Joylent day 2: la perseveranza!

Joylent day 2: la perseveranza!

Siamo ancora vivi.

Avete presente Gandalf che cade negli abissi di Khazad-dûm, ma che poi ne “Le Due Torri” ritorna inaspettatamente, più bianchiccio di prima? Ecco, con lo stesso pallore mortale in volto, siamo ancora tra voi per continuare ad infliggerci del male.

Dopo un lungo dibattito (un processo decisionale durato 2 interi secondi, circa) abbiamo deciso che, dopo l’assunzione della prima dose giornaliera di Joylent — il sostituto di nutrimento a base di avena, soia e tristezza — sarebbe bellissimo mantenere almeno un pasto solido al dì.

Insomma, per iniziare la giornata, tutto sommato preferiamo i biscotti alla melma. (Non i biscotti alla melma, sia ben chiaro.)

La colazione! Il pasto più importante della giornata… se non altro perché è solido.

Nelle immortali e molto britanniche parole di Jerome K. Jerome in “Tre Uomini in Barca”:

L’importante è di fare una buona colazione; — e cominciò con un paio di costolette, osservando che le prendeva mentre erano calde, giacché il manzo poteva attendere.

Guardare Saverio mentre consuma la sua colazione a base di ciambelline all’anice è uno spettacolo piuttosto tedioso dal punto di vista dello spettatore, pieno di inutili ripetizioni, per cui rivolgiamo la nostra attenzione sulla preparazione del secondo pasto della giornata…

Lorenz si prepara il pranzo al sacco borraccia. (Gusto banana.)

Siccome la nostra colazione corrisponde solitamente col dover affrontare un’ordalia di pentole e vasellame del giorno prima da lavare (con incrostazioni che ben rappresentano la stratificazione di varie ere geologiche), siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla relativa pulizia della cucina e l’assenza di immondizia in giro per la stanza.
Dev’essere così abitare con delle persone civili.

I nostri lettori a questo punto avranno sicuramente una fondamentale domanda, su un tema molto importante, caro a noi tutti, che unisce tutti i popoli…

La cacca.

Come sei prosaico.

Io è da ieri che non vado in bagno. Così, per dire.

Ho investito tutto il tempo risparmiato senza andare alla toilette cercando cose tipo “quanto ci mette il cibo ad attraversare l’intestino” su Google.

Preparati ad un assalto di pubblicità dell’Imodium® nei prossimi giorni.

In ogni caso, le risposte più attendibili si collocano tra le 24 e le 48 ore. Sono molto curioso dell’aspetto che avrà il Joylent in uscita…

Sono quasi sicuro che si tratti dell’unico alimento che sembra più appetibile dopo la digestione!

Alla consueta pausa alla macchinetta del caffè di metà pomeriggio, addirittura anche la confezione di Tuc del distributore automatico, collocata lì nel 1991 da un ignoto quanto coraggioso operatore, appariva gustosa ed invitante come un pasto da tre stelle Michelin. Tipo la Luisona insomma

Poco dopo “pranzo” il desiderio di cibo solido è ormai irresistibile.

Grazie alla cena a base di liquame di oggi sarò definitivamente pronto ad affrontare la senilità senza rimpianti, credo.

Non so se questo giustifichi la perdita del senso del gusto. Tutto sommato ci tenevo alle mie papille gustative…

Ma dai, che abbiamo appena scoperto che refrigerare il Joylent prima del consumo lo rende un po’ meno disgustoso: sembra un po’ più simile ad una bevanda piuttosto che a quello che esce spurgando il lavandino.

Un altro consiglio…

Oltre a quello di lasciar perdere in partenza?

Consumate il cibo man mano durante la giornata e non tutto in uno pseudo “pasto”. Non berne mezzo litro in un colpo lo rende lievemente più tollerabile.

Fatto sta che io sento un dolorino alla pancia che credo sia più un urlo di rabbia dell’apparato digerente. Questa idea brillante avrà delle conseguenze.

Già! Conseguenze molto meno brillanti.

A domani!

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