Ricette con Cannella

Jerk Chicken del Corsaro

Jerk Chicken del Corsaro

YARGH! Corpo di mille balene, siamo tornati!

C’è voluto un po’ di tempo, ma non potevamo sparire a lungo. Siamo come le infezioni batteriche: difficili da mandar via in maniera definitiva. E torniamo, tra l’altro, nella peggior maniera possibile: con una nuova ringhiosa ricetta dedicata al Talk Like a Pirate Day!

Sebbene questa particolare ricorrenza cada in effetti il 19 Settembre, siamo stati trattenuti dalla bonaccia (e altre spiacevoli incombenze). Se avete seguito le nostre ricette piratesche precedenti, vi sarà ormai chiaro che lasciamo a desiderare sia dal punto di vista gastronomico, che quello della puntualità!

Quest’oggi ci tocca un caposaldo della cucina caraibica: il Jerk Chicken, termine che sta ad indicare un pollo che — purtroppo per lui — viene marinato in una specie di inferno di spezie e peperoncino.

Dalla descrizione in effetti non si capisce bene quale possa essere il gusto finale del piatto, ma state pur certi che la sua piccantezza lo renderà egualmente indicato sia per disinfettare ferite purulenti, sia per dar fuoco ad una miccia di cannone.
Bando alle ciance, tutti ai posti di combattimento, ciurmaglia!

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Läckerli di Basilea

Läckerli di Basilea

Il natale è prossimo! Se non siete fuggiti prima per regalarvi un periodo invernale alle Maldive o caduti in coma farmacologico per l’odore di cannella e zenzero nell’aria, probabilmente vi starete preparando per delle epiche mangiate con parenti di cui (per qualche buona ragione) avete rimosso ogni ricordo dall’anno scorso.

L’attacco è la miglior difesa per sopravvivere a questo tour de force: prepareremo dei dolciumi che potranno fungere egualmente come munizione contro gli invitati e come regalino (nessuno è mai rimasto male per un sacchetto di biscotti). Per proseguire con la spiacevole piega filo-elvetica del blog, prepareremo dei Läckerli di Basilea! Questa città situata all’intersezione tra Svizzera, Germania e Francia è nota prevalentemente perché metà della popolazione si mostra visibilmente addolorata se gli si dovesse parlare in francese, l’altra metà profondamente insultata se si utilizza il tedesco e tutti rispondono con equo sdegno al suono dell’italiano.

Questa intollerante città sul Reno ospitò dal 1431 al 1449 il “Concilio di Basilea”, indetto da Papa Martino V, noto per la sua fervida fantasia. Per accogliere i cardinali della chiesa romana e quella d’oriente si cercò di produrre una versione più nobile del solito pan pepato così in voga nel XV secolo: la cosiddetta Gilda dello Zafferano (composta da mercanti e speziali) si ingegnò nel produrre questi mattoncini iper-calorici degni di un re. O almeno di un blog squinternato.

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Civero de capriolo in agrodolce

Civero de capriolo

Se seguite il blog da più di un anno dovreste, oltre che consultare un buon analista, sapere ormai che giugno è un mese molto impegnativo per gli autori del blog: Saverio è impegnato nella battaglia senza speranze contro la calura bolognese mentre cerca di assimilare astrusi concetti matematici (ma il metodo del libro sotto il cuscino si rivela stranamente inefficace nonostante i due anni di utilizzo), mentre Lorenz si catapulta nell’urticante mondo della calzamaglia travestendosi da popolano medievale nel “Mercato delle Gaite” di Bevagna.
A voi il giudizio sul chi se la passi peggio.

Come sapranno tutti gli studenti durante la sessione estiva, lo studio folle rende l’organismo molto simile a quello di un’oca sul fronte della nutrizione: si ingerisce cibo in maniera scomposta e disorganizzata per a) alimentare un’attività fine a se stessa come lo studio e/o lo starnazzare b) nullificare le già esigue speranze di superare la prova costume ormai in agguato. Sul fronte medievale invece, le possibilità alimentari di Lorenz si riducono sostanzialmente a panzanella e dosi immonde di birra. Una combo che lo rende praticamente la persona migliore sul pianeta, se non fosse per l’abbigliamento vergognoso. (Ah, e la simpatia degna della cartavetrata, certo.)

Ma quest’anno il vostro eroico cuoco ha avuto il coraggio di partecipare alla preparazione del “piatto gara” del suo rione, la magnifica Gaita San Giorgio, indi per cui avrete l’occasione di leggere la ricetta di un autentico orribile piatto medievale: civero de capriolo in agrodolce!

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Pudding di pane da Ironforge

C'è una cosa che, 7 anni fa, ha cambiato il panorama dei videogiochi in maniera sconvolgente a livello globale: il 23 novembre 2004 fu pubblicato l'ormai celeberrimo World of Warcraft, il primo MMORPG (uno degli acronimi più brutti mai concepiti dalla mente umana, che evoca il rumore di un rutto) edito da Blizzard.

Dopo 7 anni di crescita inarrestabile, World of Warcraft (per gli amici WoW) è tuttora il MMORPG (allora! un po' di contegno) più popolare in assoluto con un numero totale di più di 10 milioni di giocatori! Contate che un mese di iscrizione costa poco più di 10€ e avrete capito che Blizzard ha tutte le motivazioni per sfregarsi un sacco le mani...

La vera rivoluzione di WoW non si trova nelle sue particolarità, nella sua ambientazione originale o nel gameplay innovativo, bensì nell'aver proposto ad un pubblico estremamente vasto un'esperienza di gioco coerente e di buona qualità (anche a categorie di persone che mai e poi mai avrebbero toccato un videogioco volontariamente). La lode maggiore va fatta anche perché i geni malefici di Blizzard sono riusciti a camuffare del lavoro da miniera (raccogli 10 bandane, uccidi 20 gnoll, cammina da Stormwind ad Ironforge, pesca per ore in cerca di un qualche manufatto, etc.) facendo sembrare queste attività divertenti e gratificanti a suon di punti esperienza, numeretti colorati, achievement, frizzi e lazzi.

Ed è più o meno qui il punto di collegamento tra World of Warcraft e la ricetta di oggi: come WoW è stato collegato a varie morti di persone assuefatte al gioco, così il nostro pasticcio sarà sicuramente collegato in futuro ad altri tragici eventi. Attendiamo speranzosi.

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Muffin di Halloween

Muffin di Halloween

Come ogni anno, sta arrivando la stagione invernale che con lei porta il freddo, il maltempo (che poi c’è sempre, ma sparisce proprio nei giorni in cui serve), le festività mangerecce, le castagne, la neve per i più fortunati… e le zucche!

Nessun ortaggio rappresenta più pienamente l’arrivo della stagione, ed in particolare la festività di Halloween, come la zucca. Ogni anno quindi aspettiamo con incredibile impazienza di poter consumare in tutte le loro varianti piatti a base di questo ortaggio... soltanto per accorgerci ogni anno del fatto che in realtà a noi la zucca fa un pochino schifo.

E non perché abbia un colore, una consistenza od una forma poco invitante: anzi. Bensì proprio perché a nostro giudizio insindacabile non esiste una pietanza che venga nobilitata dalla presenza della zucca. Ora, potreste (ingiustamente) ascrivere questo fatto al nostro essere dei cuochi incapaci... ed avreste perfettamente ragione. Ciononostante, intendiamo presentarvi la ricetta per dei dolciumi a base di zucca che fanno sì schifo, ma sono molto carini da vedere.

Tra l’altro questo dolce racchiude perfettamente in sé il concetto di “dolcetto e scherzetto”!

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Pilaf con piselli e Mango Chutney

Noi di Cooking by Dummies cerchiamo sempre di portare nuove ricette esotiche al nostro pubblico, non contenti di limitarci alla sola cucina locale. Questo non solo per dare un tocco di originalità alle nostre (ed alle vostre) pietanze e non solo per darci un incredibile flair cosmopolita, ma anche e soprattutto perché siamo genuinamente interessati da usanze e piatti provenienti dai quattro angoli del pianeta (interesse che si disperde immediatamente con l'assaggio, solitamente).

Purtroppo, come tradisce il titolo del blog del resto, le nostre abilità piuttosto limitate (che si esauriscono con l'uso della carta di credito per l'acquisto degli ingredienti) unite alla descrizione incompleta ed oscura delle ricette, nonché all'impossibilità di procacciarsi le componenti veramente più “aliene” nei mercati locali, fanno sì che le ricette di tipo etnico facciano ancor più schifo del solito.

Ma, dopotutto, se leggete questo blog (per motivi a noi francamente ignoti, imputabili sicuramente a qualche triste gioco del destino) siete qui anche un po' per questo. Dunque siate pronti ad una nuova puntata che unisce il “piacere” della cucina alle tradizioni indiane, il tutto con l'immancabile tocco nerd.
Oggi prepariamo un piatto di riso e piselli, condito con del chutney al mango!

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Menù Dantesco

Nella nostra lunga carriera di blogger e cuochi scalcinati, ci hanno spesso riempito di epiteti (e di insulti... effettivamente più insulti che epiteti, a pensarci bene). Tra gli epiteti più gettonati possiamo annoverare quello di “sommi cuochi” o “cuoco vate” (oppure era “cuoco water”?), casualmente gli stessi titoli che si usano solitamente per parlare di Dante Alighieri, il sommo poeta.

Quest'oggi celebriamo una ricorrenza estremamente significativa legata proprio a questo personaggio storico: l'anniversario della prima stampa della “Divina Commedia” di Dante, avvenuta il giorno 11 Aprile del 1472. L'occasione, inoltre, è particolarmente significativa perché la stampa è stata prodotta proprio a Foligno, vicino ai luoghi in cui bazzica solitamente Lorenz quando non si trova in qualche rifugio alpino.

Notate anche che la preziosa prima edizione della “Commedia” è — come tutto del resto — disponibile per l'acquisto su Amazon.com (noi otteniamo una piccola percentuale, per cui se doveste acquistarne una copia il ricavato basterebbe per mandare avanti il blog per circa 8 anni).

In segno di rispetto verso l'opera di Dante, il nostro menù dantesco sarà suddiviso in 3 portate che rispecchiano le tre cantiche della Commedia: Una nuova speranza, L'Impero colpisce ancora e Il ritorno... no, aspetta. Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ecco.

Bando alle ciance:
Incomincia la Comedia di Dante Alleghieri di Fiorenza, ne la quale tratta de le pene e punimenti de’ vizi e de’ meriti e premi de le virtù...

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Ananas flambé

Oggi, 8 marzo, annualmente si celebra la giornata internazionale della donna, sia per celebrare le conquiste sociali delle donne, sia per ricordare le discriminazioni ancora in atto e le violenze che subiscono.

Grazie alle nostre incredibili conoscenze (leggi: Wikipedia), ci teniamo però a farvi notare che la giornata dell'8 marzo non è — come spesso si crede erroneamente — un giorno dedicato alla memoria dell'incendio di una fabbrica New Yorkese nel 1911 durante il quale morirono molte lavoratrici, bensì un giorno più o meno “tirato a culo” durante i movimenti femministi in Unione Sovietica.

In ogni caso, va detto che la festa delle donna spesso scade in smancerie tanto finte quanto temporanee, che culminano con il regalo di una mimosa e/o il consumo dell'omonima torta. Ci teniamo a rimarcare che un singolo giorno l'anno non ne giustificano altri 364 di noncuranza (bam, +100 punti presso il pubblico femminile). Quindi, un po' per distaccarci dalla banalità cercando comunque di rispettare il senso della festa ed un po' per esorcizzare il ricordo dell'incendio di cui prima, presenteremo un dolcissimo dessert flambé!

Di pessimo gusto, lo sappiamo (bam, -500 punti presso il pubblico femminile).

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Pere al vino rosso

Può capitare di sentirsi abbandonati. Quando è il coinquilino ad abbandonarci, la cosa è tutto sommato tollerabile. Se si viene abbandonati per del tiro con l'arco, la situazione diventa effettivamente un po' triste. Tuttavia, venire abbandonati il giorno in cui si è scoperto di dover effettuare il porting di un proprio progetto su Android è insostenibile.

In questi casi un uomo può vedersi costretto a ricorrere ad estreme misure per riuscire a non soggiacere alla tristezza che lo pervade. Queste estreme misure spesso tirano in ballo il consumo di larghe quantità di alcol. Il risultato finale è solitamente simile a quanto mostrato in foto.

Un uomo finito.

Ma prima di arrivare a questo drammatico punto, basta ricordare che il semplice consumo di dolciumi è, a detta di molti, un antidepressivo naturale. Allora, perché non combinare i due elementi — alcol e dolce — in un'unica grandiosa ricetta che ci metta nuovamente in grado di sopportare l'esistenza!

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