Pollo corsaro alla Coca-Cola

Pollo corsaro alla Coca-Cola

Incredibile come sfreccia il tempo (tra le altre cose) quando si soffre di dissenteria. Ci sembra soltanto ieri che trovammo il primo riferimento al “Talk like a Pirate Day”, eleggendolo immediatamente a “evento stupido del mese™”: lo spunto fondamentale per una nuova ricetta da sperimentare.

Siamo alla 6a ricorrenza dell’evento e ancora non abbiamo smesso (contro il consiglio del nostro medico): abbiamo nuove inedibili ricette simil-caraibiche da rovinare e indossiamo—incredibilmente—ancora lo stesso abbigliamento indegno di sei anni fa! (È probabile non sia mai stato lavato.)

Quest’oggi è la volta di un’altra esperienza traumatica, non solo per voi, ma anche per il pollo coinvolto nella ricetta. Un piatto tipico delle regioni americane del sud, dove evidentemente nessuno si è opposto con sufficiente fermezza alla strampalata idea di annegare un volatile in della Coca-Cola e cuocerlo per un paio d’ore.

Affilate le sciabole, pulite le canne dei cannoni e preparate l’arrembaggio: stasera il menù prevede del pollo alla Coca-Cola!
(Seguito, come sempre, da una rapida volata verso la toilette.)

Gli ingredienti (per 10 corsari)

  • 3 kg di pollo caraibico,
  • 0.75 l abbondanti di Coca-Cola,
  • 0.2 l di pessimo rum (l’unico shot da corsaro che non richiede polvere da sparo),
  • 5 cipollone pre-uragano,
  • 2 pomodori maturi,
  • 1 porro,
  • 5 spicchi d’aglio,
  • Spezie a piacimento (peperoncino soprattutto, pepe, sale).

Soltanto questi, pochi, essenziali ingredienti, vi chiederete? Beh, dopo aver versato della Coca-Cola sopra ad un povero pollo defunto, volete ancora rincarare la dose? Insensibili.

La preparazione

I pirati non piangono spesso, ma se lo fanno è probabilmente perché è finito il rum nella cambusa. Oppure perché stanno preparando il trito di cipolla.

Riducete cipolla, aglio e le altre verdure a pezzettini usando il minipimer: il secondo strumento manuale preferito dei corsari, subito dopo l’uncino.

Non volevamo crederci neanche noi, ma evidentemente il pollo non viene venduto direttamente nella forma dei Chicken McNuggets. Invece, la maggior parte dei polli si acquista in una forma estremamente scomoda, provvista di ossatura, legamenti ed altre parti anatomiche francamente inutili (carrucole escluse). Se anche voi avete trovato uno di questi modelli sbagliati di pollo, dovrete probabilmente utilizzare uno dei coltellacci per spezzettare adeguatamente il volatile.

Ripetere quanto necessario.

Dopo aver finalmente ridotto il pollo ai minimi termini, adagiatelo nella pirofila su un morbido letto di verdure frullate. Il suo tormento è appena cominciato.

Questo è anche il momento giusto per aggiungere le spezie: nessuna occasione come il “Talk like a Pirate Day” per liberare la dispensa dalle vecchie confezioni di spezie misteriose! Il curry scaduto comprato in India da vostra zia? Finalmente ve ne potete liberare. Quelle bacche del vostro coinquilino che puzzano lievemente di piedi? Tipico elemento da cucina piratesca. Quella confezione in cui non si capisce dove finisce la salsa ed inizia la muffa? Un’aggiunta fondamentale.

Sommergete infine con Coca-Cola e rum.
Accendete il fuoco.

Forse è ovvio, ma: non utilizzate Coca-Cola Zero, Light o altre deviazioni mefistofeliche! Non è questo il momento della dieta. Siete dei pirati, santo cielo!

I piatti preparati nelle cene piratesche degli scorsi anni, in tutte le loro fasi, avevano un aspetto godibile — o perlomeno umano — durante la preparazione ed una volta impiattati. È con grande soddisfazione che vi assicuriamo che stavolta, la combinazione della poltiglia di cipolla, il sangue di pollame e la Coca-Cola, portati ad ebollizione, somiglia molto di più al liquido di un calderone infernale in un antico rituale Voodoo che a qualsiasi cosa di edibile.

Attenzione a maneggiare il pollo. Sono bestie vendicative.

Dopo circa un’ora di cottura il pollo dovrebbe essere ben cotto (verificate con un igienico spillo-pirata) e la pozione stregonesca dovrebbe essersi ridotta ad una riduzione marroncina, veramente poco invitante.

Bel lavoro, ciurmaglia. All’arrembaggio!

I contorni

I contorni, anche noti come “l’unica cosa di questo piatto che non vi darà un’intossicazione alimentare”, sono anch’essi ispirati alla cucina caraibica. Nel senso che, se il pollo alla Coca-Cola nasce dalla combinazione di ingredienti agli antipodi, perché non combinare — ad esempio — riso e ananas?
(La soluzione alla domanda retorica di cui sopra è: perché fa schifo.)

Oltre al riso, vale la pena di preparare delle classiche patate arrosto. Nella speranza che i commensali, da buoni pirati, abbiano le papille gustative devastate da anni di rum tracannato, aggiungete abbondanti quantità di aglio e paprica in polvere alle patate, urlando al tempo stesso: “fuoco a volontà!” (Un urlo di guerra che verrà poi ripreso dalle emorroidi degli invitati.)

È difficile, ma anche le patate arrosto vanno rovinate in qualche modo.

In tavola, yargh!

Corpo di mille balene putrescenti, impiattate tutto insieme e servite alla vostra ciurmaglia con della birra caraibica, canzoni piratesche ed un denso sputo. Si sentiranno proprio come a casa loro.

La musica

Il brano musicale piratesco del 2017 è il tema della sigla di “Black Sails”, una serie TV pirata (nel senso che per vederla dovete necessariamente trovarla tramite BitTorrent) anche nota come “surrogato di Game of Thrones nei mesi di attesa”. Vi permetterà anche di affrontare i mesi invernali con delle piacevoli immagini erotico-caraibiche.

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