Frittelle canadesi

Frittelle canadesi

Nel cuore di ogni svizzero, nato in un’angusta baita alpina e cresciuto in qualche claustrofobica città incastrata in una vallata, è presente il recondito desiderio di libertà e grandezza. Grandezza che nella piccola nazione d’oltralpe è così difficile da raggiungere. È in virtù di questa struggente aspirazione (e anche un po’ per rappresentare la copia elvetica di “Into the Wild”) che il fratello di Lorenz si è trasferito da qualche mese nello sconfinato Canada.

Oltre ad aver affrontato eroicamente i ghiacci, aver domato un alce ed aver fatto amicizia con i castori (il simbolo dell’ex colonia britannica, un po’ come l’interesse bancario lo è per la Svizzera), Lukas ha fatto del suo meglio per acquisire le importanti conoscenze gastronomiche del Canada. (Essendosi però insediato nella China town di Vancouver, le sue conoscenze potrebbero essere lievemente compromesse e dominate dalla frittura.)

In ogni caso, oltre alla fettina di castoro (piuttosto malvista dal corpo della Guardia Forestale Canadese), non c’è pietanza più tradizionale delle classiche frittelle ricoperte di sciroppo d’acero! (Eccezion fatta forse per l’acero stesso, che però ha lo svantaggio di essere poco reperibile al banco frutta, verdura ed alberi secolari.)

Iniziate la giornata come un vero boscaiolo canadese: mettendo in spalla l’ascia, prendendo a pugni un orso e divorando un secchio di dolci pancakes.

Gli ingredienti (per 10 pancakes)

  • 120 ml di latte acidulo, buttermilk per gli anglofoni,
  • 150 g di farina,
  • 60 g di zucchero,
  • 3 uova di medie dimensioni,
  • Due cucchiaini di lievito vanigliato,
  • Una punta di sale,
  • 30 g di burro o due cucchiai di olio di semi.
Buttermilk
Pare che il vero nome di questo sottoprodotto della trasformazione della panna in burro sia “latticello” o “latte del burro”. Nomi rispettivamente troppo buffi e troppo disgustosi perché vengano utilizzati veramente.

Il primo problema con cui ci confrontiamo è la (gravissima) assenza del cosiddetto “buttermilk”, il latte lievemente acidulo che viene utilizzato in questa variante di frittelle. Ebbene, lo sapete, Cooking by Dummies si batte costantemente per la difesa dell’approssimazione in cucina e vi suggerisce come procedere: pare si possa sostituire l’ingrediente originale con del latte scremato al quale si aggiunge una modesta cucchiaiata di aceto (bianco) oppure del succo di limone.

Se questo vi sembra sbagliato o disgustoso, francamente non capiamo come facciate a seguire ancora questo blog.

Sebbene la preparazione di ottime pancakes da colazione sia sicuramente una questione dibattuta dal largo dell’Alaska alla regione dei grandi laghi (in inglese ed in francese, peraltro), la questione non è eccessivamente complicata. (La procedura più difficile probabilmente è la scelta della vostra camicia da boscaiolo migliore.)

Iniziate sciogliendo il burro e facendolo raffreddare in un recipiente (oppure usate direttamente l’olio di semi). Dopodiché rompete le tre uova, chiedete profusamente scusa per il danno causato, e sbattetele con una frusta o una forchetta.

Concludiamo la preparazione aggiungendo tutti gli altri ingredienti della ricetta e mescolando il tutto fino ad ottenere una pastella omogenea e abbastanza liquida.

Scegliete una padella di dimensioni molto generose (per meglio rappresentare la vastità del Canada e soprattutto perché altrimenti le frittelle non vengono bene) e lasciatela scaldare sul fuoco. Se la vostra abilità in cucina è particolarmente invidiabile, la padella rappresenterà la parte più edibile della ricetta.

Nel caso migliore disporrete in cucina di una moderna padella antiaderente, che si può utilizzare direttamente per la cottura. Nel caso nostro, la vostra padella più papabile è stata utilizzata precedentemente come schermo contro le granate nella Grande Guerra. In questo secondo sfortunato caso, vi consigliamo sentitamente di ungere la padella con burro od olio prima di metterla a scaldare. Appena raggiunta una temperatura elevata, versate rapidamente circa 3-4 cucchiaiate di pastella (una grossa mestolata insomma). Lasciate cuocere finché si formano delle bolle sulla superficie e poi voltate la frittella (aiutandovi col potere della psicocinesi e/o di qualche altro utensile paranormale come la forchetta o la spatola).

Appena la frittella sarà ben dorata su entrambe le superfici, potrete disporla su una pila assieme alle altre. Trattandosi di un semplice disco di pasta dolce, la bontà della frittella può essere descritta come elusiva: probabilmente c’è, ma è difficile da percepire. (Si può dire lo stesso della bellezza del nostro aspetto fisico.) Manca infatti un ultimo fondamentale passo per rendere le frittelle degne di una colazione canadese! (Per il nostro aspetto fisico invece non c’è nulla da fare.)

A completamento dell’opera, quindi, ricoprite tutto con dello sciroppo d’acero originale! (Non è contemplato dal ministero della frittella canadese, ma è chiaro che le frittelle si prestano bene ad essere cosparse di marmellata, panna o addirittura… — nefandezza! — di Nutella™.)

I cerchi concentrici delle frittelle ne indicano l’età.

(Per evitare i suddetti cerchi concentrici è sufficiente versare la pastella in un’unica gettata, invece di farlo a cucchiaiate.)

In tavola

Le frittelle e lo sciroppo vanno consumate necessariamente all’alba, poco prima di recarvi al prossimo scambio di posta camminando per chilometri nella neve con delle racchette ai piedi, anche solo per giustificarne l’apporto calorico. Importante disporre di abbondanti camicie a quadri e copricapi pesanti.

Quando sarete nella vostra capanna da boscaiolo, isolati in mezzo alla foresta di sequoie, circondati dai versi di lupi, orsi e castori mutanti, a chilometri dalla prossima zona civilizzata, in compagnia soltanto della vostra folta barba rossiccia, potrete mettere sul piatto un’alta pila di frittelle ricoperte di sciroppo da degustare e capirete che tutto sommato poteva andarvi molto peggio. Potevate abitare in Molise.

Il video

Tra i personaggi che hanno peggio meglio caratterizzato la storia della gloriosa nazione canadese si possono annoverare sicuramente i Nickelback (la loro popolarità è considerato l’unico vero crimine di guerra mai perpetrato dal Canada), Céline Dion e Jim Carrey. Mentre la cantante la ricordiamo per i momenti più strappalacrime di “Titanic”, l’ultimo vogliamo ricordarlo per questa compilation di 10 ore di “What is love”. Buon divertimento.

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