Cucina asiatica

Ravioli popolari cinesi

Ravioli popolari cinesi

La Cina è una terra piena di cose magnifiche e misteriose. Tutti voi avrete sicuramente sentito parlare della famosa Grande Muraglia Cinese. Qualcuno magari avrà anche attraversato la Porta della Purezza Celeste per entrare nella Città Proibita o, perché no, si sarà chiesto come fu costruita la leggendaria armata dei guerrieri di terracotta. Ebbene, abbiamo condotto delle accurate ricerche per voi e abbiamo scoperto che ci sono ben due cose che accomunano tutte queste meraviglie: il primo tratto in comune è che sono GROSSE, il secondo è che gli operai che le hanno costruite facevano uno smodato consumo di ravioli al vapore!

Perciò siamo qui oggi a svelare il mistero più antico di tutti, e cioè: cosa diamine contengono i ravioli al vapore presenti nel menù di ogni ristorante cinese che si rispetti a 3 € scarsi.

La nota sparizione di gatti e cani nei dintorni dei ristoranti cinesi, parzialmente corroborata dalle storie sulla fiera di Yulin, fa effettivamente presumere il peggio. Anche il fatto che il simpatico cameriere Xiāo sia sparito in concomitanza con la nuova offerta sul pollo alla piastra non desta rassicurazione sui contenuti del tradizionale fagotto di pasta.

Ma tranquilli: essendo la Cina almeno 30 volte più grande dell’Italia, va da sé che la varietà gastronomica offerta possa spaziare dalle teste di scimmia di Indiana Jones ad ingredienti molto più accettabili in occidente. (O almeno, questo è quello che il Fronte Unito cinese ci vuole far credere.)

Preparate occhi e stomaco. Siamo qui per svelare il mistero!

Leggi il resto di questo fantastico articolo!

Rituale del tè

Vi abbiamo un po' delusi nel 2011, non pubblicando né una ricetta di Natale né qualcosa per capodanno? Vogliamo iniziare il 2012 nel migliore dei modi: deludendovi ancora! Proprio per questo la prima ricetta dell'ultimo anno che passerete in nostra compagnia (profezia dei Maya o no, dubitiamo di sopravvivere ai prossimi mesi e siamo sicuri che dopo una veloce analisi delle nostre ricette converrete con noi) sarà qualcosa di molto semplice, molto inutile, ma con un grande peso culturale. (Tipo la stele di rosetta insomma.)

Se siete buddisti, molto informati o semplicemente anche voi degli appassionati di “notizie inutili”, non vi sarà sfuggito che il 31 Dicembre non solo terminava il glorioso anno 2011, ma sua santità il Dalai Lama ha indetto il 32esimo Kalachakra! Ehm... (silenzio di tomba) Woohoo?

Cos'è 'sto benedetto Kalachakra vi chiederete voi? Ebbene, non ne siamo del tutto sicuri, sta di fatto che contiene la parola “Chakra” e questo non può che far piacere a Saverio, fissato e drogato del manga Naruto in cui si parla continuamente di Chakra mentre la gente si infiamma, vola e compie altre realistiche azioni. Il Kalachakra è sostanzialmente un periodo di 10 giorni dedicato alla preghiera, alla meditazione, alla ricerca dell'illuminazione interiore. Voci non confermate ci indicano che per ognuna di queste esiste un'applicazione per iPhone a 99 centesimi.

Ma smettiamola di fare i prosaici e pensiamo al significato più profondo di questo lasso di tempo dedicato al sacro! Kalachakra significa “ruota del tempo” ed il suo concetto si basa su quello del tempo e del controllo dei cicli, dal ciclo del respiro a quello delle impercettibili energie del corpo. Il risultato del ciclo di purificazione è la realizzazione della propria personale divinità del Kalachakra (una divinità che, come la ruota, non ha inizio né fine ed è quindi onnisciente), una divinità che ha 4 facce, 24 braccia, 7 aspetti dello stato dell'unione (?) e sicuramente un altro numero casuale di proprietà. Il Kalachakra può essere di 3 tipi...

Vabbeh, lasciamo perdere. Andiamo a fare del tè.

Quale sarà l'epilogo di questo articolo?

Bocconcini di Nutella fritta

In un paese in cui la nazionale di calcio si fregia di far colazione con appetitose e decisamente salutari fette di pane ricoperte di Nutella® (oltre a consumare acqua Uliveto, ma questa è una storia per un'altra ricetta), ci voleva il genio della cultura gastronomica cinese per partorire l'idea (malsana, chiaro) di rendere ancora più salutare e buona la Nutella®, friggendola!

Del resto sembra che, mentre l'influenza asiatica su questo pilastro dolcissimo della cucina italiana è stata nettamente positiva, l'ingerenza di altri stati abbia invece effetti molto negativi. Le organizzazioni tedesche infatti, oltre a voler tenere saldamente le redini dell'intera Europa sotto il giogo delle grandi lobby bancarie (vedi Monti, gruppo Bilderberg ed altre cospirazioni senza senso), intendono controllare anche la Nutella®! E questo soltanto perché l'etichetta della nostra beneamata Nutella® lascia intendere che si tratti di un alimento sano. Perché impedirglielo?! È evidente che solo un nordico fiscale lettore di etichette senza l'intuito mediterraneo per la fregatura poteva anche solo pensare che la Nutella® fosse un prodotto non lesivo all'organismo. Lesivo, ma comunque buono. O forse buono proprio perché lesivo.

Comunque lo scopo di questo articolo non è quello di convincervi della cospirazione internazionale ai danni della Nutella® (nella quale dovreste credere automaticamente per la fiducia che il nostro blog ispira), bensì vogliamo descrivervi in quale modo i migliori cuochi cinesi siano riusciti a trasformare un ingrediente di ineffabile leggerezza e bontà in qualcosa che andrebbe definito per quello che è: una riuscita ricostruzione della “Morte Nera”. Tra l'altro questa ricetta dovrebbe darvi qualche spunto e qualche sospetto sulle cause di morte di Kim Jong-Il. Non vogliamo insinuare niente.

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Pilaf con piselli e Mango Chutney

Noi di Cooking by Dummies cerchiamo sempre di portare nuove ricette esotiche al nostro pubblico, non contenti di limitarci alla sola cucina locale. Questo non solo per dare un tocco di originalità alle nostre (ed alle vostre) pietanze e non solo per darci un incredibile flair cosmopolita, ma anche e soprattutto perché siamo genuinamente interessati da usanze e piatti provenienti dai quattro angoli del pianeta (interesse che si disperde immediatamente con l'assaggio, solitamente).

Purtroppo, come tradisce il titolo del blog del resto, le nostre abilità piuttosto limitate (che si esauriscono con l'uso della carta di credito per l'acquisto degli ingredienti) unite alla descrizione incompleta ed oscura delle ricette, nonché all'impossibilità di procacciarsi le componenti veramente più “aliene” nei mercati locali, fanno sì che le ricette di tipo etnico facciano ancor più schifo del solito.

Ma, dopotutto, se leggete questo blog (per motivi a noi francamente ignoti, imputabili sicuramente a qualche triste gioco del destino) siete qui anche un po' per questo. Dunque siate pronti ad una nuova puntata che unisce il “piacere” della cucina alle tradizioni indiane, il tutto con l'immancabile tocco nerd.
Oggi prepariamo un piatto di riso e piselli, condito con del chutney al mango!

Continua a leggere, senza timore…

Bocconcini di pollo panpacifici in tempura

In questi giorni di calura di fine estate abbiamo pensato di proporvi una ricettina semplice semplice ma che potrà comunque soddisfare i commensali più cosmopoliti. Oggi ci accingeremo alla preparazione dei bocconcini di pollo secondo una ricetta particolare che cerca di riunire la passione smodata dei popoli amerindi per il gallinaceo più famoso del west, il pollo, con la raffinatezza di un'altra cultura, quella giapponese, che ha dato vita a sostanza magiche e meravigliose come la salsa di soia e a modalità di cottura altrettanto insuperabili come il tempura. Noi impiegheremo queste sublimi sostanze e le combineremo in modo da preparare un piatto al tempo stesso succulento e che racchiuda nelle sue componenti il meglio dei popoli che si affacciano sull'oceano pacifico (cioè gli americani e gli asiatici. I russi li escludiamo per i motivi che spiegheremo alla fine, gli australiani avevano da fare con gli squali e non hanno potuto partecipare, mentre quelli dell'isola di pasqua sono tutti i morti, quindi abbiamo soprasseduto...). Un piatto che è un equilibrio perfetto di culture e che potrebbe rappresentare senza sforzi la coesistenza pacifica e in definitiva la pace mondiale...

Insomma cucineremo il pollo fritto.

Continua a leggere!

Spaghetti asiatici senza pantaloni

Purtroppo a causa del recente disastro atomico alla centrale Dai-ichi di Fukushima, si è sentito molto parlare di dosi di radiazioni, irradiamento e dei relativi effetti negativi. In questi discorsi si utilizza spesso l'unità di misura del sievert (Sv), che in sostanza misura gli effetti che delle radiazioni ionizzanti hanno su un organismo vivente.

Le dosi radioattive più comuni alle quali siamo sottoposti si misurano solitamente in μSv (microsievert). Ciò che non sempre è noto è che un fondo di radiazione è presente bene o male in qualsiasi ambiente e che quindi giornalmente siamo sottoposti ad una dose più o meno preoccupante di radiazioni ionizzanti.

I vari dosaggi, con diversi esempi dalla vita comune, vengono descritti piuttosto bene da questo grafico di xkcd. Come vedete, già mangiare una banana vi sottopone ad una dose di 0.1 μSv circa, per non parlare di un viaggio in aereo. Considerate quindi quanto può essere pericoloso essere in nostra prossimità quando cuciniamo o addirittura consumare un pasto preparato da noi in volo. Rabbrividiamo.

Visto che oggi è il compleanno del nostro amicone Rolf Maximilian Sievert, dal quale l'unità di misura di cui sopra ha tratto il nome, abbiamo pensato di ricordarlo ispirandoci un po' al Giappone (con chiari intenti umanitari) e realizzare dunque una semplice pasta dai toni molto asiatici.

Vuoi leggere il resto?

Pubblicità