastanza sicuri che si trattasse di pornografia o dell’ultimo episodio di Game of Thrones dell’epoca… che avrebbe richiesto circa 160 ore di caricamento. Ma non erano di certo questi limiti tecnologici ad intimidire i pionieri italiani della rete. Anzi, è grazie al loro lavoro che oggi siamo liberi di commentare acidamente i tronisti de “Uomini e Donne” su Facebook. Gloria e plauso!

In ricordo di quegli eventi, oggi si festeggia l’Italian Internet Day: nel nostro caso, realizzando qualcosa che sia al tempo stesso un pasto ed un augurio per il futuro. Bandiera larga per tutti!

Avanti…

Lasagna dell’emigrato

Lasagna dell’emigrato

L’emigrato. Una figura tragica ed eroica al tempo stesso, in fuga da poteri incontrastabili che si abbattono su di lui. La fame, la guerra, la carestia, il dottorato di ricerca. Abbandonato alle sue forze, in un mondo ostile, che lo osserva diffidente. Un mondo soprattutto molto costoso. Zurigo.

L’arrivo di Lorenz a Zürich HB (dal nome dell’unica birra che vi si può consumare) si fa sentire subito. Solo poche settimane dopo l’arrivo in Svizzera si svolge un importante referendum contro l’immigrazione. Qualche giorno dopo, come se non bastasse, Salvini si mostra in deshabillé sulla copertina di Oggi.

Ma il trauma maggiore è rappresentato dal costo della vita: un pacco di carote costa quanto una cena in pizzeria, i pacchi di pasta sono talmente ricercati da aver ottenuto una stella Michelin ciascuno e una cena al ristorante viene considerata una forma di investimento a perdere. Per fortuna è possibile ottenere una zuppa ipotecata presso le maggiori banche.

Ancora, ancora, ancora!

Tapas con patatas y muy de ajo

Tapas con patatas y muy de ajo

Oggi vi presentiamo la nostra ricetta d’anniversario! Quattro anni di indicibili sofferenze in cucina (e al bagno), più foto imbarazzanti, hanno infine condotto a questo: un sontuoso pasto celebrativo degno del peggiore episodio di “Man vs. Food”, in cui i vostri due cuochi di fiducia cercheranno di annichilire le proprie mucose intestinali con dosi di aglio senza precedenti.

Ci lasceremo ispirare dalla cucina di un popolo che non ha mai temuto niente, se non forse il lavoro: gli spagnoli!

Viaggiare è spesso disagevole: si va all’estero a fare le attività di tutti i giorni, peggio e con i bagagli persi, consapevoli che al ritorno dovrete far finta che vi sia piaciuto. Tuttavia, se avete viaggiato almeno una volta per la penisola iberica, avrete apprezzato almeno le onnipresenti tapas, che accompagnano l’abuso alcolico di locale in locale per tutta la serata.

In questa ricetta presentiamo due tapas a base di patate con cui accompagnare il vostro abituale consumo di birra mirato a dimenticare il fatto che da 4 anni avete un blog di cucina senza dignità. Se il giorno dopo in ufficio non foste completamente lucidi, le tapas fungono da scusa perfettamente credibile!

L'articolo migliora sensibilmente più avanti…

Sandwich galattico

Sandwich galattico

Il nerd medio non è necessariamente un letterato: le sue fonti d’informazione maggiori sono Wikipedia, forum in cui dibatte con assoluta convinzione con gente altrettanto disinformata e le serie TV (grazie alle quali può snocciolare una enciclopedica conoscenza di stemmi di casate nobiliari di fantasia e un preoccupante interesse nelle modalità di combattimento contro vampiri e non morti).

Noi in particolare non possiamo di certo darci l’aria da gran letterati, visto che la lettura più impegnativa a cui ci dedichiamo è la targhetta dell’ascensore. Possiamo annoverare nelle nostre letture preferite solo le poesie scritte sotto l’influenza di sostanze psicotrope sul retro delle buste Mulino Bianco. Ciononostante, una lettura sacra di qualsiasi nerd che si rispetti (dopo la biografia di George Lucas) è sicuramente la “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams. Un’opera di assoluto genio marcatamente british. Proprio per celebrare il brillante autore inglese, oggi si festeggia il Towel Day: ossia il “giorno dell’asciugamano”, uno degli accessori fondamentali per affrontare la galassia (e la quotidianità). Citando la sua opera:

Per qualche motivo i pub vicini alle stazioni hanno un’aria particolarmente squallida e terribilmente sporca, forse per via del pallore mortale di cui paiono soffrire le polpette esposte sul banco bar. Ma peggio delle polpette sono i sandwich.

In Inghilterra è ancora diffusa la convinzione che preparare un sandwich appetitoso, piacevole per gli occhi o comunque gradevole per la bocca sia qualcosa di peccaminoso che solo gli stranieri fanno.

— Che siano semplici — è l’ordine sepolto nei recessi della coscienza collettiva nazionale. — Che abbiano la consistenza della gomma. E se è proprio necessario che siano freschi, lavateli una volta a settimana.

Per cui, prepariamo oggi il principe dei sandwich: il clubhouse sandwich!

Vuoi leggere il resto?

Penne del Sith

Penne del Sith

Come ogni anno, si festeggia oggi lo Star Wars day, una giornata di gioia per grandi e piccoli (nerd) durante la quale celebrare i propri eroi dell’universo di Guerre Stellari e raccogliersi in preghiera affinché J. J. Abrams e George Lucas non riducano il 7° episodio della saga, di prossima pubblicazione, ad una schifezza immonda. La (nuova) speranza è l’ultima a morire.

C’è forse un modo migliore per celebrare qualcosa se non quella di vestirsi come dei buffoni e scattarsi delle foto imbarazzanti? Non crediamo proprio! (O se c’è non ne siamo a conoscenza, come questo blog sicuramente testimonia.) Imbracciate quindi anche voi la vostra Spada Laser Vileda™ (da oggi anche in microfibra), ricopritevi col vostro accappatoio abito Jedi migliore ed assumete pose di cui vi vergognereste negli altri 364 giorni dell’anno!

Che la Forza sia con voi e con il vostro intestino: prepareremo insieme delle penne incazzate come un maestro Sith ed il suo apprendista!

Vedi il resto dell'articolo…

Fagiolata unchained

Fagiolata cowboy al caffè

Stasera nelle sale italiane ci sarà la prima di “Django Unchained”, attesissima nuova pellicola del geniale Quentin Tarantino, che riprende la storia del miticissimo eroe Django — iniziata nell'omonimo film di Corbucci, con la figura dello spietato pistolero interpretata da Franco Nero (e successivamente anche da Don Matteo Terence Hill in uno dei seguiti).

Gli elementi caratterizzanti di uno “spaghetti western” come “Django” sono chiaramente i protagonisti con gli occhi di ghiaccio (tra cui il sempre venerabile ‘biondo’ Clint), le sparatorie tutte con gli stessi proiettili sibilanti, lunghi sguardi silenziosi, desolati villaggi sulla frontiera messicana, sprovveduti paesani da salvare dai banditi di turno, bellezze latine senza dialoghi… e soprattutto le pesanti fagiolate al peperoncino per sopportare le lunghe cavalcate attraverso il deserto.

Proprio alle suddette fagiolate (molto ben presentate anche in una scena di “Lo chiamavano Trinità”) ci siamo ispirati per accompagnare l'uscita del prossimo Oscar di Tarantino. E anche voi dovreste emularci, se non altro per rendere più realistico l'olezzo ed i rumori percepiti dal vostro vicino di sedile al cinema!

Vuoi leggere il resto?

Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

Avanti…

Momento pubblicità