Ricette con Olio di semi

Poutine canadese

Poutine canadese

Il Canada potrà anche essere la patria dell’inventore del sacco dell’immondizia ed avere un primo ministro incredibilmente fico, ma sicuramente non è una nazione nota per i suoi contributi gastronomici.

Forse perché, oltre al succitato sacco dell’immondizia, anche il purè rapido in fiocchi ha trovato i suoi natali nella grande nazione nordamericana. La combinazione delle due invenzioni è forse il motivo alla base del fatto che non si trovano molti ristoranti canadesi in giro per il globo.

Sia come sia, oggi si festeggia il “Canada Day”, l’anniversario di quel 1° luglio del 1867 in cui le colonie nordamericane decisero di unirsi in un unico, glaciale regno, probabilmente urlando “King in the north, King in the north!” Soltanto nel 1982 il Canada si libererà del cordone ombelicale britannico, in un moto indipendentista che pare essere così popolare nel mondo anglosassone…

A parte la continua ricerca di indipendenza, se c’è una cosa che viene davvero bene ai britannici è quella di combinare patatine fritte con altri ingredienti insalubri. Nel caso dei loro cugini canadesi, il famoso piatto nazionale si chiama “Poutine” ed è un vero insulto al sistema cardiovascolare. (Se preferite qualcosa di meno pericoloso, abbiamo preparato anche delle più innocui frittelle.)

E andiamo!

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Costolette di Freddy

Costolette di Freddy

Certo, tutti voi vi sarete disperatamente chiesti cosa cucinare per un’intima cenetta per il vostro lui o la vostra lei. Oltre alle domande più ovvie (“Siete ancora entrambi in vita?” “Perché state ancora insieme?”), la vera domanda è questa: cosa cucinereste se invece doveste invitare a cena un famoso uomo politico americano, conosciuto per la sua spietatezza e per i suoi intrighi di potere?

Abbiamo provato a rispondere a questa annosa questione e, sebbene il primo impulso sia stato quello di ordinare il solito take away al cinese sotto casa, ci siamo decisi a mettere in campo tutte le nostre capacità culinarie per assolvere a questo importante scopo.

Uovo sodo? Di nuovo?!

E invece no! Ispirati dalla prossima apertura di Netflix in italia e dalle innumerevoli ore passate a guardare “House of Cards” lobotomizzati di fronte allo schermo, abbiamo deciso di cimentarci nella preparazione delle succulente costolette alla Freddy.

Se non ne avete mai sentito parlare, rimediate subito guardando almeno tutta la prima stagione dello show con lo spietato Frank Underwood e soci. Ma attenzione a non lasciarvi prendere troppo perché, come dice Frank: “La vicinanza al potere fa credere alle persone di averne a loro volta.” A noi è successo lo stesso con la vicinanza al forno: pensavamo di avere il potere di cucinare cibi.
Cibi commestibili, si intende.

Avanti…

Tapas con patatas y muy de ajo

Tapas con patatas y muy de ajo

Oggi vi presentiamo la nostra ricetta d’anniversario! Quattro anni di indicibili sofferenze in cucina (e al bagno), più foto imbarazzanti, hanno infine condotto a questo: un sontuoso pasto celebrativo degno del peggiore episodio di “Man vs. Food”, in cui i vostri due cuochi di fiducia cercheranno di annichilire le proprie mucose intestinali con dosi di aglio senza precedenti.

Ci lasceremo ispirare dalla cucina di un popolo che non ha mai temuto niente, se non forse il lavoro: gli spagnoli!

Viaggiare è spesso disagevole: si va all’estero a fare le attività di tutti i giorni, peggio e con i bagagli persi, consapevoli che al ritorno dovrete far finta che vi sia piaciuto. Tuttavia, se avete viaggiato almeno una volta per la penisola iberica, avrete apprezzato almeno le onnipresenti tapas, che accompagnano l’abuso alcolico di locale in locale per tutta la serata.

In questa ricetta presentiamo due tapas a base di patate con cui accompagnare il vostro abituale consumo di birra mirato a dimenticare il fatto che da 4 anni avete un blog di cucina senza dignità. Se il giorno dopo in ufficio non foste completamente lucidi, le tapas fungono da scusa perfettamente credibile!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Frittelle d’avena di Winterfell

Frittelle in tavola

Oggi è un giorno epico che noi e molti altri attendevamo con ansia: innanzitutto stiamo per presentare una nuova ricetta (e tanto basta per rendere la giornata spettacolare) e, secondariamente, stasera verrà trasmessa la prima puntata della quarta stagione della celeberrima serie TV “Game of Thrones”.

Se siete anche voi degli sfegatati fan dell'universo di George R. R. Martin, se al bar ve ne infischiate delle ultime gesta calcistiche, ma preferite dibattere dell'onore della casata Stark o fare congetture sull'origine degli Estranei, se innalzate blasfemi altarini per imbonire le sette divinità e fare in modo che il caro vecchio George sopravviva abbastanza a lungo da completare gli ultimi due libri della saga… beh, sono tutti validi motivi per farsi internare. Tranquilli, dovrebbero trasmettere il nuovo episodio anche nella sala comune del C.I.M. più vicino.

Se invece non avete idea di cosa stiamo parlando e credete che francamente un “gioco di troni” non sia per niente interessante, vi basti sapere che si tratta di una complessa e lunghissima storia di intrighi, giochi di potere, famiglie che si odiano, gente che s'accoppa, tradimenti ed oscuri misteri. Praticamente una puntata qualsiasi di “Tempesta d'Amore”. Ma con più violenza e molta più nudità! (Meglio sotto ogni aspetto insomma.)

In entrambi i casi, come affrontare la giornata senza avere qualcosa da sgranocchiare? Per cui, vi suggeriamo di filare in cucina a preparare delle semplici frittelle d'avena: in effetti uno degli elementi più ricorrenti del romanzo! (Dopo le decapitazioni.)

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Bistecca scientifica

La bistecca perfetta

Pensate di aver sofferto abbastanza questa settimana grazie alla visione del 64° Festival di Sanremo? Beh, non è così per il nostro dissennato Lorenz che, in barba al suo vegetarianismo, si presterà a preparare un saporito filetto di manzo. E tutto questo, in nome della scienza!

Ci sono diversi motivi (validi o meno) per percorrere la strada dell'astensione dalla carne: per motivi etici, per motivi di salute, per motivi religiosi, perché da bambino la vostra mucca pelouche vi ha parlato in sogno… insomma, per qualsiasi motivo ci si decida di rendersi praticamente impossibili da invitare a cena, questo non dovrebbe riflettersi sulle proprie capacità di cucinare il suddetto ingrediente taboo.

Ed è proprio per questo che Lorenz si cimenterà in questo arduo compito: preparare la bistecca perfetta in maniera scientifica e riproducibile. Non potendosi chiaramente basare sulla propria esperienza, si baserà invece sul tomo sacro del blog: Cooking for Geeks!

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Frittelle di banana

Frittelle di banana

È da poco passato il giorno del Carnevale, giorno di festa, mascheramento e consumo sfrenato di cibi, in particolari quelli fritti e quindi spettacolarmente dannosi per il fegato. Allora, quale scusa migliore per riciclare foto e ricetta della passata edizione del “Talk like a Pirate day” (già celebrato precedentemente con una sontuosa cena caraibica)? Già! Infatti cogliamo la palla al balzo: il travestimento da pirati c'è (sarà anche molto banale, ma lo è soltanto da dopo l'uscita di “Pirati dei Caraibi” con Johnny Depp), l'abuso di rum chiaramente anche, la cena immangiabile vagamente ispirata alla cucina caraibica pure... documentiamo dunque uno dei pochi elementi commestibili della cena (oltre ai tovaglioli): il dessert!

Dopo aver accuratamente documentato la preparazione delle famigerate castagnole dell'autostima e della sanissima zuppa di farina Basilese, vi presentiamo un dolce a forma di pallina fritta (deve trattarsi di una consuetudine carnevalesca non ben documentata storicamente) con elementi folkloristici caraibici come rum e banane! Insomma, un guazzabuglio di robaccia a caso che è sicuramente divertente da preparare, almeno fino alla prima ustione grave, e soprattutto molto potente in termini di apporto calorico e di sensi di colpa.

Orbene, mollate gli ormeggi, mettete sul fuoco l'olio di palma e godete del vostro bel galeone spagnolo, ora affumicato dall'odore di friggitoria cinese! Andiamo a preparare il terrore dei sette mari: le frittelle di banana!

Ancora, ancora, ancora!

Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

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Bocconcini di Nutella fritta

In un paese in cui la nazionale di calcio si fregia di far colazione con appetitose e decisamente salutari fette di pane ricoperte di Nutella® (oltre a consumare acqua Uliveto, ma questa è una storia per un'altra ricetta), ci voleva il genio della cultura gastronomica cinese per partorire l'idea (malsana, chiaro) di rendere ancora più salutare e buona la Nutella®, friggendola!

Del resto sembra che, mentre l'influenza asiatica su questo pilastro dolcissimo della cucina italiana è stata nettamente positiva, l'ingerenza di altri stati abbia invece effetti molto negativi. Le organizzazioni tedesche infatti, oltre a voler tenere saldamente le redini dell'intera Europa sotto il giogo delle grandi lobby bancarie (vedi Monti, gruppo Bilderberg ed altre cospirazioni senza senso), intendono controllare anche la Nutella®! E questo soltanto perché l'etichetta della nostra beneamata Nutella® lascia intendere che si tratti di un alimento sano. Perché impedirglielo?! È evidente che solo un nordico fiscale lettore di etichette senza l'intuito mediterraneo per la fregatura poteva anche solo pensare che la Nutella® fosse un prodotto non lesivo all'organismo. Lesivo, ma comunque buono. O forse buono proprio perché lesivo.

Comunque lo scopo di questo articolo non è quello di convincervi della cospirazione internazionale ai danni della Nutella® (nella quale dovreste credere automaticamente per la fiducia che il nostro blog ispira), bensì vogliamo descrivervi in quale modo i migliori cuochi cinesi siano riusciti a trasformare un ingrediente di ineffabile leggerezza e bontà in qualcosa che andrebbe definito per quello che è: una riuscita ricostruzione della “Morte Nera”. Tra l'altro questa ricetta dovrebbe darvi qualche spunto e qualche sospetto sulle cause di morte di Kim Jong-Il. Non vogliamo insinuare niente.

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Chips della scoperta

Nota: I due curatori del blog sono consci dell'andamento discendente per quanto riguarda la qualità e la complessità delle ricette nelle ultime settimane, però, in quanto curatori, non se ne curano minimamente. Anzi, ci tengono a sottolineare che si tratta della nuova linea editoriale del blog. Di conseguenza le prossime ricette riguarderanno fondamenti della cucina internazionale come la preparazione di “acqua calda” e l'acquisto di pane.

Come sicuramente saprete, il 12 Ottobre 1492 verrà ricordato per l'eternità come il giorno in cui il simpatico genovese di nome Cristoforo Colombo ha avvistato le terre del continente Americano. Tale giornata viene ricordata negli Stati Uniti come “Columbus day”, altrove come “Discovery day” o con altri nomi che non riusciamo ad interpretare.

La scoperta delle Americhe ebbe una serie di conseguenze molto profonde. E questo non solo per le tribù indigene sterminate di lì a poco (anche se loro potrebbero avere qualcosa da ridire sul tema). Ad esempio, l'introduzione di piante come la patata, il cotone, il mais, i fagioli ed il pomodoro nelle diete europee! Ci pensate? Se non fosse per questa epocale scoperta la dieta mediterranea non sarebbe mai decollata, i tedeschi non avrebbero niente da abbinare ai würstel e avremmo molti meno problemi col fumo! Tutte cose positive a pensarci bene.

Non tutti sanno che è esattamente questo ciò che Colombo avvistò sulle coste delle Bahamas, usando il suo binocolo ultra-tecnologico con lenti anti-riflesso.

Senza ulteriori indugi, visto che abbiamo fame, faremo l'unica cosa utile che sia possibile preparare con delle patate. Delle patate fritte. Un piatto che, pur essendo belga, racchiude in sé una grande dose di americanità. In più, giusto per aggiungere qualche altro elemento al guazzabuglio di nazioni che stiamo elencando, prepareremo le classiche “chips” inglesi invece delle patatine normali. Siete confusi? Mai quanto noi.

Avanti…

Pilaf con piselli e Mango Chutney

Noi di Cooking by Dummies cerchiamo sempre di portare nuove ricette esotiche al nostro pubblico, non contenti di limitarci alla sola cucina locale. Questo non solo per dare un tocco di originalità alle nostre (ed alle vostre) pietanze e non solo per darci un incredibile flair cosmopolita, ma anche e soprattutto perché siamo genuinamente interessati da usanze e piatti provenienti dai quattro angoli del pianeta (interesse che si disperde immediatamente con l'assaggio, solitamente).

Purtroppo, come tradisce il titolo del blog del resto, le nostre abilità piuttosto limitate (che si esauriscono con l'uso della carta di credito per l'acquisto degli ingredienti) unite alla descrizione incompleta ed oscura delle ricette, nonché all'impossibilità di procacciarsi le componenti veramente più “aliene” nei mercati locali, fanno sì che le ricette di tipo etnico facciano ancor più schifo del solito.

Ma, dopotutto, se leggete questo blog (per motivi a noi francamente ignoti, imputabili sicuramente a qualche triste gioco del destino) siete qui anche un po' per questo. Dunque siate pronti ad una nuova puntata che unisce il “piacere” della cucina alle tradizioni indiane, il tutto con l'immancabile tocco nerd.
Oggi prepariamo un piatto di riso e piselli, condito con del chutney al mango!

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