Bevande

Limoncello turbo

Limoncello turbo

Infiniti dibattiti e guerre fratricide sono state scatenate dal dibattito sulle virtù dei vari tipi di frutta. C’è soltanto un elemento sul quale gli autori di questo blog sono assolutamente d’accordo.

Il limone è utile per esattamente 4 scopi:

  • Prevenire l’annerimento di altra frutta (superiore) con il proprio succo,
  • Guarnire la vostra tazza di English Breakfast (sempre che non vogliate fare i baronetti e metterci del latte),
  • Produrre limonata da vendere sulla bancherella di legno che avete costruito sul viale della vostra americanissima casa,
  • Produrre limoncello.

Vi hanno sempre raccontato che per produrre del limoncello degno di questo nome fossero necessari settimane di paziente attesa, durante il quale osservare il ciclo delle stagioni e fare profonde considerazioni sulla propria vita e l’assenza di un piano pensionistico. Nulla di più sbagliato: è possibile produrre del limoncello in maniera molto più rapida ed indolore! Addirittura, il tempo richiesto potrebbe essere inferiore alla durata media di un governo italiano. Miracolo!

Oggi vi presentiamo il modo più rapido per produrre dell’alcolico nettare di limone.
Il motto è: da 0 a ubriaco in meno di 3 ore!

Continua a leggere, senza timore…

Cena (alla faccia dei) Maya

Cena (alla faccia dei) Maya

Se siete come noi (o se ci seguite da un po' di tempo) saprete che è bello celebrare momenti completamente arbitrari del calendario per eventi completamente non verificabili. Del resto, è un po' come la celebrazione del capodanno che cade in un momento completamente arbitrario della rotazione terrestre attorno al sole. Insomma, l'arbitrarietà è l'elemento veramente importante (arbitrariamente importante) in questo blog.

Ugualmente arbitraria era la (ipotetica) data della fine del mondo, segnata sul calendario per il 21 dicembre 2012 in base ad oscure predizioni di scrittori da quattro soldi, ciarlatani e “Mistero” su Italia 1 (che raccoglie le precedenti due definizioni). Quello che ha fatto la fortuna di innumerevoli autori apocalittici può però — perlomeno — contribuire al rifocillamento del nostro basso ventre!

Abbiamo dunque deciso di celebrare la fine del mondo con un pasto degno del peggiore dei Maya. Una popolazione, ricordiamolo, che non ha inventato la ruota, basava il suo commercio su un bene deperibile come il cacao e non ha saputo unificarsi neanche in vista della prossima distruzione per mano dei conquistadores. (D'altro canto avevano sviluppato il concetto di “zero” ancor prima del nostro “anno zero”. Un altro evidente presagio del loro destino.) Insomma, una popolazione che è affidabile ed estremamente autorevole dal punto di vista della predizione delle fini del mondo. Almeno quanto lo è questo blog sul fronte culinario.

L'articolo migliora sensibilmente più avanti…

Dessert titanico

Esattamente 100 anni fa, alle ore 2:20 GMT, l'appena inaugurata RMS Titanic si inabissa nelle gelide acque dell'oceano Atlantico. L'evento ha come conseguenza più diretta la morte di circa 1500 persone, la regolamentazione della sicurezza a bordo delle navi passeggeri (drammaticamente insufficiente prima di allora), uno shock culturale pari solo all'assassinio di Kennedy, la composizione di innumerevoli poesie e canzoni (tra cui l'indimenticabile “My Sweetheart Went Down With The Ship” non reperibile su Youtube e quindi completamente insignificante oramai), la produzione di svariati film, il successo agli Oscar di James Cameron e soprattutto la consacrazione di Céline Dion con la canzone più strappalacrime del secolo.

L'incidente del Titanic è stato visto, per certi versi, come il vero separatore tra XIX e XX secolo. Questo è, per altri versi, sicuramente falso, ma è un buon punto di partenza per una ricetta che sarà il separatore tra la produzione “seria” di ricette da parte nostra e la produzione di ricette insensibili ed offensive che ci causerà innumerevoli problemi legali in futuro.

Per cui, benvenuti a bordo dell'inaffondabile Titanic dove il nostro chef col cappellino da pseudo-capitano veneziano, coadiuvato dal volenteroso equipaggio del transatlantico che è stato disposto a sopportarlo e a ritrarlo mentre si copriva di ridicolo, vi proporrà un dessert di titaniche proporzioni e dall'ineguagliabile cattivo gusto! Ahoi!

Avanti…

Leap year cocktail

Cari amici vicini e lontani™, oggi si celebra una ricorrenza speciale… ebbene oggi è mercoledì! Sconvolti? No? Ma lo sarete sicuramente dopo che avrete scoperto che oggi è il 29 febbraio: il giorno che segna la differenza tra un qualsiasi anno e un anno bisestile di gran classe… Proprio così, dopo calcoli interminabili e inenarrabilmente complessi anche noi siamo giunti alla conclusione che il 2012 è un anno bisestile. Se ci seguite e conoscete il detto “anno bisesto, anno funesto” capirete come una ricorrenza del genere sembri studiata apposta per essere celebrata in questo blog!

L'anno bisestile, oltre ad essere considerato universalmente un anno foriero di sventure apocalittiche, ha un sacco di altre qualità di cui discuteremo durante la preparazione della ricetta. Vi anticipiamo solamente che il 29 febbraio è anche il giorno in cui si celebrano (?) le “malattie rare”. Ora, le nostre giovini ed agili (potrebbe non essere mai accaduto) menti non hanno potuto che fare questa associazione:
Evento funesto + Malattie rare ⇒ Mancanza d'igiene ⇒ Ricetta!

Per cui, dopo aver cercato per giorni e giorni in tutte le biblioteche della nazione (leggi: Wikipedia), abbiamo scovato per voi la ricetta ideale ed ora ci accingiamo a prepararla: il cocktail dell'anno bisestile!

Ancora, ancora, ancora!

Rituale del tè

Vi abbiamo un po' delusi nel 2011, non pubblicando né una ricetta di Natale né qualcosa per capodanno? Vogliamo iniziare il 2012 nel migliore dei modi: deludendovi ancora! Proprio per questo la prima ricetta dell'ultimo anno che passerete in nostra compagnia (profezia dei Maya o no, dubitiamo di sopravvivere ai prossimi mesi e siamo sicuri che dopo una veloce analisi delle nostre ricette converrete con noi) sarà qualcosa di molto semplice, molto inutile, ma con un grande peso culturale. (Tipo la stele di rosetta insomma.)

Se siete buddisti, molto informati o semplicemente anche voi degli appassionati di “notizie inutili”, non vi sarà sfuggito che il 31 Dicembre non solo terminava il glorioso anno 2011, ma sua santità il Dalai Lama ha indetto il 32esimo Kalachakra! Ehm... (silenzio di tomba) Woohoo?

Cos'è 'sto benedetto Kalachakra vi chiederete voi? Ebbene, non ne siamo del tutto sicuri, sta di fatto che contiene la parola “Chakra” e questo non può che far piacere a Saverio, fissato e drogato del manga Naruto in cui si parla continuamente di Chakra mentre la gente si infiamma, vola e compie altre realistiche azioni. Il Kalachakra è sostanzialmente un periodo di 10 giorni dedicato alla preghiera, alla meditazione, alla ricerca dell'illuminazione interiore. Voci non confermate ci indicano che per ognuna di queste esiste un'applicazione per iPhone a 99 centesimi.

Ma smettiamola di fare i prosaici e pensiamo al significato più profondo di questo lasso di tempo dedicato al sacro! Kalachakra significa “ruota del tempo” ed il suo concetto si basa su quello del tempo e del controllo dei cicli, dal ciclo del respiro a quello delle impercettibili energie del corpo. Il risultato del ciclo di purificazione è la realizzazione della propria personale divinità del Kalachakra (una divinità che, come la ruota, non ha inizio né fine ed è quindi onnisciente), una divinità che ha 4 facce, 24 braccia, 7 aspetti dello stato dell'unione (?) e sicuramente un altro numero casuale di proprietà. Il Kalachakra può essere di 3 tipi...

Vabbeh, lasciamo perdere. Andiamo a fare del tè.

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Talk like a Pirate dinner

Talk like a Pirate dinner

Yaaaarrrr! Benvenuti a bordo, marinai d'acqua dolce! Spiegate le vele, mollate gli ormeggi, cazzate quella gomena e pulite la plancia con le unghie, maledetti cani rognosi! Oggi abbiamo l'occasione di celebrare la “International Talk like a Pirate day”, una giornata utilissima dedicata alle conversazioni ringhianti, l'abbigliamento da corsaro del XVIII secolo ed in generale alla pirateria (accendete BitTorrent sui vostri computer ordunque).

Come si fa a mostrare il dovuto rispetto a questa ricorrenza, in modo da evitare un salto dalla passerella tra gli squali? Molto facile: si prendono un paio di ricette tipicamente caraibiche e tutt'altro che marinaresche, si preparano alla meno peggio insultando con le proprie azioni ogni cuoco vivo o morto da Cuba a Trinidad, ci si mette un abbigliamento indecente e soprattutto si consumano larghe quantità di rum in modo da dimenticare il tutto.

Dunque, se non volete finire i vostri giorni marcendo su uno scoglio nel mare, preparatevi all'arrembaggio della cucina! Yaaaargh!

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Aguas frescas e saludos!

Quando una cosa importante si conclude, si è soliti celebrarla con un'uscita di scena clamorosa e di grande effetto. Uscire “col botto”, appunto. Nel nostro caso, visto che il periodo di attività del blog (nella sua forma originale perlomeno) è volta al termine, abbiamo pensato bene di celebrare questo evento con una ricetta ancor meno utile e più insignificante del solito!

Ma perché questi toni da Ragnarök? Purtroppo o per fortuna, il tempo in cui Saverio e Lorenz hanno condiviso amorevolmente la loro abitazione è arrivato al fine ed è quindi giunto il momento per ognuno di loro di avventurarsi nel vasto mondo per diffondere il verbo della buona cucina e delle infezioni intestinali. Non temete però, continueremo a documentare i nostri insulti alla gastronomia ed all'intelletto umano, seppur separatamente.

Tornando all'uscita “col botto” (che in campo culinario è sempre una cosa sbagliata da fare), abbiamo pensato bene di organizzare una sbraciolata ad Urbino, con la presenza dei nostri fan della prima ora (quei pochi sciocchi che non hanno pensato bene di fuggire appena possibile o di porre fine al nostro delirio in maniera violenta). Ora, siccome una sbraciolata — bensì sia un evento sociale degno di nota — non rappresenta una sfida culinaria di livello sufficientemente elevato per noi (questo a meno che non si stia preparando una sbraciolata in stile svedese), abbiamo pensato di presentare qualcosa di alternativo. Qualcosa da bere. Qualcosa di sudamericano. Qualcosa di estremamente facile da realizzare!

Beh ok, ci siamo anche e soprattutto dimenticati di fare le foto al mastro fuochista Saverio.

Delle bevande alla frutta e verdura: delle cosiddette “aguas frescas”!

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True Bloody Mary

Quest'anno c'è un motivo in particolare per apprezzare il mese di Giugno, oltre a quelli soliti (il caldo finalmente estivo, gli improvvisi acquazzoni che vi sollevano dall'incarico di innaffiare le piante, la fine della scuola/delle lezioni, etc). Dal 26 Giugno infatti negli States ha iniziato ad andare in onda la 4a stagione di True Blood.

La celebre serie televisiva cavalca l'onda di successo di zombie e vampiri, con il solito contorno di lupi mannari, riti voodoo e altre carnevalate. Ma quello che rende speciale questa serie TV è soprattutto l'ambientazione nel profondo sud degli USA, in uno sperduto paesino rurale della Louisiana, con relativi accenti southern, paludi e bifolchi alla guida di pick-up e armati di fucile da caccia. Questo, e le frequenti scene di nudità e sesso. Che non fanno mai male.

Effettivamente le scene esplicite sono forse una delle motivazioni migliori per seguire gli episodi della serie, sia sul fronte femminile che maschile. Per non essere da meno, di fianco potete ammirare deplorare Lorenz nella sua migliore peggiore interpretazione di Eric Northman (inspiegabilmente a torso nudo nella metà delle sue scene). Notate che il vostro cuoco in foto ha la notevole proprietà di non riuscire ad abbronzarsi, neanche fosse un vampiro.

Tutto questo popò di introduzione per quale motivo? Non so... ce ne siamo dimenticati. In ogni caso, voleste organizzarvi correttamente per la visione dei nuovi episodi di True Blood (o quelli vecchi se non li avete ancora visti), vi occorre naturalmente preparare un drink consono all'ambientazione vampiresca. Non c'è niente di meglio di un bel Bloody Mary!

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Cena del pastore turco

In data odierna si celebra il cosiddetto “Everybody draw Mohammed day”, una giornata dedicata all'irriverenza religiosa in cui si esorta chiunque a disegnare una raffigurazione del profeta islamico Maometto e di metterla in mostra, come atto di sfida verso la censura religiosa ed espressione di libertà.

L'idea della giornata è nata su Internet (è incredibile come la grande rete dia sempre origine a fenomeni geniali ed utilissimi, vero?!) dopo la censura dei network televisivi di alcune puntate di “South Park” che ritraevano proprio Maometto. Oltre a questo, la giornata ha anche il compito più serio e grave di ricordare il brutale omicidio di Theo van Gogh dovuto all'esecuzione di una fatwa contro di lui.

Il nostro blog rappresenta di certo la libertà (di farsi del male in cucina) e quindi partecipa attivamente a questa giornata. Tuttavia, sia per evitare di essere violentemente sgozzati durante la nostra prossima visita ad Amsterdam, sia perché dopotutto non siamo disegnatori ma cuochi, rappresenteremo Maometto con una ricetta invece che in forma grafica.

Il messaggero di Allah, prima della rivelazione, era principalmente un semplice pastore arabo. Cosa di meglio quindi che preparare una leggera cena da pastore dai toni mediorientali? Qualsiasi cosa in effetti. Ma ormai è troppo tardi per cambiare idea...

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