Ritorno alla Pizza Reidratata

Ritorno alla Pizza Reidratata

Grande Giove!
Oggi, 21 ottobre 2015, è finalmente il vero giorno in cui Marty McFly giunge nel nostro presente “futuro” a bordo della sua fiammante DeLorean… come se oggi fosse un punto di congiunzione temporale per l’intero continuum spazio-tempo!

Per accogliere Marty in maniera più dignitosa che con una fucilata ed uno schianto contro un pino — e un po’ per piangere l’inspiegabile assenza di automobili volanti e “Lo Squalo 19” nei cinema — celebreremo questo fasto evento con una veloce e gustosa pizza reidratata!

Speriamo di essere all’altezza di Lorraine nel prepararla.

Gli ingredienti (per una pizza)

  • 250 g di farina tipo ‘0’,
  • 150 ml di acqua circa,
  • 2-3 cucchiaiate di olio d’oliva,
  • 5 g di lievito di birra disidratato (o fresco),
  • Un cucchiaino di zucchero e due abbondanti di sale.

Per quanto riguarda invece il condimento, per essere perfettamente aderenti a quanto visto nel film, la pizza va realizzata con base rossa e decorata per metà con striscioline di peperone verde e per metà con del salame piccante (i famigerati “pepperoni” se volete essere più a stelle e strisce possibile).

  • 200 g di passata di pomodoro,
  • 150 g di mozzarella per pizza,
  • Mezzo peperone verde,
  • Una decina di fette di salame.

Per il resto, abbiamo già parlato del miracolo della pizza in altre occasioni, per cui potete chiaramente condirla come vi pare e piace!
(Finché non ci mettete pollo ed ananas. Pena denuncia alle autorità competenti.)

La preparazione

Dalla notte dei tempi, da quando la pizza era ancora un disco senza lievito cotto all’adiaccio dai pastori mesopotamici, i ruoli si dividono necessariamente tra chi fatica ad impastare ed infornare, e chi invece va in cerca di alcolici.

Alcolici per sopportare il prodotto del primo gruppo di persone, in particolare.

Esatto. Ricordiamo che la parte più importante di molte ricette è l’aggiunta di birra al cuoco!

Non mi piace il tuo atteggiamento, Lorenz! Tu sei un buono a nulla! Mi ricordi tuo padre, anche lui era un buono a nulla! (cit.)

Sei chiaramente già ubriaco. La condizione ideale per occuparsi dell’impasto!

Raggiunto il giusto picco alcolico, unite gli ingredienti per l’impasto in un recipiente e mescolate con un utensile, in modo da non impiastricciarvi immediatamente. Una volta raggiunta una buona omogeneità dell’impasto, maneggiate con forza e poi mettete a riposo.

Quanto dovremmo aspettare la lievitazione?

Almeno un’oretta. Certo, in alternativa potete sempre usare il lievito istantaneo e coprire tutto subito di pomodoro…

Ma, non rischieremmo di trovarci una indigeribile lastra pietrificata piuttosto che una pizza?

Non stai pensando quadrimensionalmente! (ari-cit.)

24H
Se siete volenterosi, ma soprattutto se avete una capacità organizzativa molto superiore alla nostra (leggi: non ripiegate sul take away cinese un giorno su due), potete preparare l’impasto con la lievitazione lenta: vi servirà solo ¼ del lievito di birra (5 g per 1 kg di farina circa), ma dopo aver lasciato l’impasto per un giorno intero in frigorifero (e qualche ora a temperatura ambiente) sarà perfettamente lievitato e pronto per essere steso.
Ci dicono che avere meno lievito nell’impasto lo renda più digeribile, ma francamente ci risulta quasi fantascientifico pianificare su un orizzonte temporale che vada oltre il prossimo pasto.

Sia che aspettiate impazientemente poco più di 30 minuti (tranquilli: la scomposizione della tessitura spaziotemporale è l’ipotesi più pessimistica, le conseguenze potrebbero essere circoscritte e limitate al vostro intestino) o che lasciate l’impasto per le canoniche 24 ore di lievitazione lenta in frigorifero, alla fine dovreste ritrovarvi con una palletta di pallido impasto lievitato.

Cercate anche di difendere il prodotto da eventuali golosi consumatori di impasto crudo.

Ehi tu, porco, leva le mani dall’impasto! (arci-cit.)

Ora non rimane che stendere la pallina in un disco perfetto. Solo in questo modo potrete sperare di ottenere una pietanza sufficientemente aereodinamica da poter esclamare: “Ehi, Frisbie’s! Tostissimo!” (pure-cit.)

Mentre lasciate la pizza a riposo per qualche minuto, condite la passata con sale, pepe ed un po’ d’olio. I più arditi possono aggiungere altri odori, aceto balsamico o altre cose a caso, precedendo quindi gli esotici gusti alimentari del 2045.

Applicate passata copiosamente.

A questo punto è ora di condire il tutto. Anche in questo caso è utile ragionare in termini quadrimensionali: mozzarella, rucola, radicchio e altri ingredienti che hanno tempi di cottura molto brevi vanno aggiunti a metà cottura (dopo i primi 6-8 minuti) per non farli sciogliere o essicare troppo.

Al contrario, gli ingredienti che ci mettono più tempo (le patate, ad esempio) andrebbero lessati in lieve anticipo (valgono tutte le considerazioni sulla pianificazione in cucina della nota a margine).

La pizza disidratata pronta.
Altro che Pizza Hut®!

È ora di preriscaldare il forno al massimo della potenza.

Basta mettere la manopola sui 220°C, giusto?

Nel nostro caso sfortunatamente no. Questo forno ha bisogno di un qualcosa di un po’ più vivace: plutonio. (ovvio-cit.)

Mentre debellate i terroristi Libici che vi inseguono in camionetta alla ricerca del loro isotopo radiattivo, infornate la pizza per 10-12 minuti.

Assicuratevi man mano che la pizza sia ben cotta, ma che non sia tramutata in una lastra croccante! Ogni forno si comporta in maniera diversa (sono dei tipi molto eclettici), per cui vale il solito consiglio altamente scientifico della spannometria nel misurare i tempi.
Insomma, se qualcuno riesce ad inventare il viaggio nel tempo sbattendo contro il lavandino, voi riuscirete senz’altro a cuocere una pizza senza guardare l’orologio!

Quando questo forno toccherà gli 88°C ne vedremo delle belle, Lorenz. (sempre-cit.)

Sarebbe possibile avere un compagno di blog sano di mente? Eh?

La pizza dopo l’applicazione di 1,21 gigowatt di potenza.

Oh, accidenti, Saverio. Tu sì che sai idratare la pizza! (basta-cit?)

In tavola

Dopo aver prodotto due pizze, una idratata e l’altra no, non ci resta che spartirci la cena nella maniera più giusta ed equa possibile: una disfida con il più antico ed il più giusto dispensatore di rivincite sociali e morali. La morra cinese.

Non sarai mica un fifone, eh, Saverio McFly? (classic-cit.)

C’è chi dice che si tratti di un intenso gioco di bluff, che sconfiggere l’avversario è un po’ come vincere le proprie ancestrali paure. Innumerevoli trattati di psicologia comportamentale sono stati riempiti a riguardo, ma la verità è che vincere rimane soprattutto una questione di culo.

Infatti ho perso.

Speriamo per lo sfortunato Saverio che la pizza non-idratata abbia lo stesso contenuto calorico della versione reidratata, almeno…

Prima e dopo la reidratazione. Super stereo!

La musica

Quando Robert Zemeckis parlò della colonna sonora de “Ritorno al Futuro” con il compositore Alan Silvestri, questo gli disse che aveva due alternative: un tema da “commedia” leggero oppure un tema “serissimo”, tra l’epico ed il tamarro. Fortuna che la seconda scelta venne poi compromessa dal brano poppettoso “The Power of Love”.

Tutto questo armeggiare col forno con “una vaga possibilità di sovraccarico” (ancora-cit.) mi ha fatto riflettere sul fatto che cucinare forse è troppo pericoloso.

Sicuro. E non hai ancora valutato quanto sia pericoloso consumare i pasti che produciamo…

È meglio dedicarsi a studiare l’altro grande mistero dell’universo… le donne. (ciao-cit.)

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Due commenti. Ma non c'è due senza…
Gennaro
Gennaro

Ottimo scelta la Punk IPA!

È più o meno l’unica scelta di cui essere fieri fatta su questo blog! ;)

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