Xplosive Peppers

Peperoni ripieni serviti in tavola

Peggio di un cieco alla guida o di un sordo che non vuol sentire, c'è soltanto un nerd con un'idea folle e scarsissima propensione all'autoconservazione. E voi ci conoscete. Siamo dei nerd incoscienti. Incoscienti, e dotati di carta di credito.

Immaginate che il vostro istituto bancario non si sia ancora accorto della vostra inevitabile bancarotta e che abbiate un insaziabile desiderio di ustionarvi la bocca con quanto di più piccante esista al mondo. Un modo è visitare un ristorante dedicato al peperoncino (e farvi tanto male) oppure mettere alla prova le vostre abilità da giardiniere ed acquistare online i semi per coltivare così “il peperoncino più piccante del globo terracqueo™”. (Il piano secondario di fondere geneticamente un piccione ed un peperoncino per creare un volatile ibrido che sputa il fuoco e conquistare così il mondo non è ancora completo, ma ci stiamo lavorando.)

Dopo averli fatti germogliare, averli seminati, averli quasi fatti morire durante l'inverno e dopo averne raccolto il frutto, sarete finalmente in grado di invitare i vostri peggiori migliori amici ad una autentica, dolorosissima, cena pro-emorroide.

Gli ingredienti (per 4 peperoni)

Gli ingredienti per i peperoni ripieni
  • 320 g di riso “wild & long”,
  • 4 peperoni rossi,
  • 2 spicchi d'aglio,
  • Mezza radice di zenzero piccola,
  • 80 g di Emmental,
  • ¼ di peperoncino Trinidad Scorpion,
  • Un poco di latte e vino bianco,
  • 1 cubetto di spinaci surgelato,
  • Brodo vegetale,
  • Una foglia di alloro,
  • 3 rametti di maggiorana (o della menta).

Perché la ricetta prevede un cubetto di spinaci surgelati, mentre la foto ne ritrae ben due? Un po' come per le linee di Nazca, non lo sapremo probabilmente mai. E soprattutto, quelle erbe raccolte a caso sul terrazzo sono realmente rametti di maggiorana? Anche questo è un mistero che è meglio lasciare irrisolto.

Trinidad Scorpion

Scoville
Nel 1912 il chimico Wilbur Scoville istituì una scala empirica per misurare la piccantezza della capsaicina, la sostanza chimica contenuta nel peperoncino che causa l'auspicabile sensazione di bruciore.
Scoville fissò il massimo come 16 milioni di ‘gradi Scoville’ corrispondenti alla capsaicina pura. I peperoncini venivano classificati in base al rapporto di diluizione necessari per far loro perdere totalmente la piccantezza.
Un giorno anche noi riusciremo ad inventare un'unità di misura semplicemente sottoponendo delle cavie al consumo di cibo immangiabile.

Il peperoncino che abbiamo ordinato e piantato è di una varietà di “Trinidad Scorpion”, a sua volta facente parte della famiglia del capsicum chinense (di cui fa parte anche il più conosciuto Habanero). Non è una pianta particolarmente difficile da coltivare: ha bisogno di poca acqua, ma molto sole. Non a caso anche Lorenz (che come informatico ha cercato più volte di riavviare la pianta alla vista di foglie avvizzite) è stato capace di coltivarla ed ottenere una mezza dozzina di peperoncini in un paio di mesi.

Se vi servono guide più attendibili sulla coltivazione, ne troverete a bizzeffe su Internet. Ma prima di tutto accertatevi che ottenere un peperoncino da milioni di unità Scoville sia effettivamente ciò che desiderate. Per valutare correttamente, guardate ad esempio qualche video di gente idiota che li mangia interi. Sembra divertente!

Peperoncini e Windows XP
Una piantina di peperoncino nel suo ambiente naturale: lo sfondo di Windows XP.

Non è un caso che le iniziali della ricetta siano proprio XP: oggi, 8 aprile 2014, è il giorno in cui il caro buon vecchio Windows XP va ufficialmente in pensione dopo 14 anni di onorato servizio. E se vi chiedete quale sia la storia del suo sfondo più celebre, sappiate che potete andare a vedere le medesime verdi colline su Google Maps impostando le seguenti coordinate GPS: 38.248966, -122.410269.

La preparazione

Tutto ciò che c'è di buono al mondo inizia con un soffritto. Ricordatevene la prossima volta che sarete con una persona del sesso opposto. Aggiungiamo anche un po' di zenzero grattugiato all'aglio, per darci quel tocco esotico ed affascinante.

Zenzero grattugiato
Capsaicina
Questa sostanza piccante risiede principalmente nel tessuto interno del peperoncino, al quale sono attaccati i semi. Le molecole della capsaicina interagiscono con i termorecettori della bocca per scatenare l'infernale sensazione di “bruciore”. Il piccante non è dunque un sapore fondamentale, bensì dipende dalla percezione artificiale di calore.
La capsaicina non è solubile in acqua, per cui il modo migliore per sopravvivere ad un peperoncino è l'azione meccanica del cibo (del pane per esempio) che raschia via le molecole dalla bocca. Oppure la caseina ed i grassi del formaggio, che neutralizzano la sostanza molto efficacemente.

Dopodiché passiamo direttamente al vero protagonista della ricetta di oggi: il peperoncino!

Quanto aggiungerne dipende dalle vostre preferenze e, soprattutto, dalla potenza dei vostri ingredienti! Nel nostro caso, la quantità di Trinidad Scorpion mostrata nella prossima foto è stata effettivamente sufficiente per rendere seriamente piccante il riso per 4 persone. A voi l'arduo compito di bilanciare le dosi e salvare così le vostre papille gustative da morte certa.

Il temibile peperoncino

Aggiungete il peperoncino e lasciate soffriggere per un po', fino alla tostatura dell'aglio. Ora aggiungete il riso e lasciatelo ad insaporire e scaldare.

Preparazione del riso

Appena il riso sarà bello bollente e tostato, sfumate con un poco di latte (darà un bel aspetto glassato al vostro risotto) e, come da tradizione risottara, con un bicchierino di vino bianco. (Se vi serve una soluzione per evitare che i vostri ospiti si scolino il vin bianco prima dell'utilizzo, trovate la ricetta di un cocktail pre-dinner poco più sotto.)

Cottura del riso

Di seguito si procede come per un normale risotto: aggiungere il brodo, l'alloro e il dado di spinaci per lasciar cuocere il tutto per una ventina di minuti. Salate a piacimento nelle ultime fasi di cottura (notando quindi già la fiammeggiante piccantezza della vostra opera).

Nel frattempo divertitevi con il cugino pacato del peperoncino (quello grosso, simpatico, ma non troppo sveglio): aprite i peperoni rimuovendo la cima e svuotateli accuratamente dei semi. Tenete da parte la calotta superiore come decorazione, mentre fate bollire il resto dei peperoni in dell'acqua ben salata per almeno una decina di minuti.

Peperoni pronti da infornare

Una volta ripescati i peperoni dall'acqua (dovranno essere ammorbiditi, ma mantenere una certa rigidità), riempiteli di risotto fino a quasi strabordare (ad imitare il futuro aspetto del vostro esofago dopo il passaggio del peperoncino).

Tagliuzzate il formaggio in tanti piccoli cubetti ed infilateli alla meno peggio nel risotto. Infine, cospargete con la maggiorana (o quello che credete sia maggiorana). Infornate per 20-25 minuti a 180°C. E preparatevi al peggio.

In tavola

Peperoni ripieni serviti in tavola
L'esplosivo peperone servito. I vostri ospiti non oseranno immaginare la potenza del contenuto…

In base alla vostra capacità o meno di moderare il dosaggio del peperoncino, sarà consigliato servire i peperoni con del pane, del latte da bere, del formaggio spalmabile o un estintore a polvere.

Ricordate che urlare, maledire il cuoco o masticare i tovaglioli non è necessariamente utile per far passare il satanico bollore della vostra lingua, ma è certamente un bello spettacolo per i vostri commensali.

Il cocktail

Come detto, ci sono poche cose in grado di fermare il bruciore immondo della capsaicina lungo tutto il vostro apparato digerente (le estremità dell'apparato sono le più dolorose, tanto per dire): il latte, i grassi e… l'alcol.
Tanto più forte l'alcol, tanto migliore il risultato.

Per cui, quale miglior scherzo che promettere la salvezza alcolica ai vostri invitati sotto forma di cocktail… e poi rendere piccanti anche le bevande? Diabolico!

  • 3 parti di Gin,
  • 1 parte di Triple Sec (ad esempio Cointreau),
  • ½ limone spremuto,
  • 2 spruzzi di Tabasco,
  • 1 parte di Schweppes.

Unire e mescolare rapidamente.

Il cocktail di fuoco
Servire con il bordo del bicchiere salato. Non perché sia utile o buono, ma perché viene meglio in foto. Chiaro.

La musica

Torniamo al tema originale della ricetta in questione: il pensionamento dell'ormai obsoleto Windows XP. Lo vogliamo ricordare con grande nostalgia anche in queste pagine, dopo aver trascorso tanti fantastici mediocri momenti insieme!

La nostalgia del resto è un po' come la candeggina. Una cosa che in quanto persone adulte è bene possedere, ma con cui è bene non giocare troppo a lungo. Affrontiamo quindi la separazione in maniera allegra, con uno splendido brano musicale generato utilizzando esclusivamente i suoni di sistema dell'anziano sistema operativo Microsoft.

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