Ricette con Aglio

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Incredibile come sfreccia il tempo (tra le altre cose) quando si soffre di dissenteria. Ci sembra soltanto ieri che trovammo il primo riferimento al “Talk like a Pirate Day”, eleggendolo immediatamente a “evento stupido del mese™”: lo spunto fondamentale per una nuova ricetta da sperimentare.

Siamo alla 6a ricorrenza dell’evento e ancora non abbiamo smesso (contro il consiglio del nostro medico): abbiamo nuove inedibili ricette simil-caraibiche da rovinare e indossiamo—incredibilmente—ancora lo stesso abbigliamento indegno di sei anni fa! (È probabile non sia mai stato lavato.)

Quest’oggi è la volta di un’altra esperienza traumatica, non solo per voi, ma anche per il pollo coinvolto nella ricetta. Un piatto tipico delle regioni americane del sud, dove evidentemente nessuno si è opposto con sufficiente fermezza alla strampalata idea di annegare un volatile in della Coca-Cola e cuocerlo per un paio d’ore.

Affilate le sciabole, pulite le canne dei cannoni e preparate l’arrembaggio: stasera il menù prevede del pollo alla Coca-Cola!
(Seguito, come sempre, da una rapida volata verso la toilette.)

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Bandiera Larga

Bandiera Larga

Appena trent’anni fa, il 29 aprile 1986, in uno dei laboratori del Centro Nazionale Ricerche di Pisa, si instaurò l’antesignano di un collegamento Internet, tra l’Italia e la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania. (Sì, suona come un luogo in cui è passato Davy Crockett.)

Attraverso la rete satellitare atlantica SATNET, venne creato un collegamento da 28 kbps verso ARPANET, il precursore delle reti a commutazione di pacchetto come Internet. Non sappiamo esattamente cosa abbiano trasferito, ma possiamo essere abbastanza sicuri che si trattasse di pornografia o dell’ultimo episodio di Game of Thrones dell’epoca… che avrebbe richiesto circa 160 ore di caricamento. Ma non erano di certo questi limiti tecnologici ad intimidire i pionieri italiani della rete. Anzi, è grazie al loro lavoro che oggi siamo liberi di commentare acidamente i tronisti de “Uomini e Donne” su Facebook. Gloria e plauso!

In ricordo di quegli eventi, oggi si festeggia l’Italian Internet Day: nel nostro caso, realizzando qualcosa che sia al tempo stesso un pasto ed un augurio per il futuro. Bandiera larga per tutti!

Ancora, ancora, ancora!

Costolette di Freddy

Costolette di Freddy

Certo, tutti voi vi sarete disperatamente chiesti cosa cucinare per un’intima cenetta per il vostro lui o la vostra lei. Oltre alle domande più ovvie (“Siete ancora entrambi in vita?” “Perché state ancora insieme?”), la vera domanda è questa: cosa cucinereste se invece doveste invitare a cena un famoso uomo politico americano, conosciuto per la sua spietatezza e per i suoi intrighi di potere?

Abbiamo provato a rispondere a questa annosa questione e, sebbene il primo impulso sia stato quello di ordinare il solito take away al cinese sotto casa, ci siamo decisi a mettere in campo tutte le nostre capacità culinarie per assolvere a questo importante scopo.

Uovo sodo? Di nuovo?!

E invece no! Ispirati dalla prossima apertura di Netflix in italia e dalle innumerevoli ore passate a guardare “House of Cards” lobotomizzati di fronte allo schermo, abbiamo deciso di cimentarci nella preparazione delle succulente costolette alla Freddy.

Se non ne avete mai sentito parlare, rimediate subito guardando almeno tutta la prima stagione dello show con lo spietato Frank Underwood e soci. Ma attenzione a non lasciarvi prendere troppo perché, come dice Frank: “La vicinanza al potere fa credere alle persone di averne a loro volta.” A noi è successo lo stesso con la vicinanza al forno: pensavamo di avere il potere di cucinare cibi.
Cibi commestibili, si intende.

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Baked potatoes alla brace

Baked potatoes alla brace

Per questa nuova spumeggiante ricetta del blog, gli autori hanno deciso di fare qualcosa di nuovo ed inedito su queste pagine: una ricetta che non faccia schifo!

No, non è vero. Illusi! Questa è un po’ come la storia del primo Rocky: il nostro blog, pieno di cuore e buona volontà, in una sfida senza speranza contro la cucina. Insomma, la storia commovente di un tizio che prende pugni in faccia.
(Spoiler alert: Rocky Balboa perde alla fine del primo film.)

Ma stavolta, tanto per cambiare, faremo una ricetta all’aria aperta, perché sì, nonostante i crimini perpetrati, non siamo ancora agli arresti domiciliari. Del resto, si sta avvicinando l’estate, il tempo è sereno, l’aria frizzante, le formiche abbondanti: le condizioni ideali per lo sport nazionale svizzero, il barbecue!

E mentre gli altri partecipanti alla grigliata si sollazzano conficcando le più varie parti animali su spiedi di varie dimensioni, Lorenz tenterà di partecipare al sostentamento della truppa cuocendo degli inermi tuberi: patate alla brace per tutti!

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Risotto pasquale

Risotto pasquale

In molti ormai ci avete chiesto, quasi implorandoci a tratti, di trattare una sofisticata ricetta pasquale. Inutile dire che queste innumerevoli persone esistono soltanto nelle nostre teste. Ciononostante, le vostre preghiere immaginarie stanno per essere finalmente esaudite!

Come festa, purtroppo, la santissima Pasqua ha diversi problemi di fondo: innanzitutto, non ha una regolarità calendariale, per cui ogni anno ci coglie impreparati, nonostante cada perfettamente nel periodo con le previsioni meteo peggiori dell’anno intero. Secondariamente, il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” scatena in noi l’immediato desiderio di far benedire il pigiama e dedicarci appieno alla nostra più grande aspirazione: il divano.

I problemi si estendono al sociale, con la proliferazione di gruppi WhatsApp di amici per determinare le importanti attività del Lunedì dell’Angelo (che, non vediamo perché, non possano limitarsi allo sfruttamento del suddetto divano). Infine, la diffusione senza pari di uova e coniglietti di cioccolata, che sostituiscono senza pietà tutti i soprammobili della casa, inclusa l’urna con le ceneri del bisnonno.

Che il vero crimine, in realtà, è mangiare uova di cioccolato soltanto a Pasqua. Ed allora, per celebrare questo momento in cui le cuoche di famiglia sollevano pizze formaggiose ed insaccati al cielo con la stessa maestosità de “Il Re Leone”, vi proponiamo un esotico risotto con pere e cacao.
Gioite, oggi “Gesù è risotto!”

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Mimosa all’uovo

Mimosa all’uovo

In quanto blog amministrato da mani prettamente maschili (leggi: sporche e callose), l’8 marzo è quel giorno speciale, quel singolo giorno su 365, in cui la nostra costante ammirazione per il genere femminile può concretizzarsi in qualcosa di fisico, ma irrilevante come un mazzo di mimose. È un po’ come celebrare il giorno internazionale della cioccolata mangiando un Kinder Bueno.

Che poi, perché la mimosa? Gente molto più autorevole di noi ha probabilmente scelto con cautela, ma ciò non toglie che si tratta di un fiore bello ma inutile: un messaggio totalmente errato! Uno splendido e solare fiore di zucca, invece? Un carciofo, con la scorza dura, ma tenero dentro? Un papavero, per l’effetto psicotropo che una donna può avere? Un cactus, fonte di vita anche in un ambiente inospitale? (Come vedete siamo peggio come poeti che come cuochi.)

Ma sebbene siamo costantemente spinti dal desiderio di essere originali e controcorrente, non argomenteremo né contro la festa, né contro la mimosa: al costo di risultare conformisti e retorici, le cose importanti vanno sempre celebrate! (Come anche il giorno dedicato a “Star Wars”, che domande.) Ma non perché le donne siano meglio degli uomini. Assolutamente no. Sono gli uomini che generalmente sono peggio delle donne.

Insomma, capite che se l’universo femminile ancora ci tollera, dobbiamo solo rallegrarcene. Ad esempio preparando un pasto che assomiglia ingannevolente ad una torta mimosa, ma risulta ancor più inapprezzabile: una mimosa d’uovo!

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Zuppa di pane dell’Appenzello

Zuppa di pane dell’Appenzello

Benvenuti! È di nuovo l’appuntamento mensile per la nostra popolare rubrica Cospirazioni Gastronomiche: dopo “Mario Monti ed il segreto della Cassoeula”, “La seconda portata di Fatima” e “Cerchi nel grano e panificazione”, oggi finalmente vi riveleremo il segreto dell’uso bellico del formaggio nella Confederazione Elvetica. È infatti noto a pochi che il segreto bancario è ancora in atto soltanto perché nessun membro della Guardia di Finanzia può fisicamente varcare le casseforti protette da maleodoranti forme stagionate.

Una delle arme gastronomico-belliche più potenti nell’armamentario svizzero è il cosiddetto “Appenzeller”, un formaggio che si può descrivere come “aromatico” soltanto con un ingannevole eufemismo. Viene appunto prodotto nel canton Appenzello: il più piccolo della Svizzera (è un miracolo che compaia sulle mappe geografiche) e un lucente simbolo di progressismo e modernismo. Fu infatti l’ultimo cantone a garantire alle donne il diritto di voto. Nel 1991.

Gli abitanti di questa regione montagnosa sono dediti alla produzione di formaggi (l’intenso “Appenzeller”), la distillazione di alcolici ad alta gradazione (il digestivo “Appenzeller”) e la creazione di nuovi fantasiosi prodotti con lo stesso identico nome.

Per questi ultimi giorni veramente invernali, quello che ci vuole per scaldarsi è una buona e densa zuppona, come questa zuppa di pane che andremo a preparare!

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Lasagna dell’emigrato

Lasagna dell’emigrato

L’emigrato. Una figura tragica ed eroica al tempo stesso, in fuga da poteri incontrastabili che si abbattono su di lui. La fame, la guerra, la carestia, il dottorato di ricerca. Abbandonato alle sue forze, in un mondo ostile, che lo osserva diffidente. Un mondo soprattutto molto costoso. Zurigo.

L’arrivo di Lorenz a Zürich HB (dal nome dell’unica birra che vi si può consumare) si fa sentire subito. Solo poche settimane dopo l’arrivo in Svizzera si svolge un importante referendum contro l’immigrazione. Qualche giorno dopo, come se non bastasse, Salvini si mostra in deshabillé sulla copertina di Oggi.

Ma il trauma maggiore è rappresentato dal costo della vita: un pacco di carote costa quanto una cena in pizzeria, i pacchi di pasta sono talmente ricercati da aver ottenuto una stella Michelin ciascuno e una cena al ristorante viene considerata una forma di investimento a perdere. Per fortuna è possibile ottenere una zuppa ipotecata presso le maggiori banche.

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Tapas con patatas y muy de ajo

Tapas con patatas y muy de ajo

Oggi vi presentiamo la nostra ricetta d’anniversario! Quattro anni di indicibili sofferenze in cucina (e al bagno), più foto imbarazzanti, hanno infine condotto a questo: un sontuoso pasto celebrativo degno del peggiore episodio di “Man vs. Food”, in cui i vostri due cuochi di fiducia cercheranno di annichilire le proprie mucose intestinali con dosi di aglio senza precedenti.

Ci lasceremo ispirare dalla cucina di un popolo che non ha mai temuto niente, se non forse il lavoro: gli spagnoli!

Viaggiare è spesso disagevole: si va all’estero a fare le attività di tutti i giorni, peggio e con i bagagli persi, consapevoli che al ritorno dovrete far finta che vi sia piaciuto. Tuttavia, se avete viaggiato almeno una volta per la penisola iberica, avrete apprezzato almeno le onnipresenti tapas, che accompagnano l’abuso alcolico di locale in locale per tutta la serata.

In questa ricetta presentiamo due tapas a base di patate con cui accompagnare il vostro abituale consumo di birra mirato a dimenticare il fatto che da 4 anni avete un blog di cucina senza dignità. Se il giorno dopo in ufficio non foste completamente lucidi, le tapas fungono da scusa perfettamente credibile!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Penne del Sith

PenneArrabbiata-StarWarsDay-07

Come ogni anno, si festeggia oggi lo Star Wars day, una giornata di gioia per grandi e piccoli (nerd) durante la quale celebrare i propri eroi dell'universo di Guerre Stellari e raccogliersi in preghiera affinché J. J. Abrams e George Lucas non riducano il 7° episodio della saga, di prossima pubblicazione, ad una schifezza immonda. La (nuova) speranza è l'ultima a morire.

C'è forse un modo migliore per celebrare qualcosa se non quella di vestirsi come dei buffoni e scattarsi delle foto imbarazzanti? Non crediamo proprio! (O se c'è non ne siamo a conoscenza, come questo blog sicuramente testimonia.) Imbracciate quindi anche voi la vostra Spada Laser Vileda™ (da oggi anche in microfibra), ricopritevi col vostro accappatoio abito Jedi migliore ed assumete pose di cui vi vergognereste negli altri 364 giorni dell'anno!

Che la Forza sia con voi e con il vostro intestino: prepareremo insieme delle penne incazzate come un maestro Sith ed il suo apprendista!

Continua a leggere, senza timore…

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