Frittelle di banana

Frittelle di banana

È da poco passato il giorno del Carnevale, giorno di festa, mascheramento e consumo sfrenato di cibi, in particolari quelli fritti e quindi spettacolarmente dannosi per il fegato. Allora, quale scusa migliore per riciclare foto e ricetta della passata edizione del “Talk like a Pirate day” (già celebrato precedentemente con una sontuosa cena caraibica)? Già! Infatti cogliamo la palla al balzo: il travestimento da pirati c'è (sarà anche molto banale, ma lo è soltanto da dopo l'uscita di “Pirati dei Caraibi” con Johnny Depp), l'abuso di rum chiaramente anche, la cena immangiabile vagamente ispirata alla cucina caraibica pure... documentiamo dunque uno dei pochi elementi commestibili della cena (oltre ai tovaglioli): il dessert!

Dopo aver accuratamente documentato la preparazione delle famigerate castagnole dell'autostima e della sanissima zuppa di farina Basilese, vi presentiamo un dolce a forma di pallina fritta (deve trattarsi di una consuetudine carnevalesca non ben documentata storicamente) con elementi folkloristici caraibici come rum e banane! Insomma, un guazzabuglio di robaccia a caso che è sicuramente divertente da preparare, almeno fino alla prima ustione grave, e soprattutto molto potente in termini di apporto calorico e di sensi di colpa.

Orbene, mollate gli ormeggi, mettete sul fuoco l'olio di palma e godete del vostro bel galeone spagnolo, ora affumicato dall'odore di friggitoria cinese! Andiamo a preparare il terrore dei sette mari: le frittelle di banana!

Gli ingredienti (per 6 corsari)

  • 4 banane ben mature,
  • 100 g di farina,
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere per dolci,
  • 1 uovo (di gallina, ma se lo trovate di Dodo è meglio),
  • 3 dl di latte,
  • 50 g di zucchero,
  • 1 pizzico di sale,
  • Zucchero a velo per la decorazione,
  • Olio per friggere (e per combattere gli assaltatori del vostro vascello).

La preparazione

Immaginate lo scenario: siete un gruppi di pirati in mare da tempo, alla ricerca di tesori, ricchezze e villaggi da depredare. Siete in navigazione da settimane, non avete il GPS, le vettovaglie scarseggiano, siete in generale troppo occupati a discutere di make-up e vestiti che di preoccuparvi del vostro sostentamento… quello che ci vuole è una buona dose di dolcissima frutta fritta! Sia per godere di questa magnifica allitterazione, sia per combattere lo scorbuto.

Cadaveri
No, non stiamo suggerendo il consumo di cadaveri. Non più di quanto non sia generalmente ritenuto consono ad una dieta carnivora, se non altro! Quello che vogliamo portare alla vostra attenzione è che se mai vi trovaste attorniati da cadaveri (e vorremmo proprio capire in che situazioni vi sareste cacciati, in tal caso), cercate di non sopravvalutare il loro effetto sulla vostra salute. Sì: puzzano e diffondono E. Coli come solo un hamburger ammuffito sa fare, ma per il resto… (Questi consigli potrebbero non essere applicabili in caso di epidemia Zombie.)

Il vostro capo cuoco purtroppo penzola come cadavere irriconoscibile dall'albero maestro (e nessuno intende rimuoverlo da lì, un po' perché è sicuramente una banderuola più piratesca del gallo e secondariamente perché gli effetti negativi dei corpi putrescenti sulla salute dell'uomo sono molto esagerati). Fortuna che in questo caso abbiamo per le mani una ricetta di una facilità così disarmante che anche il mozzo più incompetente — a malapena abile a distinguere la celebre croce che indica il tesoro sulla mappa — sarà perfettamente in grado di prepararla!

In effetti siete fortunati, perché si procede esattamente come per la preparazione dei muffin: si prendono gli ingredienti e si mescolano assieme senza alcuna cognizione di ciò che si fa. Prendete dunque tutti gli ingredienti (eccetto le banane e l'olio per friggere, è superfluo dirlo, ma non fa mai male) e mescolateli insieme in un recipiente. Aggiungete eventualmente latte o acqua per ottenere una pastella sufficientemente liquida. Nel frattempo private le banane della buccia e tagliatele a rondelle (sembra facile, ma è un'operazione in cui è possibile fallire, ve lo diciamo per esperienza e con tanta autocommiserazione). Dopodiché, immergetele a dovere nella pastella.

Banane
Il nostro blog non è solo sorgente e causa di innumerevoli incidenti culinari, bensì è anche — raramente — fonte di grandissime verità! Ad esempio: come aprire correttamenteuna banana? È un'operazione che nella sua banalità meccanica, dovrebbe essere ispirata alle modalità adottate dalle specie con la maggiore esperienza nel campo, per cui: come aprire una banana come lo farebbe una scimmia?

Il prossimo passo è la fuga. Ma prima ancora di ciò, riempite una padella antiaderente di olio per friggere. Mettetela su fiamma grande ed aspettate che l'olio arrivi a temperatura. Per verificare che sia effettivamente così, potete come sempre tentare di friggere un vostro dito. La soluzione meno dolorosa (ma che non vi permette di ottenere un saporito dito croccantello) consiste nel gettare una goccia d'acqua sull'olio e verificare che sfrigoli e sobbalzi sulla superficie. Una classica leggenda a tal proposito vuole che, invece di utilizzare una normale goccia d'acqua, il cuoco sputi sull'olio. Trattandosi di un pasto piratesco, evitate di lanciare una palletta di flegma catarroso e verdognolo nella padella! Non siete a Tortuga.

Gettate le parti di banana, così come sono, nell'olio. Armeggiate con le pallette mentre friggono, ammirando le magnifiche forme che nel liquido vanno formando oscuri presagi per il vostro fegato, ed infine estraete le pallette fritte utilizzando un ramaiolo. (O qualsiasi altra arma da pirata. Il ramaiolo è un'arma contundente in fin dei conti, no?)

Così facendo potete cominciare a produrre una serie di magnifiche pallette dorate di banana fritta e, ve lo assicuriamo — parola di pirati — saranno una migliore dell'altra. Nel senso che ne farete a malapena due prima di stufarvi. E la seconda sarà necessariamente migliore della prima.

In tavola

Prima di servire, lasciate le pallette su uno strato di carta da cucina in modo da far assorbire almeno in parte l'olio della frittura. Dopodiché, collocate le pallette su un piatto, cospargete di abbondante zucchero a velo per esasperare gli effetti già temibili del dessert e servite — se possibile — con del gelato. (Che avrà come unica funzione quella di lubrificare il palato e la gola mentre cercherete di strozzarvi con ingenti quantità di frittelle di banana.)

Accompagnate il tutto con abbondanti dosi di rum e vi assicuriamo che niente e nessuno potrà fermarvi! Neanche il vostro dietologo!

La musica

Cosa può sottolineare musicalmente una cena basata sui trigliceridi e consumata mentre si è vestiti da pirati? Probabilmente soltanto un video che include Michael Bolton vestito da capitano Jack Sparrow…

And now back to the good part!” (Ossia, le frittelle.)

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Soltanto un commento, per il momento…
Lukas
Lukas

Bere a canna da una bottiglia di Rum. Monia you’re doing it wrong. :)

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