Tapas con patatas y muy de ajo

Tapas con patatas y muy de ajo

Oggi vi presentiamo la nostra ricetta d’anniversario! Quattro anni di indicibili sofferenze in cucina (e al bagno), più foto imbarazzanti, hanno infine condotto a questo: un sontuoso pasto celebrativo degno del peggiore episodio di “Man vs. Food”, in cui i vostri due cuochi di fiducia cercheranno di annichilire le proprie mucose intestinali con dosi di aglio senza precedenti.

Ci lasceremo ispirare dalla cucina di un popolo che non ha mai temuto niente, se non forse il lavoro: gli spagnoli!

Viaggiare è spesso disagevole: si va all’estero a fare le attività di tutti i giorni, peggio e con i bagagli persi, consapevoli che al ritorno dovrete far finta che vi sia piaciuto. Tuttavia, se avete viaggiato almeno una volta per la penisola iberica, avrete apprezzato almeno le onnipresenti tapas, che accompagnano l’abuso alcolico di locale in locale per tutta la serata.

In questa ricetta presentiamo due tapas a base di patate con cui accompagnare il vostro abituale consumo di birra mirato a dimenticare il fatto che da 4 anni avete un blog di cucina senza dignità. Se il giorno dopo in ufficio non foste completamente lucidi, le tapas fungono da scusa perfettamente credibile!

Patatas Aioli Alioli

  • Patate,
  • Uovo,
  • Olio di semi d’arachide,
  • 2-3 spicchi d’aglio,
  • Del succo di limone,
  • Sale e pepe.

La salsa Aioli, che a quanto pare si pronuncia “Aiolì”, come se fosse una via di mezzo tra una catena di supermercati ed uno jodel, è una salsa tipica provenzale nota per il suo contributo alla rovina dei rapporti sociali grazie alle generose dosi di aglio previste.

Español

Come ci hanno fatto notare nei commenti, la nostra ricetta contiene un’inesattezza. Qual è la novità, vi chiederete. Ebbene pare che la mostruosa salsa in realtà si chiami “Alioli” e si pronunci allo stesso modo, mentre l’altra variante vale presumibilmente per le regioni francofone.

¡Que viva la simplificación!

Si prepara bene o male come la maionese, per cui sono necessarie concentrazione, sangue freddo, un gomito molto allenato ed un pedigree che include almeno uno chef francese.

Anche se l’uovo è provvisto di faccina disegnata e vi manda dei dolci bacetti, non lasciatevi fermare nella bramosia d’aglio.

Mettete l’uovo in un recipiente e aggiungete gli spicchi d’aglio opportunamente schiacciati e spezzettati minuziosamente. Cominciate a frullare aggiungendo molto lentamente l’olio di semi. Fate molta attenzione alla procedura d’emulsione del composto, per non far impazzire la salsa. È consigliato che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente (o meglio tiepidi) prima di iniziare.

Densità
Non è facile ottenere una maionese densa e questo vale anche per la salsa alioli: aggiungere un pezzetto di patata lessa a salsa completata e continuare a battere può rendere il prodotto più solido. O rovinarlo del tutto.
È una procedura che può richiedere del tempo.

Saverio in foto si sta aiutando con una forchetta per dosare la quantità di olio. È chiaro che se il dio della maionese è in collera con voi, non c’è strumento o accortezza che possa salvarvi.

Nel frattempo avrete lessato le patate tagliate a cubetti: servitele aggiungendo la salsa appena preparata ed aggiungete ingenti dosi di prezzemolo. Ingerite con cautela e soprattutto ricordatevi di non espirare mai più in presenza di altre persone.

Alternative
Ci sono ricette alternative che contemplano una breve lessatura per le patate, seguita da qualche minuto in padella. Sarete probabilmente malvisti in Castiglia, ma le patate dovrebbero essere più croccanti.

Patatas bravas

  • 4 patate,
  • Un cipollone,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • Paprika piccante,
  • Peperoncino,
  • 250 ml di passata di pomodoro,
  • Rosmarino.

Se “alioli” in spagnolo sta per “fiatella pestilenziale”, “bravas” sta per “piccante” (o, più realisticamente, “emorroidi”). Il procedimento per questa tapa, sebbene meno difficoltoso a livello di abilità in cucina, metterà tuttavia a dura prova il vostro colon nelle fasi post-digestive.

Si inizia tagliando le patate a cubetti, disponendole in una teglia, aggiungendo rosmarino, spicchi d’aglio, sale e pepe. Mettete il forno a 200°C per almeno un’oretta, realizzando niente più che delle semplici patate arrosto. (Ma con quel sentore vagamente iberico conferito dai baffetti che vi sarete disegnati con l’Uniposca sul labbro superiore. Olè.)

Nel frattempo preparate un potente soffritto con cipolla ed aglio e olio d’oliva. Aggiungete quindi la passata di pomodoro ed abbondanti dosi di paprika e peperoncino. La piccantezza è giusta quando assaporando il composto non riuscirete più a percepire gusti e sensazioni con la lingua.

Se anche il solo avvicinarvi al composto vi fa lacrimare gli occhi, sapete di aver creato qualcosa di cui anche Scoville andrebbe fiero.

Unite il pomodoro alle patate appena sfornate e mescolate bene. Fate il segno della croce, da buon conquistador, e servite in tavola.

Pan con tomate

Vi sarete sempre chiesti perché la regione Catalana esige con tanta insistenza l’indipendenza dal regno spagnolo. Non lo sappiamo neanche noi, ma sicuramente non è per ragioni gastronomiche, visto che il loro “piatto più noto” (come afferma l’Institut Català de la Cuina) sembra essere una variante scarna della bruschetta al pomodoro.

Le spiegazioni sono superflue: tostate brevemente il pane e, dopo aver eventualmente aggiunto qualche goccia d’olio d’oliva e di sale, strofinateci sopra un bel pomodoro maturo tagliato a metà. Quando il pane sarà ben intriso di pomodoro, siete pronti per addentare.

(Se nel frattempo non avete sviluppato una profonda avversione o una reazione allergica per questo ingrediente, potete aggiungere anche dell’aglio. Tanto per andare sul sicuro.)

In tavola

Servite le triade agliosa e combinate il piatto con robuste dosi di birra ghiacciata, meglio se Cruzcampo o di qualsiasi altra marca iberica qui irreperibile. Consigliatissima anche altra oggettistica spagnola, come uno spiedo da torero, l’abito da Flamenco e la tipica mascherina da chirurgo, così popolare a Madrid per proteggere i commensali dal proprio alito.

E così celebriamo i nostri 4 anni di cucina! Ovviamente espressi in base binaria.

La musica

Un pasto come questo, bellicoso come un toro durante la discesa lungo l’esofago, va affrontato con il giusto spirito, epico, appassionato e cavalleresco al tempo stesso.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 3 commenti!
la española
la española

ottime ricette però la prima salsa non si chiama aioli ma alioli e si pronuncia alioli ;-)
la ricetta originale dice di prendere aglio e sale e sminuzzarli in un mortaio e aggiungere dopo il tuorlo dell’uovo e l’olio.

Cara lettrice española, grazie mille per le correzioni! :) Abbiamo debitamente modificato il testo.

la española
la española

di niente!
ottime ricette cmq!

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