Ricette con Acqua

Limoncello turbo

Limoncello turbo

Infiniti dibattiti e guerre fratricide sono state scatenate dal dibattito sulle virtù dei vari tipi di frutta. C’è soltanto un elemento sul quale gli autori di questo blog sono assolutamente d’accordo.

Il limone è utile per esattamente 4 scopi:

  • Prevenire l’annerimento di altra frutta (superiore) con il proprio succo,
  • Guarnire la vostra tazza di English Breakfast (sempre che non vogliate fare i baronetti e metterci del latte),
  • Produrre limonata da vendere sulla bancherella di legno che avete costruito sul viale della vostra americanissima casa,
  • Produrre limoncello.

Vi hanno sempre raccontato che per produrre del limoncello degno di questo nome fossero necessari settimane di paziente attesa, durante il quale osservare il ciclo delle stagioni e fare profonde considerazioni sulla propria vita e l’assenza di un piano pensionistico. Nulla di più sbagliato: è possibile produrre del limoncello in maniera molto più rapida ed indolore! Addirittura, il tempo richiesto potrebbe essere inferiore alla durata media di un governo italiano. Miracolo!

Oggi vi presentiamo il modo più rapido per produrre dell’alcolico nettare di limone.
Il motto è: da 0 a ubriaco in meno di 3 ore!

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Ritorno alla Pizza Reidratata

Ritorno alla Pizza Reidratata

Grande Giove!
Oggi, 21 ottobre 2015, è finalmente il vero giorno in cui Marty McFly giunge nel nostro presente “futuro” a bordo della sua fiammante DeLorean… come se oggi fosse un punto di congiunzione temporale per l’intero continuum spazio-tempo!

Per accogliere Marty in maniera più dignitosa che con una fucilata ed uno schianto contro un pino — e un po’ per piangere l’inspiegabile assenza di automobili volanti e “Lo Squalo 19” nei cinema — celebreremo questo fasto evento con una veloce e gustosa pizza reidratata!

Speriamo di essere all’altezza di Lorraine nel prepararla.

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Brezel teutonico

Brezel teutonico

La cultura tedesca ha dato molto al mondo. Non solo l'indubbio splendore estetico del calzino di spugna bianco nei sandali, l'amore per l'efficienza, la puntualità dei treni e, perché no, svariati gran premi di Formula 1 vinti per conto della Ferrari. Ma soprattutto, la lingua tedesca ci ha donato un patrimonio di parole e concetti assolutamente specifici quanto intraducibili, facendo sì che si possa tranquillamente parlare di Weltanschauung per indicare la visione del mondo portata in Auge da un personaggio di un Bildungsroman. (La frase potrebbe non aver senso in nessuna lingua indo-europea.)

Sorvolando sull'impagabile possibilità di esprimersi in maniera altisonante, colta e soprattutto incomprensibile, la cultura tedesca contribuisce anche sensibilmente al patrimonio gastronomico mondiale: non stiamo parlando del panino raggrinzito di pane e formaggio servito sui voli Lufthansa, non di patate o crauti e neanche delle chiare birre spillate dal freddo nord al verdeggiante sud teutonico, bensì del magnifico brezel!

Questo particolare tipo di pane è diffuso in tutta la Germania del sud e in Austria col nome di brezel, bretzel, brezl, breze, brezn, bretzg o brezerl. Insomma, praticamente qualsiasi sostantivo che cominci per “bre–”. (Incluso “brefotrofio”.) Negli Stati Uniti e fuori dalla zona tedesca si sono diffusi maggiormente nella forma di “pretzel”, ossia di salatino croccante e duro, mentre l'originale si distingue per essere un pane croccante in superficie, ma morbido e quasi molle all'interno.

Come tutti i cibi più tradizionali con una lunga storia (per la maggior parte inventata), i brezel sono importantissimi accompagnatori di bevute in birreria, sia per preparare lo stomaco alle ingenti quantità di alcol, sia per fungere da ricettacolo gustoso per il succo dello stinco bavarese (la “scarpetta” del resto è un'usanza internazionale). Quindi, come può esserlo pizza e birra in Italia, brezel e birra rappresentano il connubio ideale per le partite di calcio in TV. (Proprio per questo, esattamente un anno fa, per la classica disfida Italia vs. Germania ai mondiali, abbiamo fatto fronteggiare pizza e brezel!)

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Cecina lubrificante

Cecina lubrificante

A volte il cibo non ricopre il solito ruolo, quello banale del nutrimento e del sostentamento fisico. A volte, la preparazione stessa del cibo assurge a rituale. Diventa un motivo per esplorare e scoprire. A volte invece diventa un’occasione per socializzare e comunicare. Alcune rare volte diventa causa di una improvvisa chiamata alla centrale dei pompieri.

A volte il cibo stesso ha uno scopo più nobile, quello di confortare, riscaldare, coccolare. Specie durante le lunghe nebbiose notti di novembre, quando il cibo diventa fonte di calore e consolazione. Un “pasto di conforto” vero e proprio. Altre volte invece il cibo ha soltanto lo scopo di mandarvi precipitosamente al bagno.

Qualsiasi sia la vostra situazione (e l’esito della chiamata ai pompieri mentre siete chiusi al bagno tra rumori irriproducibili), in questa occasione presenteremo un cibo perfetto per una serata novembrina. Non tanto perché sia un piatto caldo o particolarmente ritemprante, ma perché contiene una quantità d’olio tale da permettervi di ignorare completamente la vostra collezione di giacconi invernali grazie al vostro nuovissimo strato di lipidi!

In sostanza, è un ottimo contributo all’inverso della “prova costume”. Cioè, la “prova giaccone”, che va superata affrontando il gelo invernale con la sola protezione di una T-Shirt a maniche corte.

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Zuppa omeopatica

Nei primi anni del 1800, il medico tedesco Samuel Hahnemann — ormai sfiduciato dallo stato della medicina del XIX secolo e della sua inabilità di curare i mali che affliggono i suoi pazienti — mette la basi per la disciplina che oggigiorno si chiama omeopatia e che si è propagata a praticamente ogni farmacia negli ultimi anni.

Questa dottrina, fondata sul “principio dei simili”, teorizza appunto che le malattie ed i malanni si guariscano con medicamenti che producono nel soggetto sintomi simili a quelli del male che li affligge. L’assenza di prove ed esperimenti alla base di questa teorizzazione (e a quelle del resto dei procedimenti omeopatici) si riscontra nelle altre teorie di Hahnemann e, chiaramente, anche nel comportamento di molti altri “medici” dell’epoca. Basta pensare agli altri innumerevoli “preparati miracolosi e tinture” contro tutti i mali possibili che venivano venduti dai ciarlatani nell’800.

Peccato che questi metodi poco scientifici siano sopravvissuti fino al giorno d’oggi: altrimenti sarebbe evidente che la medicina che si scontra contro principi fisici fondamentali come il numero di Avogadro (una costante elevata alla 1023, da cui deriva la data 23 ottobre per questa evenienza) non potrebbe essere degna di considerazione.

Del resto Hahnemann affermava anche che tutti i mali dell’uomo derivassero dal consumo di caffeina… potreste mai fidarvi di qualcuno che vuole privarvi dei vostri 7 espressi giornalieri? Noi assolutamente no. ASSOLUTAMENTE NO!

Ancora, ancora, ancora!

Giornata annacquata

Siamo apparentemente assenti da un paio di giorni, ma i vostri cuochi di fiducia sono sempre pronti a mobilitarsi per l'occasione di eventi veramente importanti, come ad esempio la giornata mondiale dell'acqua di oggi.

Questa ricorrenza annuale ci permette di rivolgere la nostra attenzione su questo bene comune e prezioso, facendo riflessioni sulla possibilità di una gestione sostenibile dello stesso. Le nazioni unite, che hanno istituito l'odierna giornata, ogni anno promuovono attività concrete all'interno di ogni paese partecipante. Anche associazioni non governative cercano di sensibilizzare organizzazioni, governi e persone comuni per attivarsi in difesa della protezione e al valorizzazione dell'acqua.
Ed è qui che Cooking by Dummies fa la sua parte.

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