Ricette con Panna

Maccheroni dell’alpigiano

Maccheroni dell’alpigiano

Notoriamente, tutte le cose belle hanno una fine. Se da una parte questo significa che, no, questo blog non chiuderà mai i battenti, dall’altra significa anche che il soggiorno in madrepatria di Lorenz sta volgendo al termine. Per festeggiare il fatto di potersi nuovamente permettere più di due pasti a settimana, vale la pena realizzare un’ultima ricetta tipicamente svizzera prima della liberazione!

Se ci seguite da un po’ e riuscite ancora a guardarvi allo specchio senza vergogna e senza riconsiderare la vostra intera esistenza, avrete sicuramente letto diverse ricette tradizionali svizzere, dalla fonduta (la nostra prima ricetta) alla raclette. Senza andare a scomodare il consumo di carne di cane o gatto (non vorremmo scatenare un caso politico come quello di Bigazzi a “La Prova del Cuoco”), è abbastanza chiaro che il 90% della dieta alpina ruota esclusivamente attorno al formaggio.

La fonduta del resto altro non è che formaggio sciolto servito con del pane, la raclette non più di formaggio sciolto servito con delle patate… Per mantenere questa coerenza, la ricetta di oggi sarà formaggio sciolto con un altro alimento di base: la pasta. Facile!

Il piatto rappresenta la perfetta simbiosi tra l’italianità Ticinese ed il resto della nazione elvetica, ma pone anche importanti quesiti come: “ma che caspita è un alpigiano?!”
Trattandosi di un aggettivo secondo la Treccani, la ricetta è conferma - oltre dell’amore degli svizzeri per la pesantezza ed i formaggi - della loro incapacità nell’uso della lingua italiana.

Leggi il resto di questo fantastico articolo!

Tartufi della Morte Nera

Tartufi della Morte Nera

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

È così che hanno inizio i nostri migliori ricordi d’infanzia, le speranze di poter attraversare la galassia a bordo del Millennium Falcon, di poter sfruttare i poteri della forza (per copiare al compito di matematica) e di avere una vita familiare pacifica culminata dal taglio della mano da parte di papà!

Capite quindi perché la festività di oggi, l’annuale “Star Wars day”, ci colpisca sempre nell’intimità. (Sì, proprio lì, nelle parti basse.) Anche perché abbiamo da poco finito di rivedere per l’ennesima volta il nuovo teaser di “The Force Awakens”, settimo e prossimo episodio della saga, e verso la fine eravamo inspiegabilmente in ginocchio a piangere. Qualcosa vorrà dire.

Dopo la forte delusione dei prequel, l’atteggiamento di ogni fan della saga è quello di un animale tenuto in cattività: diffidente, cauto, bruciato da un amore rivelatosi sbagliato. Ma, dentro di sé, pronto ad amare di nuovo.

Quindi, tutti pronti a celebrare “may the fourth”! Stavolta con una serie di tartufi di cioccolato ispirati al nostro campo vacanze ideale: la Morte Nera.

Continua a leggere!

Zuppa di pane dell’Appenzello

Zuppa di pane dell’Appenzello

Benvenuti! È di nuovo l’appuntamento mensile per la nostra popolare rubrica Cospirazioni Gastronomiche: dopo “Mario Monti ed il segreto della Cassoeula”, “La seconda portata di Fatima” e “Cerchi nel grano e panificazione”, oggi finalmente vi riveleremo il segreto dell’uso bellico del formaggio nella Confederazione Elvetica. È infatti noto a pochi che il segreto bancario è ancora in atto soltanto perché nessun membro della Guardia di Finanzia può fisicamente varcare le casseforti protette da maleodoranti forme stagionate.

Una delle arme gastronomico-belliche più potenti nell’armamentario svizzero è il cosiddetto “Appenzeller”, un formaggio che si può descrivere come “aromatico” soltanto con un ingannevole eufemismo. Viene appunto prodotto nel canton Appenzello: il più piccolo della Svizzera (è un miracolo che compaia sulle mappe geografiche) e un lucente simbolo di progressismo e modernismo. Fu infatti l’ultimo cantone a garantire alle donne il diritto di voto. Nel 1991.

Gli abitanti di questa regione montagnosa sono dediti alla produzione di formaggi (l’intenso “Appenzeller”), la distillazione di alcolici ad alta gradazione (il digestivo “Appenzeller”) e la creazione di nuovi fantasiosi prodotti con lo stesso identico nome.

Per questi ultimi giorni veramente invernali, quello che ci vuole per scaldarsi è una buona e densa zuppona, come questa zuppa di pane che andremo a preparare!

Ancora, ancora, ancora!

Mousse cioccolatosa

Mousse cioccolatosa

L’eccellenza si raggiunge combinando le cose migliori tra di loro, per ottenerne un’altra, ancora superiore. È questo probabilmente il ragionamento alla base di Internet: combiniamo assieme il prodotto di tutte le menti del pianeta, liberamente in comunicazione. Ed abbiamo finora ottenuto video di gattini, Justin Bieber e le profondità intellettuali dei commenti su Youtube. (Abbiamo anche ottenuto le foto osé di Jennifer Lawrence. Facciamo che è un pareggio, va.)

Non sempre però i nobili propositi falliscono in maniera così eclatante. Nello specifico, l’intuizione che gli chef delle corti francesi del XVIII secolo ebbero si rivelò tutto sommato niente male: combinare la leggerezza dell’albume montato con altri ingredienti aromatici, al fine di ottenere una soffice spuma molto gustosa. È palese quindi che combinare la spuma d’albume con della cioccolata sfiori picchi di assoluta genialità! (Pareggiata soltanto ai giorni nostri con la creazione del doccia schiuma al cioccolato.)

È per merito di tale Charles Fazi, chef svizzero alla corte di Luigi XVI, che tutt’oggi possiamo rinfrancare le nostre esistenze dai mali del mondo tramite questo spumoso dessert. Meno geniale risulta purtroppo il nome originale della ricetta, nota come “maionese al cioccolato”. Tutte quelle uova devono aver dato alla testa del povero Fazi, probabilmente poi morto per causa di altre invenzioni poco riuscite come ad esempio il “salasso Chantilly”.

Ma ricordiamolo per le sue opere più gustose, piuttosto che come emule poco riuscito del celebre Vatel, e scopriamo insieme i segreti della mousse al cioccolato!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Banana Split onanistica

Banana Split

Quando abbiamo aperto questo blog pensavamo, candidamente, che la strada per il cuore di una persona passasse attraverso il suo stomaco. Pensate quanto saremmo riusciti a fare colpo grazie ai nostri manicaretti! Soltanto successivamente abbiamo scoperto che la strada per il cuore di una persona passa invece per una zona lievemente più in basso.

È proprio per rimanere su questo tema che un nostro affezionato lettore (sospettiamo che sia anche l’unico, bentornato quindi!) ci ha segnalato il fatto che maggio è il mese internazionale della masturbazione. Che circostanza esaltante! Finalmente un tema in cui siamo veramente preparati. (Effettivamente i vostri due chef preferiti sono entrambi sospettosamente affetti da miopia.)

Per i benpensanti che trovano il tema francamente disgustoso: ricordate che, per citare Heinlein, la masturbazione è gratuita, pulita, comoda e non presenta il pericolo di fare torti ad altri. Inoltre non c’è nessuno da riaccompagnare a casa al freddo dopo l’atto.

Ma ora basta con i preliminari, passiamo al sodo: prepariamo un dolce tanto buono quanto ambiguo nell’aspetto e nel significato. Banana Split per tutti!

Avanti…

Santa Kremówka Papale

La santissima Kremówka Papale

Proprio oggi ci sarà la canonizzazione (processo inverso della nikonizzazione) di Papa Wojtyła, detto Giovanni Paolo II (ma anche noto come “er parabbola” a Trastevere): quale occasione migliore per sperimentare il dolce preferito dal pontefice stesso, un classico della cucina polacca? La Kremówka, oltre ad avere strani accenti nel nome e vantare un gran numero di consonanti, è in sostanza una variante della classica Millefoglie (o torta “Napoleon”) con un unico strato di crema.

Il popolare Papa andava molto ghiotto del dolce, tanto da aver partecipato in gioventù ad una competizione a chi riuscisse a mangiarne di più. Dopo averne trangugiate ben 18, il futuro Papa dovette cedere e ammettere la sconfitta. Questo aneddoto ha un duplice significato: in primo luogo ci offre un'ottima spiegazione dei dati sulla mortalità per insufficienza cardiaca in Polonia. In secondo luogo abbiamo scoperto che i giovani polacchi sono i veri, autentici pionieri del “Man versus Food”.

Padre Jaroslaw e padre Piotr, anch'essi inevitabilmente futuri beati (o beoti, a seconda della trascrizione), vi accompagneranno in questa magnifica ricetta, illustrando al tempo stesso usi e costumi clericali della Polonia cattolica.

Continua a leggere, senza timore…

Bocconcini di Sacher

Bocconcini di Sacher

Come avrete sicuramente avuto modo di appurare, Cooking by Dummies è un blog estremamente serio che rispetta alla lettera gli appuntamenti e le occorrenze importanti. Almeno, è ciò che facciamo per il vostro bene dopo aver debellato la fine del mondo Maya giusto un anno fa. (È quello che ci piace credere.)

Alla stessa maniera, settimane di pubblicità per dolciumi, intimo ammiccante e viaggi romantici avranno sicuramente avuto modo di suggerirvi che oggi si celebra San Valentino. Giorno in cui si commisera annualmente la tragica scomparsa dell'amore.

Sia che voi siate freschi d'innamoramento e fantastichiate una romantica serata di cucina di coppia, sia che affrontiate la giornata in cerca di cioccolato con cui stemperare il sentimento di dilagante solitudine, questa ricetta fa perfettamente al caso vostro. Se invece siete del campo del “per noi S. Valentino è ogni singolo giorno!!1!UNO” siete chiaramente senza speranze. (Oltre ad essere originali come un disco dei Modà.)

Su ispirazione di un recente viaggio nella capitale della glassa, Vienna, oggi realizziamo dei soavi bocconcini di Sacher!

Continua a leggere!

Torta della Foresta Nera ai lamponi

La Torta della Foresta Nera

Nel lontano passato, un’epoca ormai lontana e dimenticata da molti, la preparazione di una torta rappresentava una missione epica, da affrontare solo in casi di evidente follia o di festività inevitabili. Occasioni in cui intere famiglie piangevano lacrime e sangue per racimolare gli ingredienti e prepararli in una forma che racchiudesse in pochi centrimetri cubici il potenziale calorico dell’intera fabbrica Ferrero. Il risultato doveva poter soppiantare tutti i pasti di una settimana, avendo al tempo stesso un aspetto minacciosamente invitante.

Un’epoca che richiedeva qualcosa di più delle merendine confezionate per dessert, qualcosa di più nobile del pan di spagna ricoperto di panna. Un’epoca in cui la cura dedicata ai baffi era superata soltanto da quella riservata alla glassatura delle torte.

Già una volta ci siamo cimentati nella creazione della Sachertorte, non senza difficoltà, e stavolta affronteremo un altro temibile esempio di pasticceria tedesca: la “Torta della Foresta Nera” o Schwarzwälder Kirschtorte, praticamente LA torta tedesca per eccellenza. Già il numero delle consonanti non lascia presagire niente di positivo.

Ci sentiamo un po’ come se dovessimo scalare lo Zugspitze. In infradito.

Vuoi leggere il resto?

Cupcake dell’indipendenza

IMG_0125

Per i meno attenti al calendario, oggi è il 4 di luglio, ossia la data in cui si celebra l'invasione della terra da parte degli alieni nel film “Independence Day”, per pura coincidenza anche il giorno in cui storicamente i novelli “Stati Uniti d'America” dichiararono la loro indipendenza dai bevitori di tè del Regno Unito.

La giornata è diventata una festività nazionale dal 1776 in poi e viene annualmente celebrata con barbeque, sbraciate, fuochi d'artificio, parate, ingiustizie sociali, sparatorie ed altre cose molto americane. Siccome noi siamo un blog estremamente attento ai dettagli, vogliamo celebrare la giornata con dei cupcake con una preponderante componente alcolica. Questo non perché siamo degli alcolisti (o perlomeno, non soltanto), ma perché già il buon George Washington (lo conoscerete sicuramente dalla banconota da un dollaro) nel 1778 aveva concesso una doppia razione di rum ai suoi uomini!

Non perdiamoci in altre chiacchiere (sarebbe una cosa molto poco americana da farsi) e procediamo alla ricetta!

Ancora, ancora, ancora!

Pseudo macine alla panna

Grazie ai nuovi spot col sempre affascinante Zorro (e la gallina Rosita!) che Mulino Bianco mette in onda, è praticamente inevitabile avere un bisogno insaziabile di abbracci, tarallucci, pan di stelle, flauti, crostatine e plumcake marchiati dal celebre ed armonioso logo del più grande produttore italiano di granaglie e prodotti relativi.

D’altra parte, se credete alle stronzate cose interessanti che si trovano sulle rete, magari potreste anche avere il dubbio che i prodotti Mulino Bianco siano cancerogeni. Se siete così creduloni bene informati, non saremo di certo noi a giudicarvi (del resto state leggendo il nostro blog, già questo è chiaramente indice di malattia mentale intelligenza)!

Ma il dilemma persiste… cosa fare?! Come conciliare il desiderio di biscotti ipercalorici col desiderio di boicottare una multinazionale? Molto facile in realtà. Fate come noi, aprite un blog e datevi all’eremitismo!
Oppure, in alternativa, producete dei biscotti sorprendentemente simili alle “Macine” direttamente nella vostra cucina! (Dopodiché aprite un blog e datevi all’eremitismo comunque.)

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Momento pubblicità