Bandiera Larga

Bandiera Larga

Appena trent’anni fa, il 29 aprile 1986, in uno dei laboratori del Centro Nazionale Ricerche di Pisa, si instaurò l’antesignano di un collegamento Internet, tra l’Italia e la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania. (Sì, suona come un luogo in cui è passato Davy Crockett.)

Attraverso la rete satellitare atlantica SATNET, venne creato un collegamento da 28 kbps verso ARPANET, il precursore delle reti a commutazione di pacchetto come Internet. Non sappiamo esattamente cosa abbiano trasferito, ma possiamo essere abbastanza sicuri che si trattasse di pornografia o dell’ultimo episodio di Game of Thrones dell’epoca… che avrebbe richiesto circa 160 ore di caricamento. Ma non erano di certo questi limiti tecnologici ad intimidire i pionieri italiani della rete. Anzi, è grazie al loro lavoro che oggi siamo liberi di commentare acidamente i tronisti de “Uomini e Donne” su Facebook. Gloria e plauso!

In ricordo di quegli eventi, oggi si festeggia l’Italian Internet Day: nel nostro caso, realizzando qualcosa che sia al tempo stesso un pasto ed un augurio per il futuro. Bandiera larga per tutti!

Gli ingredienti (per 4 cibernauti)

Bandiere
Se la “bandiera” vi porta alla mente dei pezzi di stoffa piuttosto che dei dolori intestinali digestivi, è perché siete nati o vissuti nella regione d’Italia sbagliata: nelle zone attorno a Perugia, la “bandiera” è un semplice pasto a base di peperoni, cipolla e pomodoro. Una specie di ratatouille umbra (ossia, senza traccia della classe francese).
  • Due grosse cipolle bianche,
  • 3 peperoni verdi,
  • 500 g di pomodori pelati (non scolati),
  • Uno spicchio d’aglio,
  • Alloro,
  • Sale e pepe.
  • Opzionale: un robusto cavo Ethernet Cat-5.

Sarà possibile realizzare un pasto gustoso con questi pochi, semplici ingredienti? Preparatevi, perché la risposta vi sorprenderà! (La risposta è: no.)

Se vi chiedete invece a cosa possa servire di buono un cavo Ethernet nella preparazione di un pasto… beh, evidentemente questa ricetta non fa per voi.

La preparazione

Un buon soffritto è alla base di tutto. Tutto. Siamo sicuri che anche alla base di qualche dorsale transoceanica della rete globale che oggi celebriamo ci sia del soffritto.

Insomma, iniziamo con un soffritto.

Pezzi piccoli ed irregolari, come la vostra capacità di attenzione grazie alla rivoluzione dello streaming video.

Dopo aver fatto imbiondire le cipolle con un po’ d’olio, tagliate e pulite i peperoni in tanti bei pezzettoni ed aggiungeteli nella pentola.

Continuate a cuocere a fuoco basso, coprendo con un coperchio.
(Insomma, non come in foto.)
Phubbing
Questa pratica, dalle proporzioni ormai preoccupanti come i pantaloni col risvoltino, consiste nell’ignorare i presenti e dedicare le proprie attenzioni al proprio smartphone in situazioni prettamente sociali come un pranzo o una serata in un locale.
Se vi spaventa immaginare un mondo di coppiette in silenzio che fissano schermi, di relazioni sociali tramite status Facebook, di predominio di quella piaga che è WhatsApp, di tragitti in bus che somigliano più ad un episodio di “The Walking Dead” che ad un viaggio, potete rivolgervi al sito dedicato e provare a salvare almeno i vostri amici.

Mentre lasciamo a stufare i peperoni e le cipolle — visto che la ricetta non richiede ulteriori attenzioni — ci possiamo dedicare alla nostra attività preferita: il phubbing su smartphone, ancora meglio se ci sono amici o commensali presenti da ignorare!

Grazie Internet, non dovrò mai più parlare con nessuno finalmente!

Quando l’ultimo status sarà letto, l’ultimo selfie in bagno postato, l’ultimo sempiterno meme condiviso, l’ultima foto di spiaggia invidiata e l’ultimo hashtag sfruttato… potremo tornare a dedicarci al cibo: aggiungiamo i pelati al pentolone!

Non sempre aprire la scatola dei pelati è una questione così facile.

Ammesso che siate meno incapaci di noi (o che seguiate il canale “i 100 segreti dell’apriscatole” su YouTube), dovreste riuscire ad aggiungere i pomodori senza subire ferite. A nostra discolpa, Internet ha 30 anni come noi, ma non ha ancora trovato un lavoro serio.

Gettate anche l’alloro nella pentola ed aggiungete infine sale e pepe a piacere.

Lasciate tutto al suo triste destino per una ventina di minuti.

Punzecchiate i peperoni con qualcosa di affilato (il sarcasmo non conta, ci dicono): se sono morbidi avete completato con successo questa complessa ricetta. #Bravoni!

(Di solito questo è il momento in cui rimaniamo sbalorditi per aver creato qualcosa di vagamente edibile, con lo stesso sconcerto e sorpresa di quando funziona Internet, in effetti.)

In tavola

Dopo aver trasformato tre ingredienti, dai colori ben distinti della bandiera italiana, in un pappone indistinguibile di colore non precisato, decorate con cavo Ethernet e servite in tavola.

Per la flatulenza legata al consumo del pasto raffigurato non possiamo purtroppo esservi d’aiuto, ma ricordate che per guarire da ogni male è sufficiente informarsi sui primi tre risultati che trovate su Google. Tranquilli.

La musica

Un articolo che parla di Internet non potrebbe essere completo senza un adeguato video che metta in ridicolo qualcuno, per cui… alo, salut!

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