Risotto illuminato di meno

Come dovreste sapere, Cooking by Dummies è un blog fortemente politicizzato ed impegnato nei temi sociali (ed asociali). Questa settimana abbiamo deciso di aderire a “M'illumino di meno”, la campagna sul risparmio energetica organizzata da Caterpillar su Radio 2. La campagna prevede che durante la giornata del 18 febbraio si cerchi di limitare il proprio consumo energetico, ricorrendo a fonti alternative o rinunciando del tutto ad alcuni sprechi d'energia.

Molte organizzazioni, comuni ed enti aderiscono all'iniziativa con simpatiche idee, la cui realizzazione richiede ovviamente un dispendio energetico circa 3 ordini di grandezza superiore all'energia effettivamente risparmiata durante la giornata. Ma conta il pensiero, giusto?

Non sorprendetevi dunque se non riuscirete a vedere un granché nelle foto della ricetta: per rispettare in pieno la filosofia dell'iniziativa, le foto sono state realizzate illuminandoci di meno (o meglio, non illuminandoci affatto). Ma non temete, se la vostra curiosità dovesse avere il sopravvento, potete cliccare sulle foto oscurate per averne una versione visibile.

Per illuminare il piatto in maniera ecosostenibile, abbiamo avuto la brillante idea di utilizzare una batteria biologica sfruttando dei limoni. La ricetta stessa si basa sullo stesso frutto, trattandosi di un delicato risotto al limone (non ci sembrava il caso di tentare la sorte con un risotto ricaricabile al nickel e cadmio).

Ingredienti (per 2 persone)

  • Riso (circa 100 gr),
  • Cipolla e/o porro,
  • Uno spicchio d'aglio,
  • Un limone,
  • Della mentuccia,
  • Del vino bianco di infima qualità.
Ovviamente non potete vederlo, ma oltre agli ingredienti allineati con precisione, disponiamo anche di un paio di limoni che ci serviranno per i nostri prospetti d'illuminazione.

Preparazione

Porri

Il porro o Allium Porrum è una pianta biennale (sì, come la mostra del cinema di Venezia) che veniva coltivata in territori celtici già 3000 anni fa. Anche gli egiziani e successivamente gli antichi romani ne fecero uso. Chiaramente ognuno di questi popoli utilizzava questo ortaggio esattamente con lo stesso triplice scopo con cui noi lo usiamo in queste pagine: liberare spazio in frigo per poter finalmente rimettere la birra al suo posto, fustigare gli schiavi/coinquilini e, non ultimo, darsi arie da gran cuoco quando li si utilizza invece della cipolla...

Iniziamo spegnendo accuratamente le luci, in modo da rendere più divertente ed al tempo stesso pericoloso il taglio meticoloso di cipolla, porro ed aglio.

Abbiate cura di rimuovere le falangi dal tritato di cipolle, versate in pentola e fate soffriggere.

Continuando a brancolare nel buio più totale, cercate di misurare una quantità di riso sufficiente per sfamare i commensali. La proprietà del riso di essere impossibile da misurare correttamente farà sì che ne prepariate comunque troppo, con o senza luce.

Aggiungete il riso e fate imbiondire. Quando sarà sufficientemente caldo, aggiungete del vino bianco con gestualità artistica (peccato non possiate vederla).

Dopo aver fatto evaporare il vino, aggiungete mano a mano del brodo vegetale precedentemente preparato. Ovviamente, sprovvisti del senso della vista, dovrete utilizzare il tatto per determinare il livello dell'acqua, con le conseguenti inevitabili ustioni di 3° grado.

Proprio riguardo a questo vi consigliamo di invitare amici e parenti ad assistere alla preparazione al buio della ricetta e, se possibile, utilizzarli come ignari strumenti di misura.

Grattugiate la scorza del limone, facendo attenzione a non grattugiare la parte bianca.

Il risotto è da sempre una pietanza molto apprezzata dai fisici di tutto il mondo. Sapete perché? No? Beh, neanche noi ne abbiamo idea ma possiamo immaginare che ogni estimatore della forza centripeta non possa non rimanere affascinato da come, girando continuamente il riso perché non si "attacchi" alla padella, si formi sempre una montagnetta di riso al centro. Se questo a voi non succede siete la prova vivente di come la meccanica classica a volte faccia delle preferenze, oppure che la forza centrifuga è effettivamente una forza e non una forza apparente come molti, denigrandola, la definiscono. Ed è inutile che alcune malelingue sostengano che essa si presenti solo quando il moto viene analizzato in un sistema di riferimento ad esso solidale e, quindi, in un sistema di riferimento non inerziale! Se volete possiamo aprire un dibattito su questa cosa che, sicuramente, starà a cuore di ciascuno di voi... Come dite? Non ve ne importa un fico secco? Tranquilli! Neanche a noi! Tutto questo sproloquio serviva solo a distrarvi dal vostro riso! E già, se avete letto fino a qui senza mai girare il riso, sarà sicuramente da buttare... Sì, siamo malefici vero?

In ogni caso, quando il risotto sarà pronto ed avrà assorbito tutta l'acqua rimasta, aggiungete la scorza di limone ed un po' di formaggio grattugiato per mantecare il tutto. Aggiungete anche la mentuccia (non che cambi molto contro l'invadente sapore dell'agrume grattugiato).

Mantecate e mescolate vigorosamente, tanto non vi accorgereste comunque del riso che finisce sul piano di cottura.

E ci siamo. Servite in tavola... ma prima, è giunta l'ora di dare finalmente un'occhiata a quanto è stato preparato!

L'illuminazione

Il titolo di sezione si riferisce ovviamente all'illuminazione elettrica che abbiamo concepito per rendere finalmente visibile il piatto al nostro adorato pubblico. Nulla a che vedere con l'illuminazione intellettuale delle nostre menti ottenebrate, che tali sono e tali rimarranno.

Proprio grazie al nostro pensiero stordito, ci è venuta l'idea di realizzare l'illuminazione sfruttando una batteria perfettamente ecologica, basata dunque sulla differenza di tensione elettrica che un paio di limoni sono in grado di generare. Come detto prima, vale il principio che, essendo questa forma di alimentazione totalmente inefficiente, in realtà l'energia consumata nei nostri tentativi d'illuminazione è superiore a quella che avremmo usato sfruttando la corrente gentilmente fornita dall'Enel (a parità di lumen generati). Ma il raziocinio come è noto non è il benvenuto nei discorsi ecologici, per cui continuiamo in totale incoscienza!

Per la batteria a base di agrumi vi serviranno dei componenti di rame e di zinco, solitamente dei rivetti di rame e dei chiodi zincati. Nel nostro caso, abbiamo dovuto ricorrere a del semplice fil di rame (che potete opportunamente estrarre dalle mura di casa o rubare dagli impianti Telecom).

I limoni vanno trafitti da un chiodo ed un elemento di rame, facendo attenzione a non far toccare i due elementi. Prima schiacciate violentemente i limoni in modo da rompere le sacche di succo all'interno, ma senza romperli.

Anche se alcuni sostengono il contrario, la somiglianza dei limoni così trafitti ad un incrocio tra Frankenstein e Topolino (o un licaone, da cui certamente l'eroe animato discende), non c'entra nulla con la produzione di energia elettrica. Infatti la corrente elettrica, che andremo a sfruttare, verrà generata grazie al succo del limone che, agendo da elettrolita, lascia passare gli elettroni che si distaccandosi dallo strato di zincatura e passeranno al rame, dando così origine ad un flusso di corrente continua! Non è geniale?!

A questo punto è necessario collegare in serie i limoni con dei cavetti di rame in modo da costruire la batteria, dato che la tensione generata da un solo limone non è sufficiente.

Facendo attenzione all'ordine corretto degli elementi (un pezzo di rame va collegato al pezzo di zinco del prossimo limone e così via), potete finalmente congiungere gli ultimi cavetti fissandoci un semplice LED. Se avete azzeccato la polarità (50% di probabilità ci suggeriscono, quindi non la beccherete mai al primo tentativo) dovreste vedere un barlume di luce!

Non è incredibile?!
Una serie di limoni dovrebbe poter generare un voltaggio di circa 1.5V (stando ad alcuni documenti molto poco attendibili online). In ogni caso, se doveste — come noi — nutrire la speranza di poter illuminare qualcosa con il vostro LED agli agrumi, dovrete ricredervi molto in fretta...

Ecco a voi il vergognoso risultato, frutto di mezz'ora di prove, pianti, lacrime versate e soprattutto 30 secondi di esposizione per fare in modo che qualcosa fosse visibile in foto.

In tavola

Dopo aver sprecato un tempo infinito con i vostri tentativi elettrici, potete finalmente accendere la luce e tentare di consumare il risotto ormai pietrificato e freddo.

Aggiungere degli spicchi di limone e delle foglie di mentuccia non renderà il piatto più godibile a questo punto.
Buon appetito (ecosostenibile)!

Suggerimenti musicali e non

Prima di passare al nostro consueto inserto musicale, vogliamo approfittare per darvi un eccezionale consiglio riguardo alla bevanda da abbinare al gustoso risotto.

Vi suggeriamo caldamente di bere una sana limonata con i limoni della batteria, in modo da soddisfare il vostro fabbisogno di zinco e rame di tutta una vita.

Come brano musicale non potevamo esimerci dallo scegliere una canzone "ultra pop" il cui titolo, a questo punto, dovrebbe farvi pensare ad una sterminata piantagione di alberi pieni di batterie...

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 4 commenti!
Paolo
Paolo

Come al solito: VI STIMO!!!!

Silvia
Silvia

GRANDI!!!!!!!
fateci solo sapere dopo quanti giorni il vostro apparato gastro-intestinale avrà ripreso le normali funzioni!!!

Kiara
Kiara

Questa roba è il MALE…

Ago
Ago

Geniali come sempre :)

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