Ricette con Maionese

Mimosa all’uovo

Mimosa all’uovo

In quanto blog amministrato da mani prettamente maschili (leggi: sporche e callose), l’8 marzo è quel giorno speciale, quel singolo giorno su 365, in cui la nostra costante ammirazione per il genere femminile può concretizzarsi in qualcosa di fisico, ma irrilevante come un mazzo di mimose. È un po’ come celebrare il giorno internazionale della cioccolata mangiando un Kinder Bueno.

Che poi, perché la mimosa? Gente molto più autorevole di noi ha probabilmente scelto con cautela, ma ciò non toglie che si tratta di un fiore bello ma inutile: un messaggio totalmente errato! Uno splendido e solare fiore di zucca, invece? Un carciofo, con la scorza dura, ma tenero dentro? Un papavero, per l’effetto psicotropo che una donna può avere? Un cactus, fonte di vita anche in un ambiente inospitale? (Come vedete siamo peggio come poeti che come cuochi.)

Ma sebbene siamo costantemente spinti dal desiderio di essere originali e controcorrente, non argomenteremo né contro la festa, né contro la mimosa: al costo di risultare conformisti e retorici, le cose importanti vanno sempre celebrate! (Come anche il giorno dedicato a “Star Wars”, che domande.) Ma non perché le donne siano meglio degli uomini. Assolutamente no. Sono gli uomini che generalmente sono peggio delle donne.

Insomma, capite che se l’universo femminile ancora ci tollera, dobbiamo solo rallegrarcene. Ad esempio preparando un pasto che assomiglia ingannevolente ad una torta mimosa, ma risulta ancor più inapprezzabile: una mimosa d’uovo!

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Tetra insalata russa

Insalata russa

Circa 30 anni fa, Alexey Pajitnov era un ricercatore russo dell’accademia sovietica delle scienze e stava realizzando finalmente il diabolico piano con cui l’Unione Sovietica avrebbe reso suo il pianeta intero: l’eroico programmatore con falce e martello stava realizzando… “Tetris”!

Solo cinque anni dopo, esattamente in questo giorno, Nintendo era riuscita a completare l'opera del perfido Alexey, in modo da soggiogare completamente le menti dei bambini di ogni età, in ogni dove, per sempre. Il 14 giugno 1989 il colosso del videogioco giapponese scatenò “Tetris” per Game Boy, uno dei videogiochi di maggiore successo in assoluto, con un totale di 35 milioni di copie vendute. Il fatto che fosse portabile e da assuefazione più di scatola di LSD ha fatto sì che Lorenz abbia dei ricordi estremamente confusi (e blocchettosi) della sua infanzia.

Cubetti e cultura russa… non c’è altro piatto che ci viene in mente se non l’insalata russa!

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Sandwich galattico

Sandwich galattico

Il nerd medio non è necessariamente un letterato: le sue fonti d’informazione maggiori sono Wikipedia, forum in cui dibatte con assoluta convinzione con gente altrettanto disinformata e le serie TV (grazie alle quali può snocciolare una enciclopedica conoscenza di stemmi di casate nobiliari di fantasia e un preoccupante interesse nelle modalità di combattimento contro vampiri e non morti).

Noi in particolare non possiamo di certo darci l’aria da gran letterati, visto che la lettura più impegnativa a cui ci dedichiamo è la targhetta dell’ascensore. Possiamo annoverare nelle nostre letture preferite solo le poesie scritte sotto l’influenza di sostanze psicotrope sul retro delle buste Mulino Bianco. Ciononostante, una lettura sacra di qualsiasi nerd che si rispetti (dopo la biografia di George Lucas) è sicuramente la “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams. Un’opera di assoluto genio marcatamente british. Proprio per celebrare il brillante autore inglese, oggi si festeggia il Towel Day: ossia il “giorno dell’asciugamano”, uno degli accessori fondamentali per affrontare la galassia (e la quotidianità). Citando la sua opera:

Per qualche motivo i pub vicini alle stazioni hanno un’aria particolarmente squallida e terribilmente sporca, forse per via del pallore mortale di cui paiono soffrire le polpette esposte sul banco bar. Ma peggio delle polpette sono i sandwich.

In Inghilterra è ancora diffusa la convinzione che preparare un sandwich appetitoso, piacevole per gli occhi o comunque gradevole per la bocca sia qualcosa di peccaminoso che solo gli stranieri fanno.

— Che siano semplici — è l’ordine sepolto nei recessi della coscienza collettiva nazionale. — Che abbiano la consistenza della gomma. E se è proprio necessario che siano freschi, lavateli una volta a settimana.

Per cui, prepariamo oggi il principe dei sandwich: il clubhouse sandwich!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

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