Ricette con Farina

Peccaminoso Mac ’n Cheese

Peccaminoso Mac ’n Cheese

Non apprezziamo fino in fondo il fatto che—nonostante l’importazione di festività aliene come Halloween e le relative tradizioni—questo processo non si sia spinto fino al Thanksgiving americano. (Se non per le sue deiezioni più commerciali come l’onnipresente “Black Friday” o “Cyber Monday”. Amazon, prendimi e fammi tuo!)

Per ergerci oggi a paladini del rifiuto di queste tradizioni esotiche, vorremmo instaurare oggi il “giorno del ringraziamento per il fatto di non dover festeggiare il Thanksgiving”! Pensate, l’orrore di un intero giorno con i vostri familiari, a discutere del fatto che non abbiate ancora un lavoro serio, ad evitare i discorsi di vostro zio che ce l’ha ancora col governo per non aver salvato i marò (?), a recuperare parenti stressati da 3 giorni e notti in bianco a cucinare… ci basta il Natale per questo.

Nel celebrare questo ringraziamento alternativo non prepareremo però un classico tacchino ripieno (ricordatevi sempre che il tacchino somiglia ad una vagina rovesciata attaccata ad una trapunta, molto appetitoso!). Bensì riprenderemo un altro piatto super-tipico del continente americano: il Mac ’n Cheese, una pasta al forno sepolta in un blocco di formaggio ed una crosta di gustoso pangrattato.

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Ritorno alla Pizza Reidratata

Ritorno alla Pizza Reidratata

Grande Giove!
Oggi, 21 ottobre 2015, è finalmente il vero giorno in cui Marty McFly giunge nel nostro presente “futuro” a bordo della sua fiammante DeLorean… come se oggi fosse un punto di congiunzione temporale per l’intero continuum spazio-tempo!

Per accogliere Marty in maniera più dignitosa che con una fucilata ed uno schianto contro un pino — e un po’ per piangere l’inspiegabile assenza di automobili volanti e “Lo Squalo 19” nei cinema — celebreremo questo fasto evento con una veloce e gustosa pizza reidratata!

Speriamo di essere all’altezza di Lorraine nel prepararla.

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Ravioli popolari cinesi

Ravioli popolari cinesi

La Cina è una terra piena di cose magnifiche e misteriose. Tutti voi avrete sicuramente sentito parlare della famosa Grande Muraglia Cinese. Qualcuno magari avrà anche attraversato la Porta della Purezza Celeste per entrare nella Città Proibita o, perché no, si sarà chiesto come fu costruita la leggendaria armata dei guerrieri di terracotta. Ebbene, abbiamo condotto delle accurate ricerche per voi e abbiamo scoperto che ci sono ben due cose che accomunano tutte queste meraviglie: il primo tratto in comune è che sono GROSSE, il secondo è che gli operai che le hanno costruite facevano uno smodato consumo di ravioli al vapore!

Perciò siamo qui oggi a svelare il mistero più antico di tutti, e cioè: cosa diamine contengono i ravioli al vapore presenti nel menù di ogni ristorante cinese che si rispetti a 3 € scarsi.

La nota sparizione di gatti e cani nei dintorni dei ristoranti cinesi, parzialmente corroborata dalle storie sulla fiera di Yulin, fa effettivamente presumere il peggio. Anche il fatto che il simpatico cameriere Xiāo sia sparito in concomitanza con la nuova offerta sul pollo alla piastra non desta rassicurazione sui contenuti del tradizionale fagotto di pasta.

Ma tranquilli: essendo la Cina almeno 30 volte più grande dell’Italia, va da sé che la varietà gastronomica offerta possa spaziare dalle teste di scimmia di Indiana Jones ad ingredienti molto più accettabili in occidente. (O almeno, questo è quello che il Fronte Unito cinese ci vuole far credere.)

Preparate occhi e stomaco. Siamo qui per svelare il mistero!

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Maccheroni dell’alpigiano

Maccheroni dell’alpigiano

Notoriamente, tutte le cose belle hanno una fine. Se da una parte questo significa che, no, questo blog non chiuderà mai i battenti, dall’altra significa anche che il soggiorno in madrepatria di Lorenz sta volgendo al termine. Per festeggiare il fatto di potersi nuovamente permettere più di due pasti a settimana, vale la pena realizzare un’ultima ricetta tipicamente svizzera prima della liberazione!

Se ci seguite da un po’ e riuscite ancora a guardarvi allo specchio senza vergogna e senza riconsiderare la vostra intera esistenza, avrete sicuramente letto diverse ricette tradizionali svizzere, dalla fonduta (la nostra prima ricetta) alla raclette. Senza andare a scomodare il consumo di carne di cane o gatto (non vorremmo scatenare un caso politico come quello di Bigazzi a “La Prova del Cuoco”), è abbastanza chiaro che il 90% della dieta alpina ruota esclusivamente attorno al formaggio.

La fonduta del resto altro non è che formaggio sciolto servito con del pane, la raclette non più di formaggio sciolto servito con delle patate… Per mantenere questa coerenza, la ricetta di oggi sarà formaggio sciolto con un altro alimento di base: la pasta. Facile!

Il piatto rappresenta la perfetta simbiosi tra l’italianità Ticinese ed il resto della nazione elvetica, ma pone anche importanti quesiti come: “ma che caspita è un alpigiano?!”
Trattandosi di un aggettivo secondo la Treccani, la ricetta è conferma - oltre dell’amore degli svizzeri per la pesantezza ed i formaggi - della loro incapacità nell’uso della lingua italiana.

Ancora, ancora, ancora!

Läckerli di Basilea

Läckerli di Basilea

Il natale è prossimo! Se non siete fuggiti prima per regalarvi un periodo invernale alle Maldive o caduti in coma farmacologico per l’odore di cannella e zenzero nell’aria, probabilmente vi starete preparando per delle epiche mangiate con parenti di cui (per qualche buona ragione) avete rimosso ogni ricordo dall’anno scorso.

L’attacco è la miglior difesa per sopravvivere a questo tour de force: prepareremo dei dolciumi che potranno fungere egualmente come munizione contro gli invitati e come regalino (nessuno è mai rimasto male per un sacchetto di biscotti). Per proseguire con la spiacevole piega filo-elvetica del blog, prepareremo dei Läckerli di Basilea! Questa città situata all’intersezione tra Svizzera, Germania e Francia è nota prevalentemente perché metà della popolazione si mostra visibilmente addolorata se gli si dovesse parlare in francese, l’altra metà profondamente insultata se si utilizza il tedesco e tutti rispondono con equo sdegno al suono dell’italiano.

Questa intollerante città sul Reno ospitò dal 1431 al 1449 il “Concilio di Basilea”, indetto da Papa Martino V, noto per la sua fervida fantasia. Per accogliere i cardinali della chiesa romana e quella d’oriente si cercò di produrre una versione più nobile del solito pan pepato così in voga nel XV secolo: la cosiddetta Gilda dello Zafferano (composta da mercanti e speziali) si ingegnò nel produrre questi mattoncini iper-calorici degni di un re. O almeno di un blog squinternato.

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Brownie paludosi

Brownie paludosi

Siamo ai primi di dicembre e quindi nel migliore periodo invernale: le canzoncine e le decorazioni di Natale ci ammorbano soltanto da poche settimane, il freddo non causa ancora il ritiro di tutte le estremità corporee (pubbliche e private), si intravedono già le cime innevate che promettono vacanze sciistiche che prontamente non riusciremo ad organizzare… e il consumo di dolciumi può aumentare in maniera incontrollata e — soprattutto — giustificata!

Un dolce che ben si sposa col consumo massiccio di tè del periodo, è il classico “brownie”: un quadrato molliccio semi-digerito di cioccolata, zucchero e nocciole. (Una delle descrizioni più invitanti che siano mai state scritte.)

Sulla creazione del brownie esistono innumerevoli teorie, che competono con le svariate teorie sull’origine della vita terrestre per importanza e complessità. Ad esempio, l’erronea aggiunta di cioccolata sciolta ad un impasto per biscotti, il dosaggio errato della farina per una torta, o ancora la necessità di lavorare senza lievito.

Insomma, piccole storie di disastri che già per la loro natura dovrebbero darci un’idea di quello che rappresenta il brownie: una piccola disgrazia culinaria.

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Frittelle canadesi

Frittelle canadesi

Nel cuore di ogni svizzero, nato in un’angusta baita alpina e cresciuto in qualche claustrofobica città incastrata in una vallata, è presente il recondito desiderio di libertà e grandezza. Grandezza che nella piccola nazione d’oltralpe è così difficile da raggiungere. È in virtù di questa struggente aspirazione (e anche un po’ per rappresentare la copia elvetica di “Into the Wild”) che il fratello di Lorenz si è trasferito da qualche mese nello sconfinato Canada.

Oltre ad aver affrontato eroicamente i ghiacci, aver domato un alce ed aver fatto amicizia con i castori (il simbolo dell’ex colonia britannica, un po’ come l’interesse bancario lo è per la Svizzera), Lukas ha fatto del suo meglio per acquisire le importanti conoscenze gastronomiche del Canada. (Essendosi però insediato nella China town di Vancouver, le sue conoscenze potrebbero essere lievemente compromesse e dominate dalla frittura.)

In ogni caso, oltre alla fettina di castoro (piuttosto malvista dal corpo della Guardia Forestale Canadese), non c’è pietanza più tradizionale delle classiche frittelle ricoperte di sciroppo d’acero! (Eccezion fatta forse per l’acero stesso, che però ha lo svantaggio di essere poco reperibile al banco frutta, verdura ed alberi secolari.)

Iniziate la giornata come un vero boscaiolo canadese: mettendo in spalla l’ascia, prendendo a pugni un orso e divorando un secchio di dolci pancakes.

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Frittelle d’avena di Winterfell

Frittelle d’avena di Winterfell

Oggi è un giorno epico che noi e molti altri attendevamo con ansia: innanzitutto stiamo per presentare una nuova ricetta (e tanto basta per rendere la giornata spettacolare) e, secondariamente, stasera verrà trasmessa la prima puntata della quarta stagione della celeberrima serie TV “Game of Thrones”.

Se siete anche voi degli sfegatati fan dell’universo di George R. R. Martin, se al bar ve ne infischiate delle ultime gesta calcistiche, ma preferite dibattere dell’onore della casata Stark o fare congetture sull’origine degli Estranei, se innalzate blasfemi altarini per imbonire le sette divinità e fare in modo che il caro vecchio George sopravviva abbastanza a lungo da completare gli ultimi due libri della saga… beh, sono tutti validi motivi per farsi internare. Tranquilli, dovrebbero trasmettere il nuovo episodio anche nella sala comune del C.I.M. più vicino.

Se invece non avete idea di cosa stiamo parlando e credete che francamente un “gioco di troni” non sia per niente interessante, vi basti sapere che si tratta di una complessa e lunghissima storia di intrighi, giochi di potere, famiglie che si odiano, gente che s’accoppa, tradimenti ed oscuri misteri. Praticamente una puntata qualsiasi di “Tempesta d’Amore”. Ma con più violenza e molta più nudità! (Meglio sotto ogni aspetto insomma.)

In entrambi i casi, come affrontare la giornata senza avere qualcosa da sgranocchiare? Per cui, vi suggeriamo di filare in cucina a preparare delle semplici frittelle d’avena: in effetti uno degli elementi più ricorrenti del romanzo! (Dopo le decapitazioni.)

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Bocconcini di Sacher

Bocconcini di Sacher

Come avrete sicuramente avuto modo di appurare, Cooking by Dummies è un blog estremamente serio che rispetta alla lettera gli appuntamenti e le occorrenze importanti. Almeno, è ciò che facciamo per il vostro bene dopo aver debellato la fine del mondo Maya giusto un anno fa. (È quello che ci piace credere.)

Alla stessa maniera, settimane di pubblicità per dolciumi, intimo ammiccante e viaggi romantici avranno sicuramente avuto modo di suggerirvi che oggi si celebra San Valentino. Giorno in cui si commisera annualmente la tragica scomparsa dell'amore.

Sia che voi siate freschi d'innamoramento e fantastichiate una romantica serata di cucina di coppia, sia che affrontiate la giornata in cerca di cioccolato con cui stemperare il sentimento di dilagante solitudine, questa ricetta fa perfettamente al caso vostro. Se invece siete del campo del “per noi S. Valentino è ogni singolo giorno!!1!UNO” siete chiaramente senza speranze. (Oltre ad essere originali come un disco dei Modà.)

Su ispirazione di un recente viaggio nella capitale della glassa, Vienna, oggi realizziamo dei soavi bocconcini di Sacher!

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Pandorlato erculeo

Il risultato finale

Siamo in pieno periodo natalizio, di nuovo! È ormai un mese che le incessanti musiche festive ci preparano all'inevitabile: una parvenza di vacanza nullificata dallo stress di girare per mercatini in cerca di regali, occasioni infelici per andare a sciare, l'imperativo di sopportare i propri familiari almeno un po'… ma soprattutto, dato l'impietoso avanzare della fine del calendario gregoriano, l'obbligo di tracciare un bilancio degli ultimi 365 giorni.

Il modo ragionevolmente più facile per farlo è dare uno sguardo a quel “2013 in breve” generato da Facebook. Che è anche il modo più rapido per accorgersi di aver condotto una vita di merda finora e che i raggiungimenti più alti dell'anno si riassumono in qualche stato pubblicato in evidente stato di intossicazione alcolica… che dire, un ottimo modo per prefiggersi nuovi obiettivi per il 2014!

Se proprio non riuscite a cambiare radicalmente vita in questi ultimi giorni — ad esempio con una fuga spirituale dell'ultimo secondo oppure facendovi versare gli incassi SIAE per conto di Mariah Carey durante il periodo natalizio — almeno strafogatevi con un dolce burroso, no?

A tal fine tenteremo (con difficoltà) di realizzare un Pandorlato: in sostanza un pandoro, ma senza la forma del pandoro. Con delle mandorle in cima. E del liquore nell'impasto. Insomma, un dolce migliore sotto ogni aspetto!

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