Pane

Frittelle d’avena di Winterfell

Frittelle d’avena di Winterfell

Oggi è un giorno epico che noi e molti altri attendevamo con ansia: innanzitutto stiamo per presentare una nuova ricetta (e tanto basta per rendere la giornata spettacolare) e, secondariamente, stasera verrà trasmessa la prima puntata della quarta stagione della celeberrima serie TV “Game of Thrones”.

Se siete anche voi degli sfegatati fan dell’universo di George R. R. Martin, se al bar ve ne infischiate delle ultime gesta calcistiche, ma preferite dibattere dell’onore della casata Stark o fare congetture sull’origine degli Estranei, se innalzate blasfemi altarini per imbonire le sette divinità e fare in modo che il caro vecchio George sopravviva abbastanza a lungo da completare gli ultimi due libri della saga… beh, sono tutti validi motivi per farsi internare. Tranquilli, dovrebbero trasmettere il nuovo episodio anche nella sala comune del C.I.M. più vicino.

Se invece non avete idea di cosa stiamo parlando e credete che francamente un “gioco di troni” non sia per niente interessante, vi basti sapere che si tratta di una complessa e lunghissima storia di intrighi, giochi di potere, famiglie che si odiano, gente che s’accoppa, tradimenti ed oscuri misteri. Praticamente una puntata qualsiasi di “Tempesta d’Amore”. Ma con più violenza e molta più nudità! (Meglio sotto ogni aspetto insomma.)

In entrambi i casi, come affrontare la giornata senza avere qualcosa da sgranocchiare? Per cui, vi suggeriamo di filare in cucina a preparare delle semplici frittelle d’avena: in effetti uno degli elementi più ricorrenti del romanzo! (Dopo le decapitazioni.)

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Torta al testo umbra

Torta al testo farcita

“Fame!” È questo tutto ciò che esclamerete vedendo il succulento pezzo di torta al testo farcito mostrato qui a fianco. (Forse esclamerete anche altre cose meno piacevoli, ma dateci un po' di credito…)

Vi presentiamo una ricetta semplice e facile da realizzare, che vi sazierà, vi riempirà di gioia ed assicurerà ogni tipo di successo e felicità: non è un panetto di LSD, bensì la tradizionale torta al testo umbra! Come sempre, trattandosi di una ricetta che si può raccontare in 5 righe, il testo sarà farcito (che finezze!) di inutile nozionismo storico, leggende più o meno vere, immagini stupide ed altre inutilità.

Chiaramente l'intero potenziale di bontà della torta al testo viene scatenato soltanto farcendo la pizza con ingredienti adeguati, dagli insaccati di varie forme all'erba di campo. Sia chiaro: non è strettamente necessario farcire la torta al testo. Ma dopotutto non è necessario neanche alzarsi dal letto la mattina, eppure lo si fa lo stesso (nella maggior parte dei casi perlomeno)...

Avanti…

Brezel teutonico

Brezel teutonico

La cultura tedesca ha dato molto al mondo. Non solo l'indubbio splendore estetico del calzino di spugna bianco nei sandali, l'amore per l'efficienza, la puntualità dei treni e, perché no, svariati gran premi di Formula 1 vinti per conto della Ferrari. Ma soprattutto, la lingua tedesca ci ha donato un patrimonio di parole e concetti assolutamente specifici quanto intraducibili, facendo sì che si possa tranquillamente parlare di Weltanschauung per indicare la visione del mondo portata in Auge da un personaggio di un Bildungsroman. (La frase potrebbe non aver senso in nessuna lingua indo-europea.)

Sorvolando sull'impagabile possibilità di esprimersi in maniera altisonante, colta e soprattutto incomprensibile, la cultura tedesca contribuisce anche sensibilmente al patrimonio gastronomico mondiale: non stiamo parlando del panino raggrinzito di pane e formaggio servito sui voli Lufthansa, non di patate o crauti e neanche delle chiare birre spillate dal freddo nord al verdeggiante sud teutonico, bensì del magnifico brezel!

Questo particolare tipo di pane è diffuso in tutta la Germania del sud e in Austria col nome di brezel, bretzel, brezl, breze, brezn, bretzg o brezerl. Insomma, praticamente qualsiasi sostantivo che cominci per “bre–”. (Incluso “brefotrofio”.) Negli Stati Uniti e fuori dalla zona tedesca si sono diffusi maggiormente nella forma di “pretzel”, ossia di salatino croccante e duro, mentre l'originale si distingue per essere un pane croccante in superficie, ma morbido e quasi molle all'interno.

Come tutti i cibi più tradizionali con una lunga storia (per la maggior parte inventata), i brezel sono importantissimi accompagnatori di bevute in birreria, sia per preparare lo stomaco alle ingenti quantità di alcol, sia per fungere da ricettacolo gustoso per il succo dello stinco bavarese (la “scarpetta” del resto è un'usanza internazionale). Quindi, come può esserlo pizza e birra in Italia, brezel e birra rappresentano il connubio ideale per le partite di calcio in TV. (Proprio per questo, esattamente un anno fa, per la classica disfida Italia vs. Germania ai mondiali, abbiamo fatto fronteggiare pizza e brezel!)

Avanti…

Bagel della memoria

I bagel della memoria

Come sicuramente avrete notato, abbiamo celebrato qualsiasi genere di evento sul nostro blog, da quelli più idioti a quelli meno seri. Tuttavia, oggi ci vogliamo concedere un momento di originalità pubblicando una ricetta in onore del “giorno della memoria” che ricorda la Shoah e la persecuzione antisemita che appena settant'anni fa ha portato alla morte di milioni di persone… tutto questo parlare di morte e sofferenza ci ha ricordato gli effetti di quasi tutte le nostre ricette ma, soprattutto, ci ha fatto venire una gran fame. Proprio per questi motivi vogliamo celebrare l'evento preparando una pasta tipicamente israelita: i bagel. Lo faremo come sempre con scarsissima considerazione ed ancor più scarsa abilità culinaria.
Affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Il bagel è un tipo di pane molto comune nelle comunità ebraiche aschenazite. Cos'è una comunità aschenazita? Non ne abbiamo idea, né ci interessa in realtà, ma crediamo sia legato a qualche credenza religiosa che impedisce il consumo di carboidrati in una forma priva di buco. Comunque sia, la leggenda vuole che il bagel sia stato un regalo dei panettieri viennesi al re della Polonia Jan III e che la forma ricordi la staffa della potente cavalleria polacca. Sarebbe una storia molto commovente, se non fosse completamente inventata. In realtà, pare che la forma circolare (a forma di ciambella potremmo dire, ma — a differenza del bagel — la ciambella non ha salvato mai nessuno, neanche nelle leggende ed in Baywatch) rappresenti il ciclo della vita e quindi i bagel venivano spesso regalati alle donne incinte come augurio di buona sorte (o per far loro capire in maniera delicata quanto fosse irrecuperabile il girovita d'un tempo).

Anche se tutte queste storie (e la relativa pagina Wikipedia) sono state probabilmente inventate da qualche potente multinazionale israel-massonica che vende bagel in tutta New York (perché sono i bagel newyorkesi quelli famosi, dopotutto), la cosa che veramente pare fondamentale a due nerd come i sottoscritti è che durante la missione STS-124 nel 2008 uno Shuttle ha portato per la prima volta una fornitura di freschissimi bagel nello spazio! (Voce che riecheggia.)

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Treccia del 1° Agosto

Treccia del 1° Agosto

Temevate che sparissimo nel nulla siderale dopo l’ultimo articolo? Ebbene, per deludere da subito le vostre speranze, oggi presentiamo l’ennesima ricetta di stampo elvetico direttamente dal ricettario di Lorenz.

In questo caso si tratta di una tipologia di pane con una tradizionale forma “intrecciata” e con un impasto che include burro e latte. In tedesco è noto come “Zopf” (treccia appunto) o “Züpfe” in dialetto Bernese. Si tratta di un pane molto soffice e, grazie al contenuto in burro, capace di resistere per giorni senza diventare un macigno granitico. Solitamente in Svizzera viene messo in tavola per colazione di domenica o per le feste: ogni fetta viene ricoperta di un ulteriore strato di burro e di marmellata, raggiungendo quindi più o meno il contenuto calorico necessario a mandare avanti l’intera Zurigo per un mese. Il risultato è una fetta di pane dalla bontà quasi indescrivibile, ma che sicuramente non aiuta il paese alpino nelle classifiche dell’obesità su Wikipedia.

La ricetta viene presentata proprio oggi in concomitanza con la festa nazionale Svizzera, che ricorda il patto originale tra i primi 3 cantoni della confederazione avvenuto il primo agosto del lontano 1291. Il medesimo patto che avrebbe poi dato le basi all’unione degli altri cantoni, la guerra contro gli Asburgo e chiaramente anche la leggenda di Guglielmo Tell.

Ancora, ancora, ancora!

Pane nero monastico

La provvidenza divina ha voluto che uno degli autori del blog venisse convocato, nei giorni scorsi, a dedicarsi — seppur brevemente — alla vita monastica e ad impegnarsi per il nutrimento spirituale e fisico di un gruppo di aitanti lupetti scout. Questo articolo è volto alla narrazione di questo evento, non solo per descrivervi una delle ricette proposte, bensì anche per mettervi in guardia: scegliere uno degli autori di questo blog come cuoco per dei bambini è un'idea sbagliata e ne pagherete le conseguenze.

La sortita, dalla forte componente spirituale e mistica, ci ha guidati fino all'abbazia di Sant'Eutizio, nelle vicinanze di Norcia.

L'abbazia di Sant'Eutizio.

Si tratta di un antico monastero, fondato nel V secolo dai monaci Siriani (che per ragioni a noi inspiegabili dal deserto di Nitria sono finiti in mezzo ai monti Sibillini), sopravvissuto ad un'invasione ostrogota e poi divenuto abbazia benedettina sotto la guida di tale Eutizio — convertito in santo probabilmente per aver sopportato il suo nome.

Il monastero è stato un importante centro di microchirurgia medievale (nel senso che usavano dei martelli di dimensioni ridotte per togliere i denti e solo delle piccole sanguisughe per fare i salassi), raggiungendo anche una certa fama nella cura delle malattie agli occhi. Possiamo soltanto sperare che il monastero abbia mantenuto le sue proprietà taumaturgiche di guarigione, in modo da far sopravvivere quanta più gente alla ricetta che presenteremo.

Si tratta infatti di un pane medievale, liberamente ispirato da un'autentica ricetta benedettina del nord Italia. Preoccupati? Dovreste esserlo.

Avanti…

Focaccia galattica per autostoppisti

Nerd di tutto il mondo unitevi, per un'epocale, importantissimo, radicale e soprattutto terrificante evento noto come il “Towel Day”. Sarebbe a dire il “giorno dell'asciugamano”, per motivi che vi spiegheremo di seguito.

In buona sostanza si celebra il giorno della morte di Douglas Adams, geniale autore del celebre libro “Guida galattica per gli autostoppisti” che lo ha reso famoso in lungo ed in largo per il suo inglesissimo senso dello humour assurdo dal quale, con estrema modestia, ci facciamo spesso ispirare.

Conoscere per filo e per segno la Guida galattica è uno dei tanti requisiti per conseguire il patentino da Nerd™, per cui vi suggeriamo di iniziarne la lettura quanto prima per poter sfruttare gli enormi benefit che il patentino vi assicura (quello di non essere accettati dalla società, in primis).

Non eravamo del tutto concordi su quale ricetta preparare per questo importante evento, soprattutto perché i libri di Adams contengono sempre ingredienti spaziali ed esotici che sono di difficile reperibilità sulla Terra. Alla fine ci siamo decisi per una gustosa focaccia coi pomodorini, perché ci andava.

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Cena del pastore turco

In data odierna si celebra il cosiddetto “Everybody draw Mohammed day”, una giornata dedicata all'irriverenza religiosa in cui si esorta chiunque a disegnare una raffigurazione del profeta islamico Maometto e di metterla in mostra, come atto di sfida verso la censura religiosa ed espressione di libertà.

L'idea della giornata è nata su Internet (è incredibile come la grande rete dia sempre origine a fenomeni geniali ed utilissimi, vero?!) dopo la censura dei network televisivi di alcune puntate di “South Park” che ritraevano proprio Maometto. Oltre a questo, la giornata ha anche il compito più serio e grave di ricordare il brutale omicidio di Theo van Gogh dovuto all'esecuzione di una fatwa contro di lui.

Il nostro blog rappresenta di certo la libertà (di farsi del male in cucina) e quindi partecipa attivamente a questa giornata. Tuttavia, sia per evitare di essere violentemente sgozzati durante la nostra prossima visita ad Amsterdam, sia perché dopotutto non siamo disegnatori ma cuochi, rappresenteremo Maometto con una ricetta invece che in forma grafica.

Il messaggero di Allah, prima della rivelazione, era principalmente un semplice pastore arabo. Cosa di meglio quindi che preparare una leggera cena da pastore dai toni mediorientali? Qualsiasi cosa in effetti. Ma ormai è troppo tardi per cambiare idea...

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

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