Ricette con Funghi

Cecina lubrificante

Cecina lubrificante

A volte il cibo non ricopre il solito ruolo, quello banale del nutrimento e del sostentamento fisico. A volte, la preparazione stessa del cibo assurge a rituale. Diventa un motivo per esplorare e scoprire. A volte invece diventa un’occasione per socializzare e comunicare. Alcune rare volte diventa causa di una improvvisa chiamata alla centrale dei pompieri.

A volte il cibo stesso ha uno scopo più nobile, quello di confortare, riscaldare, coccolare. Specie durante le lunghe nebbiose notti di novembre, quando il cibo diventa fonte di calore e consolazione. Un “pasto di conforto” vero e proprio. Altre volte invece il cibo ha soltanto lo scopo di mandarvi precipitosamente al bagno.

Qualsiasi sia la vostra situazione (e l’esito della chiamata ai pompieri mentre siete chiusi al bagno tra rumori irriproducibili), in questa occasione presenteremo un cibo perfetto per una serata novembrina. Non tanto perché sia un piatto caldo o particolarmente ritemprante, ma perché contiene una quantità d’olio tale da permettervi di ignorare completamente la vostra collezione di giacconi invernali grazie al vostro nuovissimo strato di lipidi!

In sostanza, è un ottimo contributo all’inverso della “prova costume”. Cioè, la “prova giaccone”, che va superata affrontando il gelo invernale con la sola protezione di una T-Shirt a maniche corte.

Quale sarà l'epilogo di questo articolo?

Spaghetti asiatici senza pantaloni

Purtroppo a causa del recente disastro atomico alla centrale Dai-ichi di Fukushima, si è sentito molto parlare di dosi di radiazioni, irradiamento e dei relativi effetti negativi. In questi discorsi si utilizza spesso l'unità di misura del sievert (Sv), che in sostanza misura gli effetti che delle radiazioni ionizzanti hanno su un organismo vivente.

Le dosi radioattive più comuni alle quali siamo sottoposti si misurano solitamente in μSv (microsievert). Ciò che non sempre è noto è che un fondo di radiazione è presente bene o male in qualsiasi ambiente e che quindi giornalmente siamo sottoposti ad una dose più o meno preoccupante di radiazioni ionizzanti.

I vari dosaggi, con diversi esempi dalla vita comune, vengono descritti piuttosto bene da questo grafico di xkcd. Come vedete, già mangiare una banana vi sottopone ad una dose di 0.1 μSv circa, per non parlare di un viaggio in aereo. Considerate quindi quanto può essere pericoloso essere in nostra prossimità quando cuciniamo o addirittura consumare un pasto preparato da noi in volo. Rabbrividiamo.

Visto che oggi è il compleanno del nostro amicone Rolf Maximilian Sievert, dal quale l'unità di misura di cui sopra ha tratto il nome, abbiamo pensato di ricordarlo ispirandoci un po' al Giappone (con chiari intenti umanitari) e realizzare dunque una semplice pasta dai toni molto asiatici.

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Pasticcio reale alla Guinness

Pasticcio reale alla Guinness

Oggi è una giornata molto importante. Non solo perché evidentemente abbiamo appena pubblicato una nuova, epica, ricetta (già questo sarebbe sufficiente). Ma anche perché il 29 Aprile è il giorno di un matrimonio molto importante (siamo sicuri che Studio Aperto ve lo abbia fatto notare con i suoi interminabili servizi in merito)! Il matrimonio tra il nobilissimo William Arthur Philip Louis Mountbatten-Windsor (scusate se è poco), crema dell’aristocrazia britannica e augusto secondo successore al trono dell’ex-impero, con tale Kate Middleton, plebea dalle umili origini che andrà quindi ad ascendere ad un ruolo invidiabilissimo in una delle più importanti casate dal sangue blu.

A questo proposito, vi siete mai chiesti che casino deve succedere quando un membro di una casa reale va a donare sangue alla locale sede dell’Avis? Ma soprattutto, perché hanno scelto questa strana data per il loro matrimonio (un venerdì!) che ancor più stranamente coincide col giorno in cui si sposarono, e si suicidarono, Hitler e la sua Eva Braun? Cospirazioni internazionali? Segreti massonici? Lo zampino di alieni interdimensionali? La seconda venuta di Cristo? Siamo certi che si tratti di questo!

Troverete gli economici talismani ed amuleti per proteggervi dalle macchinazioni del nuovo ordine mondiale nel nostro shop online di prossima attivazione: Shopping by Dummies.

Nel frattempo, vi invitiamo a leggere la nostra nobilissima ricetta che vi riproporrà, in versione vegetariana per ordini della Corona, un classico della cucina britannica: una pie, che si può rendere in italiano come “pasticcio” (vedrete presto il perché di questa definizione).

Continua a leggere, senza timore…

Omelette agli asparagi

Siamo sicuri che gettare delle uova in un tegame caldo ed aspettare che si rapprendano non sia un'idea particolarmente originale. È probabilmente per questo che il suddetto piatto viene indicato come “piatto tipico” da varie culture, come omelette dai francesi, tortilla dagli spagnoli e frittata in Italia, seppure con piccole differenze stilistiche.

La qui presentata omelette viene solitamente preparata lasciando l'uovo non del tutto cotto, ottenendo dunque una consistenza liquida, ed aggiungendo solo successivamente i condimenti. Si trova conferma dunque della predilezione di pietanze molli e francamente disgustose da parte dei nostri amici transalpini dalla R moscia. Di solito l'omelette viene anche piegata in due (o in tre parti) andando quindi a coprire il condimento al suo interno.

La leggenda vuole che Napoleone, durante i suoi viaggi di conquista con il suo esercito, si sia fermato nella cittadina di Bessières. Dopo aver mangiato una omelette preparata da un cuoco locale, ne fu così entusiasta che ordinò ai suoi soldati di radunare tutte le uova del paese e di preparare dunque una mega-omelette per l'intera armata. Ora, è evidente che questa storia è senza dubbio falsa. Ma del resto anche il fatto che la nostra ricetta sia commestibile è una menzogna piuttosto evidente.
Chi siamo noi per giudicare?

Avanti…

Canapé zozzi

Sulla falsariga di quanto visto nella ricetta sui resti della fonduta, quest'oggi ci siamo cimentati nel rendere presentabile una cena estremamente semplice da realizzare, ma cionondimeno pesante e di difficile digestione.

Come è risaputo, la cucina francese è tra le più raffinate ed apprezzate al mondo — e questo è un fatto per quanto i cugini italici possano provare a negarlo ferocemente. È tuttavia meno noto che la raffinatezza della cucina gallica è pressoché completamente dovuta all'assegnare nomi complessi (e con una esagerazione di accenti inutili) ai piatti. Inoltre, un'ottima mossa degli chef transalpini è stata anche quella di dare nomi figosi a tutti gli oggetti ed a tutte le occupazioni classiche in cucina, in modo da costringere generazioni di giovani cuochi ad assoggettarsi alle complicazioni della langue d'oc nel cercare di esprimersi.

Detto questo, non sorprende che il “piatto” di quest'oggi — sebbene si tratti essenzialmente di banale pane ricoperto di roba — possa avere un nome insensato quanto ridicolo: un canapé.
Avete letto bene, stiamo cercando di mangiare un divano.

L'articolo migliora sensibilmente più avanti…

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