Cucina medievale

Civero de capriolo in agrodolce

Civero de capriolo

Se seguite il blog da più di un anno dovreste, oltre che consultare un buon analista, sapere ormai che giugno è un mese molto impegnativo per gli autori del blog: Saverio è impegnato nella battaglia senza speranze contro la calura bolognese mentre cerca di assimilare astrusi concetti matematici (ma il metodo del libro sotto il cuscino si rivela stranamente inefficace nonostante i due anni di utilizzo), mentre Lorenz si catapulta nell’urticante mondo della calzamaglia travestendosi da popolano medievale nel “Mercato delle Gaite” di Bevagna.
A voi il giudizio sul chi se la passi peggio.

Come sapranno tutti gli studenti durante la sessione estiva, lo studio folle rende l’organismo molto simile a quello di un’oca sul fronte della nutrizione: si ingerisce cibo in maniera scomposta e disorganizzata per a) alimentare un’attività fine a se stessa come lo studio e/o lo starnazzare b) nullificare le già esigue speranze di superare la prova costume ormai in agguato. Sul fronte medievale invece, le possibilità alimentari di Lorenz si riducono sostanzialmente a panzanella e dosi immonde di birra. Una combo che lo rende praticamente la persona migliore sul pianeta, se non fosse per l’abbigliamento vergognoso. (Ah, e la simpatia degna della cartavetrata, certo.)

Ma quest’anno il vostro eroico cuoco ha avuto il coraggio di partecipare alla preparazione del “piatto gara” del suo rione, la magnifica Gaita San Giorgio, indi per cui avrete l’occasione di leggere la ricetta di un autentico orribile piatto medievale: civero de capriolo in agrodolce!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Pudding di pane da Ironforge

C'è una cosa che, 7 anni fa, ha cambiato il panorama dei videogiochi in maniera sconvolgente a livello globale: il 23 novembre 2004 fu pubblicato l'ormai celeberrimo World of Warcraft, il primo MMORPG (uno degli acronimi più brutti mai concepiti dalla mente umana, che evoca il rumore di un rutto) edito da Blizzard.

Dopo 7 anni di crescita inarrestabile, World of Warcraft (per gli amici WoW) è tuttora il MMORPG (allora! un po' di contegno) più popolare in assoluto con un numero totale di più di 10 milioni di giocatori! Contate che un mese di iscrizione costa poco più di 10€ e avrete capito che Blizzard ha tutte le motivazioni per sfregarsi un sacco le mani...

La vera rivoluzione di WoW non si trova nelle sue particolarità, nella sua ambientazione originale o nel gameplay innovativo, bensì nell'aver proposto ad un pubblico estremamente vasto un'esperienza di gioco coerente e di buona qualità (anche a categorie di persone che mai e poi mai avrebbero toccato un videogioco volontariamente). La lode maggiore va fatta anche perché i geni malefici di Blizzard sono riusciti a camuffare del lavoro da miniera (raccogli 10 bandane, uccidi 20 gnoll, cammina da Stormwind ad Ironforge, pesca per ore in cerca di un qualche manufatto, etc.) facendo sembrare queste attività divertenti e gratificanti a suon di punti esperienza, numeretti colorati, achievement, frizzi e lazzi.

Ed è più o meno qui il punto di collegamento tra World of Warcraft e la ricetta di oggi: come WoW è stato collegato a varie morti di persone assuefatte al gioco, così il nostro pasticcio sarà sicuramente collegato in futuro ad altri tragici eventi. Attendiamo speranzosi.

Continua…

Panzanella del contadino

Cari lettori, dopo così tanto tempo senza nuove ricette né aggiornamenti, vi sarete certamente interrogati su che fine avessero fatto i vostri due cuochi più svampiti del web! Ebbene, è una domanda che ci facciamo spesso anche noi al risveglio...
Sia come sia, abbiamo delle ottime giustificazioni alla nostra temporanea assenza ed intendiamo rimediare con una “succulenta” quanto semplice ricetta estremamente estiva che vi permetterà di affrontare con molta più serenità i mesi di caldo che ci attendono tutti.

Ma prima le giustificazioni, come sui banchi di scuola. Orbene, il caso vuole che proprio negli ultimi 10 giorni si sia svolta la manifestazione de “Il mercato delle Gaite” in quel di Bevagna, cosa che ha obbligato Lorenz a rendersi ridicolo ogni sera con uno spettacolare abito medievale con calzamaglia. D'altra parte ha anche avuto inizio la stagione internazionale dei matrimoni (che coincide grossomodo con l'estate), che ha obbligato Saverio ad interminabili pranzi e cene con relative quantità disumane di alcolici (e per come lo conoscete, non si è di certo tirato indietro).

Spero che avremo la vostra comprensione se, in questo stato di ebbra medievalità, non siamo stati in grado di compilare ricette. Ma ripareremo subito al danno pubblicando una gustosa panzanella a base di insalata e pane, un piatto estremamente innovativo e complesso!

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Pane nero monastico

La provvidenza divina ha voluto che uno degli autori del blog venisse convocato, nei giorni scorsi, a dedicarsi — seppur brevemente — alla vita monastica e ad impegnarsi per il nutrimento spirituale e fisico di un gruppo di aitanti lupetti scout. Questo articolo è volto alla narrazione di questo evento, non solo per descrivervi una delle ricette proposte, bensì anche per mettervi in guardia: scegliere uno degli autori di questo blog come cuoco per dei bambini è un'idea sbagliata e ne pagherete le conseguenze.

La sortita, dalla forte componente spirituale e mistica, ci ha guidati fino all'abbazia di Sant'Eutizio, nelle vicinanze di Norcia.

L'abbazia di Sant'Eutizio.

Si tratta di un antico monastero, fondato nel V secolo dai monaci Siriani (che per ragioni a noi inspiegabili dal deserto di Nitria sono finiti in mezzo ai monti Sibillini), sopravvissuto ad un'invasione ostrogota e poi divenuto abbazia benedettina sotto la guida di tale Eutizio — convertito in santo probabilmente per aver sopportato il suo nome.

Il monastero è stato un importante centro di microchirurgia medievale (nel senso che usavano dei martelli di dimensioni ridotte per togliere i denti e solo delle piccole sanguisughe per fare i salassi), raggiungendo anche una certa fama nella cura delle malattie agli occhi. Possiamo soltanto sperare che il monastero abbia mantenuto le sue proprietà taumaturgiche di guarigione, in modo da far sopravvivere quanta più gente alla ricetta che presenteremo.

Si tratta infatti di un pane medievale, liberamente ispirato da un'autentica ricetta benedettina del nord Italia. Preoccupati? Dovreste esserlo.

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Menù Dantesco

Nella nostra lunga carriera di blogger e cuochi scalcinati, ci hanno spesso riempito di epiteti (e di insulti... effettivamente più insulti che epiteti, a pensarci bene). Tra gli epiteti più gettonati possiamo annoverare quello di “sommi cuochi” o “cuoco vate” (oppure era “cuoco water”?), casualmente gli stessi titoli che si usano solitamente per parlare di Dante Alighieri, il sommo poeta.

Quest'oggi celebriamo una ricorrenza estremamente significativa legata proprio a questo personaggio storico: l'anniversario della prima stampa della “Divina Commedia” di Dante, avvenuta il giorno 11 Aprile del 1472. L'occasione, inoltre, è particolarmente significativa perché la stampa è stata prodotta proprio a Foligno, vicino ai luoghi in cui bazzica solitamente Lorenz quando non si trova in qualche rifugio alpino.

Notate anche che la preziosa prima edizione della “Commedia” è — come tutto del resto — disponibile per l'acquisto su Amazon.com (noi otteniamo una piccola percentuale, per cui se doveste acquistarne una copia il ricavato basterebbe per mandare avanti il blog per circa 8 anni).

In segno di rispetto verso l'opera di Dante, il nostro menù dantesco sarà suddiviso in 3 portate che rispecchiano le tre cantiche della Commedia: Una nuova speranza, L'Impero colpisce ancora e Il ritorno... no, aspetta. Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ecco.

Bando alle ciance:
Incomincia la Comedia di Dante Alleghieri di Fiorenza, ne la quale tratta de le pene e punimenti de’ vizi e de’ meriti e premi de le virtù...

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