Birramisù dell’ebbrezza

Birramisù dell’ebbrezza

L’avrete notato di sicuro: è evidente che uno dei maggiori punti saldi nelle vite degli autori del blog è la birra (assieme all’incredibile passione per il ridicolo — di se stessi — e la proverbiale inabilità in cucina e/o nella vita).

Ebbene, tra gli estimatori della divina bevanda rinfrescante si annovera anche Benjamin Franklin, appena più celebre dei suddetti autori per aver redatto, tra un boccale di birra e l’altro, niente di meno che la costituzione statunitense (dalla quale però Washington dovette successivamente rimuovere tutti quei “vi voglio bene ragassci, venite qua, fatevi abbracciare” presenti nella prima stesura). Secondo Benjamin infatti la birra è la prova concreta che dio ci ami e che ci voglia felici. (La recente diffusione dell’ebola mina un po’ questa mirabile congettura, ma facciamo finta di niente.)

La birra infatti non soltanto galvanizza panzuti scrittori di costituzioni, ma può essere anche sfruttata per migliorare qualsiasi pasto vogliate realizzare (come ad esempio il nostro pasticcio alla Guinness)! È proprio con questa premessa che oggi vi proponiamo il Birramisù, l’anello mancante tra dessert e bevanda post-pasto.

Gli ingredienti (per 6 dosi)

Birre
È chiaro che qualsiasi birra possa assolvere al giusto compito di rendere gustoso il vostro birramisù, ma vi suggeriamo di propendere per una birra “seria” e non quella Peroni da 66 cl che avete lasciato aperta in frigo dalla settimana scorsa.
Potrebbe essere una buona idea utilizzare una stout dal retrogusto al caffè, per meglio approssimare il sapore originale del tiramisù.

Il tiramisù è la versione da dessert del “ti piace vincere facile”: si prendono degli ingredienti individualmente già buoni e li si dispone a strati. Fatto. Sulla base dell’assunto gestaltico “il tutto è più della somma delle singole parti” il risultato non può che essere ottimo! La vera difficoltà semmai consiste nel citare saccentemente i dettami fondamentali della psicologia della Gestalt durante la preparazione. (Lamentarsi dello strutturalismo mentre separate i tuorli dagli albumi aiuta nel rendervi più credibili.)

In particolare, la ricetta del birramisù non è dissimile da quella del tiramisù tradizionale. Anzi, la ricetta potrebbe benissimo essere il prodotto fortuito di un errore in cucina, inventata per coprire un maldestro errore. Un po’ come lo è questo intero blog.
Grazie mille, ignoto cuoco maldestro.

La preparazione

A volte, dopo aver disposto con cura gli ingredienti in cucina e dopo aver inspirato profondamente, ci guardiamo intorno ed esclamiamo: “che bella giornata per cucinare!” Altre volte invece siamo sobri.

Con la medesima sobrietà, dovrete inizialmente approcciarvi al primo compito della preparazione (che richiede una certa abilità motoria, potenzialmente inficiata dall’eccessivo consumo di birra): la separazione di tuorli ed albumi.
(Una fase che affrontiamo solitamente con la solennità di Mosè durante la separazione delle acque.)

Ricordiamo che è possibile acquistare un fantastico attrezzo separa-tuorli che vi renderà la vita molto più facile in cucina, ma ovviamente vi espone alla vergogna ed il pubblico ludibrio. A voi la scelta. (Capite che se l’umanità ha inventato certi strumenti evidentemente esistono dei notevoli problemi di fondo su scala globale.)

Tuorli e zucchero, presto amorevolmente combinati.

I tuorli vanno montati con lo zucchero di canna, sfruttando un’altra invenzione, che però rappresenta (a differenza del separatore di tuorli) l’autentico pinnacolo del genio umano! La penicillina? La ruota? Il fuoco? Tutti a casa! La vera invenzione rivoluzionaria è senza dubbio la frusta elettrica!

Sfruttate tale strumento per montare tuorli e zucchero al fine di creare una cremina soffice e giallina.

Cremina soffice, giallina e soprattutto densa.

Probabilmente, come tutte le persone esposte a lungo ai “consigli della nonna™”, siete succubi dell’antico rituale di aggiungere un pizzico di sale all’albume. Niente di più sbagliato. Ne abbiamo le prove scientifiche! In effetti, l’aggiunta dello ione sodio nel composto impedisce al reticolo di proteine d’uovo di mantenersi coeso, lasciandovi dunque con una schiuma destabilizzata, molto più acquosa e meno duratura. Al contrario, l’aggiunta di un acido (come un goccio di succo di limone) aiuta la montatura.

(Se, come noi, anche voi non avete idea di cosa sia la chimica e quotidianamente osservate il fenomeno di ebollizione dell’acqua come se fosse una stregoneria, fidatevi e basta.)

Procedete infine ad aggiungere il mascarpone ai tuorli, mescolando con cura per evitare grumi, ed infine aggiungete pure gli albumi montati. Otterrete una crema omogenea già piuttosto piacevole da consumare, che non potrà che essere perfezionata dalla presenza della birra! (Questo chiaramente vale per tutto. Anche per l’igiene intima.)

La vita chiaramente non sarebbe completa senza una certa dose di inutile scomodità (stiamo parlando soprattutto delle vacanze a ferragosto): il birramisù va perciò servito in un grosso boccale da birra, com’è giusto che sia!

Marchette
Potrebbe sembrare una ricetta sponsorizzata dalla Birra dell’Eremo di Assisi, ma purtroppo non lo è! È onestamente una birra veramente buona che vi consigliamo, se doveste avere l’occasione di metterci sopra le vostre manine inzaccherate di zabaione.
(Se siete dell’Eremo, saremo lieti di fornire i nostri indirizzi per una fornitura a vita di “Fiera”. Grazie, la direzione.)

Sia che decidiate per il boccale, sia che decidiate per un più tradizionale (leggi: intelligente) recipiente piano, il procedimento è lo stesso: inzuppate brevemente i savoiardi nella fantastica birra “Saggia” e disponeteli in uno strato regolare. Dopodiché ricoprite con la crema e ripetete fino a riempimento completo del recipiente.

L’opera sarà finalmente conclusa con una abbondante spolverata di cacao amaro a coprire l’ultimo strato di crema. Mettete il tutto in frigo per almeno due orette, per far amalgamare tutti i sapori. (Coprite il recipiente con della stagnola o pellicola, per evitare che i sapori amalgamati includano quelli della cipolla tagliata e dello strano blocco grigiastro nascosto lì sul retro del frigo da chissà quanto tempo.)

In tavola

Servite il dolce con il resto della birra, o — com’è più probabile — con una seconda bottiglia di birra, visto che la precedente sarà inspiegabilmente finita durante la preparazione. Questo è anche il momento giusto per dibattere di quale altra birra sarebbe stata più adatta al birramisù, aiutati dalla progressiva, inevitabile intossicazione alcolica…

La musica

Visto che la birra funge spesso da spunto per imbarazzanti episodi di canti notturni e/o inascoltabili sessioni di karaoke, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Lasciamoci però ispirare dalle parole di John Lee Hooker riguardo al modo migliore per far passare tutte le preoccupazioni della vita: un bourbon, uno scotch e una birra.

Va da sé che il prossimo passo sarà necessariamente la produzione di un bourbonisù e di uno scotchamisù (che ha un suono veramente poco promettente).

Advertisements

Condividi!

Commenti, adulazioni ed insulti!

Incredibile che siano stati scritti già 3 commenti!

Foto fighissime! :) Appena ho tempo provo a fare la ricetta! Mitici!

alessandra orrù
alessandra orrù

Adesso chiedo a mammina di comprarmi gli ingredientini! deve essere buonissima,non vedo l’ora!!!

Ottima idea quella di servirlo dentro un boccale… inutile aggiungere che mi sono scompisciato dalle risate leggendo la ricetta. Grandi! :)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *