Castagnole dell’autostima

Il carnevale è una festa che, nei paesi di tradizione cristiana, è attesa con trepidazione da moltissime persone. La si festeggia in una grande varietà di modi: c'è chi si tira a vicenda delle arance negli occhi come ad Ivrea, chi rievoca le gesta di acrobati turchi come a Venezia e chi, più saggiamente osiamo dire, rendendosi conto che stare mascherati e a pancia all'aria per qualche giorno in più non è per niente spiacevole, decide di allungare la festa fino alla domenica successiva come viene fatto nel carnevalone ambrosiano. A noi, da par nostro, la prima cosa che ci viene in mente quando sentiamo parlare di carnevale è il cibo o, per essere più specifici, i trigligeridi. Pertanto è con inesauribile lena che, nel giorno della fine del carnevale che alcuni conoscono come "martedì grasso", ci avvaliamo dell'aiuto di una professionista del settore per cercare di rendervi tutti, effettivamente, più grassi!

Questa volta la madre di Saverio, sarà l'effettiva esecutrice della ricetta mentre il suo prode figlio, si limiterà a fotografare i vari passaggi, prendere appunti, stare in disparte cercando di non farsi male (con l'olio bollente)... insomma tutto quello che fa normalmente un inviato di guerra.

Gli ingredienti (per circa 50 castagnole)

  • 600 gr. di farina per dolci,
  • 150 gr. di zucchero,
  • 4 uova,
  • 1 limone,
  • Una tazzina di olio extravergine d'oliva,
  • Una bustina di lievito per dolci,
  • Un goccio di liquore all'anice forte.
Castagnole
Esistono molti procedimenti diversi di preparazione di questo dolce tipicamente carnevalizio, che viene preparato in tutta l'Italia centro-orientale. Noi seguiremo quello tipico della zona del matelicese (da dove Saverio proviene). Anzi, per essere più precisi il dolce è tipico di qui (stalkers prego astenersi).

Questi sono gli ingredienti necessari per la produzione del dolciume che andremo a preparare. Ma questo dovrà essere poi guarnito a piacere con qualcosa di appropriato e dolcissimo come, lo zucchero caramellato allo zucchero, il cioccolato al latte impanato nel burro fritto con lo zucchero, lo zucchero, le carie e così via...

Gli ingredienti per la guarnizione

Noi abbiamo tenuto un basso profilo e ci siamo orientati su una guarnitura standard, che poi vedremo con quali arcani strumenti può essere applicata.
Gli ingredienti necessari sono:

  • zucchero,
  • miele,
  • "Alchermes" (o equivalente).

La lista degli ingredienti sopra riportata rispetta perfettamente il nuovo standard di misurazione detto "spannometrico", anche conosciuto come "a caso". Tale standard è da poco assurto sistema di misurazione ufficiale di questo blog.

La preparazione

La ricetta che andiamo a preparare è piuttosto semplice, o almeno potrebbe sembrare tale.
La tremenda verità è che, per eseguire tutti i passi correttamente bisogna necessariamente essere i depositari di una millenaria cultura mangereccia che solo alcuni individui, di una determinata categoria sociale, possono vantare. Stiamo parlando delle mamme.

E sì, solo queste poche fortunate elette hanno il potere assoluto nella loro cucina. Tale potere è arrivato fino a loro dalle più lontane ere geologiche e, alcuni sostengono, dai più reconditi angoli dell'universo. Perciò, affezionati lettori, non stupitevi più quando vedrete sorgere ciambelloni dopo aver visto vostra madre (o la madre di qualcun'altro) pronunciare strane incantazioni all'indirizzo di una pasta molle e apparentemente informe. Non cercate una spiegazione quando quello che sembrava un semplice composto di farina e lievito, compie mirabolanti e velocissime evoluzioni genetiche per diventare pasta fresca.
Signori, questo non deve più stupirvi, perché quando una mamma impone le mani su degli ingredienti, le leggi della fisica vanno volentieri in vacanza sperando, al loro ritorno, di trovare il dolce di cui vanno ghiotte.

Per questi motivi d'ora in poi, chiameremo con un nome di fantasia l'effettiva esecutrice della ricetta, un po' per il rispetto dovutole e in parte anche per preservare quell'alone di magia e misticismo che ogni stregone si porta dietro. D'ora in poi la chiameremo con un nome di fantasia: la chiameremo "Mamma Elda".

Per un altro possibile utilizzo delle uova vedi qui.

Per iniziare rompere le uova in un contenitore abbastanza capiente da poter contenere tutti gli ingredienti.

Aggiungere lo zucchero e amalgamare il tutto finché si sarà sciolto.

Se vi accontentate delle cose semplici ed essenziali avete già fatto: bevete la brodaglia dolciastra e cominciate a dirigervi verso il bagno più vicino. Se invece vi sentite particolarmente arditi potete continuare a vostro rischio e pericolo.

Aggiungete al composto, senza mescolare, gli ingredienti restanti nel seguente ordine: olio, farina, lievito e liquore all'anice avendo cura di versare il lievito in polvere solo sopra alla farina e di mescolare energicamente subito dopo aver versato il liquore. Questo perché, dato il grado alcolico elevato, il liquore tende a "cuocere" l'uovo del composto. Un po' come succede per la pasta alla carbonara. La cosa positiva è che, se la ricetta vi viene particolarmente bene le due pietanze dovrebbero assumere lo stesso sapore.

Una volta che tutto si sia ben amalgamato e assomigli pericolosamente ad un blob giallognolo che tendere ad invadere la cucina è arrivato il momento di prepararsi per la battaglia vera e propria. La frittura.

Il maestro zen dell'arte della castagnola, dopo aver messo a scaldare dell'olio per fritture in un pentola abbastanza grande, è solito sporcarsi tre dita della mano destra (come in foto) con della farina. Questo, oltre a ritemprare lo spirito e ristabilire il corretto equilibrio interno tra Jin, Jang e Maionese gli permetterà di eseguire i passi successivi con un'abilità e una velocità altrimenti irraggiungibili.

Quello che vedete in foto è quello che siamo riusciti a captare con gli scarsi mezzi tecnologici a nostra disposizione. La vera velocità di esecuzione è la vera ragione del perché i "poteri mistici" sono necessari per questa ricetta. Mamma Elda infatti, in un battito di ciglia di un colibrì, riesce a staccare una piccola pallina di composto dalla massa giallognola, renderla semi sferica con non so quale movimento e farla precipitare nell'olio bollente dopo averle fatto eseguire un tuffo carpiato doppio. Tutto questo con due sole mani!!!

Lasciate bollire quelle che gonfiandosi dovrebbero essere diventate delle palline di pasta fino a far loro raggiungere il colore della foto qui in basso.

Mentre fate bollire, sprezzanti del pericolo (e dell'olio bollente), muovete continuamente con un forchetta i "cosi" in modo che si cuociano uniformemente e che non si brucino le escrescenze qualora non fossero perfettamente sferici.

Eccoci qua! Il più è fatto. Arrivati vivi fino a questo punto possiamo dire di aver preparato delle squisite castagnole e di essere più o meno sopravvissuti nel farlo.

Giunti fin qui, siamo anche nella giusta condizione per spiegare il titolo della ricetta e soprattutto cosa c'entra l'autostima con tutto questo (oltre alla soddisfazione personale di aver cucinato senza dar fuoco alla cucina si intende). Ebbene molti dolci di carnevale hanno al loro interno un ripieno di crema, panna o qualsiasi altra cosa che favorisca una felice e dolcissima morte prematura a causa della famosa sindrome da "intoppamento dei vasi sanguigni". I dolciumi che abbiamo preparato al contrario sono talmente buoni che non hanno bisogno di questi sporchi espedienti per risultare gradevoli! Le castagnole infatti, al loro interno sono fatte della stessa pasta che ne costituisce l'esterno, sono, per così dire, piene di loro stesse (credit: AB)... e da qui nasce l'autostima! Capita? eh? no? eh?

Titoli a parte, il lavoro non è ancora del tutto finito. Manca ancora la guarnizione il cui scopo è quello di render tutto più dolce e festoso.

L'unico problema è che per guarnirle, avremmo effettivamente bisogno di riuscire a farle arrivare fino al prossimo passo della ricetta. Purtroppo l'improvviso quando intempestivo ritorno a casa di vostro fratello potrebbe vanificare i risultati del vostro duro lavoro. Come gli assediati medievali ci insegnano, l'olio bollente che avete da poco usato per friggere le miracolose sfere può fungere da deterrente. Nel caso l'aveste buttato, della pece o un trabucco potrebbero fare comunque al caso vostro.

Trova l'intruso.

Per rendere tutto più colorato e favorevole alla carie prendete i tre ingredienti che abbiamo prima elencato per la guarnitura e versateli con parsimonia sulla distesa dei pomi superstiti. Come vedete dalla foto soprastante, i veri professionisti usano degli strumenti che non avreste mai pensato di trovare fra gli utensili di un cuoco.

Fatto questo siamo apposto. Ecco a voi qualcosa di cui cibarvi con ingordigia o giocare a biglie!

Il risultato dei nostri sforzi.

Per quanto ci piaccia perderci in chiacchiere volevamo farvi notare che l'effettiva preparazione di questa prelibatezza richiede poco tempo, circa 20-25 minuti. Questo sempre se la bilocazione rientra fra i vostri poteri.

La musica

Data l'evidente sfericità del nostro prodotto, questa volta abbiamo pensato ad una musica particolare, cioè quella conosciuta come "musica delle sfere". Questo è un antico concetto filosofico che interpreta le proporzioni dei movimenti dei corpi celesti – sole, luna e pianeti – come una sorta di musica, non udibile, ma sotto forma di concetto armonico e/o matematico.

Visto che copiare e incollare roba da Wikipedia per fare la parte degli eruditi non ci basta, e che mettere un video della suddetta musica (che notate bene è un concetto filosofico, ergo non si sente) sarebbe stato quando meno un po' troppo silenzioso e avrebbe potuto dar luogo a scene di isterismo collettivo in cui tutti alzavano compulsivamente il volume delle casse continuando a non sentire nulla, abbiamo pensato di aggiungere anche un video che spieghi meglio il tutto... sempre per fare i fighi è chiaro!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Soltanto 3 commenti: sarà il caso di aggiungerne qualcuno!
Silvia
Silvia

WWWWWWWWWWWW la mamma!!!

Bianca
Bianca

..che fine avete fatto? vi hanno azzerato le castagnole?? ;P
aspetto la prossima ricetta…più che per cucinare, per farmi due risate!
grassie, bellissimo sito

Grazie mille, Bianca. :)
Non temere, stiamo lavorando alacremente ad altre terrificanti ricette!

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