Dolci

Castagnole dell’autostima

Castagnole dell’autostima

Il carnevale è una festa che, nei paesi di tradizione cristiana, è attesa con trepidazione da moltissime persone. La si festeggia in una grande varietà di modi: c'è chi si tira a vicenda delle arance negli occhi come ad Ivrea, chi rievoca le gesta di acrobati turchi come a Venezia e chi, più saggiamente osiamo dire, rendendosi conto che stare mascherati e a pancia all'aria per qualche giorno in più non è per niente spiacevole, decide di allungare la festa fino alla domenica successiva come viene fatto nel carnevalone ambrosiano. A noi, da par nostro, la prima cosa che ci viene in mente quando sentiamo parlare di carnevale è il cibo o, per essere più specifici, i trigligeridi. Pertanto è con inesauribile lena che, nel giorno della fine del carnevale che alcuni conoscono come "martedì grasso", ci avvaliamo dell'aiuto di una professionista del settore per cercare di rendervi tutti, effettivamente, più grassi!

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Cioccolatini ripieni

Dopo una ricetta intensamente messicana come le tortillas, quest'oggi presentiamo un guest post speciale che trova le sue origini sempre nell'area mesoamericana. Prepareremo infatti degli splendidi cioccolatini ripieni, usando finissima cioccolata fondente che farebbe invidia ad un Azteco.

Com'è sicuramente noto infatti le bevande al cacao avevano un importante ruolo sociale ed economico negli imperi precolombiani come quello Azteco, sebbene fossero ovviamente dissimili da quanto si beve oggi. Ci sono infatti voluti circa 5 secoli di “ingegno” europeo per ridurre la cioccolata ad una bevanda ultra-zuccherata e piena di grassi idrogenati, dopo l'iniziale importazione per mano degli spagnoli. Una interessante curiosità che meriterebbe ulteriore attenzione è perché gli spagnoli scelsero il nome azteco “chocolatl” invece del sinonimo “cacahuate” per definire una bevanda calda, densa e dal colore marrone. Troviamo che la seconda variante sarebbe stata intuitivamente più azzeccata.

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Flan al cioccolato

Ormai siamo decisi a non lasciarvi per più di un paio di giorni senza una nostra nuova, strepitosa ricetta. Per cui si prosegue senza sosta: stavolta andiamo a presentare un classico tortino al cioccolato, detto “flan”, che mantiene un cuore di cioccolata liquida al suo interno e va servito caldo.

Il tutto sarà accompagnato da un semifreddo alla pera, che ha la confortante proprietà di poter estinguere i bollori della vostra bocca quando avrete addentato il vostro flan ustionante.

Una nota a margine in merito alla particolare data odierna: il 12 Febbraio è stato scelto come International Darwin Day per celebrare il noto naturalista inglese. Beh, non sappiamo se Darwin sapesse cucinare o meno (ma essendo inglese le probabilità che sapesse preparare qualcosa di non disgustoso sono piuttosto basse), tuttavia siamo sicuri che avrebbe apprezzato il nostro dessert!

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Cookie by dummies

È Natal... Buon capodan... Bon, siamo in ritardissimo. Lo sappiamo. Questo post e la relativa ricetta erano stati meticolosamente preparati prima delle festività, eppure siamo riusciti a ritardarne la pubblicazione sino ad ora! Grazie per la vostra paziente attesa, in ogni caso siamo sicuri che (non) ne sia valsa la pena.

Facendo finta di essere ancora in pieno spirito natalizio — con cenoni, parenti e panettoni ad attenderci — salutate i vostri due cuochi per questa ricetta: due simpatici elfi di Babbo Natale usciti dai boschi finlandesi per preparare degli ottimi dolci. Nel caso specifico, dei “cookie” inglesi al cioccolato!

Coglieremo l'occasione di questo evento speciale per cercare di raggiungere nuove punte d'eccellenza in ciò che ci viene meglio: renderci ridicoli pubblicamente.

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Panpepato natalizio

Panpepato natalizio

Se durante la vostra ultima visita al supermercato anche voi siete stati turbati dall’incessante rotazione di “White Christmas”, “Jingle Bells” ed altre terrificanti canzoni di Natale; se da settimane guardate di malocchio gli addobbi natalizi sulle strade e scorgere le “super offerte” festive vi mette tristezza, questa ricetta è dedicata a voi!

Ma come combattere l’incipiente spirito festivo? Beh, il fuoco si combatte col fuoco, per cui possiamo soltanto ribellarci preparando un tipico dolce natalizio!

In questo caso, prepareremo ciò che i romani chiamavano “Panis mellitus”, gli antichi egizi “Pan di miele”, i monaci medievali tedeschi “Lebkuchen” e noi semplicemente “Panpepato”. Tutti questi nomi vanno a ricordarci che la ricetta è un guazzabuglio arbitrario di ingredienti assortiti, di cui l’unica invariante è la presenza del miele e di varie spezie orientali, per raggiungere l’obiettivo finale di avere un panetto letale dall’odore spaventosamente natalizio!

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Torta al cioccolato senza farina

Torta al cioccolato senza farina

Per festeggiare il fatto di essere sopravvissuto senza troppi problemi ad un quarto di secolo di esistenza sulla Terra, Lorenz questa settimana ha deciso di prodigarsi nella preparazione di una torta.

Come è lecito aspettarsi, anche in questo campo si fa ricorso alle antiche armi elvetiche di neutralizzazione del prossimo (ed in particolare dei propri ospiti): l’obiettivo è dunque quello di produrre una intensa torta composta soltanto di cioccolato e pochi altri essenziali ingredienti.

Ci scusiamo per la qualità infima delle foto di questo post. Per ragioni tecnico-geografiche la preparazione della torta si è svolta in un altro luogo e con un altro apparato fotografico del tutto inadeguato ai nostri soliti standard di qualità elevatissimi (stiamo parlando di qualità delle fotografie, non del cibo).

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Pere al vino rosso

Può capitare di sentirsi abbandonati. Quando è il coinquilino ad abbandonarci, la cosa è tutto sommato tollerabile. Se si viene abbandonati per del tiro con l'arco, la situazione diventa effettivamente un po' triste. Tuttavia, venire abbandonati il giorno in cui si è scoperto di dover effettuare il porting di un proprio progetto su Android è insostenibile.

In questi casi un uomo può vedersi costretto a ricorrere ad estreme misure per riuscire a non soggiacere alla tristezza che lo pervade. Queste estreme misure spesso tirano in ballo il consumo di larghe quantità di alcol. Il risultato finale è solitamente simile a quanto mostrato in foto.

Un uomo finito.

Ma prima di arrivare a questo drammatico punto, basta ricordare che il semplice consumo di dolciumi è, a detta di molti, un antidepressivo naturale. Allora, perché non combinare i due elementi — alcol e dolce — in un'unica grandiosa ricetta che ci metta nuovamente in grado di sopportare l'esistenza!

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