Ciambelle anti-frittura

Ciambelle al forno

Che direste se affermassimo che potete creare delle dolci ciambelline (con le vostre altrettanto dolci manine) senza sporcare in maniera irrecuperabile la vostra cucina e soprattutto senza friggerle? (E quindi senza alcun senso di colpa per averne poi mangiato un chilo.)

“Ma Lorenz!” Questi siete voi che interrompete. “Come è possibile? Mi sento sempre in colpa in questo periodo pre-natalizio. I dolci mi fanno venire i rotoli alla pancia che ledono la mia autostima (anche se schermano dal freddo)!”
Ebbene, sì! La stagione ha in effetti, tra le sue conseguenze maggiori, l'acquisto disperato di regali, la depressione e l'aumento progressivo ed inesorabile del girovita. (Scientificamente non c'è nesso, ma non possiamo escluderlo a priori.) È proprio per questo che Cooking by Dummies — che da sempre si batte per la salute psico-fisica dei propri lettori — vi propone la soluzione a tutto questo.

“Ma Lorenz!” Di nuovo voi. “Le ciambelle non fritte saranno sicuramente insipide e senza alcun gusto!”
Niente di più sbagliato. Le ciambelle al forno possiedono diverse proprietà negative (ad esempio quella di non ungere le dita in maniera soddisfacente), ma l'assenza di gusto non è fra queste (o comunque non è la più grave). Per accertarvene personalmente, non vi rimane altro che procedere!

Gli ingredienti (per 8 ciambelle)

Ingredienti per 8 ciambelle
  • 260 g di farina tipo ‘0’,
  • 1 cucchiaio di lievito per dolci vanigliato,
  • ½ cucchiaino di sale,
  • 70 g di zucchero,
  • 80 g di burro,
  • 120 ml di latte,
  • 1 uovo medio.
Doughnut
Il termine inglese per ciambella (o viceversa, più probabilmente) è “donut”, come saprà chiunque abbia visitato un Dunkin’ Donuts uscendone poi alla ricerca urgente di insulina.
Meno noto è che il termine originale, comparso per la prima volta agli inizi del 1800, è “doughnut”. Da ‘dough’ per ‘impasto’ e ‘nut’ per ‘noce’, indicava probabilmente la parte di impasto rimossa dal centro della ciambella.

Se, ispirati come noi da misteriose ricette americane che indicano quantità in “cup” ed utilizzano l'insolita “baking soda”, potrete verificare sul blog di Scienza in Cucina quale sia l'esatta combinazione chimica di queste polveri. Dopodiché potrete mescolarle a piacimento, come se fosse il 5 novembre.

Per la glassa al cacao invece vi serviranno:

  • 35 g di zucchero a velo,
  • 15 g di cacao amaro,
  • 2 cucchiaini di latte,
  • Qualche goccia di estratto di vaniglia.

In più, in base alla vostra ispirazione artistica, potreste voler aggiungere poi perline, bastoncini di zucchero colorati, goccioline di cioccolata, zucchero a velo, detersivo per lavatrice, stricnina e così via…

La preparazione

Ingredienti pronti? Siete scalpitanti? Impazienti? State già imbracciando il vostro armamentario da cucina digrignando i denti? Non corriamo troppo: intanto prendiamo tutti gli ingredienti secchi (farina, lievito e zucchero) e li rovesciamo senza grossi preamboli in un recipiente. Mescolate il tutto e compiacetevi del risultato. (Fin qui è facile.)

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Etimo
Ormai affascinati dall'etimologia inglese, scopriamo quella italiana invece: i massimi esperti sulla materia (i saggi di Wikipedia ed altri siti scelti a casaccio) riportano versioni contrastanti.
Alcuni sostengono che la parola provenga dal “suavillum”, un dolce composto da formaggio, uova e miele tramandato dagli scritti di Catone (noto golosone). Altri invece affermano che la parola deriva dal latino “cymbula”, che significa barchetta: questo spiegherebbe se non altro la forma chiaramente a ciambella dei moderni salvagente!

Aggiungete ora il burro, avendo cura di spezzettarlo in piccole parti. Con le dita manipolate il contenuto del recipiente fino ad ottenere un composto estremamente grumoso ed appallottolato (che probabilmente non è una parola italiana, ma rende bene l'idea).

Questo, va ribadito come in ogni ricetta che contempla l'utilizzo barbaro del burro, renderà le vostre mani inservibili per qualsiasi uso se non quello di far smettere di cigolare i cardini delle porte di casa. La pasta abrasiva che si utilizza in officina è una buonissima soluzione a questo problema, ma ricordatevi che non si tratta di un buon sostituto per la vostra delicata crema struccante da viso. (Abbiamo tentato anche questo. Diciamo solo che, se non vi piace il colore rosso acceso sul volto, non è una scelta felice.)

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A questo punto basta aggiungere il latte e l'uovo, avendo cura di sbatterlo brevemente prima. Fate assorbire e manipolate lentamente, in modo da ottenere una palla di impasto morbida e possibilmente omogenea.

È possibile che questo stato sia raggiungibile soltanto con l'aggiunta di un altro po' di farina (e/o minacce piene di frustrazione).

Impasto

Fatto? Abbiamo praticamente già finito! Non rimane altro che trasformare l'impasto sferico in delle ciambelle dalla classica forma omeomorfa ad un toro solido. Se non sapete cosa sia un omeomorfismo e se un toro vi sembra qualcosa che non dovrebbe aver molto a che fare con la cucina, non preoccupatevi.

“Ma Lorenz!” Esclamate nuovamente. Sarei veramente felice se la smetteste di interrompere. “Come faremo ad ottenere la classica forma della ciambelle? Non abbiamo nessuna formina adatta!”
Abbiate fede! È tutto molto più facile del previsto: saranno sufficienti un bicchiere largo ed un'altra forma circolare più piccola — come ad esempio il tappo di plastica di una bottiglia.

Stendete l'impasto utilizzando un matterello, fino a renderlo alto circa mezzo centimetro o poco più. Sfruttate ora le due forme di cui prima per ritagliare delle perfette forme ciambellose, da fare invidia ad un Giotto estremamente glutinico.

Ritaglio
Dal tappino di plastica alla bottiglia di birra della sera precedente, la vostra cucina dovrebbe includere tutto le formine di fortuna necessarie.

Una volta realizzate le magnifiche ciambelle, disponetele su una teglia ricoperta di carta forno. Non dimenticate di aggiungere anche i buchi di impasto rimossi: vi permetteranno di ottenere dei simpatici bottoncini, ottimi per sedare la voglia di dolce mentre aspettate di glassare le ciambelle vere e proprie!

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Notate la fantastica “ciambella negativa” in basso. Ricordatevi di non far scontrare ciambelle ed anti-ciambelle, per il bene della vostra cucina e di Robert Langdon

Infornate la teglia a 180°C per circa 12 minuti o poco più. Verificate la cottura con uno stecchino e ricordate che le ciambelle non devono diventare troppo secche: è preferibile farle asciugare all'aria che cuocerle troppo e creare inavvertitamente dei biscotti. (Che seppure gustosi vi faranno sentire un po' come Cristoforo Colombo: la scoperta accidentale dell'America è pur sempre un buon risultato, ma fosse stata una scelta deliberata ci avrebbe fatto una figura nettamente migliore.)

Una volta sfornate le ciambelle, mettetele a freddare. È il momento di creare la glassa cioccolatosa con cui ricoprirle!

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Unite i componenti della glassa in una ciotolina e mescolate con una forchetta: vi sembrerà che la ricetta preveda troppo poco latte, ma in realtà sarà sufficiente un po' di paziente manipolazione per ottenere una densa glassa sufficientemente liquida.

Intingete le ciambelle una ad una nella glassa, ruotandole velocemente una volta estratte. Con un po' di tentativi (giusto il tempo di rovinare tutte le ciambelle appena sfornate) dovreste riuscire ad ottenere una perfetta glassatura senza sbafi antiestetici.

Glassatura delle ciambelle

Disponete di nuovo ad asciugare… ed è finalmente fatta!

In tavola

Arrivati a questo punto avrete sicuramente già archiviato il vostro encomiabile proposito di conservare le ciambelle fino all'indomani per portarle ai vostri amici di università/ufficio/bar/circolo alcolisti anonimi: come noi probabilmente non riuscirete a placare l'inarrestabile bramosia scatenata dalla glassa…

Non lasciatevi fermare dalla ragione o dal senso di responsabilità! Potrete strafogarvi anche in perfetta solitudine in un angolo buio della cucina senza sentirvi in colpa. (O perlomeno, sentendovi molto meno in colpa del previsto.) Buon appetito!

Ciambelle al forno

La musica

Se dotati di becco Bunsen, potete verificare agevolmente se le ciambelle sono sufficientemente dolci o meno:

“Ma Lorenz!” Ancora voi.
“Non è un video musicale quello che hai appena inserito!”
Vi odio.

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Commenti, adulazioni ed insulti!

Ci sono 5 commenti. Festeggeremo moderatamente.
silvia
silvia

Bravi! giusto giusto la ricetta che cercavo per non sentirmi in colpa dopo aver ingurgitato spaventose quantità di tagliatelle al tartufo! Thanks! Le proverò al più presto!

isabella
isabella

Ma Lorenz!
Sembra una pasta frolla da biscotti!
Sanno davvero di ciambella, invece?

Il rischio di renderli biscottosi è effettivamente menzionato nel testo… proprio perché ne so qualcosa! :) (Successivi tentativi hanno avuto più successo.)
Giuro, il gusto è ugualmente ciambelloso!

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