Pizza hot-dog

Hot-dog pizza

Si intende per “cucina fusion” la combinazione volontaria di elementi associati solitamente a tradizioni culinarie diverse, per produrre piatti complessi ed innovativi, dal tono moderno ed interculturale. Nel nostro caso l'unico tipo di fusione che riusciamo ad ottenere in cucina è quello del metallo delle padelle. Ma è una perdita che affrontiamo con piacere se significa unire quanto di meglio ha da offrire la cucina italiana (indiscutibilmente la pizza ai primi posti) con l'hot-dog americano…

La fusione di questi due ingredienti produce un unico prodotto italoamericano, misterioso e per certi versi anche pericoloso (una specie di Al Capone pastoso). Se nell'immaginario comune l'unione di italianità ed americanità ha dato origine a gangster, organizzazioni mafiose, contrabbando di liquori e la musica di Madonna, è giusto riscattare i prodotti italoamericani con un piatto geniale come la pizza hot-dog!

Non solo il risultato sembra il figlio illegittimo di un calzone italiano ed una catena di fast-food, ma rappresenta anche un'ottima e subdola idea per far mangiare della carne ad un vegetariano ignaro di ciò che lo attende. Vantaggi per tutti.

Siete pronti? Siete eccitati ed affamati? Avete già imbracciato il vostro fucile a canne mozze? Amuninne picciotti!

Gli ingredienti (per una pizza)

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  • 500 g di preparato per pizza (o farina ‘0’ e del lievito),
  • 4 würstel viennesi (curvi),
  • 300 g mozzarella per pizza,
  • Olio d'oliva,
  • 500 ml di passata di pomodoro,
  • Sale,
  • Condimenti casuali!

Le ricette del blog hanno tutte un obiettivo: ottenere un risultato auspicabilmente commestibile (ma non è necessario né garantito) col minor impegno e col maggior divertimento possibile durante la preparazione (il numero di contusi e feriti durante questo processo può variare). Proprio a tal fine anche voi potreste voler prendere la “scorciatoia” del preparato per pizza con lievito istantaneo. E sarebbe una cosa lodevole!

Se doveste invece avere abilità ultraterrene che vi permettono di far lievitare un impasto come per magia, utilizzate lievito fresco e farina normale per ottenere un impasto più morbido e meno gommoso di quello ottenuto da noi.

La preparazione

Qualsiasi sia la vostra scelta in termini di lievito, smettetela di mugugnare “non ti preoccupare, ci faccio un'offerta che non può rifiutare” in tono pseudo-siculo. Create invece un bel vulcano di farina (la cosiddetta forma “a fontana”, come la chiamano le persone che non hanno mai visto una fontana) ed aggiungete un cucchiaino di sale e due cucchiai di olio d'oliva. (Aggiungete anche dello zucchero se intendete utilizzare il lievito fresco.)

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Aggiungete ora circa 250 ml di acqua tiepida e cominciate ad impastare. Chiaramente, impastare mentre qualcuno aggiunge acqua senza pietà è un'attività ingrata, un po' come fare il portiere a calcetto. Con la differenza che in questo caso, se fallite, la vostra squadra non otterrà un bel pallone da tenere, ma avrete comunque le mani bloccate da dei guantoni di impasto. Potete sempre assaggiare l'impasto man mano che lo lavorate, questa è un'ottima tecnica sia per liberarsi le mani che per stimolare al tempo stesso l'appetito!

Per rispettare la natura italoamericana del piatto, tra l'altro, questo sarebbe il momento ideale per nascondere eventuali prove delle vostre malefatte nell'impasto. Mandare Donnie, detto “Lefty”, a fare un bagno coi pesci con delle scarpe di pizza invece del solito cemento potrebbe essere molto più gustoso (per i pesci, quantomeno).

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Ricordatevi di lavorare l'impasto con estrema violenza e senza alcuna pietà. Accertatevi che non possa spifferare più alcunché. Più che un pestaggio, un pasteggio.

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Dopo aver consegnato la canonica testa di cavallo mozzata™ all'impasto, mettetelo a riposare per qualche minuto, in modo da potervi dedicare almeno brevemente allo scacciapensieri. (Notate che la testa di cavallo, a causa dei recenti scandali legati alla carne equina, non è un condimento particolarmente consigliato per la vostra pizza.)

Avendo quindi inevitabilmente fallito anche nella nobile attività musicale, si torna al tavolo di cucina e si cerca di stendere l'impasto in maniera uniforme e circolare sulla teglia. Entrambi questi attributi richiedono abilità manuali e geometriche troppo complesse per riuscire al primo colpo, ma a forza di intimidazione, minacce e pressione psicologica dovreste riuscire nell'intento. (Otterrete però una pizza omertosa.)

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Finalmente è il momento in cui trasformiamo una normale pizza in qualcosa di incommensurabilmente migliore!

Prendete i würstel e disponeteli lungo il bordo della pizza, in modo da formare un cerchio. La curvatura naturale dei würstel dovrebbe aiutarvi (se avete acquistato dei würstel viennesi, che purtroppo non hanno nulla a che spartire con italianità e crimine organizzato, ma fa lo stesso), dopodiché ricopriteli con il bordo della pizza.

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Assicuratevi che il bordo sia ben attaccato (altrimenti durante la cottura i würstel potrebbero liberarsi dal loro involucro pastoso), eventualmente utilizzando un po' di acqua per incollare bene i pezzi. (Vi assicuriamo che siamo stati molto attenti e la lievitazione ha assolutamente nullificato tutti gli sforzi, nel nostro caso. Ma noi siamo sfortunati.)

Wife-beater
La classica canottiera bianca è nota in inglese anche col nome di “wife-beater”, proprio perché associata solitamente a uomini coinvolti in episodi di violenza domestica. Nello stereotipo comune ogni immigrato italoamericano di umili origini scatta su tutte le furie contro la moglie, indossando una canottiera, come nella famosa scena di “Toro Scatenato”. (Un litigio legato alla cucina, tra l'altro! Attenti a cosa fate con quella pizza.)

A questo punto non vi resta altro che ricoprire il tutto con la passata di pomodoro e condire a piacimento! Ci raccomandiamo di farlo in canottiera, in maniera da sporcarsi per bene con passata ed altri ingredienti e confermare quindi lo stereotipo italoamericano da “wife-beater” anche visualmente. Raccomandiamo di assumere anche l'espressione truce di De Niro nell'accendere il forno.

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Riscaldate il forno a 200-250°C circa ed infornate il disco insospettabilmente farcito! Dopo circa una ventina di minuti sfornate ed aggiungete gli ultimi ingredienti (assieme alla mozzarella). Se non siete sicuri, la ricetta della pizza risorgimentale contiene una chiarissima spiegazione scientifico-matematica dell'ordine degli ingredienti (e molte foto imbarazzanti in camicia garibaldina).

Dopo ulteriori 10 minuti in forno, la vostra pizza hot-dog sarà pronta.

In tavola

La pizza, in generale, è un alimento subdolo e sempre imprevedibile in fase di consumazione: quando sarete intenti a tenere in equilibrio la fetta con entrambe le mani, cercando di non far colare il condimento, si affloscerà nella regione centrale per far esplodere la passata e la mozzarella in giro per il tavolo ed i vostri pantaloni. Per quanto attenti, c'è sempre una piccola pozzangherina d'olio che può sorprendervi imbrattandovi le zone basse in maniera imbarazzante.

La pizza hot-dog rappresenta la perfetta evoluzione di questo macchinario di inzaccheramento: il würstel nascosto dall'impasto può raggiungere temperature infernali, capaci di ustionare l'ignaro addentatore. Se i salsicciotti vengono consumati senza attenzione, possono venir proiettati da un morso direttamente in direzione dei vostri commensali più vicini. Tutto ciò rende la pizza un nemico di prim'ordine, se non lo si affronta con l'equipaggiamento giusto: posate e tovaglioli. Molti tovaglioli.

Hot-dog pizza

La musica

Niente rappresenta meglio la fusione di Italia, Stati Uniti e cultura mangereccia come la sigla di una serie TV ambientata in New Jersey e che ha come protagonisti una famiglia italoamericana profondamente invischiata nella malavita organizzata.

La cosa più esilarante probabilmente è il vocione spagnolo “Los Sopranos” che conclude la sigla.

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