Jerk Chicken del Corsaro

Jerk Chicken del Corsaro

YARGH! Corpo di mille balene, siamo tornati!

C’è voluto un po’ di tempo, ma non potevamo sparire a lungo. Siamo come le infezioni batteriche: difficili da mandar via in maniera definitiva. E torniamo, tra l’altro, nella peggior maniera possibile: con una nuova ringhiosa ricetta dedicata al Talk Like a Pirate Day!

Sebbene questa particolare ricorrenza cada in effetti il 19 Settembre, siamo stati trattenuti dalla bonaccia (e altre spiacevoli incombenze). Se avete seguito le nostre ricette piratesche precedenti, vi sarà ormai chiaro che lasciamo a desiderare sia dal punto di vista gastronomico, che quello della puntualità!

Quest’oggi ci tocca un caposaldo della cucina caraibica: il Jerk Chicken, termine che sta ad indicare un pollo che — purtroppo per lui — viene marinato in una specie di inferno di spezie e peperoncino.

Dalla descrizione in effetti non si capisce bene quale possa essere il gusto finale del piatto, ma state pur certi che la sua piccantezza lo renderà egualmente indicato sia per disinfettare ferite purulenti, sia per dar fuoco ad una miccia di cannone.
Bando alle ciance, tutti ai posti di combattimento, ciurmaglia!

Gli ingredienti (per 8 corsari)

  • 2 kg di pollo (prevalentemente nella forma di cosciotti),
  • Un bicchiere di aceto di vino,
  • Mezzo bicchiere di rum di pessima qualità (altro che Caracas),
  • 2 peperoncini habanero (o qualcosa di egualmente piccante),
  • 1 grossa cipolla,
  • 2 peperoni verdi,
  • 1 cucchiaio di timo,
  • 4 cucchiai d’olio d’oliva,
  • 2 cucchiaini di pepe nero macinato fresco,
  • 4 cucchiaini di pimento,
  • 4 cucchiaini di cannella,
  • 4 cucchiaini di noce moscata,
  • Mezza radice di zenzero,
  • 4 lime (per il succo),
  • 2-3 cucchiaini di sale.

È probabile che questa lista degli ingredienti abbia più punti della maggior parte delle procedure di sicurezza di una centrale nucleare. (Sicuramente ha dei punti molto più pericolosi.)

Se vi chiedete cosa sia il fantomatico “pimento”, si tratta di una spezia giamaicana con un aspetto simile al pepe nero (da cui l’erroneo nome dal portoghese), ma con un gusto più simile ad concentrato di biscotti di Natale. Se non riuscirete a trovarlo in nessun dove — come è abbastanza ovvio che sia — potrete rimpiazzarlo con dei chiodi di garofano (e abbondare anche con cannella e noce moscata). Altrimenti, se proprio vorreste essere fedeli alla vera tradizione corsara, vi suggeriamo dei chiodi, quelli zincati.

(Ma cosa stiamo dicendo: abbondate in ogni caso con tutti gli ingredienti! Non sarà la massiccia presenza di spezie a rovinare il risultato finale, anzi!)

La preparazione

Si vede dalla faccia. Non siete di certo qui per una raffinata preparazione di classe: qui si procede senza pietà e senza sosta, all’urlo di “non fate prigionieri!”

Quando questa cosa somiglierà al vostro catarro dopo mesi di navigazione, sarete al punto giusto.

Tutti gli ingredienti per la salsa vanno sminuzzati violentemente con una sciabola, conditi senza alcun criterio con le spezie, diluiti con il succo di lime e l’aceto, ed infine mescolati fino ad ottenere una poltiglia informe e pericolosa da inalare.

Nessuna ricetta piratesca sarebbe completa senza l’aggiunta di abbondanti dosi di rum! Visto che le papille gustative della ciurma saranno comunque irrimediabilmente rovinate dal consumo di tabacco da mastico, potete utilizzare la peggior qualità possibile senza che nessuno ne abbia a male. (E sfruttare il resto per scrostare la chiglia.)

Il Lidl di Tortuga è vostro amico.

Date un breve colpo di frullatore ad immersione (il più arrugginito che avete) per rendere tutto mucillaginoso e piratesco.

Una volta ottenuta la poltiglia alcolica, va utilizzata per insaporire il pollo: prendete i pezzi di volatile (avendo cura di rimuovere l’eventuale carrucola al suo interno), ripartiteli in alcuni sacchetti da freezer che non mancano mai in nessun galeone e aggiungete la poltiglia. Scuotete vivamente e chiudete in maniera ermetica.

È in questi frangenti che vi torneranno utili le esperienze nella lotta contro il Kraken.
Non contengono dobloni spagnoli, ma nascondete comunque bene i sacchetti in frigorifero.

Lasciate riposare il pollo per almeno un paio d’ore, idealmente anche per tutta la notte. Più tempo = più sapore = più malattie.

MalattYARGH!
Maneggiare e, poi, cucinare pollo crudo comporta un certo numero di rischi per la salute. Ma del resto, anche veleggiare in giro per l’Oceano Atlantico assalendo i mercantili britannici comporta dei rischi…
In ogni caso, verificate che il pasto venga cotto per un tempo sufficiente e che nulla che sia stato in contatto con il pollo crudo torni in contatto con il cibo finale, una volta cotto.
Quando avete perso la pazienza, disponete accuratamente i pezzi di pollo su una teglia, coprendo tutto con la poltiglia.

Infilate tutto in forno a 180°C per circa un’ora. Verificate la cottura, idealmente con un termometro per cibi: il petto di pollo dovrebbe aver raggiunto i 70–75°C, mentre la coscia circa 80°C. (Sì, siamo temibili pirati che solcano i mari facendo strage di nemici, sempre inclini alle peggiori malefatte, ma alla precisione ci teniamo lo stesso… e dovreste vedere com’è in ordine la nostra cameretta!)

Tirate fuori la teglia e lasciate riposare la carne per circa 15 minuti — difendendola intanto dall’assalto dei famelici ratti della stiva (anche noti come mozzi).

Riso giamaicano (per 8 mozzi)

Perfino i mozzi, anche se non meritano la loro razione di rum, necessitano di sostentamento per poter tirare a lucido il ponte. Per tenerli almeno in vita — non che ne valga la pena — prepareremo quello che i giamaicani chiamano “riso e fagioli” e il resto del mondo chiama “ma che è ’sta roba?”

  • 500 g di riso parboiled,
  • 400 g di fagioli neri,
  • 3 spicchi d’aglio,
  • Mezza cipolla,
  • 200 ml di latte di cocco,
  • 2 lime,
  • 2-3 peperoncini verdi,
  • Brodo vegetale,
  • Un po’ di zenzero fresco.

La procedura è piuttosto facile anche per un testone dell’isola di Pasqua (sprovvisto di mani). Iniziate facendo soffriggere aglio e cipolla in un po’ d’olio d’oliva, dopodiché aggiungete il riso e fate tostare brevemente.

Aggiungete poi il brodo vegetale caldo, i fagioli scolati, il succo di lime, i peperoncini finemente tritati e una bella grattugiata di zenzero.

Otterrete con ogni probabilità una pozione di una piccantezza inaudita che può essere utilizzata come fuoco greco negli scontri navali.

Portate il tutto ad ebollizione e, a metà cottura del riso (ricordiamo che il riso parboiled non scuoce, per cui “metà cottura” significa effettivamente “mai”), aggiungete anche il latte di cocco.

Per tutte le vesciche di scimmia, cos’è questo orrore?!

In coperta

Se il tutto non vi bastasse, perché avete un appetito indomabile quanto la vostra sete d’avventura e di ricchezze, vi consigliamo di terminare la serata (e potenzialmente anche i commensali) con la nostra classica ricetta delle fette di banana impastellate e fritte!

Come sempre, se la pastella dovesse avanzare, si può sempre utilizzare anche per sigillare i boccaporti.

Yo-ho-ho!

Cani rabbiosi in coperta.

Si ringrazia l’allegra ciurma per la presenza, i ringhi, le sfide nel consumo di grog, le coltellate accidentali e per aver reso lo scorbuto molto più gradevole da affrontare. Altre foto della cena pirata si trovano sulla nostra pagina Facebook. (Pagina che vi invitiamo a seguire! Come? Sì, quella è la passerella, in caso contrario…)

Nel frattempo, continuate a navigare, pendagli da forca. Alla prossima ricetta!

“Non c’è una vita miglior
Ma godila in fretta
Giacchè per disdetta
Non campa mai molto
Il corsar.”

(Specie se segue le nostre ricette.)

Momento pubblicità

Condividi!

Commenti, adulazioni ed insulti!

Ben due commenti, perché non aggiungersi a questo coro di sperticati complimenti?
Paolo
Paolo

165°C il petto? Mi sa che viene esageratamente croccante.

Sì, decisamente. Il problema è che l’articolo è stato scritto da un vegetariano… incapace, peraltro, di convertire da Fahrenheit in Celsius. Correggiamo subito! :P Grazie!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *