Cucina italiana

Limoncello turbo

Limoncello turbo

Infiniti dibattiti e guerre fratricide sono state scatenate dal dibattito sulle virtù dei vari tipi di frutta. C’è soltanto un elemento sul quale gli autori di questo blog sono assolutamente d’accordo.

Il limone è utile per esattamente 4 scopi:

  • Prevenire l’annerimento di altra frutta (superiore) con il proprio succo,
  • Guarnire la vostra tazza di English Breakfast (sempre che non vogliate fare i baronetti e metterci del latte),
  • Produrre limonata da vendere sulla bancherella di legno che avete costruito sul viale della vostra americanissima casa,
  • Produrre limoncello.

Vi hanno sempre raccontato che per produrre del limoncello degno di questo nome fossero necessari settimane di paziente attesa, durante il quale osservare il ciclo delle stagioni e fare profonde considerazioni sulla propria vita e l’assenza di un piano pensionistico. Nulla di più sbagliato: è possibile produrre del limoncello in maniera molto più rapida ed indolore! Addirittura, il tempo richiesto potrebbe essere inferiore alla durata media di un governo italiano. Miracolo!

Oggi vi presentiamo il modo più rapido per produrre dell’alcolico nettare di limone.
Il motto è: da 0 a ubriaco in meno di 3 ore!

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Spaghetti all’Amatriciana

Spaghetti all’Amatriciana

In circostanze eccezionali e tragiche come quelle delle ultime settimane è difficile andare avanti come se niente fosse—nel nostro caso è proprio difficile andare avanti in generale—ma in questo caso possiamo, sulla scia di varie iniziative come #unfuturoperamatrice lanciata da Slow Food Italia, cercare di collegare inedibili ricette con un appello alla solidarietà.

La solidarietà senza impegno, nella fattispecie.

Esatto! La migliore che ci sia. Un piatto di pasta, una foto per “sensibilizzare”, un like su Facebook ed è fatta! Condividete la nostra pagina!

Meno male che è passata l’usanza di tirarsi addosso i secchi d’acqua gelata.

Per non essere del tutto disfattisti, potremmo almeno invitare a fare una donazione tramite comodo bonifico bancario? La cosa più simile all’indulgenza tramite oblazione nel XXI secolo.

Voleste contribuire direttamente al comune di Amatrice, l’IBAN è il seguente:
IT 28 M 08327 73470 000000006000
mentre per la Croce Rossa:
IT 26 W 06230 03204 000030620062

Hai sostituito l’IBAN con il mio, come dicevamo?

Shhhhhht!

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Boba Fett-uccine

Boba Fett-uccine

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Hai sentito anche tu un fremito nella forza? Come se milioni di voci gridassero terrorizzate e ad un tratto si fossero zittite.

Temo sia accaduta una cosa terribile.

No dai, tranquillo, stavolta mi sono ricordato di scaricare in bagno.

Ma qualcosa di infinitamente peggiore! Qualcosa che fa fremere i nostri cuori intimamente nerd

Per la barba di George Lucas, è di nuovo il 4 maggio! Siamo arrivati vivi allo Star Wars day anche quest’anno, nonostante tutto lo stress cardiaco legato a “Star Wars VII”.

Avanti…

Bandiera Larga

Bandiera Larga

Appena trent’anni fa, il 29 aprile 1986, in uno dei laboratori del Centro Nazionale Ricerche di Pisa, si instaurò l’antesignano di un collegamento Internet, tra l’Italia e la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania. (Sì, suona come un luogo in cui è passato Davy Crockett.)

Attraverso la rete satellitare atlantica SATNET, venne creato un collegamento da 28 kbps verso ARPANET, il precursore delle reti a commutazione di pacchetto come Internet. Non sappiamo esattamente cosa abbiano trasferito, ma possiamo essere abbastanza sicuri che si trattasse di pornografia o dell’ultimo episodio di Game of Thrones dell’epoca… che avrebbe richiesto circa 160 ore di caricamento. Ma non erano di certo questi limiti tecnologici ad intimidire i pionieri italiani della rete. Anzi, è grazie al loro lavoro che oggi siamo liberi di commentare acidamente i tronisti de “Uomini e Donne” su Facebook. Gloria e plauso!

In ricordo di quegli eventi, oggi si festeggia l’Italian Internet Day: nel nostro caso, realizzando qualcosa che sia al tempo stesso un pasto ed un augurio per il futuro. Bandiera larga per tutti!

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Ritorno alla Pizza Reidratata

Ritorno alla Pizza Reidratata

Grande Giove!
Oggi, 21 ottobre 2015, è finalmente il vero giorno in cui Marty McFly giunge nel nostro presente “futuro” a bordo della sua fiammante DeLorean… come se oggi fosse un punto di congiunzione temporale per l’intero continuum spazio-tempo!

Per accogliere Marty in maniera più dignitosa che con una fucilata ed uno schianto contro un pino — e un po’ per piangere l’inspiegabile assenza di automobili volanti e “Lo Squalo 19” nei cinema — celebreremo questo fasto evento con una veloce e gustosa pizza reidratata!

Speriamo di essere all’altezza di Lorraine nel prepararla.

Avanti…

Italianissime Fettuccine Alfredo

Italianissime Fettuccine Alfredo

“When in Rome, do as the Romans do.”

È questo che sensibilmente consigliano gli inglesi, suggerendo per estensione che quando si va all’estero è bene approfittare della cucina locale. Recarsi in un paese a maggioranza musulmana e poi crucciarsi del fatto che l’amatriciana non è fatta col guanciale di maiale non rientra tra le cose più intelligenti che si possano fare. Insomma, se vi lamentate del cibo italiano viaggiando nell’emisfero australe, un po’ ve lo meritate.

Le Fettuccine Alfredo rientrano in quella strana categoria di piatti che sono italiani d’inventiva, di ingredienti e di nome, ma che in Italia sono praticamente introvabili. Questo non ha impedito a vari gastro-criminali in giro per il globo di “migliorare” la ricetta aggiungendo ingredienti a caso ad un piatto semplicissimo in origine.

Infatti, combinando solo pasta, burro e formaggio, le Fettuccine Alfredo sono classico esempio di come sia possibile realizzare un piatto gustoso con pochi, semplici ingredienti. Che anche la pasta al burro che si mangiava da bambini, se servita con le posate d’oro ad un prezzo a due cifre, acquista un’imprevedibile dignità. Insomma, un monito del fatto che non vale mai la pena di cambiare il ben collaudato per qualcosa di nuovo. (Vale anche per le mutande.)

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Lasagna dell’emigrato

Lasagna dell’emigrato

L’emigrato. Una figura tragica ed eroica al tempo stesso, in fuga da poteri incontrastabili che si abbattono su di lui. La fame, la guerra, la carestia, il dottorato di ricerca. Abbandonato alle sue forze, in un mondo ostile, che lo osserva diffidente. Un mondo soprattutto molto costoso. Zurigo.

L’arrivo di Lorenz a Zürich HB (dal nome dell’unica birra che vi si può consumare) si fa sentire subito. Solo poche settimane dopo l’arrivo in Svizzera si svolge un importante referendum contro l’immigrazione. Qualche giorno dopo, come se non bastasse, Salvini si mostra in deshabillé sulla copertina di Oggi.

Ma il trauma maggiore è rappresentato dal costo della vita: un pacco di carote costa quanto una cena in pizzeria, i pacchi di pasta sono talmente ricercati da aver ottenuto una stella Michelin ciascuno e una cena al ristorante viene considerata una forma di investimento a perdere. Per fortuna è possibile ottenere una zuppa ipotecata presso le maggiori banche.

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Birramisù dell’ebbrezza

Birramisù dell’ebbrezza

L’avrete notato di sicuro: è evidente che uno dei maggiori punti saldi nelle vite degli autori del blog è la birra (assieme all’incredibile passione per il ridicolo — di se stessi — e la proverbiale inabilità in cucina e/o nella vita).

Ebbene, tra gli estimatori della divina bevanda rinfrescante si annovera anche Benjamin Franklin, appena più celebre dei suddetti autori per aver redatto, tra un boccale di birra e l’altro, niente di meno che la costituzione statunitense (dalla quale però Washington dovette successivamente rimuovere tutti quei “vi voglio bene ragassci, venite qua, fatevi abbracciare” presenti nella prima stesura). Secondo Benjamin infatti la birra è la prova concreta che dio ci ami e che ci voglia felici. (La recente diffusione dell’ebola mina un po’ questa mirabile congettura, ma facciamo finta di niente.)

La birra infatti non soltanto galvanizza panzuti scrittori di costituzioni, ma può essere anche sfruttata per migliorare qualsiasi pasto vogliate realizzare (come ad esempio il nostro pasticcio alla Guinness)! È proprio con questa premessa che oggi vi proponiamo il Birramisù, l’anello mancante tra dessert e bevanda post-pasto.

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Penne del Sith

Penne del Sith

Come ogni anno, si festeggia oggi lo Star Wars day, una giornata di gioia per grandi e piccoli (nerd) durante la quale celebrare i propri eroi dell’universo di Guerre Stellari e raccogliersi in preghiera affinché J. J. Abrams e George Lucas non riducano il 7° episodio della saga, di prossima pubblicazione, ad una schifezza immonda. La (nuova) speranza è l’ultima a morire.

C’è forse un modo migliore per celebrare qualcosa se non quella di vestirsi come dei buffoni e scattarsi delle foto imbarazzanti? Non crediamo proprio! (O se c’è non ne siamo a conoscenza, come questo blog sicuramente testimonia.) Imbracciate quindi anche voi la vostra Spada Laser Vileda™ (da oggi anche in microfibra), ricopritevi col vostro accappatoio abito Jedi migliore ed assumete pose di cui vi vergognereste negli altri 364 giorni dell’anno!

Che la Forza sia con voi e con il vostro intestino: prepareremo insieme delle penne incazzate come un maestro Sith ed il suo apprendista!

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Pandorlato erculeo

Il risultato finale

Siamo in pieno periodo natalizio, di nuovo! È ormai un mese che le incessanti musiche festive ci preparano all'inevitabile: una parvenza di vacanza nullificata dallo stress di girare per mercatini in cerca di regali, occasioni infelici per andare a sciare, l'imperativo di sopportare i propri familiari almeno un po'… ma soprattutto, dato l'impietoso avanzare della fine del calendario gregoriano, l'obbligo di tracciare un bilancio degli ultimi 365 giorni.

Il modo ragionevolmente più facile per farlo è dare uno sguardo a quel “2013 in breve” generato da Facebook. Che è anche il modo più rapido per accorgersi di aver condotto una vita di merda finora e che i raggiungimenti più alti dell'anno si riassumono in qualche stato pubblicato in evidente stato di intossicazione alcolica… che dire, un ottimo modo per prefiggersi nuovi obiettivi per il 2014!

Se proprio non riuscite a cambiare radicalmente vita in questi ultimi giorni — ad esempio con una fuga spirituale dell'ultimo secondo oppure facendovi versare gli incassi SIAE per conto di Mariah Carey durante il periodo natalizio — almeno strafogatevi con un dolce burroso, no?

A tal fine tenteremo (con difficoltà) di realizzare un Pandorlato: in sostanza un pandoro, ma senza la forma del pandoro. Con delle mandorle in cima. E del liquore nell'impasto. Insomma, un dolce migliore sotto ogni aspetto!

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