Ricette con Cioccolato

Tartufi della Morte Nera

Tartufi della Morte Nera

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

È così che hanno inizio i nostri migliori ricordi d’infanzia, le speranze di poter attraversare la galassia a bordo del Millennium Falcon, di poter sfruttare i poteri della forza (per copiare al compito di matematica) e di avere una vita familiare pacifica culminata dal taglio della mano da parte di papà!

Capite quindi perché la festività di oggi, l’annuale “Star Wars day”, ci colpisca sempre nell’intimità. (Sì, proprio lì, nelle parti basse.) Anche perché abbiamo da poco finito di rivedere per l’ennesima volta il nuovo teaser di “The Force Awakens”, settimo e prossimo episodio della saga, e verso la fine eravamo inspiegabilmente in ginocchio a piangere. Qualcosa vorrà dire.

Dopo la forte delusione dei prequel, l’atteggiamento di ogni fan della saga è quello di un animale tenuto in cattività: diffidente, cauto, bruciato da un amore rivelatosi sbagliato. Ma, dentro di sé, pronto ad amare di nuovo.

Quindi, tutti pronti a celebrare “may the fourth”! Stavolta con una serie di tartufi di cioccolato ispirati al nostro campo vacanze ideale: la Morte Nera.

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Brownie paludosi

Brownie paludosi

Siamo ai primi di dicembre e quindi nel migliore periodo invernale: le canzoncine e le decorazioni di Natale ci ammorbano soltanto da poche settimane, il freddo non causa ancora il ritiro di tutte le estremità corporee (pubbliche e private), si intravedono già le cime innevate che promettono vacanze sciistiche che prontamente non riusciremo ad organizzare… e il consumo di dolciumi può aumentare in maniera incontrollata e — soprattutto — giustificata!

Un dolce che ben si sposa col consumo massiccio di tè del periodo, è il classico “brownie”: un quadrato molliccio semi-digerito di cioccolata, zucchero e nocciole. (Una delle descrizioni più invitanti che siano mai state scritte.)

Sulla creazione del brownie esistono innumerevoli teorie, che competono con le svariate teorie sull’origine della vita terrestre per importanza e complessità. Ad esempio, l’erronea aggiunta di cioccolata sciolta ad un impasto per biscotti, il dosaggio errato della farina per una torta, o ancora la necessità di lavorare senza lievito.

Insomma, piccole storie di disastri che già per la loro natura dovrebbero darci un’idea di quello che rappresenta il brownie: una piccola disgrazia culinaria.

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Mousse cioccolatosa

Mousse cioccolatosa

L’eccellenza si raggiunge combinando le cose migliori tra di loro, per ottenerne un’altra, ancora superiore. È questo probabilmente il ragionamento alla base di Internet: combiniamo assieme il prodotto di tutte le menti del pianeta, liberamente in comunicazione. Ed abbiamo finora ottenuto video di gattini, Justin Bieber e le profondità intellettuali dei commenti su Youtube. (Abbiamo anche ottenuto le foto osé di Jennifer Lawrence. Facciamo che è un pareggio, va.)

Non sempre però i nobili propositi falliscono in maniera così eclatante. Nello specifico, l’intuizione che gli chef delle corti francesi del XVIII secolo ebbero si rivelò tutto sommato niente male: combinare la leggerezza dell’albume montato con altri ingredienti aromatici, al fine di ottenere una soffice spuma molto gustosa. È palese quindi che combinare la spuma d’albume con della cioccolata sfiori picchi di assoluta genialità! (Pareggiata soltanto ai giorni nostri con la creazione del doccia schiuma al cioccolato.)

È per merito di tale Charles Fazi, chef svizzero alla corte di Luigi XVI, che tutt’oggi possiamo rinfrancare le nostre esistenze dai mali del mondo tramite questo spumoso dessert. Meno geniale risulta purtroppo il nome originale della ricetta, nota come “maionese al cioccolato”. Tutte quelle uova devono aver dato alla testa del povero Fazi, probabilmente poi morto per causa di altre invenzioni poco riuscite come ad esempio il “salasso Chantilly”.

Ma ricordiamolo per le sue opere più gustose, piuttosto che come emule poco riuscito del celebre Vatel, e scopriamo insieme i segreti della mousse al cioccolato!

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Banana Split onanistica

Banana Split

Quando abbiamo aperto questo blog pensavamo, candidamente, che la strada per il cuore di una persona passasse attraverso il suo stomaco. Pensate quanto saremmo riusciti a fare colpo grazie ai nostri manicaretti! Soltanto successivamente abbiamo scoperto che la strada per il cuore di una persona passa invece per una zona lievemente più in basso.

È proprio per rimanere su questo tema che un nostro affezionato lettore (sospettiamo che sia anche l’unico, bentornato quindi!) ci ha segnalato il fatto che maggio è il mese internazionale della masturbazione. Che circostanza esaltante! Finalmente un tema in cui siamo veramente preparati. (Effettivamente i vostri due chef preferiti sono entrambi sospettosamente affetti da miopia.)

Per i benpensanti che trovano il tema francamente disgustoso: ricordate che, per citare Heinlein, la masturbazione è gratuita, pulita, comoda e non presenta il pericolo di fare torti ad altri. Inoltre non c’è nessuno da riaccompagnare a casa al freddo dopo l’atto.

Ma ora basta con i preliminari, passiamo al sodo: prepariamo un dolce tanto buono quanto ambiguo nell’aspetto e nel significato. Banana Split per tutti!

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Torta della Foresta Nera ai lamponi

La Torta della Foresta Nera

Nel lontano passato, un’epoca ormai lontana e dimenticata da molti, la preparazione di una torta rappresentava una missione epica, da affrontare solo in casi di evidente follia o di festività inevitabili. Occasioni in cui intere famiglie piangevano lacrime e sangue per racimolare gli ingredienti e prepararli in una forma che racchiudesse in pochi centrimetri cubici il potenziale calorico dell’intera fabbrica Ferrero. Il risultato doveva poter soppiantare tutti i pasti di una settimana, avendo al tempo stesso un aspetto minacciosamente invitante.

Un’epoca che richiedeva qualcosa di più delle merendine confezionate per dessert, qualcosa di più nobile del pan di spagna ricoperto di panna. Un’epoca in cui la cura dedicata ai baffi era superata soltanto da quella riservata alla glassatura delle torte.

Già una volta ci siamo cimentati nella creazione della Sachertorte, non senza difficoltà, e stavolta affronteremo un altro temibile esempio di pasticceria tedesca: la “Torta della Foresta Nera” o Schwarzwälder Kirschtorte, praticamente LA torta tedesca per eccellenza. Già il numero delle consonanti non lascia presagire niente di positivo.

Ci sentiamo un po’ come se dovessimo scalare lo Zugspitze. In infradito.

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Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

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Oscura torta alla Guinness

Oscura torta alla Guinness

È Quaresima. Periodo di digiuno e riflessione, se siete credenti e persone per bene. Noi non siamo necessariamente nessuna delle due, però approfittiamo dell’occasione volentieri per far sentire in colpa chi indebitamente non rispetta la “legge dell’astinenza dalle carni” che la Quaresima impone. Ebbene, la rinuncia a tutti i pasti (come nel Ramadan) o ad almeno una categoria di alimenti è comune in bene o male tutte le religioni: quello che la rende particolarmente importante nella religione Cristiana è il fatto che l’astinenza dal cibo rappresenta nientedimeno che il primo comandamento divino!

E non intendiamo il primo di quelli riportati dal buon caro vecchio Mosè, bensì effettivamente il primo comandamento in ordine cronologico: quello di non consumare il frutto proibito. In realtà tale comandamento, come tutti sappiamo, non fu rispettato da Adamo (come al giorno d’oggi quasi nessuno rispetta gli altri dieci, la coerenza è importante del resto)… condannandoci ad una esistenza di sofferto lavoro (sofferto fancazzismo nel nostro caso) ed alla morte. Vi sembra un’introduzione sufficientemente drammatica per una ricetta?

In ogni caso, il digiuno può essere interrotto se si ha una buona scusa (tipo “la fiorentina era troppo invitante”) o una salute cagionevole. Ci sono inoltre delle occasioni speciali che la chiesa cattolica stessa considera motivazione sufficiente per sospendere il digiuno: un esempio ne è l’odierna festa di San Patrizio, in cui si celebra il famoso patrono d’Irlanda e, per estensione, tutta la cultura irlandese (chiaramente una festa molto approvata dalla chiesa Cattolica irlandese).

Da notare anche che il digiuno, secondo la legge dell’astinenza, riguarda anche bevande ricercate: come non annoverare tra di esse anche la Guinness, celeberrima stout irlandese consumata a fiumi soprattutto il 17 marzo? Proprio per sospendere il nostro digiuno della scura birra isolana, prepareremo una torta che la include come ingrediente principale!

Avanti…

Plagiatissimi Baci Perugina

Cari lettori, visto che l'ultima ricetta risale circa ad un mese fa e che la precedente ricetta di S. Valentino forse non rendeva interamente giustizia alla dolcezza di questo giorno, abbiamo deciso di fare qualcosa di “serio” (e classico) preparando gli eccessivamente famosi e molto apprezzati Baci Perugina! Il cioccolatino così banalmente canonico per l'intramontabile giorno dell'ammore™.

Come è opportuno ricordare, la festa è chiaramente un tripudio di esaltazione consumistica promossa dalla Nestlé (ed altre multinazionali del Nuovo Ordine Mondiale), tuttavia potremmo dire lo stesso di molte altre feste, Natale incluso, per cui... perché non celebrarlo, visto e considerato soprattutto che mai come oggi le sorprese mangerecce sono apprezzate?

Va anche ricordato che questo giorno ci permette di comprendere approfonditamente il classico “dilemma del prigioniero”: non fare un regalo? Fare un regalo? Quanto grande? Quanto significativo? È chiaro anche in questo caso che vince sempre la strategia non cooperativa del regalo mutuale (perfettamente spiegato da XKCD). Buona fortuna nella scelta.

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La Sachertorte

La Sachertorte

L'impero austro-ungarico e l'attuale repubblica Austriaca hanno innegabilmente avuto un contributo molto importante nell'economia della storia Europea e mondiale. Basta un breve elenco di personaggi storici per rendersi conto dell'importanza degli austriaci in campo culturale, con giganti del calibro di Wolfgang Amadeus Mozart e Arnold Schwarzenegger.

È purtroppo anche vero che ogni nazione ha qualche mela marcia nella sua storia che ne compromettono un po' l'immagine. Nel caso dell'Austria ci sono alcuni individui che purtroppo si sono macchiati di importanti ed imperdonabili delitti contro l'umanità intera. Non stiamo parlando di Hitler — anche se pure lui ha dato un contribuito poco carino — bensì del simpatico signor Sacher.

Si dia il caso che in occasione di una cena data da Klemens Metternich (altro austriaco poco simpatico), il nostro caro Franz Sacher abbia deciso di architettare uno dei più terrificanti piani contro i dietologi e tutti gli amanti della cioccolata al mondo, dando alla luce la raggelante quanto sublime Sachertorte: un mostruoso concentrato di ingredienti uno più temibile dell'altro. Sebbene il risultato finale non abbia entusiasmato Metternich (era infatti un uomo molto intelligente), la torta è forse uno dei prodotti più noti al mondo della pasticceria austriaca, assieme alle “palle di Mozart” (worst name ever).

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Cioccolatini ripieni

Dopo una ricetta intensamente messicana come le tortillas, quest'oggi presentiamo un guest post speciale che trova le sue origini sempre nell'area mesoamericana. Prepareremo infatti degli splendidi cioccolatini ripieni, usando finissima cioccolata fondente che farebbe invidia ad un Azteco.

Com'è sicuramente noto infatti le bevande al cacao avevano un importante ruolo sociale ed economico negli imperi precolombiani come quello Azteco, sebbene fossero ovviamente dissimili da quanto si beve oggi. Ci sono infatti voluti circa 5 secoli di “ingegno” europeo per ridurre la cioccolata ad una bevanda ultra-zuccherata e piena di grassi idrogenati, dopo l'iniziale importazione per mano degli spagnoli. Una interessante curiosità che meriterebbe ulteriore attenzione è perché gli spagnoli scelsero il nome azteco “chocolatl” invece del sinonimo “cacahuate” per definire una bevanda calda, densa e dal colore marrone. Troviamo che la seconda variante sarebbe stata intuitivamente più azzeccata.

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