Peccaminoso Mac ’n Cheese

Peccaminoso Mac ’n Cheese

Non apprezziamo fino in fondo il fatto che—nonostante l’importazione di festività aliene come Halloween e le relative tradizioni—questo processo non si sia spinto fino al Thanksgiving americano. (Se non per le sue deiezioni più commerciali come l’onnipresente “Black Friday” o “Cyber Monday”. Amazon, prendimi e fammi tuo!)

Per ergerci oggi a paladini del rifiuto di queste tradizioni esotiche, vorremmo instaurare oggi il “giorno del ringraziamento per il fatto di non dover festeggiare il Thanksgiving”! Pensate, l’orrore di un intero giorno con i vostri familiari, a discutere del fatto che non abbiate ancora un lavoro serio, ad evitare i discorsi di vostro zio che ce l’ha ancora col governo per non aver salvato i marò (?), a recuperare parenti stressati da 3 giorni e notti in bianco a cucinare… ci basta il Natale per questo.

Nel celebrare questo ringraziamento alternativo non prepareremo però un classico tacchino ripieno (ricordatevi sempre che il tacchino somiglia ad una vagina rovesciata attaccata ad una trapunta, molto appetitoso!). Bensì riprenderemo un altro piatto super-tipico del continente americano: il Mac ’n Cheese, una pasta al forno sepolta in un blocco di formaggio ed una crosta di gustoso pangrattato.

Gli ingredienti (per 4 padri fondatori)

  • 300 g di pasta, idealmente dei cellentani rigati, ma potete ripiegare anche su altre tipologie come fusilli, pipette o altro,
  • 250 g formaggio (nel nostro caso, 120 g di Emmenthal, 60 g di Parmigiano e 70 g di pecorino stagionato),
  • 50 g di farina,
  • 75 g di burro,
  • 4–5 dl di latte,
  • 70 g di pangrattato,
  • Un po’ di cipolla,
  • Noce moscata per la besciamella,
  • Sale e pepe.

Chiaramente, se uno volesse essere rigoroso nella propria preparazione, opterebbe per una miscela di Gruyère e Cheddar in termini di formaggi. (Ma è dai tempi della fonduta all’italiana che facciamo un po’ come ca**o di pare!)

La preparazione

Come quando si investiga un efferato crimine, anche in cucina è spesso opportuno proseguire a ritroso. In questo caso, a ritroso partendo dall’attentato alle vostre coronarie.

Fate sciogliere 25 g di burro in una larga padella. Tagliate nel frattempo la cipolla a dadini estremamente fini (come ogni assassino che si rispetti, dovrete nascondere bene le prove) e gettate in padella lasciando soffriggere. Appena sbiondita lievemente la cipolla, aggiungete il pangrattato e fate imbrunire il tutto a fuoco medio.

Smuovete ogni tanto il composto, beatevi nei suoi fumi e spegnete una volta raggiunto il colore “terriccio temibile”.

A questo punto si tratta di creare una densa salsa formaggiosa. Si parte con una base di besciamella: a più di 3 secoli dall’invenzione della celebre salsa madre da parte del marchese Louis de Béchamel (chiaramente un nome di fantasia), tuttora i misteri alla sua base ci sfuggono.

Se—ardimentosi ed ingenui come siete—preferite provare e fallire piuttosto che acquistare la “Besciamella pronta Coop in Tetrapak®”, significa che non avete imparato niente della cucina francese.

Maêstria 🇫🇷
È nella realizzazione delle salse base o dei piatti più fondanti della cucina che si mostra la propria maestria in cucina (o piuttosto l’assenza della stessa). Se ad un certo punto la vostra besciamella dovesse “appallottolarsi” (francese per “raggrumare”) non reagite dando immediatamente fuoco alla cucina per disperazione: aumentate il fuoco, aggiungete del liquido e mescolate vigorosamente.
(Se fallite comunque sappiate che l’onta va lavata nel sangue, come insegnano i francesi, ossia con un roux rosso.)

Create un cosiddetto roux bianco (ma se è bianco come fa a essere anche roux?): fate sciogliere 50 g di burro e aggiungete poi 50 g di farina mescolando con la frusta, per ottenere un composto omogeneo, liscio e appena appena dorato (non lasciate imbrunire). Aggiungete poca noce moscata grattugiata. Infine aggiungete il latte (tutto insieme, senza paura) e continuate a mescolare su fuoco medio fino ad ottenere una sostanza .
(Mentre procedete rallegratevi del fatto che dopo il XVII secolo il roux generalmente non si realizza più col lardo.)

Qui abbiamo chiaramente riciclato una foto della panna montata.

Come si fa ora a trasformare questa salsa base in qualcosa di estremamente peccaminoso e lascivo? Una sostanza di estrema e viziosa lussuria nel quale affogare i vostri sensi di colpa del giorno del ringraziamento? Un liquido oscenamente immorale col quale dimenticare i vostri sacrifici all’altare del consumismo?

La risposta è: formaggio.

La domanda era, in effetti, irrilevante.

Insomma, grattugiate tutti i formaggi ed aggiungeteli alla besciamella. Tenete a fuoco medio–basso fino ad aver sciolto tutto.

Una fonduta poco abbronzata, insomma.
Ricordatemi così
Ricordiamo che la famigerata salsa Mornay prende, probabilmente, il nome da quello di due marchesi, consegnati alla storia in quanto “uomini eleganti che frequentavano un ristorante.”
Anche noi vorremmo tanto essere ricordati alla stessa maniera. (Ma non accadrà.)

Ci siamo quasi! Se superate la tentazione di affogare la faccia nella salsa di formaggio (che, se facciamo finta di aver usato del Gruyère invece di altri formaggio a caso, potremmo confondere con una salsa Mornay), è ora di preparare la pastasciutta. Trattandosi di un blog in italiano non serviranno istruzioni: ricordatevi solo di prepararla molto al dente.

Una volta scolata la pasta, seppellitela.

A questo punto mescolate il tutto, a ottenere un composto dalla massa di una supernova (e le medesime calorie). Versate poi tutto su una pirofila sufficientemente grande (e resistente). Ricoprite con il pangrattato!

Perché fermarsi qui? Ricoprite anche con un bello strato di altro formaggio grattugiato.

Mettete in forno a 160°C per una decina di minuti abbondante. Collocate la pirofila in alto nel forno per assicuravi di avere una crosticina dorata in superficie.

In tavola

Ci siamo! Nel servire noterete che il Mac ’n Cheese ha l’integrità strutturale del cemento armato, per cui potrete sporzionare in comodi blocchi perfettamente coesi.

Se siete dei perfezionisti come noi (leggi: non lo siete), accompagnerete questo salutare e dietetico piatto con altri piatti altrettanto dietetici come il purè di patate, la casseruola di fagiolini verdi, carote glassate, salsa di cranberries, l’immancabile tacchino abominevole ripieno e una bella torta alla zucca. Ora finalmente ci è chiaro che nel Thanksgiving evidentemente si ringrazia il cielo per non aver (ancora) fatto la fine del signor Creosote.

Saveriò, un secchio per monsieur!

Credo che dovremmo andare, ho le mestruazioni molto abbondanti, come sempre!

(Comunque, se vi fate ispirare dal suddetto signor Creosote, magari vi interessa del Mac ’n Cheese servito dentro un’aragosta. No?)

La musica

“Io sono un tacchino, uccidetemi!”

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