Joylent day 3: la fine!

Joylent day 3: la fine!

Dopo aver passato il primo ed il secondo giorno nutrendoci (quasi) esclusivamente di Joylent, ci accingiamo ad affrontare anche il terzo giorno con le stesse aspettative di un condannato nel braccio della morte.

Ma le nostre considerazioni lamentose forse sono un po’ ingiuste nei confronti della pappetta a base di frumento ed aromi: del resto, il Joylent è effettivamente economico, vi permette di sporcare molto poco in cucina, si prepara facilmente, va a male solo su una scala temporale esprimibile tramite datazione al carbonio-14 e toglie efficientemente sia la fame che la sete… oltre alla voglia di vivere.

Toglie anche le energie per fare qualsiasi sport che non sia la sedentarietà agonistica.

Forse dovresti mangiare più Joylent!

Preferisco la morte per impiccagione degli alluci.

Il grande tradimento.

Ignaro del fatto che l’impossibilità di dedicarsi allo sport dell’arrampicata costituisca un innegabile valore aggiunto del Joylent, Saverio preferisce una deliziosa quanto unta pizza con funghi e scamorza.

Incomprensibile. Del tutto incomprensibile.

Ti stai divertendo ad ingurgitare faticosamente quella roba? Le tue smorfie di disgusto cominciano ad evocare più compassione di un profugo Siriano alla frontiera ungherese…

Non mi è mai importato cosa dicesse Miss Italia, ma a questo punto vorrei veramente vivere nel ’42. Almeno ci sarebbe qualcosa di decente da mangiare.

La cosa divertente è che non penso che nessuno abbia mai provato del piacere a mangiare questa roba. È un supplizio auto-inflitto in maniera del tutto conscia e volontaria.

Mi sembra uno di quei rituali religiosi di privazione, tipo il Ramadan, ma con meno festini di sera.

A proposito di privazione: come va la tua privazione dalla gioia?

Maledetto.

Cinese e birra per cena?

Considerando che stamattina ho prodotto una cacca densissima e durissima come una nana bianca… Andatissima.

Ed è così, indecorosamente, che si conclude la nostra coraggiosissima (leggi: breve) esperienza con lo Slow Food Dying a base di pasti in polvere.

Abbiamo imparato almeno una cosa da questo esperimento: mangiare cibo solido è proprio fantastico!

Concludendo, possiamo dire con certezza che non c’è un reale guadagno di efficienza nel passare al cibo in polvere: tutto il tempo risparmiato nella preparazione e nel nutrimento lo abbiamo utilizzato esclusivamente per lamentarci di quanto fosse miserabile la nostra esistenza.

Se questo è il modo più efficiente per nutrirsi, allora “viva l’inefficienza!” Buttiamo via i nostri PC e ridateci il vecchio caro pallottoliere. Ed una piadina.

Grazie per averci seguito fin qui!
Se volete, potete acquistare il Joylent sul sito ufficiale… non che sia consigliato, eh?

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