Mousse cioccolatosa

Mousse cioccolatosa

L’eccellenza si raggiunge combinando le cose migliori tra di loro, per ottenerne un’altra, ancora superiore. È questo probabilmente il ragionamento alla base di Internet: combiniamo assieme il prodotto di tutte le menti del pianeta, liberamente in comunicazione. Ed abbiamo finora ottenuto video di gattini, Justin Bieber e le profondità intellettuali dei commenti su Youtube. (Abbiamo anche ottenuto le foto osé di Jennifer Lawrence. Facciamo che è un pareggio, va.)

Non sempre però i nobili propositi falliscono in maniera così eclatante. Nello specifico, l’intuizione che gli chef delle corti francesi del XVIII secolo ebbero si rivelò tutto sommato niente male: combinare la leggerezza dell’albume montato con altri ingredienti aromatici, al fine di ottenere una soffice spuma molto gustosa. È palese quindi che combinare la spuma d’albume con della cioccolata sfiori picchi di assoluta genialità! (Pareggiata soltanto ai giorni nostri con la creazione del doccia schiuma al cioccolato.)

È per merito di tale Charles Fazi, chef svizzero alla corte di Luigi XVI, che tutt’oggi possiamo rinfrancare le nostre esistenze dai mali del mondo tramite questo spumoso dessert. Meno geniale risulta purtroppo il nome originale della ricetta, nota come “maionese al cioccolato”. Tutte quelle uova devono aver dato alla testa del povero Fazi, probabilmente poi morto per causa di altre invenzioni poco riuscite come ad esempio il “salasso Chantilly”.

Ma ricordiamolo per le sue opere più gustose, piuttosto che come emule poco riuscito del celebre Vatel, e scopriamo insieme i segreti della mousse al cioccolato!

Gli ingredienti (per 4 dosi)

  • 100 g di cioccolata ultra-fondente,
  • Una noce di burro,
  • 180 ml di panna fresca,
  • 30 g di zucchero a velo,
  • 3 uova,
  • Una punta di peperoncino, cannella o qualsiasi altra cosa in polvere. (Alcune di esse potrebbero essere illegali.)

La preparazione

Come sicuramente sanno gli appassionati di scienze naturali che seguono il nostro blog (un insieme molto prossimo a quello vuoto), ci sono fenomeni geologici che richiedono tempi molto lunghi. Ad esempio la formazione del petrolio oppure l’inversione dei poli magnetici della Terra. Ebbene, abbiamo recentemente scoperto un fenomeno ancora più lento dei suddetti: il nostro apprendimento della tecnica di divisione di albume e tuorlo. Nonostante i nostri progressi siano difficilmente osservabili senza strumentazione adatta, vi assicuriamo che durante questa ricetta ci siamo riusciti senza riscontrare decessi in cucina.

Se avete una abilità pari o superiore alla nostra, potete cimentarvi nel separare tuorlo ed albume delle tre uova. Versate i tuorli e lo zucchero in un recipiente e procedete a montarli fino ad ottenere una spuma giallina. Nel frattempo sciogliete il cioccolato assieme al burro e lasciate raffreddare.

A questo punto potreste avere la brillante idea di aggiungere anche altri ingredienti al cioccolato, come ad esempio del peperoncino (spronati dalla innocua congettura sui suoi effetti afrodisiaci) oppure della cannella. C’è qualcosa che la cannella non riesca a migliorare? No, appunto. (A dir la verità, ci vengono in mente un paio di attività notturne che potrebbero non giovare dell’aggiunta di cannella. Ma non possiamo confermarlo con certezza. Si accettano candidature per approfonditi esperimenti scientifici in materia.) Qualsiasi cosa vogliate aggiungere, fatelo ora!

Come documentato dall’animazione qui sopra, una volta aggiunta la cioccolata ai tuorli montati, aggiungete gli albumi montati a neve ed infine anche la panna, anch’essa accuratamente montata. Se il vostro battitore sopravvive a tale tour de force si merita un applauso. Mentre se non disponete di un battitore… beh, buona fortuna.

Va qui fatto notare che, al fine di rendere più facile la montatura, gli ingredienti dovrebbero essere possibilmente freddi. Inoltre, non aggiungete il classico pizzico di sale agli albumi, bensì una goccia di succo di limone. Fidatevi, anche se le nostre conoscenze chimiche sono pressoché nulle. Forse ne avevamo appreso le basi durante le superiori, ma ad un anno dal diploma ci eravamo già dimenticati di tutto e francamente ci siamo sempre sentiti meglio da quel momento in poi.

Infine, accertatevi di mescolare tutti gli ingredienti con morbidi movimenti di spatola, dal basso verso l’alto. Si tratta di un rituale apotropaico di origine ignote, ma dovrebbe servire a non minare la montatura del composto. A prima occhiata non sembrerebbe un lavoro pericoloso, ma ripensandoci ora in effetti ci meravigliamo del fatto che tutti siano rimasti vivi per raccontarvi di questa ricetta.

A lavoro ultimato versate la mousse nei contenitori adeguati e coprite con pellicola o stagnola. Mettete in frigo per almeno 2 orette, in modo da far solidificare il dessert nella sua forma ariosa e piena di bollicine.

In tavola

Una volta servita in tavola la mousse ed averla assaporata, si faranno strada in voi alcuni strani ed insoliti pensieri. “Come faccio a rubare la mousse al mio vicino di tavola, senza che se ne accorga?” “Se proprio devo morire di morta violenta, che sia per annegamento in una vasca di mousse al cioccolato.” “Se nascessimo nella mousse invece che nel liquido amniotico saremmo tutti felici nella vita.” “Non mi sento troppo bene.” “Bollicine.”

Per stemperare gli effetti chiaramente nocivi del dessert appena preparato (che è sì arioso, ma è pur sempre un concentrato di proteine e cioccolata), è buona norma combinarlo con qualche elemento più leggero: della frutta, del gelato (nonalcioccolatoperlamordelcielo) o dell’idrogeno in forma gassosa.

Gente che ne ha esperienza diretta ci conferma che una vita morale ed una coscienza limpida rendono felici e contenti. Tuttavia, sappiamo per certo che un dessert a base di mousse al cioccolato svolge efficacemente il medesimo compito ed è anche molto più economico e facile da ottenere. (Se non altro, con meno rimpianti.)

La musica

Trattandosi di un dessert sostanzialmente a base di uova, cioccolata ed aria, cosa c’è di meglio di una splendida “aria” francese del compositore di corte Jean-Baptiste Lully per coronare il tutto? (Abbiate pietà di noi.)

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