Limoncello turbo

Limoncello turbo

Infiniti dibattiti e guerre fratricide sono state scatenate dal dibattito sulle virtù dei vari tipi di frutta. C’è soltanto un elemento sul quale gli autori di questo blog sono assolutamente d’accordo.

Il limone è utile per esattamente 4 scopi:

  • Prevenire l’annerimento di altra frutta (superiore) con il proprio succo,
  • Guarnire la vostra tazza di English Breakfast (sempre che non vogliate fare i baronetti e metterci del latte),
  • Produrre limonata da vendere sulla bancherella di legno che avete costruito sul viale della vostra americanissima casa,
  • Produrre limoncello.

Vi hanno sempre raccontato che per produrre del limoncello degno di questo nome fossero necessari settimane di paziente attesa, durante il quale osservare il ciclo delle stagioni e fare profonde considerazioni sulla propria vita e l’assenza di un piano pensionistico. Nulla di più sbagliato: è possibile produrre del limoncello in maniera molto più rapida ed indolore! Addirittura, il tempo richiesto potrebbe essere inferiore alla durata media di un governo italiano. Miracolo!

Oggi vi presentiamo il modo più rapido per produrre dell’alcolico nettare di limone.
Il motto è: da 0 a ubriaco in meno di 3 ore!

Gli ingredienti

Bucce
Una considerazione importante va fatta per la qualità delle bucce di limone: assicuratevi che i limoni siano puliti, ben lavati e che le bucce siano edibili. Ancora meglio se li avete coltivati voi stessi nel vaso in balcone, dal quale avranno avuto il tempo di assorbire tutti i gas di scarico della via sottostante…
  • 500 ml di alcol,
  • 150 g di bucce di limone,
  • 500 ml di acqua,
  • 400 g di zucchero.

Un fattore importante da considerare è che le proporzioni possono essere variate con una certa libertà. ¡Hasta el limoncello anarchico! In particolare, nell’esempio la proporzione alcol–acqua è 1:1, ma potete aumentare la dose d’acqua se desiderate un limoncello meno alcolico. Altresì (ho sempre sognato di scrivere ‘altresì’), potete mettere più o meno zucchero in base alla dolcezza desiderata.

Potete usare questo semplice calcolatore per stimare il grado alcolico della vostra produzione:
Alcol:  ml (95°)
Bucce di limone:  g
Acqua:  ml
Grado alcolico finale:  %

Anche se il calcolatore è stato realizzato sulla base delle indicazioni sul blog di Dario Bressanini, prendete il risultato finale con le pinze. Dopo due bicchierini in ogni caso la correttezza dei calcoli cadrà in secondo piano…

La preparazione

Il primo passo, e se volete il più faticoso, è il taglio delle bucce: con l’ausilio di un apposito strumento (il pelalimoni, idealmente) dovreste privare i limoni del loro strato più esterno. Procedete con cautela, in modo da tagliare il meno possibile dello strato bianco appena sotto alla buccia (chiamato “albedo” da chi se ne intende, “lo strato bianco” da chi evidentemente no, “GUH” dai trogloditi).

Anche un pelapatate può servire allo scopo, ma chiaramente otterrete della vodka invece del limoncello.

Se vi chiedete cosa fare con l’immane quantità di limoni privati della loro buccia, non lo sappiamo neanche noi. La mossa saggia è probabilmente quella di tenere da parte tutto quel potere astringente per dei momenti più tumultuosi nel vostro tratto intestinale. Parliamo per esperienza vissuta.

Se da bambini non avete mai ricevuto il kit del piccolo chimico, oggi è il giorno in cui vi potete riscattare.

Immergete le bucce che avete prodotto nell’alcol, riciclando opportunamente vari contenitori di vetro di cui disponete. Utilizzare un contenitore richiudibile dovrebbe premiare i vostri sforzi con un’evaporazione minore dell’alcol.

Il nostro alcol a bagnomaria.

A questo punto mettete i contenitori in una pentola e riempitela d’acqua. Riscaldate l’acqua a fuoco gentile e fate del vostro meglio per mantenere la temperatura attorno ai 50°C per 2 ore.

La precisione non è fondamentale ovviamente, ma se—grazie al trimestrale raptus di acquisti sconsiderati dato dagli sconti su Amazon—possedete uno strumento per la cottura sous-vide, potete sfruttarlo per tenere l’acqua alla giusta temperatura in maniera automatica.

Sia che siate dei cuochi spaziali venuti dal futuro, sia che cerchiate di mantenere la temperatura misurando quanto scotta con il pollice (poco opponibile), tenere l’acqua in quell’intervallo che i chimici chiamano “tiepidino” aiuterà l’alcol ad estrarre i preziosi olii agrumosi!

Circa la seconda volta che seguirete la ricetta, vi accorgerete del fatto che potete versare praticamente qualsiasi cosa nell’alcol. Bucce di limone, certo, ma anche bucce d’arancia, di mandarino, questi strani resti di cena…

Circa la terza volta che qualcuno seguirà la ricetta, saprete ormai che chiudere a chiave la porta di camera vostra è generalmente una buona idea.

Dopo circa 2 ore vi sarete stufati. Pronti per filtrare il prodotto!

Nel frattempo avrete realizzato un altro prodotto di complessità incredibile: lo sciroppo. Un po’ come per tutti gli esperimenti base di chimica, potrete assistere con un misto di incredulità e stupore il processo per cui, l’unione di acqua e zucchero, una volta mescolata e portata ad ebollizione, si trasformi in un liquido dolce e perfettamente trasparente.

L’ultimo passo non richiede altro che privare il prezioso limoncello delle bucce con apposito filtro, mescolarlo con lo sciroppo testè preparato e di imbottigliarlo in qualche modo (qualsiasi vecchia bottiglia andrà bene—più è truce, più il limoncello avrà il look giusto). Lasciate raffreddare e… dritto in congelatore.

In tavola

A questo punto siamo pronti per assaggiare il prodotto finale! Sarà buono? Farà schifo? Possiamo sperare che abbia un sapore marginalmente migliore del liquido che si beve prima di una colonscopia? Chissà.

Il colorito brillante ricorda Chernobyl e non si tratta certamente di un caso.

Ricordate: non si tratta di alcolismo se sono passate le 10 del mattino!

Hey! Non sono ubriaco. Sono leggermente euforico per l’ingestione di piccole quantità etiliche (cit)!

La musica

Anche se è praticamente inevitabile non pensare alla stra-nota “Lemon Tree”, il riffing selvaggio dei Led Zeppelin è molto più indicato a descrivere l’effetto dei limoni nella loro forma nobilitata dall’alcol. Rock ’n roll, squeeze my lemon!

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