Risotto al radicchio

Dopo una ridicola ricetta natalizia torniamo a ricette lievemente più normali, presentate con vestiti — solo apparentemente — meno buffi. Stavolta presentiamo un delicatissimo risotto al radicchio.

Un piatto perfetto per questo periodo dell'anno ancora freddo e meteorologicamente poco clemente. Siccome wikipedia suggerisce che il radicchio sopravvive anche alla neve ed al ghiaccio senza grossissimi problemi, possiamo soltanto consigliarvelo come utile aggiunta al vostro orto di casa nel caso rimaneste bloccati dalla neve!

Ingredienti (per quattro persone)

Riso
Visto che fighi nel suggerire il riso carnaroli o arborio per il risotto? Beh, in realtà va bene ogni tipo di riso se non fate troppo gli schizzinosi.
  • Due tazze di riso (Carnaroli o Arborio ovviamente),
  • Alcune foglie di radicchio,
  • Una cipolla, possibilmente rossa,
  • Un bicchiere di latte,
  • Parmigiano a volontà.

Avete notato come sono inesatte le quantità espresse in questa ricetta? Fanno parte del nostro nuovo movimento contro l'adozione delle unità di misura SI nel mondo della cucina. Cosa non si fa per risparmiare i soldi della bilancia eh?

Le Fils de l'Homme, MagritteRicostruzione di “Le Fils de L'Homme” di Magritte.

Avete mai notato inoltre che se cercate “le fils de l'homme” con Google Images trovate un sacco di immagini del film “Children of Men”? È un caso? C'è un legame tra Magritte ed il film di Clive Owen? Magritte è Clive Owen? Domande difficili. Alle quali non troveremo una risposta qui purtroppo...

Preparazione

Torniamo al risotto che è meglio.

Tagliuzzate la cipolla accuratamente.
Scomodità
Come il radicchio, buona parte delle lattughe esistono in natura con forma estremamente scomoda per l'utilizzo. Per non parlare di frutta come l'ananas o addirittura il cocomero. Ma chi li ha inventati?
Quanto odio le piante.

Il radicchio è una pianta sicuramente molto interessante (ad esempio, sapevate che fa parte della famiglia delle cicorie?), però nasce e cresce in un formato estremamente sconveniente. Solitamente un cespo di radicchio, oltre a dover essere noiosamente lavato come un'insalata, è troppo grande per la maggior parte delle ricette. La nostra non è un'eccezione.

Se state cucinando in presenza (o addirittura, a casa di) una persona che non sopporta gli sprechi, cercate di distogliere la sua attenzione per un momento, accampando scuse di varia natura. Se il vostro compagno di cucina è un abile giocoliere, questo può aiutarvi (andrà bene anche nel caso fosse un incapace giocoliere ovviamente).

Staccate e lavate un paio di foglie del radicchio.

Siccome siamo interessati soltanto alle estremità rosse del radicchio, tagliatene la parte centrale e gettatela via. Accertatevi che i vostri amici più parchi non vi prestino attenzione e fischiettate rumorosamente.

Una volta pulite le foglie, tagliuzzatele in striscioline.

È il momento di preparare un soffritto come base del risotto. Aggiungete un po' di olio, riscaldatelo ed aggiungete la cipolla. I più arditi potrebbero aggiungere anche un po' d'aglio.

Una volta che la cipolla sarà imbiondita, aggiungete il radicchio.
Lasciatelo soffriggere finché il radicchio non avrà assunto un colore rosso scuro, quasi tendente al marrone.

Potreste essere preoccupati dall'odore (e gusto) non proprio invitante del radicchio in questa fase. State certi che non migliorerà e, nonostante tutto il vostro impegno, rimarrà tale fino alla fine della preparazione.

Versate il riso nella pentola e mescolate a fondo.

Ora aspettate che anche il riso si sia imbiondito e si sia ben mescolato al radicchio per prenderne il sapore. A questo punto potrete aggiungere il latte: versatelo come fareste col vino bianco, ossia aspettando che la pentola sia molto calda per fare in modo che evapori in fretta. Mescolate energicamente.

Dopo l'aggiunta del latte il risotto dovrebbe avere un aspetto cremoso.
Amarezza
C'è chi ritiene che il risotto al radicchio sia troppo amaro. Mentre personalmente trovo questa pratica deplorevole, Saverio consiglia di aggiungere un pizzico di zucchero al riso.
Coprite d'acqua (o brodo), salate al punto giusto e fate cuocere.

Sull'aggiunta di acqua esistono molteplici scuole di pensiero: c'è chi preferisce coprire il riso d'acqua e farlo cuocere oppure chi aggiunge acqua a poco a poco, rimescolando spesso il riso. Ovviamente entrambe le scuole di pensiero hanno i loro meriti e sono equamente sbagliate quando i cuochi siamo noi.

Insomma, fate come vi pare.

Una volta raggiunto il punto di cottura giusto, grattugiate il formaggio e fate mantecare.

In tavola

Anti/e pasto
La parola antipasto è qui utilizzata con il suo esatto significato. Nell'accezione comune l'antipasto è "ciò che precede il pasto" ma il termine corretto, ed utilizzato originariamente, con questa semantica sarebbe antepasto, in quanto il prefisso ante significa effettivamente "che precede".
In questo post parliamo di antipasto perchè effettimante la quantità abnorme di cibo ingurgitata dai commensali onnivori (leggi: tutti escluso Lorenz) prima che il risotto fosse pronto ha avuto l'effetto di annientare qualsiasi desiderio ulteriore di nutrirsi. Questa precisazione ha il solo scopo di dimostrare che si può fare i fichi e gli spocchiosi con l'etimologia delle parole anche se non si è frequentato il liceo classico.

La preparazione del risotto ha l'innegabile svantaggio di richiedere un sacco di tempo, se non altro se confrontato con altri primi. Dunque, avrete sicuramente notato che mentre voi vi consacrate con amore e grande cura alla preparazione del riso, gli altri commensali si saranno ferocemente dedicati a divorare una quantità onestamente imbarazzante di “antipasti”.

Ovviamente, questi “antipasti” possono includere praticamente tutto ciò che c'è di edibile nell'abitazione, passando per vini pesantissimi e strana merce d'importazione che non servireste neanche al vostro più acerrimo nemico.

Cercate di tenerli a bada, se necessario con l'uso di una frusta. E non sto parlando della frusta da cucina.

Ora che tutti, eccetto il cuoco ovviamente, sono perfettamente sazi, potete finalmente servire in tavola la pietanza.

Guarnite il piatto con qualche foglia di radicchio. Très chic, soprattutto la tovaglia.
Certo, rendere il piatto più bello non cambierà nulla del fatto che dovrete mangiare 4 porzioni di riso praticamente da soli.
Perlomeno è buono (fate buon viso a cattivo gioco).

La musica

A grandissima richiesta, la sezione musicale di questo post non è vuota! Per accompagnare un post sul risotto, cosa c'è di meglio di una bella canzone di Damien Rice?
Eh? Capita? Geniale, vero?! Ok... la smetto.

Rassicurandovi sul fatto che il titolo della canzone “Volcano” è casuale e non ha nessun significato nascosto legato agli effetti della ricetta (o almeno questo è quello che vorremmo farvi credere...), vi saluto ed alla prossima!

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