Panpepato natalizio

Se durante la vostra ultima visita al supermercato anche voi siete stati turbati dall'incessante rotazione di “White Christmas”, “Jingle Bells” ed altre terrificanti canzoni di Natale; se da settimane guardate di malocchio gli addobbi natalizi sulle strade e scorgere le “super offerte” festive vi mette tristezza, questa ricetta è dedicata a voi!

Ma come combattere l'incipiente spirito festivo? Beh, il fuoco si combatte col fuoco, per cui possiamo soltanto ribellarci preparando un tipico dolce natalizio!

In questo caso, prepareremo ciò che i romani chiamavano “Panis mellitus”, gli antichi egizi “Pan di miele”, i monaci medievali tedeschi “Lebkuchen” e noi semplicemente “Panpepato”. Tutti questi nomi vanno a ricordarci che la ricetta è un guazzabuglio arbitrario di ingredienti assortiti, di cui l'unica invariante è la presenza del miele e di varie spezie orientali, per raggiungere l'obiettivo finale di avere un panetto letale dall'odore spaventosamente natalizio!

Ingredienti

  • 350 g di farina,
  • 300 g di zucchero,
  • 100 g di nocciole (o noci) macinate,
  • 3 cucchiai abbondanti di spezie per panpepato,
  • 1 pacchetto di lievito in polvere vanigliato,
  • 250 ml di latte,
  • 150 g di burro,
  • 2 cucchiai di miele,
  • 4 uova.
La disposizione degli armamenti.

È opportuno descrivere meglio ciò che viene descritto sopra come “spezie per panpepato”: in sostanza si riduce ad un composto di cannella, zenzero, chiodo di garofano, noce moscata, cardamomo e/o coriandolo, ridotto in fine polvere. Siccome non tutti a casa dispongono di un mortaio (andrebbe bene anche un obice da 155mm) e visto che l'inalazione di queste spezie d'origine orientale potrebbe causare la vostra prematura dipartita, conviene spesso acquistare questo mix di spezie già pronto.

Questo ovviamente se trovate questo miracoloso composto, cosa alquanto improbabile. In caso non vi rimane che produrlo da soli: buona fortuna.

Il risultato è assicurato se il mix di spezie è scaduto da un paio d'anni!

Preparazione

Misurazione
Le avanzate tecniche di misurazione alternative adottate in questa sede meritano un post a parte in futuro.

Prima di tutto iniziamo misurando meticolosamente i vari ingredienti e preparandoli adeguatamente. Nel caso di assenza di bilancia, misurino e schiaccianoci, il prode cuoco deve ricorrere forzatamente a dei mezzi di fortuna e a delle misurazioni completamente sballate.

Un apriscatole può fungere da perfetto schiaccianoci. Assicuratevi però di non avere altra gente in giro per evitare di cavar loro un occhio con una nocciola volante (ed evitare di essere sfottuti fino alla morte per le vostre inutili fatiche). La brandizzazione de Il Teatro degli Orrori può aiutare.
Non raffigurato in foto: bestemmie.

Ora non vi resta che tramutare le noci e le nocciole in un fine tritato: anche in questo caso, la presenza di strumenti atti a questa funzione può semplificarvi la vita (non è il nostro caso).

Robot
Purtroppo il nome “robot da cucina” è estremamente fuorviante: non si tratta di un essere senziente elettronico e non risponde alle 3 leggi di Asimov (anzi).

In assenza di un “robot da cucina”, potreste utilizzare una grattugia, un martello, un laser ad alta potenza o altro. Il sottoscritto ha preferito utilizzare il mixer ad immersione (già utilizzato con estremo successo con la zuppa di zucca): l'effetto finale è stato quello di avere più nocciole sparse in giro per la cucina che nel contenitore originale (la velocità di uscita delle nocciole dal contenitore è solitamente letale). In caso ricordatevi di non pulire e lasciare questo soave compito al vostro gentile coinquilino — ignaro del disastro che lo attende al suo rientro.

È tutto pronto: versate tutti i componenti “asciutti” in un contenitore.
Ed ecco il tutto ricoperto dalle nocciole spezzettate e dal mix di spezie. Già da ora l'odore dovrebbe essere comparabile a quello del dopobarba di babbo natale.

È ora fondamentale mescolare il tutto accuratamente. Per far ciò, prendete in mano la pentola, chiudetela con un coperchio e muovetevi scoordinatamente.

Il risultato finale di tanta agitazione.
Si passa ai componenti liquidi: prendete la vostra dose di colesterolo quotidiana e scioglietela in un pentolino. Attenzione a non farlo bruciare... o se lo fate nascondete le prove.
Aggiungere uova, latte ed il miele. Osservate disgustati il risultato.
Il tutto va unito nella pentola precedente.
Mescolate energicamente: la consistenza dovrebbe essere simile a quella del catrame (anche l'odore, ma con un più spiccato retrogusto di chiodo di garofano).
Imburrate una forma qualsiasi e versateci il composto. Tanto per continuare nella sequenza di strumenti assenti, nel nostro caso si è rivelato sufficiente utilizzare il contenitore metallico per la frutta.

Bene! Abbiamo quasi finito. Ora mettete la forma nel forno preriscaldato a 200° C (non lo avete preriscaldato? Fatelo ora...)

Lasciate il tutto nel forno per almeno una ventina di minuti. Controllate il grado di cottura ripetutamente, eventualmente utilizzando uno spillo o qualche altro arnese (stavolta non vi diciamo a cosa è dovuto ricorrere il nostro prode cuoco, che è meglio). Assicuratevi che il panpepato sia cotto, scuro in superficie, ma non troppo secco al suo interno.

(EDIT: Caro Lorenz, al mio ritorno a casa ho ritrovato il mio spazzolino incredibilmente intriso di uno sgradevole odore di... come definirlo... morte! Ti odio. Saverio)

Ta dah! Il frutto di tante fatiche è una massa informe e marroncina (come spesso capita).

La musica

Non possiamo esimerci dal proporvi una classicissima e banale canzone di Natale in questo caso. Tuttavia, la seguente versione di “Adeste Fideles” è eseguita nientedimeno che dal pelatissimo “King of Metal” Rob Halford. Mica no.
Ammiratene le fattezze in tutta la sua metallitudine.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ben due commenti, perché non aggiungersi a questo coro di sperticati complimenti?
Elisabetta
Elisabetta

hahahaha simpaticissimo/divertentissimo…

eliana
eliana

davvero divertente e….verosimile . la prima volta che ho sperimentato la preparazione del panpepato ( una delle varianti nordeuropee) ero disperata : impasto denso, appiccicoso, faticosissimo da mescolare.mai e poi mai avrei pensato che ne risultassero dei biscotti edibili e per qualcuno persino gradevoli.
l’esercizio ripetuto assicura un risultato progressivamente migliore e un dispendio di energia sempre minore.

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