Baked potatoes alla brace

Baked potatoes alla brace

Per questa nuova spumeggiante ricetta del blog, gli autori hanno deciso di fare qualcosa di nuovo ed inedito su queste pagine: una ricetta che non faccia schifo!

No, non è vero. Illusi! Questa è un po’ come la storia del primo Rocky: il nostro blog, pieno di cuore e buona volontà, in una sfida senza speranza contro la cucina. Insomma, la storia commovente di un tizio che prende pugni in faccia.
(Spoiler alert: Rocky Balboa perde alla fine del primo film.)

Ma stavolta, tanto per cambiare, faremo una ricetta all’aria aperta, perché sì, nonostante i crimini perpetrati, non siamo ancora agli arresti domiciliari. Del resto, si sta avvicinando l’estate, il tempo è sereno, l’aria frizzante, le formiche abbondanti: le condizioni ideali per lo sport nazionale svizzero, il barbecue!

E mentre gli altri partecipanti alla grigliata si sollazzano conficcando le più varie parti animali su spiedi di varie dimensioni, Lorenz tenterà di partecipare al sostentamento della truppa cuocendo degli inermi tuberi: patate alla brace per tutti!

Gli ingredienti

Creme
È piuttosto plausibile che la “crème fraîche” menzionata come ingrediente sia ancor più difficile da reperire che da scrivere correttamente. In alternativa può andar bene qualsiasi preparato acidulo a base di panna, dal Quark al Philadelphia™.
  • 6 patate di grosse dimensioni (varietà “Victoria”, se avete i geni est-europei che vi permettono di discernerle dalle altre),
  • Un qualche olio,
  • 2 spicchi di aglio,
  • 300 g di crème fraîche o un formaggio similmente dotato di accenti,
  • 100 g del vostro formaggio duro preferito,
  • Sale e pepe,
  • Erba cipollina per decorare.

La preparazione

Posto che potete preparare la ricetta di cui sopra comodamente anche a casa vostra, usando un forno, senza trasportare 5 kg di carbonella su in collina, senza combattere col vento, con condizioni igieniche migliori di quelle di un ospedale da campo della prima guerra mondiale e senza accorgervi all’ultimo secondo del fatto che non fumate e che quindi non disponete né di accendini né di fiammiferi. Ecco. Posto questo, immaginiamo che siate alle prese con la griglia ed alla necessità di dar fuoco alla legna faticosamente raccolta.

Tutta la mia esperienza nei boschi proviene dalla lettura ripetuta della fiaba “Cappuccetto Rosso”, per cui forse sarebbe preferibile chiedere a Saverio, esperto capo scout delle rocciose Marche.

Innanzitutto, è bene sapere che l’immagine di sagacia ed esperienza proiettata da un capo scout è tutto fumo negli occhi (letteralmente). Il modo migliore per educare bambini inetti alla vita è quella di distrarli con l’archetto Neanderthaliano, mentre con abile gioco di mano si appicca il fuoco con diavolina e benzina.

Un’altra tecnica consigliata e sfruttare la presenza dei suddetti bambini per scacciare altri pacifici grigliatori che avranno già preparato il falò in vostra vece.
Sopruso ed approfittamento, insomma.

Pensavo avessimo già fatto la ricetta del Thanksgiving.

Come un piccolo bambino scout va riportato sulla via della salvezza con adeguate punizioni corporali e momenti di esistenzialistica disperazione nella selva, alla stessa maniera le patate che avete faticosamente trascinato con voi vanno ridotte a più miti consigli con dolore e paura.

Trafiggete più volte le patate in lungo ed in largo finché non vi sarete ben sbrodolati di amido. Questa operazione ha probabilmente un effetto nullo sulla cottura, ma vi conferirà una parvenza di professionalità, ammantata dal fascino seduttivo dell’esperto. Ricordate che, in situazioni tragiche, chi meglio dissimula caparbietà e capacità di comando viene sacrificato solitamente per ultimo. I film ce lo insegnano. (Se fate parte di una minoranza etnica, mettetevi l’anima in pace.)

Cospargete di un sottile strato d’olio le patate usando gli strumenti più adeguati (leggi: gli unici che avete a tiro, ossia le mani, delle foglie sporche e le lattine vuote di birra degli altri presenti che non vi stanno aiutando). Accartocciate un quadrato di stagnola attorno alla patata e chiudete ermeticamente.

Vi accorgerete a questo punto che non c’è acqua corrente, né sapone, né dello Scottex nel raggio di almeno 5 km e che quindi le vostre mani non potranno mai più essere utilizzate. Grazie all’olio che le ricopre, potrete sempre metterle nel fuoco ed usarle come torce una volta che sarà scesa la notte.

Non mostrato in foto: pianti ed attacchi isterici necessari per accendere il fuoco.

Mentre tutte le vettovaglie che vanno generalmente grigliate hanno dei tempi cottura che si misurano al più in decine di minuti, le patate richiedono alcune ere geologiche per diventare commestibili. È quindi il caso che le disponiate sulla griglia non appena si sia acceso il fuoco.

Una volta ottenuta della brace potete ulteriormente torturare le patate gettandole direttamente sui carboni ardenti. Se siete fortunati ve ne dimenticherete lì e la ricetta finisce qui.

Stampando quest’immagine ed affiggendola su un muro potrete simulare la presenza delle Prealpi svizzere e del lago di Zurigo anche comodamente sul vostro balcone.

Quando avrete finito di rimirare il panorama, combattere contro le formiche, raccogliere altra legna perché “non si sa mai” ed aprire anche l’ultima birra rimasta, rivolgete nuovamente la vostra attenzione alle patate sul fuoco.

Se avete aspettato troppo le troverete ormai carbonizzate e vi dovrete arrendere all’evidenza di essere stati sconfitti dalla brace. Un ambito dello scibile umano sul quale pensavamo, finora, di avere il controllo. Possibilmente il dominio totale. Ma con la natura non si scherza.

In generale è necessaria un’oretta di cottura prima di poter soltanto tentare di avvicinarsi ai tuberi.

Verificate che le patate siano adeguatamente cotte cercando di trafiggerle con una forchetta: se il tubero non oppone troppa resistenza vuol dire che è pronto per essere consumato. Se dovete fare forza aspettate un altro po’. (Se la forchetta non entra proprio vuol dire che avete incartato un sasso per errore.)

Nessun pasto può considerarsi completo senza un’ustione di indicibile grado, per cui aprite la stagnola con le mani e spezzate in due la patata senza l’uso di alcun utensile. A questo punto vi sarà chiarissimo perché l’invenzione immediatamente successiva al fuoco fu il guanto da cucina.

Sfruttate lo stesso calore ustionante per sciogliere il formaggio: infilate un paio di fette di formaggio duro tra le metà di patata e aspettate. Nel frattempo mescolate la crème fraîche con abbondante erba cipollina ed un po’ di aglio. Ricordate che usare più di tre spicchi costituisce un tentato omicidio (ma vi conferisce la cittadinanza onorifica francese).

Spalmate la patata di abbondante crème fraîche ed infine cospargete il tutto con dell’erba cipollina, in quella che potrebbe essere la peggiore delle metafore sessuali mai concepite.

In tavola

Spero che abbiate portato delle posate.

Se tutto segue i piani, durante la lunga cottura gli altri partecipanti si saranno rimpinzati di costarelle e salsicce, motivo per cui sarete rimasti gli ultimi con lo stomaco brontolante ed una scorta di “baked potatoes” sufficiente a simulare una settimana di cucina nella Polonia pre-industriale.

Ciononostante rallegratevi per le qualità del vostro pasto, sospettosamente simili a quelle di un drone bellico statunitense: entrambi non richiedono intervento umano, sono incredibilmente economici ed estremamente mortali (grazie alla crème agliosa)!

La musica

Non siamo sicuri di come interpretarne il testo, ma una canzone che contiene le parole “I need your love but all I get is hot potatoes” non può mancare in calce a questa ricetta semplice, essenziale ed insoddisfacente quanto le patate della suddetta canzone!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Due commenti registrati. Se il primo è un insulto e l'altro una derisione, mancherebbe un bel complimento…
Elena
Elena

Volevo segnalare un errore nella ricetta non 2 spicchi di aglio, ma 20 :)

P.s. Coma mai la domanda retorica, avete portato le posate??? Chi é che andrebbe a fare un BBQ senza piatti?

Dimenticare i piatti ed il sale?! Soltanto degli sprovveduti di proporzioni epiche! Degli sprovveduti che poi utilizzerebbero dei coperchi rivestiti di stagnola, probabilmente…

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