Cuori d’indivia

Oggi è il 14 febbraio, giorno in cui si celebra la ricorrenza dell'incontro tra la triade del male (Nestlé, Ferrero e Perugina). Le suddette aziende promotrici del nuovo ordine mondiale si riunirono per decretare che quel giorno — originariamente dedicato ad un martire delicatamente lapidato e poi decapitato — divenisse noto da allora in poi come giorno dell'ammore™.

Beh, chi siamo noi per opporci al volere di tali autorità? È con gioia dunque che ci apprestiamo a presentare fotograficamente la ricetta di una amorevolissima cena di lavoro.

(La cena è stata seguita da una sessione di programmazione hardcore, marcata in particolare da un fetish per gli attrezzi USB.)

Ingredienti (per due persone)

  • Un indivia (con le foglie esterne piuttosto grandi),
  • 300g di yogurt greco,
  • Un porro,
  • Alcuni pomodori datterini,
  • 200g di mozzarella (o qualche altro latticino),
  • Un paio di peperoncini,
  • Qualche cucchiaiata di parmigiano grattugiato.
Forse noterete la discrepanza tra l'indivia segnata tra gli ingredienti e le tre presenti in foto. “Non fidatevi mai delle apparenze” è la lezione morale che potete trarne.

La preparazione

Il piatto è facile da preparare, ma richiede circa un'oretta di tempo per preparare il contenuto e per cuocere le foglie d'indivia. Potete rendere la procedura meno noiosa ubriacandovi preventivamente grazie alle infelici scelte enologiche degli invitati.

Con fare estremamente dubbioso, lavate e mondate le varie verdure. Tagliate a rondelle e poi dimezzate il porro.

Siccome intendiamo utilizzare l'indivia a mo' di contenitore, è fondamentale staccare le foglie più esterne e mantenerle intere. Il cuore dell'indivia può essere stagliuzzato ed aggiunto al porro.

Sempre annaffiando lo stomaco ancora vuoto di vino, versate lo yogurt greco in un contenitore ed aggiungete il peperoncino.

Il peperoncino è in realtà un'aggiunta dell'ultima ora in virtù delle sue — inventatissime — proprietà afrodisiache. Non che serva a qualcosa, ma giusto per farvi vedere che le cose le facciamo con criterio.

A questo punto aggiungete mozzarella tagliata a cubetti, porro, resto di indivia, sale, pepe ed altre spezie a piacimento (nel nostro caso un po' di prezzemolo, ma avremmo preferito l'erba cipollina).

Mescolate vigorosamente la porcheria che avete appena creato fino a rendere il composto più o meno omogeneo.

A questo punto è necessario riempire le foglie di indivia con la crema appena creata: fatelo delicatamente senza esagerare (in forno le foglie hanno la tendenza a rovesciarsi). Aggiungete pomodorini tagliati a spicchi e poi coprite il tutto con una spolverata di parmigiano grattugiato.

Ecco il risultato finale, pronto ad essere infornato. Durante la cottura le foglie di indivia, evidentemente per sfuggire alla temperatura infernale, si dotano di volontà propria e tentanto dunque di ribaltarsi violentemente. Accostatele con cura ed aggiungete dei pezzi di indivia per sorreggere le foglie più pericolanti.
Mentre armeggiate con grandissima amorevolezza, noterete che l'ospite avrà dato fondo alle vostre riserve di noccioline senza mostrare alcuna pietà.

Accendete il forno a 200°C ed infornate la teglia. Lasciate cuocere per circa 15-20 minuti.

Controllate di tanto in tanto lo stato delle foglie d'indivia: i bordi dovrebbero essere ben cotti (e quindi neri come la pece). In questa occasione, notate anche con disappunto che tutte le vostre tecniche ingegneristiche nel fissare le foglie sono state del tutto inutili e che il contenuto formaggioso sta ormai viaggiando in giro per il forno, probabilmente in una ricostruzione piuttosto accurata dell'insurrezione popolare di questi giorni in Egitto.

Spostate con cura le foglie di indivia sui piatti. Fate attenzione perché a questo punto saranno morbidissime e cadranno con una certa facilità. Mangiare direttamente il cibo dal tavolo non si confa ad una cena per S. Valentino.
Ecco qua il risultato finale. Servite con pane, qualche pomodorino e — se ci tenete all'equilibrio intestinale — un po' di bicarbonato.

Epilogo

Cosa dire... quando è l'ammore che regna, cucinare è un piacere! Soprattutto quando vengono apprezzate di più le noccioline che il piatto effettivamente realizzato.

Se così fosse anche nel vostro caso, assicuratevi di organizzare un “allontanamento dell'ospite a pedate nel sedere”, un autentico classico del 14 febbraio!

Svolgete la cena in un ambiente di assoluta classe, agghindato romanticamente come nell'immagine.

Infine, concludiamo con uno splendido video sui rituali di accoppiamento dei pipistrelli indonesiani. Confidiamo nel vostro interesse.

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