Dolci

Super Bowl Cheesecake

Superbowl Cheesecake

Si narra che fu un inglesissimo William Webb Ellis che, nei primi anni del 1800, raccogliendo la palla con le mani da terra e portandola nella porta avversaria, trasformò un innocente partita di calcio nell'inizio di un nuovo onorabilissimo gioco: il rugby.

Altre leggende riportano che solo più tardi un americanissimo mascellone, appassionatosi al rugby, lo condì con patatine, mostarda e machismo americano per tirarne fuori l'odierno football americano!

The Big Game
Molto spesso ci si riferisce al Super Bowl come al Big Game. Sebbene gli americani considerino il giorno della finale più importante del Natale, la vera ragione è che il termine “Super Bowl” è registrato dalla NFL che per ogni suo utilizzo esige dei sonanti dollarozzi. Voi capite che fra trovare un nome alternativo e dover discutere ogni volta con degli energumeni abituati a picchiare per vivere…

I nostri lettori sanno quanto questo blog si sia sempre impegnato per diffondere la cultura del “magna a volontà” (oltre al ben noto “chettefrega se puzza mettilo in forno che forse migliora”) sfruttando per tale scopo ogni evento più o meno famoso o, più spesso, famigerato. Per questo non potevamo esimerci dal festeggiare, con larga parte del primo mondo (quello affetto da diabete, per intenderci) l'evento sportivo che in America è anche chiamato “the big game” (il 48° Super Bowl ndd), in cui la partita fra energumeni in calzamaglia è solo una scusa per mettere in campo quanto di peggio la cucina americana può offrirci.

Ci chiederete: ma voi cosa ne sapete del football? Che domande! Niente! Ma sappiamo tutto riguardo alla preparazione di un tipico dolce americano: la cheesecake ai cookies.

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Pandorlato erculeo

Il risultato finale

Siamo in pieno periodo natalizio, di nuovo! È ormai un mese che le incessanti musiche festive ci preparano all'inevitabile: una parvenza di vacanza nullificata dallo stress di girare per mercatini in cerca di regali, occasioni infelici per andare a sciare, l'imperativo di sopportare i propri familiari almeno un po'… ma soprattutto, dato l'impietoso avanzare della fine del calendario gregoriano, l'obbligo di tracciare un bilancio degli ultimi 365 giorni.

Il modo ragionevolmente più facile per farlo è dare uno sguardo a quel “2013 in breve” generato da Facebook. Che è anche il modo più rapido per accorgersi di aver condotto una vita di merda finora e che i raggiungimenti più alti dell'anno si riassumono in qualche stato pubblicato in evidente stato di intossicazione alcolica… che dire, un ottimo modo per prefiggersi nuovi obiettivi per il 2014!

Se proprio non riuscite a cambiare radicalmente vita in questi ultimi giorni — ad esempio con una fuga spirituale dell'ultimo secondo oppure facendovi versare gli incassi SIAE per conto di Mariah Carey durante il periodo natalizio — almeno strafogatevi con un dolce burroso, no?

A tal fine tenteremo (con difficoltà) di realizzare un Pandorlato: in sostanza un pandoro, ma senza la forma del pandoro. Con delle mandorle in cima. E del liquore nell'impasto. Insomma, un dolce migliore sotto ogni aspetto!

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Ciambelle anti-frittura

Ciambelle al forno

Che direste se affermassimo che potete creare delle dolci ciambelline (con le vostre altrettanto dolci manine) senza sporcare in maniera irrecuperabile la vostra cucina e soprattutto senza friggerle? (E quindi senza alcun senso di colpa per averne poi mangiato un chilo.)

“Ma Lorenz!” Questi siete voi che interrompete. “Come è possibile? Mi sento sempre in colpa in questo periodo pre-natalizio. I dolci mi fanno venire i rotoli alla pancia che ledono la mia autostima (anche se schermano dal freddo)!”
Ebbene, sì! La stagione ha in effetti, tra le sue conseguenze maggiori, l'acquisto disperato di regali, la depressione e l'aumento progressivo ed inesorabile del girovita. (Scientificamente non c'è nesso, ma non possiamo escluderlo a priori.) È proprio per questo che Cooking by Dummies — che da sempre si batte per la salute psico-fisica dei propri lettori — vi propone la soluzione a tutto questo.

“Ma Lorenz!” Di nuovo voi. “Le ciambelle non fritte saranno sicuramente insipide e senza alcun gusto!”
Niente di più sbagliato. Le ciambelle al forno possiedono diverse proprietà negative (ad esempio quella di non ungere le dita in maniera soddisfacente), ma l'assenza di gusto non è fra queste (o comunque non è la più grave). Per accertarvene personalmente, non vi rimane altro che procedere!

Vuoi sapere come va a finire? (Male.)

Torta della Foresta Nera ai lamponi

La Torta della Foresta Nera

Nel lontano passato, un’epoca ormai lontana e dimenticata da molti, la preparazione di una torta rappresentava una missione epica, da affrontare solo in casi di evidente follia o di festività inevitabili. Occasioni in cui intere famiglie piangevano lacrime e sangue per racimolare gli ingredienti e prepararli in una forma che racchiudesse in pochi centrimetri cubici il potenziale calorico dell’intera fabbrica Ferrero. Il risultato doveva poter soppiantare tutti i pasti di una settimana, avendo al tempo stesso un aspetto minacciosamente invitante.

Un’epoca che richiedeva qualcosa di più delle merendine confezionate per dessert, qualcosa di più nobile del pan di spagna ricoperto di panna. Un’epoca in cui la cura dedicata ai baffi era superata soltanto da quella riservata alla glassatura delle torte.

Già una volta ci siamo cimentati nella creazione della Sachertorte, non senza difficoltà, e stavolta affronteremo un altro temibile esempio di pasticceria tedesca: la “Torta della Foresta Nera” o Schwarzwälder Kirschtorte, praticamente LA torta tedesca per eccellenza. Già il numero delle consonanti non lascia presagire niente di positivo.

Ci sentiamo un po’ come se dovessimo scalare lo Zugspitze. In infradito.

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Cupcake dell’indipendenza

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Per i meno attenti al calendario, oggi è il 4 di luglio, ossia la data in cui si celebra l'invasione della terra da parte degli alieni nel film “Independence Day”, per pura coincidenza anche il giorno in cui storicamente i novelli “Stati Uniti d'America” dichiararono la loro indipendenza dai bevitori di tè del Regno Unito.

La giornata è diventata una festività nazionale dal 1776 in poi e viene annualmente celebrata con barbeque, sbraciate, fuochi d'artificio, parate, ingiustizie sociali, sparatorie ed altre cose molto americane. Siccome noi siamo un blog estremamente attento ai dettagli, vogliamo celebrare la giornata con dei cupcake con una preponderante componente alcolica. Questo non perché siamo degli alcolisti (o perlomeno, non soltanto), ma perché già il buon George Washington (lo conoscerete sicuramente dalla banconota da un dollaro) nel 1778 aveva concesso una doppia razione di rum ai suoi uomini!

Non perdiamoci in altre chiacchiere (sarebbe una cosa molto poco americana da farsi) e procediamo alla ricetta!

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Frittelle di banana

Frittelle di banana

È da poco passato il giorno del Carnevale, giorno di festa, mascheramento e consumo sfrenato di cibi, in particolari quelli fritti e quindi spettacolarmente dannosi per il fegato. Allora, quale scusa migliore per riciclare foto e ricetta della passata edizione del “Talk like a Pirate day” (già celebrato precedentemente con una sontuosa cena caraibica)? Già! Infatti cogliamo la palla al balzo: il travestimento da pirati c'è (sarà anche molto banale, ma lo è soltanto da dopo l'uscita di “Pirati dei Caraibi” con Johnny Depp), l'abuso di rum chiaramente anche, la cena immangiabile vagamente ispirata alla cucina caraibica pure... documentiamo dunque uno dei pochi elementi commestibili della cena (oltre ai tovaglioli): il dessert!

Dopo aver accuratamente documentato la preparazione delle famigerate castagnole dell'autostima e della sanissima zuppa di farina Basilese, vi presentiamo un dolce a forma di pallina fritta (deve trattarsi di una consuetudine carnevalesca non ben documentata storicamente) con elementi folkloristici caraibici come rum e banane! Insomma, un guazzabuglio di robaccia a caso che è sicuramente divertente da preparare, almeno fino alla prima ustione grave, e soprattutto molto potente in termini di apporto calorico e di sensi di colpa.

Orbene, mollate gli ormeggi, mettete sul fuoco l'olio di palma e godete del vostro bel galeone spagnolo, ora affumicato dall'odore di friggitoria cinese! Andiamo a preparare il terrore dei sette mari: le frittelle di banana!

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Pseudo macine alla panna

Grazie ai nuovi spot col sempre affascinante Zorro (e la gallina Rosita!) che Mulino Bianco mette in onda, è praticamente inevitabile avere un bisogno insaziabile di abbracci, tarallucci, pan di stelle, flauti, crostatine e plumcake marchiati dal celebre ed armonioso logo del più grande produttore italiano di granaglie e prodotti relativi.

D’altra parte, se credete alle stronzate cose interessanti che si trovano sulle rete, magari potreste anche avere il dubbio che i prodotti Mulino Bianco siano cancerogeni. Se siete così creduloni bene informati, non saremo di certo noi a giudicarvi (del resto state leggendo il nostro blog, già questo è chiaramente indice di malattia mentale intelligenza)!

Ma il dilemma persiste… cosa fare?! Come conciliare il desiderio di biscotti ipercalorici col desiderio di boicottare una multinazionale? Molto facile in realtà. Fate come noi, aprite un blog e datevi all’eremitismo!
Oppure, in alternativa, producete dei biscotti sorprendentemente simili alle “Macine” direttamente nella vostra cucina! (Dopodiché aprite un blog e datevi all’eremitismo comunque.)

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Muffin presidenziale

Quest'oggi, in un grande evento mondiale a stelle e strisce sottolineato da interminabili servizi live su tutte le televisioni, si concluderanno le 57esime elezioni presidenziali negli USA. Dopo più di due secoli dall'elezione del buon vecchio Washington (che gli è valsa la copertina non del Time, ma del biglietto da un dollaro – mica male), si tratterà di scegliere tra il presidente Obama e l'ex-governatore Romney in una enorme e costosissima dimostrazione mediatica di democrazia.

Sia che abbiate deciso di seguire — come noi — l'evento sintonizzandovi su tutti i canali della CNN combinati (per non lasciarvi sfuggire neanche uno degli 8000 exit-poll, grafici colorati, annunci trionfali e comunicati prestampati), sia che il vostro disinteresse per le elezioni statunitensi sia superato soltanto dal disinteresse per le primarie del PD, in ogni caso la produzione di dolci muffin è pur sempre un atto lodevole ed utile. (Utile a voi o al vostro tasso di colesterolo, se non altro.)

Per passare il tempo tra uno stacco pubblicitario e l'Rock the Vote! Che vinca il… meno peggio! (Con o senza mega preghiera.)

Ancora, ancora, ancora!

Dessert titanico

Esattamente 100 anni fa, alle ore 2:20 GMT, l'appena inaugurata RMS Titanic si inabissa nelle gelide acque dell'oceano Atlantico. L'evento ha come conseguenza più diretta la morte di circa 1500 persone, la regolamentazione della sicurezza a bordo delle navi passeggeri (drammaticamente insufficiente prima di allora), uno shock culturale pari solo all'assassinio di Kennedy, la composizione di innumerevoli poesie e canzoni (tra cui l'indimenticabile “My Sweetheart Went Down With The Ship” non reperibile su Youtube e quindi completamente insignificante oramai), la produzione di svariati film, il successo agli Oscar di James Cameron e soprattutto la consacrazione di Céline Dion con la canzone più strappalacrime del secolo.

L'incidente del Titanic è stato visto, per certi versi, come il vero separatore tra XIX e XX secolo. Questo è, per altri versi, sicuramente falso, ma è un buon punto di partenza per una ricetta che sarà il separatore tra la produzione “seria” di ricette da parte nostra e la produzione di ricette insensibili ed offensive che ci causerà innumerevoli problemi legali in futuro.

Per cui, benvenuti a bordo dell'inaffondabile Titanic dove il nostro chef col cappellino da pseudo-capitano veneziano, coadiuvato dal volenteroso equipaggio del transatlantico che è stato disposto a sopportarlo e a ritrarlo mentre si copriva di ridicolo, vi proporrà un dessert di titaniche proporzioni e dall'ineguagliabile cattivo gusto! Ahoi!

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Oscura torta alla Guinness

Oscura torta alla Guinness

È Quaresima. Periodo di digiuno e riflessione, se siete credenti e persone per bene. Noi non siamo necessariamente nessuna delle due, però approfittiamo dell’occasione volentieri per far sentire in colpa chi indebitamente non rispetta la “legge dell’astinenza dalle carni” che la Quaresima impone. Ebbene, la rinuncia a tutti i pasti (come nel Ramadan) o ad almeno una categoria di alimenti è comune in bene o male tutte le religioni: quello che la rende particolarmente importante nella religione Cristiana è il fatto che l’astinenza dal cibo rappresenta nientedimeno che il primo comandamento divino!

E non intendiamo il primo di quelli riportati dal buon caro vecchio Mosè, bensì effettivamente il primo comandamento in ordine cronologico: quello di non consumare il frutto proibito. In realtà tale comandamento, come tutti sappiamo, non fu rispettato da Adamo (come al giorno d’oggi quasi nessuno rispetta gli altri dieci, la coerenza è importante del resto)… condannandoci ad una esistenza di sofferto lavoro (sofferto fancazzismo nel nostro caso) ed alla morte. Vi sembra un’introduzione sufficientemente drammatica per una ricetta?

In ogni caso, il digiuno può essere interrotto se si ha una buona scusa (tipo “la fiorentina era troppo invitante”) o una salute cagionevole. Ci sono inoltre delle occasioni speciali che la chiesa cattolica stessa considera motivazione sufficiente per sospendere il digiuno: un esempio ne è l’odierna festa di San Patrizio, in cui si celebra il famoso patrono d’Irlanda e, per estensione, tutta la cultura irlandese (chiaramente una festa molto approvata dalla chiesa Cattolica irlandese).

Da notare anche che il digiuno, secondo la legge dell’astinenza, riguarda anche bevande ricercate: come non annoverare tra di esse anche la Guinness, celeberrima stout irlandese consumata a fiumi soprattutto il 17 marzo? Proprio per sospendere il nostro digiuno della scura birra isolana, prepareremo una torta che la include come ingrediente principale!

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