Ricette con Patate

Poutine canadese

Poutine canadese

Il Canada potrà anche essere la patria dell’inventore del sacco dell’immondizia ed avere un primo ministro incredibilmente fico, ma sicuramente non è una nazione nota per i suoi contributi gastronomici.

Forse perché, oltre al succitato sacco dell’immondizia, anche il purè rapido in fiocchi ha trovato i suoi natali nella grande nazione nordamericana. La combinazione delle due invenzioni è forse il motivo alla base del fatto che non si trovano molti ristoranti canadesi in giro per il globo.

Sia come sia, oggi si festeggia il “Canada Day”, l’anniversario di quel 1° luglio del 1867 in cui le colonie nordamericane decisero di unirsi in un unico, glaciale regno, probabilmente urlando “King in the north, King in the north!” Soltanto nel 1982 il Canada si libererà del cordone ombelicale britannico, in un moto indipendentista che pare essere così popolare nel mondo anglosassone…

A parte la continua ricerca di indipendenza, se c’è una cosa che viene davvero bene ai britannici è quella di combinare patatine fritte con altri ingredienti insalubri. Nel caso dei loro cugini canadesi, il famoso piatto nazionale si chiama “Poutine” ed è un vero insulto al sistema cardiovascolare. (Se preferite qualcosa di meno pericoloso, abbiamo preparato anche delle più innocui frittelle.)

E andiamo!

Continua…

Colcannon di S. Patrizio

Colcannon di S. Patrizio

Oggi è il giorno di San Patrizio, il patrono dell’Irlanda, della birra, del colore verde e degli approcci tristissimi ed ebbri nei locali notturni di cui per fortuna non ci si ricorda il giorno dopo. (È anche il patrono delle automobili quando state guidando con un amico ubriaco in procinto di vomitarvi sui tappetini. Crediamo.)

Se San Patrizio viene festeggiato senza essere mai stato canonizzato ufficialmente, noi possiamo sicuramente darci alla cucina senza esserne assolutamente in grado! Oggi infatti prepariamo il Colcannon, un concentrato di patate e cavolo, ricoperto di burro e da annaffiare con della birra. Praticamente la promessa di indicibile gonfiore la mattina dopo! *proooot*

Il nome del piatto, Colcannon, suona già come un discreto suggerimento irlandese sul mezzo con cui liberarvene. Oppure una suggestiva metafora dello stato del vostro intestino dopo il consumo. Chissà.

Il mio basso ventre già freme.

Si sente.

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Maccheroni dell’alpigiano

Maccheroni dell’alpigiano

Notoriamente, tutte le cose belle hanno una fine. Se da una parte questo significa che, no, questo blog non chiuderà mai i battenti, dall’altra significa anche che il soggiorno in madrepatria di Lorenz sta volgendo al termine. Per festeggiare il fatto di potersi nuovamente permettere più di due pasti a settimana, vale la pena realizzare un’ultima ricetta tipicamente svizzera prima della liberazione!

Se ci seguite da un po’ e riuscite ancora a guardarvi allo specchio senza vergogna e senza riconsiderare la vostra intera esistenza, avrete sicuramente letto diverse ricette tradizionali svizzere, dalla fonduta (la nostra prima ricetta) alla raclette. Senza andare a scomodare il consumo di carne di cane o gatto (non vorremmo scatenare un caso politico come quello di Bigazzi a “La Prova del Cuoco”), è abbastanza chiaro che il 90% della dieta alpina ruota esclusivamente attorno al formaggio.

La fonduta del resto altro non è che formaggio sciolto servito con del pane, la raclette non più di formaggio sciolto servito con delle patate… Per mantenere questa coerenza, la ricetta di oggi sarà formaggio sciolto con un altro alimento di base: la pasta. Facile!

Il piatto rappresenta la perfetta simbiosi tra l’italianità Ticinese ed il resto della nazione elvetica, ma pone anche importanti quesiti come: “ma che caspita è un alpigiano?!”
Trattandosi di un aggettivo secondo la Treccani, la ricetta è conferma - oltre dell’amore degli svizzeri per la pesantezza ed i formaggi - della loro incapacità nell’uso della lingua italiana.

Ancora, ancora, ancora!

Baked potatoes alla brace

Baked potatoes alla brace

Per questa nuova spumeggiante ricetta del blog, gli autori hanno deciso di fare qualcosa di nuovo ed inedito su queste pagine: una ricetta che non faccia schifo!

No, non è vero. Illusi! Questa è un po’ come la storia del primo Rocky: il nostro blog, pieno di cuore e buona volontà, in una sfida senza speranza contro la cucina. Insomma, la storia commovente di un tizio che prende pugni in faccia.
(Spoiler alert: Rocky Balboa perde alla fine del primo film.)

Ma stavolta, tanto per cambiare, faremo una ricetta all’aria aperta, perché sì, nonostante i crimini perpetrati, non siamo ancora agli arresti domiciliari. Del resto, si sta avvicinando l’estate, il tempo è sereno, l’aria frizzante, le formiche abbondanti: le condizioni ideali per lo sport nazionale svizzero, il barbecue!

E mentre gli altri partecipanti alla grigliata si sollazzano conficcando le più varie parti animali su spiedi di varie dimensioni, Lorenz tenterà di partecipare al sostentamento della truppa cuocendo degli inermi tuberi: patate alla brace per tutti!

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Speed-Raclette

Speed-Raclette

Come abbiamo già avuto modo di presentare, la cucina svizzera prevede svariati modi più o meno fantasiosi per ingerire ingenti quantità di formaggio ed intanto neutralizzare la sensazione di fame con alimenti fondamentali (quanto banali) come pane o patate.

Tutti questi metodi però non spiccano per la loro facilità realizzativa: una fonduta richiede strumentazione e pazienza, mentre preparare una tradizionale “Raclette” (una mattonata per lo stomaco composta dall’omonimo formaggio sciolto su delle patate lesse, accompagnato da stuzzicherie di ogni forma e colore) richiede un fornetto, compagnia e voglia di stare insieme. (I tre fattori raramente si presentano allo stesso tempo, soprattutto non in presenza degli autori del blog.)

Ma a volte si torna semplicemente stanchi a casa, senza avere la voglia di cucinare (mai avuta) né il desiderio di interagire con altri esseri umani (idem). Come fare allora? Cosa potrebbe salvarci dalla pizza da asporto o dalle vaschette del cinese? In questa ricetta scopriremo come il forno a microonde possa aiutarvi a realizzare una gustosa Raclette in 10 minuti, senza trucco e senza inganno e soprattutto senza sporcare!

Ancora, ancora, ancora!

Tapas con patatas y muy de ajo

Tapas con patatas y muy de ajo

Oggi vi presentiamo la nostra ricetta d’anniversario! Quattro anni di indicibili sofferenze in cucina (e al bagno), più foto imbarazzanti, hanno infine condotto a questo: un sontuoso pasto celebrativo degno del peggiore episodio di “Man vs. Food”, in cui i vostri due cuochi di fiducia cercheranno di annichilire le proprie mucose intestinali con dosi di aglio senza precedenti.

Ci lasceremo ispirare dalla cucina di un popolo che non ha mai temuto niente, se non forse il lavoro: gli spagnoli!

Viaggiare è spesso disagevole: si va all’estero a fare le attività di tutti i giorni, peggio e con i bagagli persi, consapevoli che al ritorno dovrete far finta che vi sia piaciuto. Tuttavia, se avete viaggiato almeno una volta per la penisola iberica, avrete apprezzato almeno le onnipresenti tapas, che accompagnano l’abuso alcolico di locale in locale per tutta la serata.

In questa ricetta presentiamo due tapas a base di patate con cui accompagnare il vostro abituale consumo di birra mirato a dimenticare il fatto che da 4 anni avete un blog di cucina senza dignità. Se il giorno dopo in ufficio non foste completamente lucidi, le tapas fungono da scusa perfettamente credibile!

Continua…

Gratin lunare di patate

Gratin di patate pronto

Erano le 22:18 romane del 20 luglio 1969, esattamente 45 anni fa, quando dalle profondità del Mare Tranquillitatis lunare riecheggiarono le immortali parole di Neil A. Armstrong: “The Eagle has landed.” L’aquila è atterrata.

Decenni di corsa allo spazio si concludevano improvvisamente nelle immagini sgranate ed in bianco e nero di un uomo a passeggio sulla superficie lunare. Questo epocale raggiungimento dell’ingegno umano (secondo soltanto all’invenzione del pelapatate, come spesso ricordiamo) fu frutto non soltanto della collaborazione di scienziati ed ingegneri, ma anche del fondamentale contributo di dietisti e cuochi, nel definire una dieta adatta ai tre astronauti in missione: Armstrong, Collins ed Aldrin.

Se prima della missione Apollo 11 mangiare nello spazio significava ingerire soltanto cubetti secchi di cibo, al più ricoperti di gelatina per evitare briciole, durante il primo allunaggio gli astronauti ebbero la fortuna di poter sfruttare del cibo “vero”, da reidratare e consumare con un cucchiaino. (E voi vi lamentate dei pasti serviti a bordo degli aerei.)

Proprio per ricordare la storica missione Apollo 11 ed il suo comandante Armstrong, prepareremo uno dei suoi pasti preferiti: il gratin di patate! (Che effettivamente portò in viaggio e consumò il 17 luglio a cena, o per il cosiddetto “pasto C della giornata”.)

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Tetra insalata russa

Insalata russa

Circa 30 anni fa, Alexey Pajitnov era un ricercatore russo dell’accademia sovietica delle scienze e stava realizzando finalmente il diabolico piano con cui l’Unione Sovietica avrebbe reso suo il pianeta intero: l’eroico programmatore con falce e martello stava realizzando… “Tetris”!

Solo cinque anni dopo, esattamente in questo giorno, Nintendo era riuscita a completare l'opera del perfido Alexey, in modo da soggiogare completamente le menti dei bambini di ogni età, in ogni dove, per sempre. Il 14 giugno 1989 il colosso del videogioco giapponese scatenò “Tetris” per Game Boy, uno dei videogiochi di maggiore successo in assoluto, con un totale di 35 milioni di copie vendute. Il fatto che fosse portabile e da assuefazione più di scatola di LSD ha fatto sì che Lorenz abbia dei ricordi estremamente confusi (e blocchettosi) della sua infanzia.

Cubetti e cultura russa… non c’è altro piatto che ci viene in mente se non l’insalata russa!

Avanti…

Rösti bernese

rösti bernese ancora fumante

È passato troppo tempo dall'ultima volta che vi abbiamo propinato un disco informe ed unto da mangiare. Troppo tempo anche dall'ultima ricetta tipica svizzera (anch'essa con dosi massicce di burro, tra l'altro). Combiniamo queste due nostre mancanze in una nuova ricetta: la rösti bernese!

Se solo potessimo combinare alla stessa maniera tutte le nostre mancanze in un piatto denso, nutriente e pieno di grassi insaturi, saremmo persone sicuramente molto migliori e grassocce!

La rösti è un piatto estremamente facile da fare — ecco perché lo proponiamo, è chiaro — veloce, nutriente ed estremamente brutto a vedersi (ma questo vale per tutte le cose a forma di disco marroncino, forse). Il nesso con la sua patria, la Svizzera, è quindi particolarmente evidente. Il termine “röstigraben” (fossato del rösti) denota di solito il confine tra Svizzera francofona e tedesca, perché è nozione comune che gli elvetici sul fronte germanico siano dei patatari beceri, mentre le loro controparti prossime alla frontiera francese si dedichino a cibi di matrice culturale superiore. Queste differenze, a partire dalla cucina, si estendono a tutti gli aspetti della cultura e della politica. (Certo, ammettere che esiste un legame tra politica ed un piatto di patate non fa ben sperare sul popolo elvetico nella sua interezza).

Che poi il nome tedesco “rösti” proviene dal francese “pommes de terre rôties”, per cui ci sarebbero lunghi dibattiti linguistico-politici da tenere sull'argomento (e sicuramente ciò sta avvenendo nelle maggiori università alpine).

Questo sproloquio non fa altro che accrescere il vostro appetito? Non vedete l'ora di bombardare minareti con dischi imbruniti di patata? (Fantasia erotica molto comune in Svizzera.) Iniziamo!

L'articolo migliora sensibilmente più avanti…

Chips della scoperta

Nota: I due curatori del blog sono consci dell'andamento discendente per quanto riguarda la qualità e la complessità delle ricette nelle ultime settimane, però, in quanto curatori, non se ne curano minimamente. Anzi, ci tengono a sottolineare che si tratta della nuova linea editoriale del blog. Di conseguenza le prossime ricette riguarderanno fondamenti della cucina internazionale come la preparazione di “acqua calda” e l'acquisto di pane.

Come sicuramente saprete, il 12 Ottobre 1492 verrà ricordato per l'eternità come il giorno in cui il simpatico genovese di nome Cristoforo Colombo ha avvistato le terre del continente Americano. Tale giornata viene ricordata negli Stati Uniti come “Columbus day”, altrove come “Discovery day” o con altri nomi che non riusciamo ad interpretare.

La scoperta delle Americhe ebbe una serie di conseguenze molto profonde. E questo non solo per le tribù indigene sterminate di lì a poco (anche se loro potrebbero avere qualcosa da ridire sul tema). Ad esempio, l'introduzione di piante come la patata, il cotone, il mais, i fagioli ed il pomodoro nelle diete europee! Ci pensate? Se non fosse per questa epocale scoperta la dieta mediterranea non sarebbe mai decollata, i tedeschi non avrebbero niente da abbinare ai würstel e avremmo molti meno problemi col fumo! Tutte cose positive a pensarci bene.

Non tutti sanno che è esattamente questo ciò che Colombo avvistò sulle coste delle Bahamas, usando il suo binocolo ultra-tecnologico con lenti anti-riflesso.

Senza ulteriori indugi, visto che abbiamo fame, faremo l'unica cosa utile che sia possibile preparare con delle patate. Delle patate fritte. Un piatto che, pur essendo belga, racchiude in sé una grande dose di americanità. In più, giusto per aggiungere qualche altro elemento al guazzabuglio di nazioni che stiamo elencando, prepareremo le classiche “chips” inglesi invece delle patatine normali. Siete confusi? Mai quanto noi.

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