Santa Kremówka Papale

La santissima Kremówka Papale

Proprio oggi ci sarà la canonizzazione (processo inverso della nikonizzazione) di Papa Wojtyła, detto Giovanni Paolo II (ma anche noto come “er parabbola” a Trastevere): quale occasione migliore per sperimentare il dolce preferito dal pontefice stesso, un classico della cucina polacca? La Kremówka, oltre ad avere strani accenti nel nome e vantare un gran numero di consonanti, è in sostanza una variante della classica Millefoglie (o torta “Napoleon”) con un unico strato di crema.

Il popolare Papa andava molto ghiotto del dolce, tanto da aver partecipato in gioventù ad una competizione a chi riuscisse a mangiarne di più. Dopo averne trangugiate ben 18, il futuro Papa dovette cedere e ammettere la sconfitta. Questo aneddoto ha un duplice significato: in primo luogo ci offre un'ottima spiegazione dei dati sulla mortalità per insufficienza cardiaca in Polonia. In secondo luogo abbiamo scoperto che i giovani polacchi sono i veri, autentici pionieri del “Man versus Food”.

Padre Jaroslaw e padre Piotr, anch'essi inevitabilmente futuri beati (o beoti, a seconda della trascrizione), vi accompagneranno in questa magnifica ricetta, illustrando al tempo stesso usi e costumi clericali della Polonia cattolica.

Gli ingredienti

Crema
Si potrebbe semplificare la ricetta dicendo che è sufficiente preparare della “crema diplomatica”, ossia crema pasticciera con l'aggiunta di panna montata. Ma visto che le ricette per la crema sono diverse ed eterogenee (la nostra in particolare è anche sbagliata, nota bene) ecco di seguito la nostra particolare variante.
Chiaramente non si avvicina neanche lontanamente alla crema utilizzata dalla pasticceria ebrea di Wadowice, dove il giovane Karol si riempiva di Kremówka fino a stramazzare.
Ingredienti per la Kremówka
  • 600 ml di latte,
  • 4 tuorli,
  • 150 g di zucchero,
  • 1 bustina di vanillina,
  • 3 cucchiai abbondanti di fecola di patate,
  • 200 ml di panna,
  • Un foglio di pasta sfoglia rettangolare.

La preparazione

La Kremówka non è un dolce particolarmente difficile: le maggiori difficoltà stanno nella lavorazione della pasta sfoglia e nella realizzazione di una crema omogenea. Visto che la pasta sfoglia la acquistiamo già pronta e abbiamo già abbandonato qualsiasi proposito di realizzazione di una crema decente, direi che siamo in una botte di ferro!

Innanzitutto versiamo il latte in una pentola e lo scaldiamo, aggiungendo il burro a tocchetti e facendolo sciogliere.

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La moltiplicazione dei panetti di burro, un rituale molto comune nelle campagne attorno Cracovia.

Vi sarà chiaro già da ora che lo strumento migliore meno peggio per l'ottenimento di una crema omogenea è la classica frusta da cucina. Possedere una frusta benedetta da San Paolo da Verdun, protettore dei pasticcieri, chiaramente vi darà la forza ecumenica necessaria per la lavorazione.

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Padre Jaroslaw in un momento di estasi dopo il ritrovamento della sacra reliquia.

Aggiungete fecola e vanillina al composto di grassi nella pentola, mentre preparate i 4 tuorli in un recipiente.

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Sua Sublimità padre Piotr attua il miracolo della separazione del tuorlo dall'albume.
(Con occasionali fallimenti.)

Montate accuratamente i tuorli aggiungendo tutto lo zucchero, dopodiché versate il composto giallino nel pentolone e continuate a mescolare, in attesa che per qualche ignoto e misterioso processo fisico il tutto acquisti la tanto agognata densità della crema.

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Sua Magnitudine padre Jaroslaw invoca la grazia divina per il raddensamento della crema.

Lasciate poi il composto a raffreddare. Per accelerare il processo vi conviene appoggiare il pentolone in un luogo freddo. Consigliatissimo a tal fine un pianerottolo frequentato da gatti. L'eventuale urina felina si confonderà benissimo col colore paglierino della crema.

L'attesa (detta anche “veglia della crema” nei circoli ecclesiastici) può essere affrontata in digiuno o, ispirati dalla ricetta polacca, consumando vaste quantità di birre e superalcolici. A voi la scelta.

Ricordatevi però di montare la panna fino ad ottenere una consistenza quasi burrosa. Aggiungete alla crema fredda (o quasi) e mescolate con attenzione. (Abbiamo verificato sperimentalmente che le preghiere non hanno effetto contro la formazione di grumi: meglio affidarsi all'abilità in cucina, se presente.)

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Padre Piotr prega per il riscaldamento del forno. (Scopre da lì a poco il pulsante di accensione.)

Dopo aver riscaldato il forno a 200°C circa con il fuoco della vostra ardente fede, tagliate a metà il foglio di pasta sfoglia. Bucherellatela con una forchetta (un rituale di cui tutt'ora ignoriamo il significato, ma del resto ignoriamo pure quello del battesimo) e cospargetela con dello zucchero.

Infornate i due fogli di pasta sfoglia per circa 10-15 minuti. Evitate in ogni modo che si gonfi troppo.

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Inserite il primo foglio di pasta sfoglia imbrunita in un contenitore adatto allo scopo, dopodiché cominciate con l'aggiunta della crema.

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Un momento di accorato raccoglimento per il cosiddetto processo dello “spataccamento”.

Avere un contenitore delle stesse dimensioni della base di pasta sfoglia aiuterebbe moltissimo in questa fase. Come è però evidente nelle foto, i vostri due missionari del mal di pancia non hanno bisogno di tali rozzi aiuti della scienza: la forza della loro fede è sufficiente. (O almeno, è quello che credono con la speranza di diventare i primi martiri della crema.)

Concludete il tutto aggiungendo il secondo foglio di pasta sfoglia in cima.

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Sua Eccezionalità Piotr riproduce il profilo della catena montuosa dei Beschidi Slesiani.

Infine cospargete abbondantemente con dello zucchero a velo (per coprire l'oscenità prodotta) e mettete in frigo per qualche ora. Spoiler: il risultato non migliorerà!

In tavola

In questo dolce la crema riveste un ruolo piuttosto strutturale, per questo non dovete stupirvi se anche il sapore finale assomiglierà sorprendentemente a quello del cemento a presa rapida.

La santissima Kremówka Papale

Gli eventuali grumi della crema possono essere interpretati come manifestazioni dello Spirito Santo (notoriamente a base di fecola).

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Immagine originale del conclave ecclesiastico di Wadowice, conclusosi con l'inserimento della Kremówka nell'Index ciborum prohibitorum.

Il video

Ogni viaggio, anche il peggiore, ha un'inizio ed una fine. Allo stesso modo questa orribile ricetta ha avuto il suo inizio nel giorno dell'elezione al soglio pontificio del nostro supereroe Papa Giovanni Paolo II. Come potrete apprezzare dal video, qualcosa che è iniziata con un errore grammaticale (il famoso “mi corigerete”) non poteva che finire con un errore ancor più grande: la nostra ricetta.

Permettici di pulire la cucina!

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Un commento. Eravamo sicuri che l'articolo suscitasse più interesse. (Oppure scandalo.)
silvia
silvia

Vi rendo partecipi del fatto che ho or ora inviato una mail a Papa Francesco per proporre la canonizzazione di tutti coloro che leggendoVi tenteranno di fare la crema come da Voi indicato….se ci riusciranno meritano sicuramente la santità!!!! ;-)

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