Ricette con Cacao

Risotto pasquale

Risotto pasquale

In molti ormai ci avete chiesto, quasi implorandoci a tratti, di trattare una sofisticata ricetta pasquale. Inutile dire che queste innumerevoli persone esistono soltanto nelle nostre teste. Ciononostante, le vostre preghiere immaginarie stanno per essere finalmente esaudite!

Come festa, purtroppo, la santissima Pasqua ha diversi problemi di fondo: innanzitutto, non ha una regolarità calendariale, per cui ogni anno ci coglie impreparati, nonostante cada perfettamente nel periodo con le previsioni meteo peggiori dell’anno intero. Secondariamente, il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” scatena in noi l’immediato desiderio di far benedire il pigiama e dedicarci appieno alla nostra più grande aspirazione: il divano.

I problemi si estendono al sociale, con la proliferazione di gruppi WhatsApp di amici per determinare le importanti attività del Lunedì dell’Angelo (che, non vediamo perché, non possano limitarsi allo sfruttamento del suddetto divano). Infine, la diffusione senza pari di uova e coniglietti di cioccolata, che sostituiscono senza pietà tutti i soprammobili della casa, inclusa l’urna con le ceneri del bisnonno.

Che il vero crimine, in realtà, è mangiare uova di cioccolato soltanto a Pasqua. Ed allora, per celebrare questo momento in cui le cuoche di famiglia sollevano pizze formaggiose ed insaccati al cielo con la stessa maestosità de “Il Re Leone”, vi proponiamo un esotico risotto con pere e cacao.
Gioite, oggi “Gesù è risotto!”

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Brownie paludosi

Brownie paludosi

Siamo ai primi di dicembre e quindi nel migliore periodo invernale: le canzoncine e le decorazioni di Natale ci ammorbano soltanto da poche settimane, il freddo non causa ancora il ritiro di tutte le estremità corporee (pubbliche e private), si intravedono già le cime innevate che promettono vacanze sciistiche che prontamente non riusciremo ad organizzare… e il consumo di dolciumi può aumentare in maniera incontrollata e — soprattutto — giustificata!

Un dolce che ben si sposa col consumo massiccio di tè del periodo, è il classico “brownie”: un quadrato molliccio semi-digerito di cioccolata, zucchero e nocciole. (Una delle descrizioni più invitanti che siano mai state scritte.)

Sulla creazione del brownie esistono innumerevoli teorie, che competono con le svariate teorie sull’origine della vita terrestre per importanza e complessità. Ad esempio, l’erronea aggiunta di cioccolata sciolta ad un impasto per biscotti, il dosaggio errato della farina per una torta, o ancora la necessità di lavorare senza lievito.

Insomma, piccole storie di disastri che già per la loro natura dovrebbero darci un’idea di quello che rappresenta il brownie: una piccola disgrazia culinaria.

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Birramisù dell’ebbrezza

Birramisù dell’ebbrezza

L’avrete notato di sicuro: è evidente che uno dei maggiori punti saldi nelle vite degli autori del blog è la birra (assieme all’incredibile passione per il ridicolo — di se stessi — e la proverbiale inabilità in cucina e/o nella vita).

Ebbene, tra gli estimatori della divina bevanda rinfrescante si annovera anche Benjamin Franklin, appena più celebre dei suddetti autori per aver redatto, tra un boccale di birra e l’altro, niente di meno che la costituzione statunitense (dalla quale però Washington dovette successivamente rimuovere tutti quei “vi voglio bene ragassci, venite qua, fatevi abbracciare” presenti nella prima stesura). Secondo Benjamin infatti la birra è la prova concreta che dio ci ami e che ci voglia felici. (La recente diffusione dell’ebola mina un po’ questa mirabile congettura, ma facciamo finta di niente.)

La birra infatti non soltanto galvanizza panzuti scrittori di costituzioni, ma può essere anche sfruttata per migliorare qualsiasi pasto vogliate realizzare (come ad esempio il nostro pasticcio alla Guinness)! È proprio con questa premessa che oggi vi proponiamo il Birramisù, l’anello mancante tra dessert e bevanda post-pasto.

Ancora, ancora, ancora!

Bocconcini di Sacher

Bocconcini di Sacher

Come avrete sicuramente avuto modo di appurare, Cooking by Dummies è un blog estremamente serio che rispetta alla lettera gli appuntamenti e le occorrenze importanti. Almeno, è ciò che facciamo per il vostro bene dopo aver debellato la fine del mondo Maya giusto un anno fa. (È quello che ci piace credere.)

Alla stessa maniera, settimane di pubblicità per dolciumi, intimo ammiccante e viaggi romantici avranno sicuramente avuto modo di suggerirvi che oggi si celebra San Valentino. Giorno in cui si commisera annualmente la tragica scomparsa dell'amore.

Sia che voi siate freschi d'innamoramento e fantastichiate una romantica serata di cucina di coppia, sia che affrontiate la giornata in cerca di cioccolato con cui stemperare il sentimento di dilagante solitudine, questa ricetta fa perfettamente al caso vostro. Se invece siete del campo del “per noi S. Valentino è ogni singolo giorno!!1!UNO” siete chiaramente senza speranze. (Oltre ad essere originali come un disco dei Modà.)

Su ispirazione di un recente viaggio nella capitale della glassa, Vienna, oggi realizziamo dei soavi bocconcini di Sacher!

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Ciambelle anti-frittura

Ciambelle al forno

Che direste se affermassimo che potete creare delle dolci ciambelline (con le vostre altrettanto dolci manine) senza sporcare in maniera irrecuperabile la vostra cucina e soprattutto senza friggerle? (E quindi senza alcun senso di colpa per averne poi mangiato un chilo.)

“Ma Lorenz!” Questi siete voi che interrompete. “Come è possibile? Mi sento sempre in colpa in questo periodo pre-natalizio. I dolci mi fanno venire i rotoli alla pancia che ledono la mia autostima (anche se schermano dal freddo)!”
Ebbene, sì! La stagione ha in effetti, tra le sue conseguenze maggiori, l'acquisto disperato di regali, la depressione e l'aumento progressivo ed inesorabile del girovita. (Scientificamente non c'è nesso, ma non possiamo escluderlo a priori.) È proprio per questo che Cooking by Dummies — che da sempre si batte per la salute psico-fisica dei propri lettori — vi propone la soluzione a tutto questo.

“Ma Lorenz!” Di nuovo voi. “Le ciambelle non fritte saranno sicuramente insipide e senza alcun gusto!”
Niente di più sbagliato. Le ciambelle al forno possiedono diverse proprietà negative (ad esempio quella di non ungere le dita in maniera soddisfacente), ma l'assenza di gusto non è fra queste (o comunque non è la più grave). Per accertarvene personalmente, non vi rimane altro che procedere!

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Cupcake dell’indipendenza

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Per i meno attenti al calendario, oggi è il 4 di luglio, ossia la data in cui si celebra l'invasione della terra da parte degli alieni nel film “Independence Day”, per pura coincidenza anche il giorno in cui storicamente i novelli “Stati Uniti d'America” dichiararono la loro indipendenza dai bevitori di tè del Regno Unito.

La giornata è diventata una festività nazionale dal 1776 in poi e viene annualmente celebrata con barbeque, sbraciate, fuochi d'artificio, parate, ingiustizie sociali, sparatorie ed altre cose molto americane. Siccome noi siamo un blog estremamente attento ai dettagli, vogliamo celebrare la giornata con dei cupcake con una preponderante componente alcolica. Questo non perché siamo degli alcolisti (o perlomeno, non soltanto), ma perché già il buon George Washington (lo conoscerete sicuramente dalla banconota da un dollaro) nel 1778 aveva concesso una doppia razione di rum ai suoi uomini!

Non perdiamoci in altre chiacchiere (sarebbe una cosa molto poco americana da farsi) e procediamo alla ricetta!

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Oscura torta alla Guinness

Oscura torta alla Guinness

È Quaresima. Periodo di digiuno e riflessione, se siete credenti e persone per bene. Noi non siamo necessariamente nessuna delle due, però approfittiamo dell’occasione volentieri per far sentire in colpa chi indebitamente non rispetta la “legge dell’astinenza dalle carni” che la Quaresima impone. Ebbene, la rinuncia a tutti i pasti (come nel Ramadan) o ad almeno una categoria di alimenti è comune in bene o male tutte le religioni: quello che la rende particolarmente importante nella religione Cristiana è il fatto che l’astinenza dal cibo rappresenta nientedimeno che il primo comandamento divino!

E non intendiamo il primo di quelli riportati dal buon caro vecchio Mosè, bensì effettivamente il primo comandamento in ordine cronologico: quello di non consumare il frutto proibito. In realtà tale comandamento, come tutti sappiamo, non fu rispettato da Adamo (come al giorno d’oggi quasi nessuno rispetta gli altri dieci, la coerenza è importante del resto)… condannandoci ad una esistenza di sofferto lavoro (sofferto fancazzismo nel nostro caso) ed alla morte. Vi sembra un’introduzione sufficientemente drammatica per una ricetta?

In ogni caso, il digiuno può essere interrotto se si ha una buona scusa (tipo “la fiorentina era troppo invitante”) o una salute cagionevole. Ci sono inoltre delle occasioni speciali che la chiesa cattolica stessa considera motivazione sufficiente per sospendere il digiuno: un esempio ne è l’odierna festa di San Patrizio, in cui si celebra il famoso patrono d’Irlanda e, per estensione, tutta la cultura irlandese (chiaramente una festa molto approvata dalla chiesa Cattolica irlandese).

Da notare anche che il digiuno, secondo la legge dell’astinenza, riguarda anche bevande ricercate: come non annoverare tra di esse anche la Guinness, celeberrima stout irlandese consumata a fiumi soprattutto il 17 marzo? Proprio per sospendere il nostro digiuno della scura birra isolana, prepareremo una torta che la include come ingrediente principale!

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Torta alla Coca-Cola

Cerchiamo di essere onesti: preparare una semplice torta è una procedura talmente banale che viene (quasi) bene pure a noi autori del blog. Generalmente si tratta di prendere alcuni soliti ingredienti (farina, zucchero, uova, latte) in quantità non troppo errate, metterle assieme, mescolare forte ed infornare fino a cottura. Data la facilità della cosa, può venirvi la malsana idea di aggiungere ingredienti “insoliti” al vostro intruglio (magari dopo aver letto una ricetta a riguardo su un altro blog). Ebbene questo articolo documenta proprio il nostro processo di creazione di una torta a base di Coca-Cola, il soft-drink più celebre del pianeta.

Ma perché vi chiederete voi? Prima di tutto perché, sebbene la Coca-Cola sia la bevanda più conosciuta del globo, usarla come ingrediente in cucina darà un flair (per non parlare dell'odore e del gusto) molto esotico al vostro piatto, come se fosse una rarità messicana o di qualche stato indonesiano sconosciuto ai più. In secondo luogo perché la torta otterrà una dolcezza indescrivibile, diventando automaticamente la nemesi di qualsiasi diabetico che arrivi a percepirne l'odore.

Come ultima motivazione per la creazione della suddetta torta, potremmo addurre anche la possibilità di vantarsi di aver realizzato un dolce contente l'estratto decocainizzato della pianta di coca (almeno stando alle voci sulla ricetta della Coca-Cola).

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Tiramisù repubblicano

Tiramisù repubblicano

Fratelli (e sorelle) d'Italia, oggi anche noi festeggiamo con grande sentimento patriottico (o patriottismo acquisito per taluni) la Festa della Repubblica!

Vi ricordiamo che, trattandosi in pratica della celebrazione del referendum che ha deciso la forma di stato dell'Italia ed ha dunque abolito il regno e la monarchia, nei prossimi giorni ci saranno molti altri simpatici referendum (il 12 ed il 13 giugno per essere precisi). Non saranno importanti come quello del 1946, ma non sono da buttar via diciamo. Non ci importa se votate sì, no, boh, forse... l'importante è che votiate!

Dopo questo messaggio elettoral-politico, vi presentiamo la ricetta vera e propria. Ora, siccome il referendum di cui parlavamo ha effettivamente decretato la fine del regno del casato dei Savoia (non per quanto riguarda gli spot pubblicitari delle olive Saclà però), ci sembra giusto ricordare la nobile famiglia con un piatto a base di savoiardi.

Banco alle ciance, prepariamo un nobilissimo, politicamente neutrale, gustoso e soprattutto repubblicano tiramisù!

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