Cucina americana

Banana Split onanistica

Banana Split

Quando abbiamo aperto questo blog pensavamo, candidamente, che la strada per il cuore di una persona passasse attraverso il suo stomaco. Pensate quanto saremmo riusciti a fare colpo grazie ai nostri manicaretti! Soltanto successivamente abbiamo scoperto che la strada per il cuore di una persona passa invece per una zona lievemente più in basso.

È proprio per rimanere su questo tema che un nostro affezionato lettore (sospettiamo che sia anche l’unico, bentornato quindi!) ci ha segnalato il fatto che maggio è il mese internazionale della masturbazione. Che circostanza esaltante! Finalmente un tema in cui siamo veramente preparati. (Effettivamente i vostri due chef preferiti sono entrambi sospettosamente affetti da miopia.)

Per i benpensanti che trovano il tema francamente disgustoso: ricordate che, per citare Heinlein, la masturbazione è gratuita, pulita, comoda e non presenta il pericolo di fare torti ad altri. Inoltre non c’è nessuno da riaccompagnare a casa al freddo dopo l’atto.

Ma ora basta con i preliminari, passiamo al sodo: prepariamo un dolce tanto buono quanto ambiguo nell’aspetto e nel significato. Banana Split per tutti!

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Sandwich galattico

Sandwich galattico

Il nerd medio non è necessariamente un letterato: le sue fonti d’informazione maggiori sono Wikipedia, forum in cui dibatte con assoluta convinzione con gente altrettanto disinformata e le serie TV (grazie alle quali può snocciolare una enciclopedica conoscenza di stemmi di casate nobiliari di fantasia e un preoccupante interesse nelle modalità di combattimento contro vampiri e non morti).

Noi in particolare non possiamo di certo darci l’aria da gran letterati, visto che la lettura più impegnativa a cui ci dedichiamo è la targhetta dell’ascensore. Possiamo annoverare nelle nostre letture preferite solo le poesie scritte sotto l’influenza di sostanze psicotrope sul retro delle buste Mulino Bianco. Ciononostante, una lettura sacra di qualsiasi nerd che si rispetti (dopo la biografia di George Lucas) è sicuramente la “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams. Un’opera di assoluto genio marcatamente british. Proprio per celebrare il brillante autore inglese, oggi si festeggia il Towel Day: ossia il “giorno dell’asciugamano”, uno degli accessori fondamentali per affrontare la galassia (e la quotidianità). Citando la sua opera:

Per qualche motivo i pub vicini alle stazioni hanno un’aria particolarmente squallida e terribilmente sporca, forse per via del pallore mortale di cui paiono soffrire le polpette esposte sul banco bar. Ma peggio delle polpette sono i sandwich.

In Inghilterra è ancora diffusa la convinzione che preparare un sandwich appetitoso, piacevole per gli occhi o comunque gradevole per la bocca sia qualcosa di peccaminoso che solo gli stranieri fanno.

— Che siano semplici — è l’ordine sepolto nei recessi della coscienza collettiva nazionale. — Che abbiano la consistenza della gomma. E se è proprio necessario che siano freschi, lavateli una volta a settimana.

Per cui, prepariamo oggi il principe dei sandwich: il clubhouse sandwich!

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Super Bowl Cheesecake

Superbowl Cheesecake

Si narra che fu un inglesissimo William Webb Ellis che, nei primi anni del 1800, raccogliendo la palla con le mani da terra e portandola nella porta avversaria, trasformò un innocente partita di calcio nell'inizio di un nuovo onorabilissimo gioco: il rugby.

Altre leggende riportano che solo più tardi un americanissimo mascellone, appassionatosi al rugby, lo condì con patatine, mostarda e machismo americano per tirarne fuori l'odierno football americano!

The Big Game
Molto spesso ci si riferisce al Super Bowl come al Big Game. Sebbene gli americani considerino il giorno della finale più importante del Natale, la vera ragione è che il termine “Super Bowl” è registrato dalla NFL che per ogni suo utilizzo esige dei sonanti dollarozzi. Voi capite che fra trovare un nome alternativo e dover discutere ogni volta con degli energumeni abituati a picchiare per vivere…

I nostri lettori sanno quanto questo blog si sia sempre impegnato per diffondere la cultura del “magna a volontà” (oltre al ben noto “chettefrega se puzza mettilo in forno che forse migliora”) sfruttando per tale scopo ogni evento più o meno famoso o, più spesso, famigerato. Per questo non potevamo esimerci dal festeggiare, con larga parte del primo mondo (quello affetto da diabete, per intenderci) l'evento sportivo che in America è anche chiamato “the big game” (il 48° Super Bowl ndd), in cui la partita fra energumeni in calzamaglia è solo una scusa per mettere in campo quanto di peggio la cucina americana può offrirci.

Ci chiederete: ma voi cosa ne sapete del football? Che domande! Niente! Ma sappiamo tutto riguardo alla preparazione di un tipico dolce americano: la cheesecake ai cookies.

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Ciambelle anti-frittura

Ciambelle al forno

Che direste se affermassimo che potete creare delle dolci ciambelline (con le vostre altrettanto dolci manine) senza sporcare in maniera irrecuperabile la vostra cucina e soprattutto senza friggerle? (E quindi senza alcun senso di colpa per averne poi mangiato un chilo.)

“Ma Lorenz!” Questi siete voi che interrompete. “Come è possibile? Mi sento sempre in colpa in questo periodo pre-natalizio. I dolci mi fanno venire i rotoli alla pancia che ledono la mia autostima (anche se schermano dal freddo)!”
Ebbene, sì! La stagione ha in effetti, tra le sue conseguenze maggiori, l'acquisto disperato di regali, la depressione e l'aumento progressivo ed inesorabile del girovita. (Scientificamente non c'è nesso, ma non possiamo escluderlo a priori.) È proprio per questo che Cooking by Dummies — che da sempre si batte per la salute psico-fisica dei propri lettori — vi propone la soluzione a tutto questo.

“Ma Lorenz!” Di nuovo voi. “Le ciambelle non fritte saranno sicuramente insipide e senza alcun gusto!”
Niente di più sbagliato. Le ciambelle al forno possiedono diverse proprietà negative (ad esempio quella di non ungere le dita in maniera soddisfacente), ma l'assenza di gusto non è fra queste (o comunque non è la più grave). Per accertarvene personalmente, non vi rimane altro che procedere!

Ancora, ancora, ancora!

Cupcake dell’indipendenza

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Per i meno attenti al calendario, oggi è il 4 di luglio, ossia la data in cui si celebra l'invasione della terra da parte degli alieni nel film “Independence Day”, per pura coincidenza anche il giorno in cui storicamente i novelli “Stati Uniti d'America” dichiararono la loro indipendenza dai bevitori di tè del Regno Unito.

La giornata è diventata una festività nazionale dal 1776 in poi e viene annualmente celebrata con barbeque, sbraciate, fuochi d'artificio, parate, ingiustizie sociali, sparatorie ed altre cose molto americane. Siccome noi siamo un blog estremamente attento ai dettagli, vogliamo celebrare la giornata con dei cupcake con una preponderante componente alcolica. Questo non perché siamo degli alcolisti (o perlomeno, non soltanto), ma perché già il buon George Washington (lo conoscerete sicuramente dalla banconota da un dollaro) nel 1778 aveva concesso una doppia razione di rum ai suoi uomini!

Non perdiamoci in altre chiacchiere (sarebbe una cosa molto poco americana da farsi) e procediamo alla ricetta!

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Pizza hot-dog

Pizza hot-dog

Si intende per “cucina fusion” la combinazione volontaria di elementi associati solitamente a tradizioni culinarie diverse, per produrre piatti complessi ed innovativi, dal tono moderno ed interculturale. Nel nostro caso l'unico tipo di fusione che riusciamo ad ottenere in cucina è quello del metallo delle padelle. Ma è una perdita che affrontiamo con piacere se significa unire quanto di meglio ha da offrire la cucina italiana (indiscutibilmente la pizza ai primi posti) con l'hot-dog americano…

La fusione di questi due ingredienti produce un unico prodotto italoamericano, misterioso e per certi versi anche pericoloso (una specie di Al Capone pastoso). Se nell'immaginario comune l'unione di italianità ed americanità ha dato origine a gangster, organizzazioni mafiose, contrabbando di liquori e la musica di Madonna, è giusto riscattare i prodotti italoamericani con un piatto geniale come la pizza hot-dog!

Non solo il risultato sembra il figlio illegittimo di un calzone italiano ed una catena di fast-food, ma rappresenta anche un'ottima e subdola idea per far mangiare della carne ad un vegetariano ignaro di ciò che lo attende. Vantaggi per tutti.

Siete pronti? Siete eccitati ed affamati? Avete già imbracciato il vostro fucile a canne mozze? Amuninne picciotti!

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Fagiolata unchained

Fagiolata cowboy al caffè

Stasera nelle sale italiane ci sarà la prima di “Django Unchained”, attesissima nuova pellicola del geniale Quentin Tarantino, che riprende la storia del miticissimo eroe Django — iniziata nell'omonimo film di Corbucci, con la figura dello spietato pistolero interpretata da Franco Nero (e successivamente anche da Don Matteo Terence Hill in uno dei seguiti).

Gli elementi caratterizzanti di uno “spaghetti western” come “Django” sono chiaramente i protagonisti con gli occhi di ghiaccio (tra cui il sempre venerabile ‘biondo’ Clint), le sparatorie tutte con gli stessi proiettili sibilanti, lunghi sguardi silenziosi, desolati villaggi sulla frontiera messicana, sprovveduti paesani da salvare dai banditi di turno, bellezze latine senza dialoghi… e soprattutto le pesanti fagiolate al peperoncino per sopportare le lunghe cavalcate attraverso il deserto.

Proprio alle suddette fagiolate (molto ben presentate anche in una scena di “Lo chiamavano Trinità”) ci siamo ispirati per accompagnare l'uscita del prossimo Oscar di Tarantino. E anche voi dovreste emularci, se non altro per rendere più realistico l'olezzo ed i rumori percepiti dal vostro vicino di sedile al cinema!

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Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

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Muffin presidenziale

Quest'oggi, in un grande evento mondiale a stelle e strisce sottolineato da interminabili servizi live su tutte le televisioni, si concluderanno le 57esime elezioni presidenziali negli USA. Dopo più di due secoli dall'elezione del buon vecchio Washington (che gli è valsa la copertina non del Time, ma del biglietto da un dollaro – mica male), si tratterà di scegliere tra il presidente Obama e l'ex-governatore Romney in una enorme e costosissima dimostrazione mediatica di democrazia.

Sia che abbiate deciso di seguire — come noi — l'evento sintonizzandovi su tutti i canali della CNN combinati (per non lasciarvi sfuggire neanche uno degli 8000 exit-poll, grafici colorati, annunci trionfali e comunicati prestampati), sia che il vostro disinteresse per le elezioni statunitensi sia superato soltanto dal disinteresse per le primarie del PD, in ogni caso la produzione di dolci muffin è pur sempre un atto lodevole ed utile. (Utile a voi o al vostro tasso di colesterolo, se non altro.)

Per passare il tempo tra uno stacco pubblicitario e l'Rock the Vote! Che vinca il… meno peggio! (Con o senza mega preghiera.)

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Muffin di Halloween

Muffin di Halloween

Come ogni anno, sta arrivando la stagione invernale che con lei porta il freddo, il maltempo (che poi c’è sempre, ma sparisce proprio nei giorni in cui serve), le festività mangerecce, le castagne, la neve per i più fortunati… e le zucche!

Nessun ortaggio rappresenta più pienamente l’arrivo della stagione, ed in particolare la festività di Halloween, come la zucca. Ogni anno quindi aspettiamo con incredibile impazienza di poter consumare in tutte le loro varianti piatti a base di questo ortaggio... soltanto per accorgerci ogni anno del fatto che in realtà a noi la zucca fa un pochino schifo.

E non perché abbia un colore, una consistenza od una forma poco invitante: anzi. Bensì proprio perché a nostro giudizio insindacabile non esiste una pietanza che venga nobilitata dalla presenza della zucca. Ora, potreste (ingiustamente) ascrivere questo fatto al nostro essere dei cuochi incapaci... ed avreste perfettamente ragione. Ciononostante, intendiamo presentarvi la ricetta per dei dolciumi a base di zucca che fanno sì schifo, ma sono molto carini da vedere.

Tra l’altro questo dolce racchiude perfettamente in sé il concetto di “dolcetto e scherzetto”!

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